<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>a cura di Euroreporter.eu</title><link>http://www.euroreporter.eu</link><description></description><docs></docs>      <item>          <title>Expo Shangai: Semeta in Cina per rafforzare cooperazione e lotta contraffazione</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Rafforzare la cooperazione doganale tra Cina ed Europa per garantire la sicurezza dei prodotti e arginare il fenomeno della contraffazione delle merci: eegrave; questo lersquo;obiettivo dellersquo;intervento del commissario europeo per Fiscaliteagrave; e unione doganale, audit e lotta antifrode, Algirdas eScaron;emeta, che aprireagrave; domani la conferenza internazionale dell'Esposizione universale 2010 di Shangai. Tra i temi che saranno affrontati nel corso del dibattito: la sicurezza della catena di approvvigionamento, la tutela dei diritti di proprieteagrave; intellettuale e la lotta contro il contrabbando (in particolare di sigarette).enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La Cina rappresenta il secondo partner commerciale dellersquo;Unione europea dopo gli Stati Uniti e il primo per importazioni. Fino al 2008, le importazioni cinesi sono cresciute ad un ritmo del 18% lersquo;anno ammontando a 248 miliardi di euro nel 2008. Un volume che si eegrave; ridotto nel 2009 a 215 miliardi di euro a seguito della crisi finanziaria globale, ma che resta comunque significativo. La crisi non ha pereograve; scalfito le esportazioni europee verso il mercato del Sol levante che eegrave; invece cresciuto da 78 miliardi nel 2008 a 82 nel 2009.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;equot;La progressione degli scambi tra l'UE e la Cina eegrave; un fatto estremamente positivoerdquo;, ha riferito eScaron;emeta spiegando che: eldquo;Il lato negativo, tuttavia, eegrave; rappresentato dal parallelo aumento del commercio illegale, che va interrotto. Il rispetto delle norme doganali eegrave; essenziale per proteggere i nostri cittadini e garantire la libera circolazione delle merci tra paesi che sono partner commerciali. Dobbiamo percieograve; operare con maggiore energia per rendere efficace la collaborazione tra l'UE e la Cina, basata sulla fiducia reciproca e su scopi comuni.equot;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;La Cina eegrave; sul podio dei principali partner commerciali europei, ma segna il record negativo sulla sicurezza dei prodotti esportati e sulle contraffazioni. Nel solo 2009 il 64% degli articoli trattenuti alle dogane con il sospetto di infrangere le leggi sulla proprieteagrave; intellettuale sono di fattura cinese. Lersquo;elenco eegrave; lungo e conta i prodotti per la cura del corpo, articoli per fumatori, etichette, vestiario, accessori e scarpe, ma anche Cd e Dvd vergine.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Nel corso della sua visita di tre giorni il Commissario eScaron;emeta enbsp;discutereagrave; con le autoriteagrave; nazionali e con rappresentanti del mondo degli affari temi fondamentali riguardo alle misure doganali e antifrode e visitereagrave; il porto di Shanghai per vedere in prima persona come funzionano i controlli doganali cinesi. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per arginare lersquo;arrivo sui mercati europei di prodotti contraffatti o non sicuri, lersquo;UE e la Cina hanno lavorato per un certo numero di anni alla concretizzazione di buone relazioni commerciali fondate sulla reciproca fiducia delle parti a garantire lersquo;elevato livello di sicurezza delle merci esportate. Numerose le misure adottate ad oggi, tra cui la firma di un accordo di cooperazione e di mutua assistenza amministrativa in materia doganale e l'istituzione di un comitato misto di cooperazione doganale tra l'Unione europea e la Cina, al fine di promuovere la collaborazione e lo scambio di informazioni noncheeacute; di contribuire alla ricerca di soluzioni comuni per i problemi incontrati in questo settore.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per garantire la &lt;strong&gt;sicurezza delle merci importate &lt;/strong&gt;la Commissione europea punta allersquo;ampliamento del progetto pilota relativo a rotte commerciali veloci e sicure (Smart and Secure Trade Lanes, o SSTL) avviato nel 2006. Questo sistema enbsp;punta a promuovere lo scambio di dati e il reciproco riconoscimento riguardo a fondamentali questioni doganali e permette di verificare l'intero percorso, dal punto di partenza a quello di arrivo, delle misure di sicurezza applicate a un container e la tecnologia su cui queste sono basate. Un esempio delle tecnologie applicabili sono i eldquo;sigilli intelligentierdquo; posti sui container che permettono di registrare attraverso dei trasponder manomissioni dei container che trasportano le merci. enbsp;La prima fase del progetto ha interessato porti del Regno Unito e dei Paesi Bassi e il porto cinese di Shenzhen. Con SSTL sono stati ottenuti eccellenti risultati a livello di comprensione, fiducia e collaborazione tra le amministrazioni doganali partecipanti e progressi nel reciproco riconoscimento dei programmi di partenariato tra imprese attuati dalle due parti. eldquo;L'UE e la Cinaerdquo; annuncia una nota della Commissione, eldquo;stanno ora preparando l'avvio della seconda fase del progetto SSTL, che sareagrave; ampliato per includere la partecipazione del Belgio, della Francia, della Germania e dell'Italia e del porto di Shanghaierdquo;. Il progetto ha lo scopo di facilitare l'intesa sul reciproco riconoscimento delle misure di sicurezza, sui risultati dei controlli e sugli operatori economici autorizzati.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Nellersquo;agenda del commissario europeo anche la &lt;strong&gt;lotta alla contraffazione&lt;/strong&gt;. Obiettivo prorogare fino alla fine del 2012 il piano dersquo;azione Ue-Cina che garantisce lersquo;applicazione del diritti di proprieteagrave; intellettuale. Siglato nel gennaio del 2009 il piano d'azione prevede un graduale rafforzamento della collaborazione doganale riguardo all'applicazione dei diritti di proprieteagrave; intellettuale. l'UE e la Cina si sono impegnate alla costituzione e al funzionamento di una rete doganale per la protezione dei DPI noncheeacute; allo sviluppo di attiviteagrave; in settori chiave, come lo scambio di dati, la condivisione delle buone pratiche e le iniziative da attuare in materia con il settore industriale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Squadra che vince non si cambia. Sul &lt;strong&gt;commercio illegale di sigarette&lt;/strong&gt; lersquo;Europa prosegue il percorso iniziato nel 2008 con l'ufficio antifrode dell'UE (Olaf) con la nomina di un funzionario di collegamento a Pechino, con il compito di lavorare con la dogana cinese e le altre autoriteagrave; preposte alla lotta contro il contrabbando. La Commissione europea ricorda come lersquo;operazione enbsp;congiunta delle autoriteagrave; doganali (Diablo) coordinata dallersquo;Olaf e dallersquo;esecutivo europeo ha permesso nel gennaio del 2010 la confisca di 65 milioni di sigarette contraffatte.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>31/08/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Burocrazia: Maglia nera a Catanzaro, Roma e Campobasso. Ravenna Reggio E. e Prato, le virtuose</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Eersquo; ormai noto che mettersi in proprio Italia non eegrave; facile, ma in alcune citteagrave; enbsp;riuscire a sbrigare tutte le pratiche burocratiche eegrave; di per seeacute; unersquo;impresa. Eersquo; quanto emerge dalla classifica stilata dallersquo;Ufficio studi di Confartigianato che, per ciascun territorio provinciale, ha misurato la qualiteagrave; di alcuni servizi pubblici necessari per avviare e gestire unersquo;attiviteagrave; imprenditoriale.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La pubblica amministrazione eegrave; amica delle imprese nelle provincie di Ravenna, Reggio Emilia e Prato. Invece a Catanzaro, Roma e Campobasso si registra lersquo;ambiente pieugrave; difficile per metter suenbsp;unersquo;azienda. Tornano le divisioni Nord-Sud: tra i virtuosi dersquo;Italia, nelle prime dieci posizioni, troviamo, dopo il podio, nellersquo;ordine: Rimini, Forleigrave;-Cesena, Pistoia, Modena, Lucca, Arezzo e Piacenza. enbsp;Pieugrave; complicate le cose per gli imprenditori di Bari, Crotone, Taranto, Cosenza, Vibo Valentia, Isernia e Reggio Calabria che occupano la coda della classifica.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;Gli esempi elsquo;virtuosiersquo; rilevati da Confartigianatoerdquo;, si legge in una nota dellersquo;associazione, eldquo;non fanno venir meno le preoccupazioni per il costo complessivo della burocrazia a carico delle impreseerdquo;. Secondo lersquo;Ufficio studi di Confartigianato le aziende dei settori manifatturiero, costruzioni e servizi elsquo;brucianoersquo; 16.629 milioni di euro lersquo;anno, pari a circa un punto di PIL, equivalente ad un costo medio per azienda di 12.334 euro. A pagare il prezzo pieugrave; alto le microimprese, ovvero le aziende con meno di 10 dipendenti, con una quote di oneri parienbsp;al 76,3%.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Lersquo;Italia eegrave; al penultimo posto tra le 30 economie avanzate per la faciliteagrave; di fare impresa. Solo la Grecia fa peggio di noi. Non va meglio al Belpaese a giudicare dalla classifica mondiale stilata dalla confederazioni sulla base dei dati raccolti da Banca Mondiale - Doing Business 2010: lersquo;Italia occupa la 78edeg; posizione.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Gli ostacoli sulla tracciato delle imprese sono molti. Le performance peggiori registrate riguardano la soluzione giudiziale delle controversie commerciali (156edeg; posto), seguite dai tempi di pagamento di imposte e contributi (136edeg; posto), dall'assunzione personale (99edeg; posto), dal trasferimento di una proprieteagrave; immobiliare (98edeg; posto), dall'accesso al credito (87edeg; posto) e dalla concessione di licenze edilizie (85edeg; posto). Per quanto riguarda i tempi di avvio di una nuova impresa, il nostro Paese si colloca al 75edeg; posto nel mondo. La posizione per lo start-up di impresa eegrave; arretrata nell'ambito delle economie avanzate: l'Italia si classifica al 21edeg; posto tra le 27 economie Ocse.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>31/08/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Sondaggio: Gradimento Ue ai minimi da 9 anni </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lersquo;Euroscetticismo dilaga: solo il 42% dei cittadini del Vecchio continente dichiara di credere nellersquo;Europa. Il consenso per lersquo;Unione europea perde punti toccando il minimo degli ultimi 9 anni. A dirlo eegrave; il sondaggio annuale Eurobarometro che lo scorso maggio ha interpellato circa 1000 cittadini in ogni paese membro per chiedere cosa pensano dellersquo;Europa, ma anche sulla situazione economica in un momento in cui lersquo;Europa era nellersquo;occhio del ciclone della crisi enbsp;con livelli di disoccupazione al 10%, il livello pieugrave; alto mai raggiunto dallersquo;introduzione della moneta unica.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La Commissione europea dichiara in una nota: eldquo;il 75% dei cittadini europei ritiene che un maggiore coordinamento delle politiche economiche e finanziarie tra gli Stati membri dell'UE sarebbe utile per lottare contro la crisi economica, come risulta dall'Eurobarometro di primavera 2010, il sondaggio di opinione semestrale organizzato dall'UEerdquo;. Vero, ma a sfogliare lersquo;intero rapporto non pueograve; sfuggire il tracollo subito dallersquo;Unione europea agli occhi dellersquo;opinione pubblica. enbsp;Solo il 49% dei cittadini europei considera eldquo;una cosa positivaerdquo; lersquo;appartenenza del proprio paese allersquo;Unione Europea, 4 punti percentuali in meno rispetto allersquo;autunno del 2009. Sale invece lersquo;euroscetticismo con la percentuale di chi considera eldquo;negativaerdquo; lersquo;adesione allersquo;Ue eegrave; passata dal 15 al 18%nello stesso periodo.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;In Grecia, l'approvazione nei confronti dell'Ue eegrave; scesa di 17 punti toccando il 44%. Un risentimento connesso al salvataggio di Atene dal collasso finanziario che ha imposto al paese severe misure di austrerity. Nella classifica degli Eurscettici. In Germania, la principale economia europea e tradizionalmente favorevole all'Ue, il consenso eegrave; sceso invece al 50% con una perdita di 10 punti.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;In the Eu we donersquo;t Trusterdquo; dice il 42% percento dei cittadini europei facendo perdere alle istituzioni europee sei punti percentuali rispetto allersquo;autunno del 2009.enbsp;A non confidare troppo nellersquo;Europa, senza sorprese sono gli inglesi (68%), seguiti dai greci (56%), dai tedesci (54%), austriaci (52%) e francesi (51%). eldquo;Forseerdquo;, si legge nel rapporto nato dal sondaggio, lersquo;Europa ha pagato lo scotto della crisi del debito in Grecia e dellersquo;instabiliteagrave; della moneta unica. eldquo;La fiducia nelle istituzioni dell'UE resta comunque elevata rispetto a quella nei governi nazionali o nei parlamenti nazionali (42% contro il 29% e il 31% rispettivamente)erdquo;, si giustifica la Commissione europea.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Sulla situazione economica generale, la percentuale di coloro che pensano che il peggio debba ancora arrivare eegrave; aumentata di un punto al 55%, mentre il 37% ritiene che la crisi abbia gieagrave; raggiunto il suo picco massimo. Eersquo; lersquo;aumento dei prezzi a preoccupare gli europei con il 36% che non nasconde le difficolteagrave; incontrate nel pagare le bollette.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il 71% degli intervistati ritiene che le riforme a sostegno dei giovani e delle generazioni future debbano essere portate avanti anche a costo di sostanziosi sacrifici, ma quando gli viene chiesto se siano pronti a rinunciare ai loro livelli di vita per garantire una un futuro pieugrave; roseo alle generazioni future solo il 46% si eegrave; detto pronto a sacrifici.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>28/08/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Sba: L'Italia riscrive l'Act per le piccole e medie imprese </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'Italia chiede allersquo;Europa modifiche radicali alle misure dello Small Business Act (Sba), la direttiva Ue che individua misure e interventi volte a favorire la crescita delle piccole e medie imprese. Tra le proposte presentate nel documento inviato alla Commissione europea dal Ministero per lo Sviluppo economico la creazione di Sba regionali, lersquo;introduzione di un erdquo;Contratto di Rete Europeoequot;, un rafforzamento del Venture capital per le piccole imprese e un nuovo sistema per agevolare lersquo;accesso delle Pmi agli appalti pubblici. enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;Il riesame intrapresoerdquo;, ha spiegato enbsp;Piero Antonio Cinti, direttore generale piccole e medie imprese del Ministero dello Sviluppo Economico eldquo;ha tre obiettivi: fare il punto degli sviluppi registrati nell'attuazione dello Sbaerdquo;. Ma non solo. Fondamentale, tra gli obiettivi anche eldquo;correlare lo stesso SBA con la nuova agenda politica della Commissione, eldquo;Europa 2020erdquo;, inserendo nuove azioni facenti capo ai dieci principi; valutare attentamente il processo di attuazione e le questioni di governance per incoraggiare gli Stati membri a tener fede ai loro impegni attuando azioni concrete a favore delle PMI e di migliorare gli strumenti per la raccolta di informazioni e il monitoraggio dell'attuazione dello SBA negli Stati membrierdquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Roma boccia le soluzioni e gli strumenti proposti fino ad oggi a sostegno dell'occupazione (piani sociali, formazione continua, lersquo;aggiornamento delle competenze, il perfezionamento professionale, etc.) per affrontare la crisi. enbsp;Per il Mse queste proposte eldquo;non sono adattate alle PMI e ai loro dipendentierdquo;. Lersquo;Italia chiede che le norme applicate ai lavoratori dipendenti, progettate per rapporti di lavoro tra lavoratori e datori di lavoro, enbsp;equot;non siano imposte ai lavoratori autonomierdquo; per non limitare la liberteagrave; dersquo;impresa.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Dubbi anche sullersquo;innovazione coseigrave; come formulata dallo Sba, ossia come innovazione di alta tecnologia. eldquo;In realteagrave;erdquo;, si legge nel documento, eldquo;l'innovazione nelle PMI ricade soprattutto con livelli tecnologici medio-bassi, eegrave; spesso informale e raramente eegrave; basato su ricerca e sviluppo, come nel caso dei servizierdquo;. Bisogna, prosegue il testo, eldquo;sostenere tutti i tipi di innovazione in senso lato, noncheeacute; l'accesso facilitato ai risultati di ricerca, sviluppo e innovazioneerdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per il governo eegrave; necessario creare eldquo;SBA regionaliequot; che tengano conto delle peculiariteagrave; territoriali delle Pmi eldquo;non solo in Italia, ma in tutta Europaerdquo;.Per quanto riguarda il Contratto di rete europeo sulla falsa riga di quello introdotto in Italia con la Legge n. 33 del 2009 che permette a due o pieugrave; partner di dar vita a una eldquo;aggregazioneerdquo; di interessi specifici, cioeegrave; ad attiviteagrave; comuni tra due o pieugrave; imprese con un unico atto giuridico che costituisce un istituto di riferimento anche fiscale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Lersquo;Italia guarda Oltreoceano in tema enbsp;di accesso delle Pmi agli appalti pubblici. Negli USA gli appalti pubblici federali sono generalmente destinati alle grandi imprese con possibiliteagrave; di subappaltare. Lersquo;appaltatore eegrave; tenuto a presentare un piano di subappalto che indichi tutte le opportuniteagrave; di subappalto destinate a piccole imprese, piccole imprese svantaggiate, imprese di proprieteagrave; di donne ed imprese situate nelle zone industriali storicamente inutilizzate. Ipotesi scartata da Bruxelles percheeacute; contraria ai principi della concorrenza, coseigrave; che la Commissione ha deciso per un sistema che enbsp;riduca le soglie per la partecipazione agli appalti correlato da misure volte ad assicurare un sufficiente accesso allersquo;informazione e a diminuire gli oneri amministrativi. Il governo italiano propone, invece eldquo;una riserva di quote percentuali di appalti e subappalti in favore delle PMI, con lersquo;attribuzione di un particolare rilievo a criteri discriminanti qualitativi quali la provenienza delle imprese da zone svantaggiate ovvero storicamente inutilizzate noncheeacute; la titolariteagrave; femminile delle medesimeerdquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Fondamentale, poi, il rilancio del venture capital. eldquo;In Italia tale attiviteagrave; finanziario-imprenditoriale non eegrave; molto sviluppata rispetto al resto dell'Europa che, a sua volta,enbsp;presenta un certo ritardo nei confronti degli USAerdquo; spiega Cinti e aggiunge eldquo;questo eegrave; l'effetto soprattutto della mancanza, da un lato, di una cultura finanziaria presso le PMI che consideri forme alternative al capitale di debito (in particolare nel Sud dell'Italia, dove eegrave; destinato solo il 4% degli investimenti di venture capital) e, dall'altro, di una infrastruttura finanziaria ancora troppo distante dalle esigenze del tessuto d'impresa del nostro Paeseerdquo;. A tal proposito, secondo i consulenti del Mse, eldquo;andrebbero create le condizioni a livello comunitario per individuare forme di incentivazione fiscale all'utilizzo del venture capital presso le piccole imprese come la defiscalizzazione dei capitali destinati ad investimenti in start-up e favorire un maggiore coordinamento tra iniziative comunitarie, nazionali e regionalierdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il nostro Paese spinge anche per varare forme di agevolazione fiscali, microcredito e semplificazione amministrativa per le imprese individuali extracomunitarie, in particolare se capitanate da una donna chiedendo, in questo contesto, l'eliminazione del limite dei 40 anni per l'accesso alle agevolazioni destinate all'imprenditoria femminile.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>19/08/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Crisi: Confartigianato, Pmi italiane pagano bollette pi&#249; salate d'Europa</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le bollette strozzano lersquo;imprenditoria italiana: crescono i prezzi di trasporti, acqua e raccolta rifiuti con le Pmi nostrane costrette a pagare i servizi pubblici locali il doppio della media europea. enbsp;Eersquo; il quadro che emerge da uno studio di Confartigianato, conseguenza, secondo il centro studi dellersquo;organizzazione di categoria della scarsa concorrenza nei servizi pubblici. A farne le spese, eegrave; il caso di dirlo, i cittadini e gli imprenditori. Ma le aziende, denuncia Confartigianato, potrebbero perdere anche la possibiliteagrave; di entrare nel mercato della rete di gestione dei servizi pubblici locali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Se le imprese manifatturiere italiane hanno dovuto mantenere stabili o abbassare i prezzi di vendita per contendersi il mercato, i costi dei servizi pubblici locali continuano ad aumentare.enbsp;Negli ultimi 5 anni le bollette sono aumentate del 28,4%, praticamente tre volte pieugrave; del tasso dersquo;inflazione e il doppio di quanto avvenuto negli altri paesi europei. enbsp;Nemmeno la crisi ha fermato la corsa delle tariffe: secondo le rilevazioni dellersquo;Ufficio studi di Confartigianato, tra giugno 2008 e giugno 2010, mentre il tasso dersquo;inflazione era fermo al 2%, famiglie e imprese hanno subito aumenti del 10% per le tariffe di acqua, rifiuti e trasporti.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Gli aumenti registrati non corrispondono, ha rilevato il Centro studi Confartigianato, ad un miglioramento della qualiteagrave; dei servizi offerti. Tra il giugno del 2005 e il 2010, le tariffe dellersquo;acqua sono aumentato del 37,1% contro il 15,8% della media europea. Pessima la gestione della risorse con una rete di distribuzione che sembra una groviera con perdite che superano la portata del fiume Brenta con 2.610 milioni di metri cubi lersquo;anno. Solo i due terzi di acqua erogata, dice la Confartigianato, raggiungono infatti i rubinetti delle famiglie: un terzo si perde per strada. La maggiore dispersione idrica si registra nelle regioni del Sud, dove la penuria dersquo;acqua eeacute; maggiore e dove lo spreco medio pereograve; eeacute; di 70 litri di acqua prelevati in pieugrave; per 100 litri erogati. Maglia nera alla Puglia con 87 litri di acqua immessa in pieugrave; ogni 100 litri erogati, segue la Sardegna con 85 litri in pieugrave;, quindi il Molise (78 litri), Abruzzo (77 litri), Friuli (68), Campania (63), Lazio con 55 litri, la Sicilia con 54 litri in pieugrave;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;I servizi di raccolta rifiuti sono rincarati del 27,3% contro il 15,8% della media europea. Ironia della sorte a pagare la spesa pieugrave; alta per la spazzatura eegrave; Napoli con 331 euro per unersquo;abitazione di 80 metriquadri. Solo nel caso dei trasporti pubblici il rincaro del 14,1% eeacute; in linea con la media europea (14,6%).enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Complessivamente a pagare le bollette pieugrave; salate per i servizi sono imprese e cittadini di a Cagliari (3.108 euro) contro i 2.179 euro che pagano i milanesi.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per i servizi pubblici locali dovrebbe scattare la riforma attesa da anni che apre il mercato alla enbsp;concorrenza nella gestione di settori come la raccolta rifiuti, i trasporti su strada, le forniture di acqua. enbsp;Obiettivo della legge, scardinare il monopolio pubblico e aprire il mercato ai privati per garantire tariffe pieugrave; basse e migliore qualiteagrave; dei servizi. Promosse le finaliteagrave; della legge, ma perplessiteagrave; sui meccanismi per attuarla. Secondo Confartigianato restano i dubbi sulla possibiliteagrave; concreta che le piccole imprese possano partecipare, al fianco delle grandi aziende alla gestione dei servizi. Un mercato quello dei servizi pubblici locali che vale 32 miliardi di euro, con quasi 185.700 addetti e nel quale eldquo;'se la componente privata fosse pieugrave; rilevante - sottolinea il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli - si avrebbero tariffe pieugrave; elastiche e convenienti per i cittadinierdquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;Stop agli affidamenti in house, ma messa a gara dei servizi pubblicierdquo;, chiede Confartigianato in una nota, eldquo;con un ingressoerdquo;, aggiunge Fumagalli, eldquo;di questo mercato nel circuito virtuoso dellersquo;economia privataerdquo;. enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il rischio da evitare, insomma, mette in guardia Confartigianato, eegrave; che nei servizi pubblici locali si crei lersquo;ennesimo caso di privatizzazione senza reale liberalizzazione e senza i vantaggi che lersquo;apertura del mercato deve portare ai consumatori in termini di maggiore efficienza e di minori costi.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>15/08/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Made in Italy: Stop del governo alla legge Reguzzoni-Versace</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La lettera inviata da Bruxelle al governo italiano blocca la Reguzzoni-Versace, la legge che impone un numero minimo di fasi di lavorazione realizzate in Italia percheeacute; il prodotto finito possa essere etichettato come Made in Italy. La Commissione europea ha espresso dubbi sul provvedimento percheeacute; contrario ai principi del mercato comunitario. Il viceministro allo sviluppo economino, Adolfo Urso, ha bloccato la legge.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; enbsp; enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;equot;Visto il parere negativo dell'UnioneEuropea, e' necessario, magari gia' al prossimo consiglio deiministri posporre con un emendamento la data di entrata invigore della legge sul made in Italy che al momento e'prevista per il primo ottobre''. Ad affermarlo e' il viceministro allo Sviluppo Economico, con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, in un'intervista a 'Libero'.''Sara' quindi necessario -sottolinea Urso- congelare per qualche mese la legge approvata dal nostro Parlamento e nel frattempo muovere le pedine europee''. Urso ribadisce come le norme dell'etichettatura obbligatoria siano fondamentali per il nostro export, ''ma endash; aggiunge - essendo la Reguzzoni-Versace una legge bandiera non rispetta i binari dell'Unione''. Il vice ministro si riferisce alla proposta di regolamento sull'etichettatura obbligatoria per le merci extra-Ue che sara' discussa a settembre dal Parlamento europeo. ''Siamo convinti - continua Urso - che l'impegno italiano in Europa a breve raccogliera' i frutti sperati e a quel punto a Roma potremo modificare la legge sul Made in Italy in base alle conquiste ottenute a Bruxelles. In questo modo non ci saranno contenziosi per le nostre imprese e si potra'sfruttare l'effetto leva sull'export''.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Dalle pagine del quotidiano, Corriere della sera, interviene anche il Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, ''Sto con le regole. Nella lettera che ci ha inviato l'UE c'eegrave; un richiamo al trattato di Lisbona e l'obiettivo eegrave; unificare i mercati nazionali in un solo mercato domestico''. Quando gli viene dimandato se in Europa non ci siano interessi che giocano contro di noi, Ronchi eeacute; perentorio equot;Se insistiamo enbsp;rischiamo di perdere la vera battaglia, quella della legge europea sul 'made in', l'unica in grado di dare certezze a tutte le imprese che vogliono lavorare in trasparenzaequot;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Posizione perfettamente in linea con quella del commissario europeo allersquo;Industria, Antonio Tajani, che intervenendo sulla questione del ersquo;Made inersquo; ha dichiarato: equot;il marchio europeo eegrave; la strada miglioreequot;. La legge Reguzzoni-Versace, ha spiegato Tajani equot;presenta alcune anomalie. C'eegrave; un errore formale percheeacute; doveva essere inviata alla commissione prima di essere approvata dal Parlamento. Ci sono poi dei contenuti in contrasto con norme comunitarie e sul mercato internoequot;. Pur ritenendo il made in Italy equot;un principio sacrosantoequot; Tajani invita ad un marchio europeo che equot;garantirebbe che per creare quel prodotto sono state aplicate tutte le regole Ueequot;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Diverso il parere del deputato leghista Marco Reguzzoni, autore della discussa legge sulla commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri. equot;Se la volonta' del viceministro allo Sviluppo Urso e' di cambiare la legge sul Made in Italy partiamo col piede sbagliato. C'e' stato addirittura un colpevole ritardo di notifica della norma italiana da parte del ministero all'Unione europea, creando cosi' problemi alle imprese e facendo il gioco dei furbi, di chi ha delocalizzato ed e' andato magari a produrre in Cinaequot;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per Confartigianato equot;eeacute; fondamentale una normativa, anche a livello comunitario, sullersquo;indicazione di origine dei prodotti tale da assicurare alle imprese condizioni per un commercio equo e trrasparenteequot;. Il segretario generale dellersquo;associazione, Cesare Fumagalli, sostiene di preferire lersquo;apertura della procedura di infrazione allo stop della legge. enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>10/08/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Made in: I dubbi di Bruxelles sulla legge Reguzzoni-Versace</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;a legge sul Made in Italy nel mirino della Commissione europea percheeacute; non ha rispettato lersquo;iter legislativo per lersquo;approvazione e percheeacute; viola le disposizioni comunitarie in tema di concorrenza nel mercato interno europeo. enbsp;enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;equot;Vorrei invitare le autoriteagrave; italiane a tenere in conto le osservazioni appena esposte e a tenermi informato riguardo alle misure che esse intendono adottare per assicurare che la normativa in questo settore sia in linea con le disposizioni del Trattato e della Direttiva 98/34/Ceequot;. Cosiersquo; Heinz Zourek, direttore generale della Direzione Impresa e industria, chiede chiarimenti allersquo;Italia sulla legge Reguzzoni-Versaceendash;Calearo, approvata dal parlamento italiano e applicabile da ottobre. La legge crea un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti finiti e intermedi, cioeegrave; quelli destinati alla vendita, aggiungendo la clausola eldquo;del prodotto prevalentemente realizzato in Italiaerdquo; necessaria al riconoscimento del marchio del Made in Italy, assicurando quindi la tracciabiliteagrave; dei prodotti. Per ogni settore vengono individuate varie fasi di lavorazione e in caso di violazione della norma sono previste sanzioni amministrative che possono superare i 100mila euro, mentre in caso di reiterazione della violazione eegrave; prevista la sospensione dell'attiviteagrave; della impresa per un periodo da un mese a un anno.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;I dubbi di Bruxelles sulla validiteaacute; della legge riguardano due punti. Il primo eeacute; un vizio formale. Gli Stati membri, come ricorda Zourek nella lettera, equot;devono comunicare alla Commissione le bozze di regolamentazione tecnica prima della loro adozione e comunque a uno stadio in cui siano ancora possibili modifiche sostanzialiequot;. La legge sul made in Italy eegrave; stata varata il 17 marzo scorso e notificata il 7 maggio, equot;quando non poteva pieugrave; essere considerata come bozzaequot;. Quindi la notifica eegrave; irregolare.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La Commissione europea vuole vederci chiaro anche sul contenuto della normativa.enbsp;Gli schemi di marcatura nazionale, siano essi obbligatori o volontari, equot;sono contrari agli obiettivi del mercato interno percheeacute; possono rendere pieugrave; difficile la vendita in uno stato membro di una merce prodotta in un altro stato membro, facendo venir meno di conseguenza i benefici del mercato internoequot;. enbsp;La Corte di giutsizia Ue eeacute; gieaacute; intervenuta sulla questione per enbsp; scongiurare lersquo;applicazione di normative simili in Germania nel 2002 e nel 1983 in Gran Breatagna, in seguito al tentativo del Regno Unito di introdurre il marchio made in England.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per Bruxelles, poi, la legge non eeacute; giustificabile nemmeno dal punto di vista della salvaguardia e tutela del consumatore.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Infine, per i prodotti che non soddisfanmo i criteri dettati dalla legge e per cui non puoersquo; essere apposto il marchio Made in Italy, lersquo;indicazione del paese di origine equot;eeacute; obbligatoria, nel rispetto della normativa comunitariaequot;. Ma, spiega la Commissione, non esiste un regolamento Ue per un sistema di etichettatura obbligatoria.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>30/07/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Innovazione: Da Ue, 6,4 mld per ricerca; 800 mln per le Pmi </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Circa 6,4 miliardi di euro per la crescita e lersquo;innovazione, di cui 800 milioni destinati alle piccole e medie imprese: sono queste le cifre del pieugrave; grande investimento europeo mai realizzato per la ricerca e lersquo;innovazione Il pacchetto di finanziamenti, specifica una nota della Commissione europea eldquo;eegrave; uno stimolo economico che dovrebbe generare oltre 165 000 posti di lavoroerdquo;, coinvolgendo 16.000 partecipanti da enti di ricerca, universiteagrave; e industria, tra cui circa 3.000 PMI. I bandi per attingere ai fondi Ue saranno pubblicati a partire dal 20 luglio.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;equot;Investire nella ricerca e nell'innovazione eegrave; l'unico modo intelligente e durevole per uscire dalla crisi e dirigersi verso una crescita sostenibile e socialmente equaerdquo;. Il commissario europeo per la ricerca e lersquo;innovazione, Meaacute;ire Geoghegan-Quinn, introduce coseigrave; il pacchetto di aiuti miliardario per la crescita e lersquo;innovazione. eldquo;Questo pacchetto europeo endash; spiega lersquo;irlandese - contribuireagrave; a creare prodotti e servizi nuovi e migliori, un'Europa pieugrave; concorrenziale e pieugrave; verde, noncheeacute; una societeagrave; migliore, con una qualiteagrave; della vita pieugrave; elevataerdquo;. I finanziamenti, a disposizione di imprese e ricercatori, sono destinati a progetti eldquo;di puntaerdquo;, per affrontare le grandi sfide economiche e sociali: il cambiamento climatico, la sicurezza energetica e alimentare, la saniteagrave; e l'invecchiamento della popolazione. eldquo;Si tratta endash; ha concluso Geoghegan-Quinn enbsp;- di uno stimolo economico enorme ed efficiente, noncheeacute; di un investimento nel nostro futuroequot;. La dotazione per gli inviti a presentare proposte del Settimo programma quadro nel 2011 eegrave; pari a 6,4 miliardi di euro, corrispondenti a un incremento del 12% rispetto al 2010 (5,7 miliardi di euro) e del 30% rispetto al 2009 (4,9 miliardi di euro).&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Le Pmi riceveranno 800 milioni di euro e, per la prima volta, in molte aree si provvedereagrave; a stanziare dotazione ad hoc. Per esempio nei settori della saniteagrave;, della bioeconomia basata sulla conoscenza, dell'ambiente e delle nanotecnologie la partecipazione delle PMI dovreagrave; rappresentare il 35% dello stanziamento complessivo per un determinato numero di ambiti.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Al cuore dellersquo;iniziativa Ue la ricerca in tecnologie, prodotti e servizi nuovi eegrave; l'essenza stessa del pacchetto. Alla saniteagrave; andranno oltre 600 milioni di euro. Alla sola ricerca medica andranno circa 206 milioni di euro, ossia un terzo della dotazione complessiva per il 2011, destinati a test clinici al fine di commercializzare pieugrave; velocemente nuovi medicinali. Cospicua la quota di finanziamenti destinati alle nanotecnologie con 270 milioni di euro, per progetti di ricerca che puntano alla creazione di prodotti e servizi nuovi, con tanto di brevetto e commercializzazione a seguire.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Alla tecnologia Bruxelles destinereagrave; 1,2 miliardi di euro per approfondire la ricerca nel TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione) che consentiranno alla Commissione di rispettare gli impegni dell'Agenda digitale europea per mantenere il ritmo di crescita annuale dei finanziamenti in questo ambito. enbsp;Oltre 400 milioni di euro sosterranno la ricerca sulle modaliteagrave; con le quali le TIC possono rilevare sfide, quali l'economia a basso tenore di carbonio, una societeagrave; che invecchia, noncheeacute; impianti adattabili e sostenibili. Ulteriori 90 milioni di euro sono destinati nel 2011 al partenariato pubblico privato per l'internet del futuro per rendere intelligenti le infrastrutture europee fondamentali.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Ricerca e ricercatori riceveranno poi 1,3 miliardi di euro sono destinati agli scienziati pieugrave; creativi selezionati dal Consiglio europeo della ricerca. Le borse per la mobiliteagrave; di 7 000 ricercatori altamente qualificati saranno erogate dalle Azioni Marie Curie per un importo pari a 772 milioni di euro.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Allersquo;ambiente vanno circa 205 milioni di euro. La Commissione introduce quest'anno le modaliteagrave; per accelerare la condivisione dei risultati della ricerca sull'ambiente: i beneficiari delle sovvenzioni UE si impegnano a rendere liberamente accessibili le pubblicazioni derivate dalla loro ricerca, al termine di un determinato periodo di riservatezza.&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>28/07/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Brevetti: Ronchi, trilinguismo discriminatorio; Commissione Ue replica </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Eersquo; scontro tra Italia e Comissione europea sulla proposta di regime linguistico per i brevetti nell'Ue. Tre le lingue riconosciute: inglese, francese e tedesco. Escluso in un primo momento lersquo;italiano, poi reinserito, ma equot;senza valore legaleequot;.enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La Commissione europea respinge le accuse di discriminazione geografica o culturale nei confronti dell'Italia mosse dal Ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi, in una lettera indirizzata al presidente delersquo;esecutivo europeo, Joseegrave; Manuel Barroso. La proposta sul regime linguistico dei brevetti, scrive Ronchi nella lettera, equot;lede il principio di pari digniteagrave; delle lingue dellersquo;U.E. e crea elementi di distorsione della concorrenza, intaccando, nella quasi totaliteagrave; degli Stati Membri, enbsp;lersquo;efficienza dei mercati e la competitiviteagrave; delle imprese, specie di quelle piccole e medieequot;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Non si fa attendere la replica della Commissione europea: nella nostra proposta, ha ricordato un portavoce dellersquo;esecutivo Ue, i candidati equot;possono presentare la domanda per avere il brevetto in qualsiasi linguaequot;. Il brevetto europeo equot;potreagrave; invece essere concesso in una delle tre lingue, ossia inglese, francese e tedescoequot;, ha aggiunto il portavoce sottolineando che equot;forse si fa confusione tra gli idiomi procedurali e le ventitreegrave; lingue ufficiali dell'Europaequot;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Pronta la risposta del ministro Ronchi: equot;Apprezziamo l'immediato interessamento della Commissione europea sulla questione sollevata, ma le risposte fornite oggi non fanno che confermare le nostre preoccupazioniequot;. enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;equot;Sappiamo bene - continua il responsabile alle politiche comunitarie del governo italiano - che il cittadino italiano pueograve; presentare la domanda per avere il brevetto anche in lingua italiana, peccato che la versione italiana non abbia nessun valore legale, visto che il brevetto dell'Unione Europa verrebbe concesso in una delle tre lingue procedurali (inglese, francese, tedesco). Non solo. Secondo i dati relativi allo scorso anno dell'Ufficio europeo dei brevetti di Monaco di Baviera, quasi il 20% dei brevetti registrati sono tedeschi. Questo vuol dire, che in futuro il brevetto dell'Unione Europea circolereagrave; in molti casi praticamente solo in lingua tedesca creando non poche difficolteagrave; alle nostre piccole e medie imprese. Ecco percheegrave; sosteniamo e ribadiamo che si creerebbe una alterazione della concorrenza e si penalizzerebbe la competitiviteagrave; del nostro sistema imprenditorialeequot;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per evitare che il tedesco diventi la lingua dei brevetti, Ronchi propone di azzerare il trilinguismo e di affidarsi solo alla lingua inglese. Un'impotesi caldeggiata anche dai gruppi di interesse imprenditoriali percheeacute; semplifica l'iter burocratico e riduce significativamente i costi.enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>24/07/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Non solo griffe. Le contraffazioni  nell'Ue riguardano prodotti di uso quotidiano. </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;N&lt;em&gt;&lt;strong&gt;on pieuacute; beni di lusso, borse e jeans firmati. I falsi e gli articoli contraffatti che raggiungono lersquo;Europa nellersquo;era della crisi economica sono i prodotti di uso quotidiano: sigarette, ma anche marche commerciali, giocattoli, apparecchi domestici, prodotti per la salute e la cura del corpo, come shampoo, dentifrici e medicine. Eersquo; uno dei dati che emerge dalla relazione annuale della Commissione sull'azione doganale dell'UE per la tutela dei diritti di proprieteagrave; intellettuale (DPI).enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;Nel 2009 le dogane dell'Unione europea sono intervenute in 43 500 casi che hanno coinvolto diversi milioni di prodotti sospettati di essere contraffatti o usurpativi alle frontiere esterne dell'Unione. La relazione osserva che, mentre nel passato i beni maggiormente colpiti da violazione dei DPI erano gli articoli di lusso, attualmente le contraffazioni riguardano con sempre maggiore frequenza quelli utilizzati dai cittadini nella vita quotidiana. Fra i beni sequestrati pieugrave; frequentemente, le sigarette rappresentano il 19%, gli altri prodotti del tabacco il 16%, le marche commerciali il 13% e i medicinali il 10%.&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;equot;Il ruolo delle dogane europee eegrave; proteggere i nostri cittadini e le nostre imprese. I prodotti contraffatti possono costituire un grave rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori, danneggiando nel contempo i legittimi titolari. La Commissione e gli Stati membri continueranno a collaborare con i partner internazionali commerciali e industriali per garantire il massimo livello di tutela dei diritti di proprieteagrave; intellettuale nell'UEequot;, ha assicurato Algirdas eScaron;emeta, commissario per la  Fiscaliteagrave; e l'unione doganale, l'audit interno e la lotta antifrode.&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;La Cina continua a essere il principale paese di origine dei prodotti che violano i DPI, corrispondente al 64% di tali articoli, mentre altri paesi rappresentano la maggioranza solo il alcune categorie di beni. Dalla Turchia proviene la maggior parte di prodotti conrffatti alimentari, mentre gli Emirati Arabi Uniti e l'Egitto esportano, rispettivamente, significative qualtiteaacute; di qualsi per giocattoli e medicinali. Oltre il 77% di tutte le merci sequestrate eegrave; stato distrutto oppure si eegrave; avviato un procedimento giudiziario per accertarne la violazione.&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Guardando ai dati raccolti nei vari paesi aderenti allersquo;Unione europea, la Francia eeacute; il paese che ha visto ridursi il numero dei falsi intercettati alle frontiere ridoti di un terzo dagli oltre 9.500 del 2008 ad appena 3mila. Lersquo;Italia eeacute; tra gli stati membri con il pieuacute; alto numero di articoli contraffatti intercettati alla frontiera con oltre 12milioni di pezzi sequestrati nel 2009 contro i 9milioni del 2008,&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;seconda solo allersquo;Olanda che ha visto transitare sulle sue frontiere 17milioni di falsi solo lo scorso anno.&lt;span&gt;enbsp;enbsp;enbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;Lersquo;Ue ha sviluppato un certo numero di azioni volte a rafforzare la capaciteagrave; delle dogane di contrastare tale traffico. La Commissione europea, per esempio, sta lavorando a una proposta per migliorare l'attuale legislazione sulle azioni doganali destinate a ridurre lersquo;ingreso sul mercato comunitario di beni che violano i DPI e semplificare le attuali procedure. A questo scopo la Commissione ha avviato un ampio riesame della legislazione vigente con gli Stati membri e una consultazione pubblica che si eegrave; conclusa il 7 giugno 2010. Sulla base dei dati raccolti Bruxelles intende presentare una proposta legislativa entro la fine dell'anno. Lersquo;Unione europea si eeacute; poi adoperata per migliorare la collaborazione con i partner commerciali internazionali nella lotta alla contraffazione siglando nel 2009 un piano d'azione con la Cina, incentrato in particolare sulla cooperazione rafforzata nell'applicazione delle procedure doganali a tutela dei DPI, che sareagrave; ampliato nei prossimi mesi fino alla fine del 2012. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Per controllare il flusso di merci false alle frontiere resta fondamentale il contributo dellersquo;industria.enbsp;Le imprese possono richiedere azioni doganali specifiche qualora sospettino che i loro diritti di proprieteagrave; intellettuale siano violati, mentre le informazioni fornite dalle imprese consentono alle dogane di condurre controlli pieugrave; mirati.&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>23/07/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Tasse: Si avr&#224; tempo fino al 31 marzo per rimborso Iva nell'Ue</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;Niente corse dellersquo;ultimo momento al rientro dalle vacanze: la Commissione europea ha adottato una proposta per prorogare fino al 31 marzo 2011 il termine ultimo enbsp;per presentare le richieste di rimborso dell'IVA relative alle spese aziendali sostenute, nell'anno 2009, da soggetti passivi in uno Stato dell'UE diverso da quello in cui sono stabiliti. Le domande dovevano essere inoltrate a settembre.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La nuova procedura, entrata in vigore il 1edeg; gennaio 2010, elimina i documenti cartacei permettendo alle aziende di affidarsi ad una procedura elettronica, coseigrave; che il contribuente possa introdurre un'unica richiesta di rimborso. Alcuni portali web nazionali sono entrati in funzione con notevole ritardo (l'ultimo a meteagrave; maggio), mentre in altri casi di eegrave; verificata una serie di problemi tecnici a livello di elaborazione e funzionamento. A causa di questa situazione i soggetti passivi non hanno potuto presentare le richieste di rimborso. Da qui la decisione di posticipare il termine ultimo. Ma non solo&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Bruxelles ha poienbsp;proposto che le venga riconosciuto il potere di adottare - previo parere favorevole del comitato permanente per la cooperazione amministrativa - le disposizioni tecniche necessarie affincheeacute; tale regime sia completamente interoperabile a livello europeo.enbsp;equot;E' necessario - si lehgge in una nota della Commissione europea - istituire un meccanismo efficiente per armonizzare alcune disposizioni particolareggiate in tale ambitoequot;.enbsp;enbsp;Numerosi i reclami avanzati, in questi mesi, da imprenditori e aziende sulle differenze esistenti nei diversi Stati membri per quanto concerne taluni particolari tecnici relativi al funzionamento pratico dei portali web nazionali. Questo percheegrave;enbsp;gli Stati membri hanno pareri diversi sull'applicazione della direttiva da un punto di vista tecnico.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La direttiva, entrata in vigore il 1edeg; gennaio 2010, consente di rimborsare l'IVA relativa alle spese aziendali sostenute da soggetti passivi in uno Stato membro nel quale non sono stabiliti. La direttiva introduce un sistema elettronico grazie al quale il soggetto passivo presenta la richiesta utilizzando un portale web messo a punto dallo Stato membro di residenza. Questi portali web dovevano essere resi disponibili dagli Stati membri entro il 1edeg; gennaio 2010.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La direttiva sul rimborso dell'IVA ha sostituito la procedura cartacea per le richieste di rimborso prevista dalla normativa in materia fin dal 1979. In base alla procedura cartacea, per ottenere il rimborso i contribuenti dovevano inviare le fatture originali a tutti gli Stati membri nei quali avevano pagato l'IVA. Con la nuova direttiva si eegrave; inteso semplificare questo processo e ridurre gli oneri amministrativi, prevedendo una procedura elettronica che permette al contribuente di introdurre un'unica richiesta di rimborso nel proprio Stato membro di residenza.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>15/07/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Studio, imprese piu' internazionali aiutano  crescita e innovazione</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Piuersquo; attiviteaacute; a livello internazionale uguale piuersquo; innovazione e posti di lavoro: eeacute; lersquo;equazione che emerge dallo studio equot;Internationalisation of European SMEsequot; (internazionalizzazione delle pmi europee), che misura il grado di internazionalizzazione delle piccole e medie aziende nellersquo;Ue e individua gli ostacoli e i vantaggi insiti in questo processo.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Secondo lo studio presentato a Bruxelles, le piccole e medie imprese attive a livello internazionale registrano un tasso di crescita superiore alle concorrenti e fanno da volano allersquo;innovazione.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per le pmi equot;internazionalizzateequot; il tasso di crescita dell'occupazione eeacute; del 7% contro l'1% delle aziende che non effettuano attiviteagrave; di tipo internazionale. Emerge, poi, una forte correlazione tra internazionalizzazione e innovazione. L'introduzione di prodotti o servizi innovativi per il settore di attiviteagrave; nel paese di appartenenza ha interessato il 26% delle pmi attive a livello internazionale e solo l'8% delle altre piccole imprese.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Le attiviteagrave; internazionali sono orientate principalmente verso altri paesi del mercato interno e solo il 13% delle pmi dell'Ue opera su mercati al di fuori dell'Ue. equot;Ancora oggi le pmi europee dipendono pesantemente dai rispettivi mercati nazionali, nonostante le opportuniteagrave; offerte dal mercato unico allargato e, pieugrave; in generale, dalla globalizzazione endash; ha riferito Il vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, responsabile per l'industria e l'imprenditoria - Un miglioramento dei risultati delle nostre imprese pieugrave; piccole nel commercio transfrontaliero e internazionale endash; ha concluso - eegrave; importante ai fini di un rafforzamento della crescita, di un potenziamento della competitiviteagrave; e della promozione della sostenibiliteagrave; a lungo termine delle aziende.equot;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Lo studio ha analizzato 9 480 pmi di 33 paesi europei che operano in uno dei 26 settori. Campionesse dellersquo;internalizzazione sono le aziende che lavorano nel commercio all'ingrosso, nelle attiviteagrave; estrattive e manifatturiere e nella vendita di autoveicoli.. Nell'ambito dei servizi, eegrave; il settore della ricerca a registrare un dato elevato. Le pmi che svolgono attiviteagrave; di esportazione sono pieugrave; numerose nei settori: estrattivo (58%), manifatturiero (56%), vendite all'ingrosso (54%), ricerca (54%), vendita di autoveicoli (53%), noleggio e locazione (39%), trasporti e comunicazioni (39%).enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Lo studio sulle pmi si conclude invitando i governi a sostenere lersquo; internazionalizzazione delle imprese con una serie di interventi mirati. Sicuramente, promuovere la conoscenza e l'utilizzo di programmi pubblici di sostegno alle pmi. Avere, poi, un occhio di riguardo per le microimprese facilitandone l'accesso alle misure di sostegno a loro dedicate. La relazione dimostra che innovazione e internazionalizzazione sono strettamente correlate: equot;cieograve; suggerisce pertanto endash; si legge in una nota - l'opportuniteagrave; di coordinare le misure politiche volte a stimolare l'innovazione e l'internazionalizzazione, se non addirittura l'opportuniteagrave; di fondere gli enti che attuano questi due tipi di politicheequot;. Importante, infine, il sostegno all'importazione, equot;un passo verso l'esportazioneequot;, una correlazione di cui i programmi pubblici di sostegno allersquo;industria dovrebbero tener conto.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>08/07/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Turismo: Ue, comunicazione sulle vacanze del ventunesimo secolo </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ventuno azioni per traghettare il turismo europeo verso in Ventunesimo secolo: a questo punta la Comunicazione presentata dalla Commissione europea a Bruxelles. Lersquo;Europa, oggi prima destinazione turistica mondialer, rischia di perdere lo scettro a causa dellersquo;invecchiamento della popolazione e della crisi economica, lersquo;esecutivo europeo ha delineato una strategia volta a enbsp;promuovere la competitiviteagrave; e lo sviluppo sostenibile del turismo nel Vecchio continente.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il turismo svolge un ruolo significativo nellersquo;economia dellersquo;Ue rappresentando 1,8 milioni di imprese, tra cui numerose piccole e medie imprese. Provvede inoltre al 5,2% dei posti di lavoro e contribuisce al Pil europeo per pieugrave; del 5%.Con 370 milioni di arrivi internazionali nel 2008 l'Europa rappresenta pieugrave; del 40% della cifra globale nel turismo. enbsp;Tuttavia i veloci cambiamenti dell'economia mondiale si ripercuotono sul settore con mutamenti significativi nelle abitudini dei turisti e nei mercati di origine. Oltre a richiamare l'attenzione su sfide quali le variazioni stagionali e l'invecchiamento della popolazione, il documento della Commissione delinea una politica volta a sostenere questo settore fondamentale dell'economia europea e propone iniziative per promuovere la sua competitiviteagrave; e il suo sviluppo sostenibile e di qualiteagrave;, noncheeacute; la visibiliteagrave; dell'Europa come destinazione turistica eccezionale.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, responsabile per l'industria e l'imprenditoria, compreso il mercato interno delle merci, ha dichiarato: equot;Il trattato di Lisbona ha definito per la prima volta un quadro comunitario per il turismo europeo. Questo ci deagrave; la possibiliteagrave; di elaborare una politica in grado di sfruttare la varieteagrave; che il nostro settore turistico pueograve; offrire tanto agli europei quanto ai non europei. L'industria del turismo europeo va percieograve; mantenuta in primo piano a livello di soluzioni innovative. In cambio, sareagrave; possibile creare pieugrave; posti di lavoro e proporre un'offerta turistica pieugrave; sostenibile e differenziata. Non sareagrave; un compito facile, ma il nostro obiettivo eegrave; far seigrave; che l'Europa rimanga la prima destinazione turistica mondiale. La comunicazione di oggi definisce 21 azioni che lanceranno l'industria del turismo europeo nel 21edeg; secolo.equot;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Fondamentale il &lt;strong&gt;sostegno allersquo;innovazione&lt;/strong&gt; affincheeacute; il settore e le sue imprese possano adattarsi alle nuove abitudini dei consumatori superando i propri modelli fissi. Bruxelles ha lanciato lersquo;idea enbsp;piattaforma equot;&lt;strong&gt;TIC eamp; turismo&lt;/strong&gt;equot; tra i principali operatori del settore (agenzie turistiche, alberghi, ecc...).enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Piuersquo; villeggianti con il &lt;strong&gt;prolungamento della stagione turistica&lt;/strong&gt;. Facilitare una forma di programma di scambio per permettere ai giovani, alle persone anziane, alle famiglie con difficolteagrave; economiche e alle persone con disabiliteagrave; di viaggiare durante la bassa stagione.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Inoltre un meccanismo di scambio delle informazioni a livello europeo potrebbe contribuire a un migliore coordinamento delle vacanze scolastiche tra gli Stati membri. In questo senso eeacute; necessario approfondire le conoscenze socioeconomiche sul turismo. Da qui nasce lersquo;idea di un o&lt;strong&gt;sservatorio europeo virtuale del turismo&lt;/strong&gt; che potrebbe sviluppare a medio termine una rete per il coordinamento e l'analisi della ricerca nel campo del turismo che potrebbe fungere anche da archivio delle informazioni a livello di UE relative agli sviluppi dell'industria del turismo.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Tornano nella Comunicazione i temi cari ai target europei per con un turismo sostenibile, responsabile e di qualiteagrave;, con la possibiliteaacute; di sviluppare un &lt;strong&gt;marchio per il equot;turismo di qualiteagrave;equot;&lt;/strong&gt; come riconoscimento dei risultati ottenuti nel migliorare la qualiteagrave; dei servizi forniti dalle imprese e dalle destinazioni europee. Ma non solo. Elaborare un marchio basato sugli indicatori di gestione sostenibile per promuovere le destinazioni turistiche che rispettano criteri ambientali, sociali ed economici. E per garantire il rispetto dellersquo;ambiente e la responsabiliteaacute; sociale dellwe imprese Bruxelles propone una carta che stabilisca i criteri per un turismo sostenibile e responsabile in base ai quali verreagrave; assegnato un premio europeo alle imprese e alle destinazioni turistiche.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;I marchi europei, insieme con la carta per la sostenibiliteaacute;, contribuirebbero a consolidare l'immagine e la visibiliteagrave; dell'Europa come insieme di destinazioni sostenibili e di alta qualiteagrave;, differenziandola dalle altre destinazioni internazionali. Una migliore cooperazione con le organizzazioni nazionali e l'industria europea del turismo consentireagrave; di promuovere i prodotti del turismo europeo attraverso il portale visiteurope.com.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Da parte sua, la Commissione europea si eeacute; impegnata a migliorare l'integrazione e il coordinamento delle politiche che hanno ripercussioni sul turismo, quali diritti dei passeggeri, tutela dei consumatori e mercato interno.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>02/07/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Bio: Arriva il nuovo marchio europeo. Federbio, crisi spinge in alto il biologico, +7%</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;In vigore dal 1edeg; luglio le nuove norme europee sullersquo;etichettatura dei prodotti biologici europei. Tra le noviteagrave; introdotte dai nuovi regolamenti Ue lersquo;uso del logo eldquo;Eurofogliaerdquo; che dovreagrave; essere apposta sugli alimenti biologici confezionati e prodotti negli Stati membri nel rispetto degli standard fissati. Consumatori pieugrave; informati anche sullersquo;origine degli alimenti che acquistano: le nuove norme in materia di etichettatura prevedono l'indicazione obbligatoria del luogo di coltivazione o allevamento degli ingredienti e il codice identificativo dell'ente responsabile dei controlli. Le imprese hanno due anni di tempo per conformarsi alle nuove norme.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;equot;Ci auguriamo che il nuovo logo europeo diventi un simbolo largamente conosciuto per la produzione di alimenti biologici in tutta l'UE, per garantire ai consumatori che questi sono prodotti nel pieno rispetto delle rigorose norme europee in materia di agricoltura biologica. Spero che questi cambiamenti diano impulso al settore biologico e nel contempo rafforzino la tutela dei consumatoriequot;. Coseigrave; Dacian Cioloe#351;, commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, ha annunciato lersquo;entrata in vigore delle nuove norme Ue per il biologico.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il nuovo logo europeo rappresenta le stelle simbolo dell'UE disposte a forma di foglia su sfondo verde e trasmette ai consumatori due messaggi ben chiari: natura ed Europa. Il logo, che la Commissione ha gieagrave; registrato come marchio collettivo, eegrave; stato selezionato con ampio margine di consensi nel corso di una votazione online tra i vincitori di un concorso riservato agli studenti delle scuole d'arte europee. Il vincitore, lo studente tedesco Duescaron;an Milenkovie#263;, e gli altri finalisti saranno premiati nel corso di una cerimonia ufficiale che avreagrave; luogo a Bruxelles il 19 luglio 2010, in concomitanza con la Conferenza sul futuro della politica agricola comune (19 e 20 luglio).&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Un logo nuovo per un settore che sembra non conoscere crisi. Secondo i dati di Federbio nella prima parte del 2010 gli acquisti dei prodotti biologici in Italia sono aumentati di oltre il 7% rispetto allo scorso anno. A fare da volano, secondo la Federazione, sarebbe la crisi finanziaria ed economica internazionale che eldquo;sta inducendo un generale ripensamento sia del sentimento verso il ruolo dell'agricoltura e dell'alimentazione sia delle politiche agricoleerdquo; cambiando anche quelli che sono le scelte dei consumatori. Per i produttori biologici: il tema ambientale, la grave crisi dei redditi agricoli e il consolidarsi di una maggiore consapevolezza nei consumatori dei rischi di una alimentazione equot;sofisticataequot;, sono fattori che portano sempre pieugrave; a diffidare dall'agricoltura convenzionale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;Un'opportuniteagrave; per la parte pieugrave; giovane, innovativa ed imprenditoriale del comparto agricolo ed alimentare tradizionaleequot; ha puntualizzato il presidente di Federbio Paolo Carnemolla. eldquo;Anche per questoerdquo;, ha aggiunto, eldquo;eegrave; sempre pieugrave; necessario sapersi confrontare con la dimensione reale e concreta dei molti aspetti del fare impresa oltre che con il mercato dei grandi numeri, avendo la capaciteagrave; di tenere saldi i principi e marcate le differenze, ma senza temere l'innovazione e la dimensione globale dei mercatiequot;.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>30/06/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>PMI:Bei-San Paolo, 680 mln per progetti ambiente, infrastrutture e rinnovabili</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;680 milioni per progetti a medio e lungo termine nel settore dellersquo;energia, dellersquo;ambiente e delle infrastrutture. Eersquo; quanto prevedono i tre nuovi accordi siglati dalla Banca europea degli investimenti e dal Gruppo Intesa San Paolo volti a rafforzare il supporto offerto alle piccole e medie imprese per enbsp;mitigare gli effetti della crisi finanziaria. enbsp;Alla cerimonia di firma, tenutasi a Milano, hanno presenziato Dario Scannapieco, Vicepresidente BEI responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani occidentali, e Corrado Passera, Consigliere Delegato e CEO del Gruppo Intesa Sanpaolo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e il Gruppo Intesa Sanpaolo hanno definito tre nuovi accordi al fine di fornire finanziamenti a medio-lungo termine a piccole e medie imprese italiane ed altri promotori pubblici e privati per progetti nei settori dellersquo;energia, dellersquo;ambiente e delle infrastrutture, per un importo complessivo pari a 680 milioni di euro. ersquo;ersquo;Lersquo;iniziativaersquo;ersquo;, si legge in una nota, ersquo;ersquo;si inserisce nellersquo;ambito della consolidata collaborazione esistente tra BEI e Intesa Sanpaolo ed eegrave; volta a rafforzare ulteriormente il supporto offerto al settore produttivo italiano, a mitigare gli effetti della crisi finanziaria e contribuire allersquo;avvio del processo di ripresaersquo;ersquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Oltre ai finanziamenti per le Piccole e Medie Imprese, curati da Mediocredito Italiano e Leasint, parte delle linee saranno destinate a investimenti di medie e piccole aziende che operano nel settore dellersquo;energia rinnovabile, parte dedicate a progetti infrastrutturali per la protezione ambientale, le comuniteagrave; sostenibili, lersquo;energia, la saniteagrave; e lersquo;istruzione, attraverso Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (BIIS).&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Allersquo;interno del plafond di 680 milioni euro sono state individuate tre aree di intervento che coinvolgeranno nello specifico alcune societeagrave; del Gruppo Intesa Sanpaolo differenziate in base al settore di intervento. Le linee di credito saranno cosiersquo; suddivise: 300 milioni di euro per iniziative industriali e nuovi servizi; 200 milioni di euro dedicati alle rinnovabili e allersquo;ambiente; 180 milioni destinati a progetti infrastrutturali.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Al sostegno delle PMI italiane saranno destinati 300 milioni di euro, con impiego di fondi BEI per il finanziamento fino al 100% di progetti promossi dalle imprese a condizioni di particolare favore, anche in applicazione delle nuove iniziative adottate dalla BEI per contrastare la crisi economica. Le linee saranno destinate a iniziative industriali e nuovi enbsp;servizi con il coordinamento di Mediocredito Italiano - la societeagrave; del Gruppo Intesa Sanpaolo specializzata nel finanziamento a medio e lungo termine per le PMI - e Leasint, la societeagrave; di leasing del gruppo.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Sempre attraverso Mediocredito Italiano e Leasint, ulteriori 200 milioni di euro sono destinati al sostegno dei progetti delle societeagrave; italiane di piccole e medie dimensioni operanti nei settori della produzione di energia da fonti rinnovabili.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Infine 180 milioni di euro sono stati previsti nellersquo;ambito del progetto, fortemente voluto da BEI e Intesa Sanpaolo, per il sostegno a interventi infrastrutturali - promossi da Enti Locali o altri Enti di diritto pubblico o privato - dedicati alla protezione ambientale e alle comuniteagrave; sostenibili, tra cui quei progetti finalizzati al rinnovamento urbano. Attraverso BIIS - la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo nata per servire tutti gli attori (Pubblici e Privati) che collaborano alla realizzazione delle grandi infrastrutture e al miglioramento dei servizi di pubblica utiliteagrave; - saranno messi inoltre a disposizione finanziamenti per progetti dedicati allersquo;energia, alla saniteagrave; e allersquo;istruzione.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>25/06/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Microcredito: Boom in Italia di crediti erogati </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I microcrediti erogati in Italia sono quintuplicati negli ultimi 2 anni. A fornire questi dati eegrave; lersquo;analisi di settore realizzata in Italia da RITMI (Rete Italiana di Microfinanza) con la collaborazione della Fondazione Giordano Dellersquo;Amore. Lo studio fa parte di una ricerca che, a livello Europeo, viene realizzata ogni 2 anni dallersquo;European Microfinance Network.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Secondo lo studio, parte di un'indagine condotta su 170 istituzioni in 21 paesi realizzata dall'European microfinance network e coordinata dalla Fondacion Nantik Lum di Madrid, nel 2007 i crediti erogati erano 392 da 27 istituzioni contro i quasi 2 mila erogati nel 2009 da 32 istituzioni.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Un boom che fa lievitare anche il portafoglio. Si eegrave; passati dai 3,6 milioni di euro nel 2007 (erano 2,5 milioni di euro nel 2006) a oltre 12 milioni alla fine del 2009. Diminuisce, pereograve;, la media del credito erogato. Se nel 2006 era di circa 7.500 euro, nel 2009 la media scende a circa 6 mila toccando punte di oltre 9 mila nel 2007.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;In Italia si osserva un elevato numero di istituzioni di micro finanza (32 quelle effettivamente censite, anche se quelle stimate sono circa 80, con un numero relativamente basso di crediti erogati). Lersquo;edizione recentemente pubblicata riporta i dati del biennio 2008-2009.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Si tratta di un approfondito studio sul funzionamento delle istituzioni di microfinanza europeo, sul loro modo di operare, sullersquo;impatto dei loro interventi e i dati di tipo finanziario. Da questersquo;anno sono state anche introdotte alcune domande sullersquo;impatto determinato della crisi finanziaria. Nel resto dersquo;Europa nel 2009 sono stati erogati 84.523 crediti per un portafoglio totale di 838 milioni di euro. Un dato che pereograve; fa segnare una diminuzione rispetto del numero di clienti per il 2007, circa il 20% in meno, e una diminuzione del 6% in termini di portafoglio. Eersquo; la Francia ad la maggior attiviteagrave; con il pieugrave; alto numero di prestiti seguita da Polonia, Ungheria, Germania a Spagna. Lersquo;Italia, nonostante lersquo;aumento registrato, resta comunque nona tra i paesi analizzati dopo Romania, Finlandia e Bulgaria.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Immigrati e donne sono attualmente i principali beneficiari nel nostro paese. Sulla base del numero crediti, dalla ricerca emerge come il 53% sono donne e il 47% sono immigrati o minoranze etniche. Ma a fronte di queste caratteristiche, la proposta del quadro normativo avanzata dal governo per regolare questo settore non risponde ancora perfettamente alla esigenze riscontrate sul campo. eEgrave; del 10 giugno scorso la presentazione alle Camere di un decreto legislativo per la riforma del Testo unico bancario che contiene anche una norma sul microcredito. Sul testo, pero', la Rete italiana microfinanza chiede delle modifiche. La prima e' la distinzione tra microcredito d'impresa e microcredito sociale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Secondo la rete Ritmi, la nuova versione dell'articolo 111 del Tub, la distinzione appare pieugrave; definita, spiegano, ma il microcredito sociale viene definito equot;non prevalenteequot;, e considerata la realteagrave; italiana questa posizione equot;rappresenta una limitazione al riconoscimento degli operatori del settoreequot;.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>25/06/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Lavoro: 1 europeo su 6 ha difficolt&#224; ad arrivare a fine mese. Paura di perdere il lavoro e incertezze sulla pensione</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un europeo su sei afferma di essere sempre in difficolteagrave; per il pagamento delle bollette e tre quarti degli europei ritengono che la poverteagrave; sia aumentata nel loro paese durante l'ultimo anno. Eersquo; quanto emerge da una nuova indagine Eurobarometro sulle conseguenze sociali della crisi, presentata dalla Commissione europea. L'indagine, effettuata nel maggio 2010, segna la prima meteagrave; dell'anno europeo di lotta alla poverteagrave; 2010 e segue la decisione dei leader dell'UE, adottata il 17 giugno, di liberare 20 milioni di europei dalla poverteagrave; e dall'esclusione sociale nel prossimo decennio.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il Commissario UE per l'Occupazione, gli Affari sociali e l'Inclusione, Leaacute;szleoacute; Andor, ha affermato che i risultati dell'indagine confermano l'importanza della tematica della poverteagrave; nell'UE ed il continuo aggravarsi della situazione a causa dell'attuale crisi economica e finanziaria. Le sfavorevoli conseguenze della crisi si stanno sentendo ed oggi molti europei devono lottare per arrivare a fine mese. In generale i cittadini dell'UE ritengono che la poverteagrave; sia aumentata nell'anno che precede l'indagine, a tutti i livelli. 6 europei su 10 ritengono che la poverteagrave; sia aumentata nella loro zona, tre quarti ritengono che la poverteagrave; sia aumentata nel loro paese ed il 60% che sia aumentata in tutta l'UE. Il Commissario ha ricordato che la nuova strategia dell'UE per il prossimo decennio, Europa 2020, ed il suo obiettivo di sottrarre alla poverteagrave; almeno 20 milioni di europei entro il 2020, inviano una decisa testimonianza dell'impegno di tutti i paesi a fornire risultati visibili per un'Europa pieugrave; giusta e favorevole all'inclusione.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La crisi e gli inviti ad adottare misure di austeriteagrave; si riflettono nella percezione della poverteagrave; da parte dei cittadini. In Grecia l'85% degli intervistati ritiene che la poverteagrave; sia aumentata nel paese, l'83% dei francesi, l'82% dei bulgari, il 77% dei romeni ed il 75% degli italiani condividono tale opinione in merito ai loro paesi.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Mentre in taluni paesi la gente pensa che le difficolteagrave; aumenteranno, come sette su dieci romeni e greci, enbsp;in altri paesi la percezione eegrave; lievemente diversa e si orienta maggiormente verso l'ottimismo. Ad esempio, solo il 23% (rispetto al 65% nel luglio 2009) del lettoni ritiene che la propria situazione finanziaria peggiorereagrave;, coseigrave; come il 32% dei lituani (rispetto al 58% nel luglio 2009) ed il 20% degli ungheresi (rispetto al 48% nel luglio 2009). Attualmente eegrave; anche diminuito il numero di persone che pensano di restare disoccupate qualora dovessero perdere il loro lavoro in Lettonia, in Polonia, nel Regno Unito, in Belgio ed in Finlandia.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Ottimisti e pessimisti fanno i conti con la realteagrave;: la difficolteagrave; di arrivare a fine mese. Un europeo su sei ha affermato di non aver avuto i soldi per pagare le bollette o fare la spesa almeno una volta durante lo scorso anno ed il 20% ha segnalato difficolteagrave; nel continuare a pagare le fatture e le rate del mutuo.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per il 15% la lotta eegrave; costante, mentre il 3% si trova in situazione di morositeagrave; per quanto riguarda talune fatture e rate del mutuo ed il 2% ha seri problemi finanziari ed eegrave; in mora per molti di tali pagamenti. Anche la saniteagrave; eegrave; diventata un problema: circa 3 europei su 10 hanno affermato di avere maggiori difficolteagrave; nel sostenere i costi dell'assistenza sanitaria, ai bambini o di lunga durata per loro o per i loro familiari negli ultimi sei mesi: per l'11% la situazione eegrave; diventata eldquo;molto pieugrave; difficileerdquo; e per il 18% eldquo;un po' pieugrave; difficileerdquo;. A non far dormire sonni tranquilli agli europei non sono solo le tasse, le bollette e il mutuo da pagare, ma anche la costante paura di perdere il lavoro. Il enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;18% degli intervistati eldquo;non eegrave; molto sicuroerdquo; o eldquo;non eegrave; per nulla sicuroerdquo; di essere in grado di conservare l'attuale posto di lavoro nei prossimi dodici mesi ed il 49% pensa che sia abbastanza improbabile o assolutamente improbabile ritrovare un nuovo posto entro sei mesi in caso di licenziamento.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;E il futuro sembra ancora pieugrave; cupo. Il enbsp;73% dei cittadini dell'Unione o si aspetta chiaramente prestazioni pensionistiche ridotte o ritiene di dover posticipare la propria pensione o risparmiare di pieugrave; per la vecchiaia. Il 20% teme seriamente che il proprio reddito durante la vecchiaia sia insufficiente a garantire una vita dignitosa ed il 34% se ne preoccupa. In 17 Stati membri la maggior parte degli intervistati teme seriamente o si preoccupa che il proprio reddito durante la vecchiaia non consenta di condurre una vita dignitosa.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>24/06/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Imprese: L'eolico europeo non conosce la crisi economica </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La crisi economica non sembra aver inciso sullo sviluppo dell'energia eolica. Il settore, inenbsp;forte espansione gli anni scorsi, continua la sua corsa verso risultati sempre piu' soddisfacenti. Lo confermano i dati resienbsp;noti proprio questa mattina dall'Associazione Europea dell'Energia Eolica (Ewea) in occasione della giornata mondialedel vento.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Nel 2009 enbsp;si e' registrato un record per le nuoveistallazioni con 10.163 MW, pari al 39% di tutti i nuovienbsp;impianti energetici d'Europa. Anche per il 2010 l'industria si aspetta cifre record che ricalchino i successi dell'anno scorso.enbsp;L'elemento positivo ed incoraggiante,sottolinea il direttore generale Ewea, Christian Kjaer, e' che i risultati del 2009 e del 2010 sono legati ad ordini fatti dopo l'inizio della crisienbsp;finanziaria. Gli investitori dunque conservano una grossa fiducia in questa tecnologia. L'offshore si conferma come ilenbsp;tipo di parco che verra' sempre enbsp;piu' utilizzato in futuro,anche se per ora i costi sono ben piu' alti rispetto ai parchienbsp;su terra ferma. Gia' da quest'anno le nuove installazioni al largo delle coste forniranno 1 GW di potenza, mentre nel 2009 cienbsp;si attestava su 577 MW. In generale per il settore ci sono rosee aspettative per Italia e Francia, da cui ci aspettanoenbsp;istallazioni di circa 1 GW, mentre il declino spagnolo sara'ampiamente compensato da un raddoppio degli impianti nei nuovienbsp;stati membri, guidati da Romania e Bulgaria, e da un'importante crescita in Gran Bretagna. Lo sviluppo dell'eolico e' andato pieugrave; in fretta di quanto previsto. Una previsione iniziale, fattaenbsp;dalla Commissione europea, di 40GW di potenza eolica nel 2010, e' stata raddoppiata dall'Ewea a 80GW, mentre si e' fissato unenbsp;obiettivo di 300 GW per il 2030, gia' rivisto recentemente a 400 GW. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Di pari passo con lo sviluppo del settore va l'occupazione.Nel 2009 il mercato dell'eolico garantiva 192.000 posti di lavoro in Europa e decine di migliaia in paesi terzi. Nel 2015enbsp;le maestranze impiegate nel settore potranno salire a 280.000 e a 450.000 nel 2020. Per rendere tutto cio' possibile sara' pero'enbsp;necessario enbsp;formare il personale specializzato, soprattutto ingegneri e tecnici, assorbendo anche alcuni lavoratorienbsp;disoccupati con competenze specifiche. Come nel caso di personale impiegato sulle piattaforme estrattive in grado di lavorare nell'eolico offshore. E saranno proprio i parchi eolicienbsp;marini a garantire nel 2030 oltre il 60% degli impieghi offerti dal settore. Benche' le previsioni siano rosee, molti fattorienbsp;incideranno sullo sviluppo del mercato eolico. Elemento cardine, oltre ai sistemi di incentivi e alla semplificazione delleenbsp;pratiche di approvazione dei parchi, sara' quello dello sviluppo della rete, delle interconnessioni. Se nel 2020 la maggior parteenbsp;dell'eolico, vista la sua economicita', sara' prodotto dai parchi onshore, l'Europa dovra' seriamente approfittare di questo decennio per enbsp;permettere appieno lo sfruttamentoenbsp;dell'energia prodotta dal vento, specialmente dell'offshore con i suoi enormi potenziali. Il passo da fare e' di smettere di pensare alle reti elettriche come a delle strutture nazionali,enbsp;ma iniziare a svilupparle perche'diventino corridoi europei per il commercio dell'elettricita'.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>14/06/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>PMI: Fare impresa, pi&#249; difficile al Sud, a Bolzano le condizioni migliori </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;E' il Nord-Est, e sopratutto ilenbsp;Trentino Alto Adige, 'l'habitat' migliore dove aprire eenbsp;sviluppare un'azienda. E' questo il risultato dell'indagineenbsp;condotta da Confartigianato, che ha messo a punto ''l'Indiceenbsp;sulla qualita' della vita dell'impresa''. Vince, infatti, laenbsp;classifica 2010 di migliore 'location' aziendale la provincia dienbsp;Bolzano, seguita da Trento e Rimini. enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;L'Indice della qualiteagrave; della vita dell'impresa misura la capaciteagrave; di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione le migliori condizioni per fare impresa. Nella classifica, seguono Trento e Rimini (715) , Prato (700), Lecco e Varese (688), Ravenna (687), Trieste e Forleigrave; Cesena (685) e Sondrio e Reggio Emilia (684).&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Sul versante opposto, troviamo le province del Mezzogiorno, territorio che rappresenta, secondo l'Indice, un ambiente dove eegrave; pieugrave; complesso e pieugrave; difficile esercitare l'attiviteagrave; imprenditoriale. Il valore pieugrave; basso si rileva a Crotone (369), preceduta da Catanzaro (414), Vibo Valentia (424), Caserta (427), Cosenza (430), Reggio Calabria (436), Siracusa (440), Napoli (442), Enna (445) e Taranto (447).&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;In relazione alle condizioni del mercato del lavoro, primeggiano Modena, Cuneo e Pordenone e chiudono Potenza, Foggia e Crotone. La minor pressione fiscale si registra ad Aosta, Bolzano e Trento, mentre eegrave; maggiormente intensa a Napoli, Viterbo e Latina.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La concorrenza sleale del sommerso, secondo l'Ufficio Studi di Confartigianato, eegrave; meno presente nelle province di Bolzano, Reggio Emilia e Parma, mentre incide molto a Cosenza, Vibo Valentia e Crotone.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per minor peso della burocrazia, le prime tre province sono Ravenna, Reggio Emilia e Prato, mentre le ultime tre sono Campobasso, Roma e Catanzaro. Per i tempi della giustizia, le province pieugrave; virtuose sono Aosta, Trento e Torino, mentre le ultime tre sono Taranto, Cosenza e Lecce.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Le condizioni di legaliteagrave; e conflittualiteagrave; risultano migliori nelle province di Trento, Belluno e Bolzano, mentre agli ultimi posti troviamo Caserta, Crotone e Napoli. Per condizioni legate a utilities e servizi pubblici locali, le province con le migliori performance sono Bologna, Forleigrave; Cesena e Rimini, mentre le peggiori si registrano a Rovigo, Cagliari e Belluno.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il capitale sociale del territorio pieugrave; ricco sta nelle province di Trento, Piacenza e Rimini, le meno ricche Crotone, Taranto e Siracusa. Infine, per dotazione di infrastrutture, le province ai primi posti sono Trieste, Venezia e Livorno, mentre le ultime tre Matera, Oristano e Nuoro.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Nel Lazio, Roma eegrave; battuta anche da Viterbo (65esimo posto), mentre Latina, Rieti e Frosinone si collocano rispettivamente al 78esimo, 79esimo e 80esimo posto.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Tra le regioni del Mezzogiorno a mostrare le condizioni pieugrave; favorevoli per il equot;fare impresaequot; c'eegrave; l'Abruzzo, mentre al Centro a primeggiare eegrave; la Toscana.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Dal punto di vista della pressione fiscale invece le migliori condizioni si registrano ancora al Nord, ad Aosta, Bolzano e Trento. Le peggiori a Napoli, Viterbo e Latina. Le condizioni del mercato del lavoro sono pieugrave; favorevoli a Modena, Cuneo e Pordenone, mentre chiudono la classifica Potenza, Foggia e Crotone.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>09/06/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Fattura elettronica: Abi, costi ridotti 90%; Cna, solo 9% Pmi usa tecnologia per lavorare </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Si' alla fattura elettronica ma si devono iuatre, in questo processo le imprese. E' il messaggio lanciato, nell'ambito della settimana europea delle Pmi, dalla Cna nel corso di un convegno con Abi e al consorzio CBI, per parlare di competitivita' delle imprese e ottimizzazione dei processi gestionali. L'occasione eegrave; il convegno organizzato con Cbi e Cna il punto su tutti i servizi di ultima generazione per rendere ancora pieugrave; efficiente il dialogo tra banche e Pmi.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;Dematerializzare i documenti e riconciliare il ciclo ordine-consegna-fatturazione-pagamento perenbsp;le imprese vuol dire semplificare i processi, riducendo fino al 90% i costi di gestione della tradizionale fattura cartacea. Per questo eegrave; importante favorire la maggiore diffusione della fatturaenbsp;elettronica, contribuendo allersquo;opera di ammodernamento e informatizzazione del Paeseerdquo;. Lo ha detto il Direttore generale dellersquo;ABI, Giovanni Sabatini, al convegno realizzato nellersquo;ambito della Settimana europea delle Pmi 2010, coordinata dalla Direzione Generale Imprese e Industria della Commissione europea, a cui ABI e Consorzio Cbi aderiscono per il secondo anno consecutivo. Secondo i dati forniti dall'associazione italiana delle banche ogni anno in Italia circolano 3 miliardi di fatture e pieugrave; di 30 miliardi sono scambiate in Europa,enbsp;di queste solo il 5% sono elettroniche. Recentemente, tuttavia, il livello di adozione di questoenbsp;strumento eegrave; cresciuto sensibilmente: tra il 2008 ed il 2009 la fatturazione elettronica eegrave; aumentataenbsp;in media del 41%.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;I driver fondamentali di questo sviluppo vanno rintracciati nelle iniziative dienbsp;standardizzazione avviate in ambito europeo attraverso gruppi di esperti come lersquo;Expert Group onenbsp;e-Invoicing e, soprattutto, nellersquo;evoluzione normativa, con la Finanziaria 2008 ed il primo Decretoenbsp;Attuativo che ha introdotto lersquo;obbligo di fatturazione elettronica tra imprese e Pubblica Amministrazione. eldquo;Per proseguire in questa direzione endash; ha aggiunto Sabatini - eegrave; necessario completare nel minorenbsp;tempo possibile lersquo;iter legislativo con lersquo;emanazione del secondo Decreto Attuativo che andreagrave; adenbsp;implementare tempi e procedure della fatturazione elettronicaerdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per le associazioni di categoria la realteagrave; non eegrave; tutta rosa e fiori: equot;l'uso della fattura elettronicaequot;, ha riferito ilenbsp;Direttore della Cna di Roma, Lorenzo Tagliavanti, equot;e' certamente utile per la piccola impresa, ma in generale sarebbe opportuno che quando si adottano provvedimenti del genere non si prescinda dal equot;pensare in piccoloequot;, che e' poi il principio cardine dello Small Business Actequot;. Per l'associazione dei piccoli imprenditori sopravvive in Italiua un gap tecnologico significativo. equot;Se si leggono gli ultimi dati Istat relativi all'attitudine delle pmi nei confronti della tecnologiaequot;, aggiungeenbsp;Tagliavantienbsp;enbsp;equot;si scopre che ben il 75% degli imprenditori usa mezzi tecnologici per attingere informazioni e soltanto il 9%, ad esempio, per fare gare di appalto e avere quindi un'attivita' interattivaequot;. Questo significa che grande parte delle piccole imprese che costituiscono il nostro tessuto produttivo potrebbe avere serie difficolta' ad usare strumenti high-tech come la fattura elettronica. equot;Noi - continua Tagliavanti - metteremo le pmi che associamo nella condizione di assolvere gli obblighi di legge. Facciamo appello alle istituzioni perche' a loro volta sostengano le imprese in questo processo di cambiamento, che in realta' auspicavamo fosse concepito piu' come percorso di innovazione, che come semplice meccanismo di controllo all'evasioneequot;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Al convegno, organizzato dallersquo;ABI col Consorzio Cbi e la Cna Roma, oltre che di fatturaenbsp;elettronica si eegrave; parlato di servizi di ultima generazione e, soprattutto, del loro contributoenbsp;dersquo;efficienza nel dialogo tra banche e Pmi. Grazie allersquo;infrastruttura telematica messa a punto dalenbsp;settore bancario, infatti, 680 banche e istituti finanziari possono garantire a oltre 800 mila aziende -enbsp;lersquo;80% delle quali sono piccole e medie endash; ancora pieugrave; automazione, velociteagrave; di esecuzione,enbsp;sicurezza e convenienza. Il recente recepimento della direttiva europea sui sistemi di pagamento,enbsp;inoltre, apre la strada del Cbi anche agli eldquo;Istituti di Pagamentoerdquo;, ossia ai nuovi intermediari nonenbsp;bancari che con la Psd potranno offrire servizi di pagamento. Allersquo;evento hanno preso parte, traenbsp;gli altri, il Direttore generale ABI e Presidente Consorzio Cbi, Giovanni Sabatini, il Direttore Cnaenbsp;Roma, Lorenzo Tagliavanti, lersquo;Assessore alle Attiviteagrave; Produttive della Regione Lazio, Pietro Dienbsp;Paolantonio e il Vice Direttore Generale Politiche Internazionalizzazione e Promozione Scambi,enbsp;del Ministero per lo Sviluppo Economico, Anna Maria Forte&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>28/05/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Sme week: Al via alla settimana europea per le piccole e medie imprese</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;l&lt;strong&gt;&lt;em&gt; vicepresidente Antonio Tajani ha inaugurato oggi la Settimana europea delle PMI 2010. Questa campagna su scala europea intende promuovere e sostenere l'imprenditorialiteagrave;. Si stima che pieugrave; di 3 milioni di persone parteciperanno ai circa 1261 eventi e attiviteagrave; organizzati in 37 paesi europei.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;La settimana europea fareagrave; conoscere il supporto a livello europeo, nazionale, regionale e locale di cui possono beneficiare le imprese. Partecipando agli eventi programmati nella settimana le PMI e le microimprese possono condividere esperienze e sviluppare le loro attiviteagrave;. Un'attenzione particolare eegrave; riservata anche alla promozione dell'imprenditorialiteagrave; quale opzione di carriera, soprattutto all'indirizzo dei giovani. Alcuni paesi organizzeranno giornate equot;porte aperteequot; in azienda che consentiranno di avere un'idea delle sfide e delle soddisfazioni che si incontrano allorcheeacute; si gestisce un'azienda. I vincitori del European Entrepreneurship Video Award 2010 saranno premiati oggi nel corso di una cerimonia che si terreagrave; a Bruxelles. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria, ha affermato: equot;Le piccole e medie imprese gestite da imprenditori dinamici sono il volano della creazione di posti di lavoro in Europa. In tempi duri ne abbiamo bisogno pieugrave; che mai per mantenere in moto l'economia europea. Sullo sfondo di un presente precario eegrave; essenziale disporre di un supporto strategico incisivo e ampio.erdquo;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Con il manifestarsi della crisi economica nel 2008 ha registrato un arresto una tendenza estremamente positiva che aveva per protagoniste le piccole e medie imprese (PMI). Tra il 2002 e il 2008, le PMI dell'UE sono risultate essere il maggiore volano dell'occupazione nell'economia europea. Con 9,4 milioni di posti di lavoro creati tra il 2002 e il 2008 le PMI hanno superato, sotto questo profilo, le grandi imprese. A cieograve; fa da contraltare una perdita stimata di 3,25 milioni di posti di lavoro nelle PMI per il periodo 2009-2010 come indicato dalla relazione annuale 2010 sulle PMI. Alla luce dei tempi duri che ci attendono un'efficace risposta politica eegrave; essenziale per aiutare le PMI a prosperare. La Settimana europea delle PMI, inaugurata oggi, costituisce un importante passo in tal senso.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Nel corso di questo evento la Commissione europea fareagrave; conoscere il supporto a livello europeo, nazionale, regionale e locale di cui le imprese possono beneficiare e il ruolo importante che la Enterprise Europe Network svolge in ciascun paese con le sue 600 organizzazioni partner fornendo informazioni e consulenze alle PMI e aiutandole a trovare partner commerciali.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Lo Small Business Act for Europe (SBA) della Commissione europea, adottato nel 2008, eegrave; lo strumento politico chiave che fissa un'ambiziosa agenda di interventi sia degli Stati membri che a livello dell'UE a favore dell'imprenditorialiteagrave; e delle PMI. Esso intende sviluppare un ambiente favorevole all'imprenditorialiteagrave; facendo leva sui seguenti strumenti:&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Introdurre l'educazione all'imprenditorialiteagrave; quale parte integrante del curriculum a tutti i livelli dell'istruzione negli Stati membri.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Stimolare lo scambio di abiliteagrave; e l'apprendimento reciproco tra giovani imprenditori mediante il programma Erasmus per giovani imprenditori.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Promuovere l'imprenditorialiteagrave; femminile attraverso la rete di ambasciatori dell'imprenditoria femminile.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La celere attuazione delle azioni contemplate dall' SBA eegrave; della massima importanza per aiutare le PMI a riassumere quanto prima il loro ruolo di volano dell'occupazione nelle nostre economie. L'edizione 2010 della Settimana europea delle PMI consentireagrave; di dare risonanza alle azioni poste in atto da ciascun paese per attuare l'SBA e semplificare la vita per le PMI.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La settimana europea delle PMI, la cui prima edizione si eegrave; tenuta nel 2009, eegrave; ora un elemento centrale degli interventi della Commissione europea a sostegno delle micro, piccole e medie imprese.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per ulteriori informazioni in 21 lingue sulla Settimana europea delle PMI 2010&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;http://ec.europa.eu/sme-week&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>25/05/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Credito: Tajani, garantire finanziamenti Pmi. In Italia maggiori difficolt&#224; nel Mezzogiorno e nell'abbigliamento</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Le condizioni poste dalle banche alle piccole e medie imprese per avere accesso al credito sono troppo restrittive. E' quanto ha sottolineato il vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l'Industria, Antonio Tajani durante un convegno a Bruxelles.enbsp;Per il numero uno della Dg impresa va garantito l'accesso al credito delle pmi perche' queste rappresentano equot;la spina dorsale dell'occupazione in Europa, in tempi difficili abbiamo piu' che mai bisogno di loro per far girare l'economia europeaequot;.enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La crisi economica ha ridotto sia la domanda che l'offerta di prestiti alle imprese. Le prospettive di crescita dell'Europa, indica la Commissione Ue, impongono che il flusso di prestiti bancari alle imprese ritorni quanto prima alla normalita'. L'indagine sui prestiti bancari condotta nell'aprile 2010 dalla Banca centrale europea indica che gli standard creditizi delle banche sono ancora rigidi. L'83% delle banche ha mantenuto invariati i propri standard creditizi nei confronti delle pmi. eldquo;Nel corso dell'ultimo trimestre del 2009erdquo;, ha sottolineato Tajani, eldquo;il 18 per cento delle Pmi si sono viste respingere le proprie richieste di prestiti bancari. Nello stesso periodo, inoltre, un altro 18 per cento di imprese che hanno fatto domanda per l'erogazione di fondi li hanno ottenuti, ma a copertura parziale di una necessiteagrave; ben maggioreerdquo;. La situazione stenta a migliorare dal momento che, per la maggior parte delle banche, gli standard creditizi rimarranno restrittivi nel 2010. Il commissario italiano ha quindi chiesto alle banche di eldquo;tornare a fare quello che sanno fare meglio: prestare danaro per sviluppare l'avvio o il rafforzamento di progetti imprenditorialierdquo; e aggiunge: eldquo;in tempi difficili abbiamo pieugrave; che mai bisogno delle Pmi per far girare l'economia europeaerdquo;. Per facilitare la ripresa del flusso del credito per le imprese la Commissione Ue ha l'intenzione di lavorare a stretto contatto con la Banca europea degli investimenti (Bei): eldquo;Voglio che i benefici dei trenta miliardi stanziati per il periodo 2008-2011 siano davvero percepiti dalle aziendeerdquo;, ha detto Antonio Tajani. Per Bruxelles, inoltre, si devono fare ulteriori passi in avanti per rendere pieugrave; agevole la quotazione in borsa delle medie imprese. Attualmente gli investimenti - e quindi la liquidita' - si concentrano sui grandi volumi azionari equot;a tutto svantaggio delle piccole imprese che tentano di raccogliere capitaliequot;. In questo periodo la Commissione sta riesaminando l'applicazione di diverse direttive relative ai mercati dei valori mobiliari che impongono obblighi agli emittenti. E non solo. Le societa' di assicurazione e i fondi pensione, indica infine Bruxelles, equot;dovrebbero poter investire in imprese innovative tramite fondi di capitali di rischio sufficientemente grandi da poter beneficiare di economie di scala e di portataequot;. Cio' significa porre in atto un mercato europeo dei capitali di rischio efficiente in grado di effettuare maggiori investimenti nelle imprese innovative ad elevato potenziale di crescita.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Un problema, quello del credito, che le imprese stanno risolvendo da sole, rimboccandosi le maniche in attesa che i farraginosi meccanismi della politica si mettano in moto. Secondo i dati del rapporto tra banche e imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel primo trimestre 2010 pubblicato dallersquo;Osservatorio sul credito realizzato da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche di Mercato, sono diminuite le imprese che hanno difficolteagrave; a far fronte al proprio fabbisogno finanziario: 14% contro il 16% del trimestre precedente e aumentano quelle in grado di fronteggiare autonomamente questa esigenza, oltre il 60% rispetto a poco pieugrave; del 50%. Dati che pereograve; non ammorbidiscono la posizione delle banche: eldquo;sul versante dellersquo;offerta di creditoerdquo;, spiega una nota di Confcommercio eldquo;si riscontra un irrigidimento delle banche nella concessione dei finanziamentierdquo;. Diminuiscono le imprese a cui eegrave; stato accordato il fido richiesto che passano dal 55,5% rispetto a quasi il 63% della precedente rilevazione ed aumenta il numero di imprese che ha visto accogliere la domanda di finanziamento, ma con ammontare inferiore a quello richiesto (9% contro il 6%); ma le imprese segnalano anche un aumento dei costi del finanziamento e dei servizi bancari e la richiesta di maggiori garanzie. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;A navigare in cattive acque sono soprattutto le imprese situate nel Mezzogiorno e quelle dellersquo;abbigliamento e del commercio allersquo;ingrosso che registrano difficolteagrave; sia in relazione al proprio fabbisogno finanziario, sia nellersquo;ottenimento dei finanziamenti, mentre non sono emerse particolari difficolteagrave;, in particolare, per le imprese dei comparti immobiliare, alimentare, informatica, grande distribuzione.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>22/05/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Reach:: Tagli alle tariffe per microaziende e Pmi per la registrazione delle sostanze</title>          <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tagli alle tariffe per la registrazione delle sostanze chimiche per le micro, le piccole e le medie imprese: eegrave; quanto ha deciso la Commissione europea per permettere lersquo;attuazione dei nuovi regolamenti Ue per la classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Meno tasse per le imprese che producono o importano sostanze chimiche: la Commissione europea ha approvato una serie di misure volte a ridurre gli oneri fiscali che gravano sulle Pmi per la registrazione e lersquo;etichettatura delle sostanze chimiche. Previsti tagli del 30 per cento per le medie imprese, del 60 per le piccole e del 90% per le microimprese. Il regolamento europeo per la classificazione, lersquo;etichettatura e lersquo;imballaggio (CLP) nellersquo;ambito della legislazione Reach impone alle imprese esborsi per la classificazione, lersquo;etichettatura o la denominazione alternativadi sostanze chimiche. I costi vanno da un minimo di 1200 euro fino a 31000 euro da calcolare in base al tonnellaggio delle sostanze prodotte o importate. Tasse che scendono a 120 euro per le microaziende e che non superano i 21.700 euro per le medie imprese che registrano sostanze per pieugrave; di 1000 tonnellate. eldquo;Questa eegrave; stata per me una prioriteagrave; sin dall'inizio del mio mandatoerdquo;, ha sottolineato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, eldquo;Adesso che disponiamo di riduzioni significative, che vanno fino al 90%, per le piccole imprese del settore chimico assicureremo che esse continuino ad essere competitiveerdquo;. Poi parlando anche a nome con del collega allersquo;Ambiente Janez Potoe#269;nik ha aggiunto: eldquo;con i regolamenti REACH e CLP abbiamo posto le basi per un quadro legislativo moderno che apre anche nuove opportuniteagrave; per le impreseerdquo;. Per assicurare che gli imprenditori siano ben informati sullersquo;applicazione del regolamento sulle sostanze chimiche, la Commissione pubblichereagrave; a breve un documento sintetico dal titolo 'Progetto di orientamento in materia di autorizzazione' tradotto nelle 22 lingue comunitarie. L'ECHA, poi, tradurreagrave; altri importanti documenti e strumenti orientativi, molti gieagrave; pubblicati nel corso delle ultime settimane. Per guidare le imprese nella compilazione dei documenti e nel seguire lersquo;iter amministrativo previsto dai regolamenti REACH e CLP, sono stato istituiti in tutti i paesi membri delle helpdesk cui le Pmi possono rivolgersi per richiedere tutte le informazioni necessarie. Sul ruolo svolto da questi uffici di supporto alla legislazione europea in materia di sostanze chimiche eegrave; intervenuto recentemente lo stesso Tajani per chiedere agli Stati membri di assicurare che i centri di assistenza abbiano una dotazione di personale adeguata per far fronte alla crescente domanda determinata dallersquo;imminente scadenza del 30 novembre 2010. Entro questa data, in forza del regolamento REACH, si deve procedere alla registrazione delle sostanze chimiche ad elevato volume di produzione e delle sostanze ad alto rischio. I fabbricanti e gli importatori devono documentare il loro sistema di gestione del rischio delle sostanze chimiche nei loro registri per poter continuare la produzione e la commercializzazione delle stesse. Si ritiene che siano interessate circa 9.000 sostanze. Per far progredire ulteriormente l'attuazione del regolamento REACH un gruppo di alti funzionari della Commissione, dell'ECHA e di sei organizzazioni del settore si eegrave; adoperato per elaborare soluzioni pratiche per aiutare le imprese a rispettare efficacemente la legislazione europea.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>21/05/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Maternit&#224;: Eurocamera, 14 settimane di congedo per le lavoratrici autonome </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un congedo di materniteagrave; per le lavoratrici autonome o le coniugi dei lavoratoti indipendenti: eegrave; quanto chiede il Parlamento europeo in una proposta di modifica della direttiva europea che disciplina sugli standard di protezione sociale.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Gli europarlamentari chiedono di garantire almeno 14 settimane di congedo di materniteagrave; alle enbsp;lavoratrici autonome o alle mogli o conviventi dei lavoratori indipendenti, periodo che corrisponde al congedo minimo retribuito previsto per le lavoratrici a contratto. Il Consiglio prevede di adottare questi emendamenti il 24 giugno. Gli Stati membri avranno quindi due anni di tempo per implementare le modifiche alla direttiva, o quattro anni equot;se incappano in difficolteagrave;equot; nel trovare le risorse per garantire il livello standard di protezione sociale alle lavoratrici autonome e alle mogli o conviventi dei lavoratori autonomi.Bruxelles di fatto riprende in mano una legge gieagrave; esistente per estenderla alle imprenditrici, alle libere professioniste, ma anche a tutte quelle donne che lavorano accanto ai coniugi nellersquo;impresa di famiglia. Sono le coseigrave; dette equot;coniugi coadiuvantiequot; dei lavoratori autonomi. enbsp;Non sono lavoratrici dipendenti a tutti gli effetti, ma comunque aiutano abitualmente i propri mariti o compagni nel loro lavoro autonomo (cieograve; accade molto spesso nel settore agricolo e nelle piccole imprese, ma anche nelle libere professioni). Guardando agli emendamenti di compromesso concordati con il Consiglio spetterebbe ad ogni Stato membro decidere se il pagamento per l'adesione ai regimi di assicurazione sociale (che copre il congedo di materniteagrave;, malattia, invaliditeagrave; e vecchiaia) debba essere obbligatorio per le lavoratrici autonome oppure se vi possano accedere volontariamente. In futuro le imprenditrici potrebbero, inoltre, essere sostitute durante la materniteagrave;: lersquo;Eurocamera annovera, tra le possibili applicazioni della direttiva, la possibiliteagrave; di una sostituzione materniteagrave; come eldquo;un'alternativa, o parte del sussidioerdquo; coseigrave; che la donna in congedo non riceva lersquo;intero ammontare dellersquo;indenniteagrave;, ma possa essere sostituita nell'impresa familiare. Il Parlamento chiede infine agli Stati membri di adottare le misure necessarie per assicurare che le condizioni per la fondazione di una compagnia tra coniugi (o compagni di vita, se riconosciuti dalla legge nazionale) non siano pieugrave; restrittive che tra altre persone.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;address&gt;&lt;br /&gt;&lt;/address&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>20/05/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Made in: Eurocamera, etichette obbligatorie per il tessile</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le etichette equot;Made inequot; dovrebbero essere obbligatorie per tutti i capi d'abbigliamento e altri prodotti tessili commercializzati in Europa. enbsp;A raccomandarlo eegrave; il Parlamento europeo che ha adottato una relazione per modificare il sistema di etichettatura Ue. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione di proporre un nuovo schema armonizzato e obbligatorio. Plauso delle associazioni di categoria italiane.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;L'etichettatura del paese d'origine deve essere obbligatoria per enbsp;evitare che i consumatori siano tratti in inganno da diciture che suggeriscono che la manifattura di un abito sia stata eseguita in uno Stato UE, piuttosto che in un paese terzo. Eersquo; quanto si legge nella relazione del Parlamento europeo, preparata da Tine Manders (NL, ALDE) e approvata con 528 voti a favore, 18 contrari e 108 astensioni. Il nuovo regolamento si applichereagrave; non solo ai capi di abbigliamento, ma a tutti i prodotti tessili: tende, divani, tovaglie, e anche giocattoli se composti per lersquo;80% da fibre tessili. La relazione dellersquo;Eurocamera punta a rendere obbligatoria una pratica che attualmente eegrave; volontaria e il cui uso dipende dalla legislazione nazionale. Una proposta che rafforzerebbe i prodotti europei sui mercati internazionali dal momento che la normativa di USA, Canada e Giappone eegrave; molto pieugrave; severa, regolando in modo dettagliato l'indicazione obbligatoria del paese d'origine&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;L'attuale legislazione europea sull'etichettatura nel tessile consiste esclusivamente nell'armonizzazione dei nomi delle fibre (ce ne sono oggi 48: 18 naturali e 30 sintetiche, vendute nel mercato unico europeo) e della loro composizione. In origine, il Parlamento doveva esprimersi solo su una proposta tecnica della Commissione, che aveva l'obiettivo di diminuire il tempo necessario per la commercializzazione di nuove fibre. I deputati di Bruxelle ne hanno fatto una proposta ben pieugrave; ampia: rendere l'etichettatura sul paese d'origine obbligatoria per tutti. La richiesta del marchio d'origine obbligatorio non eegrave; nuova: una proposta specifica sul equot;Made inequot; del 2005, gieagrave; approvata dagli europarlamentari, eegrave; bloccata al Consiglio da anni. Con il testo votato, il Parlamento intende esercitare enbsp;pressione sui Ventisette per garantire le merci di fattura europea.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;I deputati hanno chiesto alla Commissione di presentare una relazione da qui a due anni e, se necessario, una proposta legislativa ad hoc per imporre le nuove regole sul equot;Made inequot; in tutta Europa.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt; Si tratta di un ottimo risultatoerdquo; ha riferito Carmen Zapparoli, presidente di Federmoda Mantova, eldquo;Finalmente per il consumatore esisteranno regole certe grazie alle quali potreagrave; avere la sicurezza circa la provenienza del prodotto acquistato. Finiscono quindi i tempi in cui le calzature o i prodotti tessili, realizzati completamente allersquo;estero sfruttando la manodopera a basso costo dei paesi extracomunitari, potevano essere spacciati per italiani solo percheeacute; il confezionamento finale avveniva nel nostro Paeseerdquo;. enbsp;La relazione dovrebbe valutare la possibiliteagrave; di imporre un'etichettatura obbligatoria e armonizzata a livello europeo anche sulla manutenzione del capo (oggi eegrave; volontaria), la taglia, le eventuali sostanze pericolose contenute (infiammabiliteagrave; e possibili elementi allergici). In questo contesto i deputati enbsp;europei non dimenticano la sostenibiliteagrave; enbsp;e chiedono di considerare anche l'introduzione di un'etichettatura sociale e ambientale, per informare i consumatori delle condizioni di lavoro e dell'impatto ambientale con cui il capo eegrave; stato fabbricato.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Quello del Made in eegrave; un tema a cui le imprese dello stivale sono particolarmente sensibili. Non eegrave; un caso che lersquo;Italia sia stato il primo paese europeo ad adottare un disegno di legge per salvaguardare il marchio italiano nel tessile, pelletteria e calzature. La legislazione prevede che solo le aziende che effettuano almeno due fasi di lavorazione su quattro nel territorio nazionale possono esibire il marchio Made in Italy. Il Marchio italiano sembra essere uno dei volani per la ripresa economica del tessuto imprenditoriale italiano, come ha sottolineato il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia:enbsp;equot;In un momento di crisi economica, finanziaria, dell'euro e politica, siamo convinti che la vera forza del Paese sia rappresentata dalle aziende del Made in Italyequot;. ha detto il numero uno di viale dell'Astronomia, intervenendo al Convegno promosso dal Comitato Leonardo per le imprese dell'Emilia Romagna.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>19/05/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Credito: Bus&#224;, nella crisi economica l'usura diventa impresa </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lersquo;usura cambia pelle: i eldquo;cravattai di quartiereerdquo; sono diventati professionisti e la malavita si fa impresa. Un fenomeno in crescita sotto la spinta della crisi economica e della stretta creditizia. eldquo;Serve una rivoluzione copernicanaerdquo;, spiega Lino Buseagrave;, presidente di SOS impresa, e aggiunge eldquo;le esortazioni etiche e moralistiche non bastano, bisogna incentivare le denunce premiando gli imprenditori che si espongono contro usura e racketerdquo;. Sos Impresa, enbsp;associazione nata nel 1991 a Palermo per iniziativa di un gruppo di commercianti che si sono opposti al racket, da quasi ventersquo;anni eegrave; in prima linea nella lotta al racket e all'usura, offrendo assistenza e supporto alle aziende in molte regioni.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quanto eegrave; cresciuto il fenomeno dellersquo;usura in Italia?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per quanto riguarda il numero delle denunce non ci sono dati ufficiali. I dati enbsp;che registra SOS impresa attraverso gli ambulatori e gli sportelli dersquo;aiuto presenti su tutto il territorio sono di unersquo;accentuazione della pressione usuraia aggravata dalla crisi economica. Queste cifre pereograve; non possono essere prese per oro colato percheeacute; si riferiscono al numero delle denunce raccolte e non ci sono dati ministeriali, gli ultimi risalgono ad Amato che ha realizzato un rapporto del Ministero degli Interni, dopo non ci sono dati statisticamente rilevanti.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nel suo interveneto presso la Commissione parlamentare antimafia ha chiesto una rivoluzione copernicana. enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per avere un quadro di come stanno andando le cose bisogna ricordare che la legge antiusura, la 108 del 1996, eegrave; una nata per difendere le vittime di questo odioso reato, ma nel corso del tempo ha subito una sorta di logoramento tanto da diventare a volte inefficace per colpa di una burocrazia farraginosa. Eersquo; comunque una legge di pieugrave; di 10 anni fa, credo sia giunto il momento di fare un bilancio. La legislazione antiracket del 1999 ha sicuramente dato dei risultati, ma anche in questo caso fallisce quando la denuncia resta unersquo;esigenza pieugrave; che una prassi.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quali sono i punti deboli della legislazione sullersquo;usura in vigore?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Prima di tutto la legge non ha dato buoni frutti per quanto riguarda il problema di far emerge questo fenomeno: dallersquo;entrata in vigore fino ad oggi ci sono state 300 denunce lersquo;anno, prima della legge ce ne erano 2000. Secondo nodo da sciogliere eegrave; aiutare le vittime. I tempi per il risarcimento sono sempre troppo lunghi. Nel caso dellersquo;usura il tempo del risarcimento eegrave; legato ai tempi del processo, sappiamo quanto sia lungo in Italia lersquo;iter giuridico. Per superare questo problema, crediamo sia necessario creare un sistema rapido. enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOS impresa chiede, poi, di eldquo;prevedere forme premiali e compensativeerdquo; per coloro che sienbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Eersquo; necessario rendere conveniente la denuncia del racket e dellersquo;usura. In definitiva non ci si pueograve; limitare ad esortazioni etiche e moralistici. Oggi chi paga il pizzo ha spesso un vantaggio competitivo, mentre sarebbe auspicabile un sistema che premia chi ha il coraggio di opporsi, per esempio mettendo queste imprese in una corsia preferenziale per lersquo;assegnazione di appalti e lavori. enbsp;Un caso emblematico sono i lavori per la Salerno Reggio-Calabria dove operano imprese che lavorano con aziende collegate a cosche della elsquo;ndrangheta, mentre chi si eegrave; opposto si trova senza lavoro e costretto a trasferirsi nel Nord Italia. Eersquo; una situazione paradossale e intollerabile. Per questo dico che se ci fosse una legge che premiasse chi denuncia le attiviteagrave; malavitose, allora chi si oppone sarebbe un vincente e non sarebbe costretto ad abbandonare il territorio.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come eegrave; cambiata lersquo;usura?enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Oggi abbiamo a che fare con unersquo;usura che eegrave; meglio organizzata e difficile da stroncare. Una volta cersquo;era il cravattaio di quartiere, adesso gli usurai sono professionisti nel loro settore, con una disponibiliteagrave; economica che i cravattai di quartiere di un tempo non possono pieugrave; permettersi. Questi professionisti dellersquo;usura, cavalcando lersquo;onda della crisi, puntano non solo a finanziare lersquo;impresa, ma anche a partecipare con le imprese debitrici a progetti di ristrutturazione e di riconversione. Le organizzazioni criminali hanno capito che il mercato dellersquo;usura eegrave; una grande occasione per il riciclaggio e la crescita di patrimoni.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;SOS Impresa ha sollevato, poi, la questione delle confische.enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Lersquo;esperienza ci dice che la confisca funziona, ma si concentra solo sui beni immobili: palazzi, edifici, case, ma ci sono anche le aziende e molte di queste una volta che entrano nel circuito dellersquo;amministrazione controllata falliscono, a detrimento dellersquo;occupazione, dellersquo;economia, quando invece potrebbero essere fonte di ricchezza per il territorio. Con SOS imprese stiamo lavorando ad un consorzio di imprenditori che si candidi alla gestione delle imprese confiscate. Per far questo ci sono problemi legislativi e burocratici percheeacute; per legge i possedimenti confiscati alla criminaliteagrave; organizzata non dovrebbero produrre utile, ma solo attiviteagrave; sociali. Nel caso delle aziende pereograve; la questione eegrave; evidentemente diversa e questo eegrave; uno scoglio non secondario da superare.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;In che modo la crisi favorisce lersquo;usura?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;In questo momento di crisi indubbiamente il fenomeno dellersquo;usura eegrave; in crescita. Lersquo;elemento scatenante dellersquo;usura eegrave; il meccanismo che si innesca quando le banche chiedono il rientro del debito contratto dalle aziende, mentre lersquo;imprenditore necessita di nuovi capitali da investire. Se i soldi non rientrano non sei ritenuto soggetto solvibile e hai difficolteagrave; a recuperare soldi attraverso gli istituti finanziari e quindi cadi nella trappola dellersquo;usura. In questo senso eegrave; necessario creare dei meccanismi pieugrave; flessibili per il rientro dei capitali, coseigrave; da evitare che gli imprenditori vengano irretiti nelle trame dellersquo;usura.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>15/05/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Nasce la Rete Imprese italia, l'unione dei piccoli fa la forza </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le associazioni delle Pmi italiane fanno squadra presentandosi come un soggetto unico. Eersquo; nata la Rete Italia imprese che riunisce Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti formalizzando una collaborazione e un coordinamento nato nel 2006. Figlia della crisi economica ReTe avreagrave; un radicamento territoriale e una forza negoziale tale da competere con le maggiori organizzazioni del Paese, Confindustria e sindacati confederali. Vogliamo che eldquo;il popolo del fare impresa enbsp;non sia pieugrave; il popolo degli Invisibilierdquo;, ha riferito il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli che deterreagrave; il primo turno di presidenza semestrale del neonato organismo per le Pmi. enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;Oggi siamo qui per dire che il futuro del Paese eegrave; inscindibilmente legato alle piccole e medie imprese ed allersquo;impresa diffusa. E per chiedere - alle istituzioni ed alla politica, alle forze economiche e sociali endash; di condividere la responsabiliteagrave; di fare quanto eegrave; necessario affincheeacute; queste imprese possano compiutamente esprimere le loro potenzialiteagrave;erdquo;. Coseigrave; il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha salutato la nascita eldquo;Rete Imprese Italiaerdquo;, il nuovo soggetto di rappresentanza unitario del mondo delle pmi e dellersquo;impresa promosso dalle cinque maggiori organizzazioni dellersquo;artigianato, del commercio, dei servizi e del turismo. La collaborazione nata nel 2006 con il eldquo;patto del Capranicaerdquo; assume forme organizzative stabili e strutturate. A guidare 'Rete Imprese Italia' sareagrave; un portavoce unico, scelto a turno per la durata di 6 mesi, fra i presidenti delle cinque organizzazioni. La guida di ReTe spettereagrave; prima a Carlo Sangalli della Confcommercio, seguito da Ivan Malavasi (Cna), Marco Venturi (Confesercenti), Giorgio Guerrini (Confartigianato) e Giacomo Basso (Casartigiani). Il nuovo organismo sareagrave; affiancato anche da una Fondazione, guidata dal presidente del Censis Giuseppe De Rita, con compiti di coordinamento e ricerca. Le cinque organizzazioni rimarranno autonome soprattutto sul territorio e l'uniteagrave; eegrave; prevista soltanto a livello della dirigenza. ''Se vogliamo superare la crisi dobbiamo dare lancio a tutto sistema delle pmi Ue facilitandone l' accesso al credito'', ha riferito il vicepresidente della Commissione europea e responsabile allersquo;industria, Antonio Tajani a margine dellersquo;incontro allersquo;Auditorium Parco della Musica di Roma. Le cinque organizzazioni si ritrovano insieme sulla base di quelli che il presidente di Confcommercio e neopresidente ha definito eldquo;buoni principierdquo;: la tutela rigorosa della legaliteagrave; e della sicurezza e lersquo;efficienza della giustizia contro ogni forma di criminaliteagrave; e come fondamentale pre-requisito di crescita e di sviluppo; il pluralismo imprenditoriale endash; cioeegrave; la vitale compresenza di imprese piccole, medie e grandi endash; come esito e come condizione strutturale di democrazia economica; lersquo;apertura dei mercati e lersquo;attenzione alle ragioni dei consumatori fondate su una concorrenza a pariteagrave; di regole; lersquo;impegno per lo sviluppo territoriale e per una maggiore competitiviteagrave; dellersquo;intero sistema-Paese. Sangalli si eegrave; detto poi favorevole a federalismo fiscale eldquo;necessariamente pro-competitivo e giustamente solidaleerdquo; che va affiancato da eldquo;unersquo;azione di contrasto e recupero dellersquo;evasione e dellersquo;elusione per ridurre una pressione fiscale complessiva troppo elevataerdquo; e alla necessiteagrave; di creare ammortizzatori finalizzati allersquo;occupazione e integrati ai processi di formazione della forza lavoro. La ReTe dareagrave; voce a pieugrave; di 4 milioni di imprese, 14,5 milioni di addetti, di cui 9 milioni sono lavoratori dipendenti, un esercito che rappresenta il 94,7% enbsp;del totale delle imprese italiane, il 58,5% degli impiegati del paese e il 47,8% del personale dipendente. Adetti, lavoratori e imprenditori sono ingranaggi di una macchina che produce il 60% enbsp;del valore aggiunto italiano, il popolo del fare impresa e che cerca visibiliteagrave; nella ReTe.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>10/05/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Ritardi pagamenti: Parlamento Ue, limite di 30 giorni anche per i privati </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;30 giorni di tempo per pagare le fatture, eegrave; il limite che potrebbe essere imposto non pieugrave; solamente alla pubblica amministrazione, ma anche ai privati per eliminare il problema dei ritardi nei pagamenti.A chiederlo eegrave; la Commissione mercato interno del Parlamento europeo che ha approvato alcune modifiche a una direttiva comunitaria studiata per risolvere il problema dei ritardi di pagamento prevedendo lersquo;estensione della legislazione dalla pubblica amministrazione ai privati. enbsp;equot;Non dimentichiamoerdquo;, ha detto Barbara Weiler, il deputato responsabile della legislazione eldquo;che la situazione delle imprese di piccole e medie imprese eegrave; la ragione principale per questa direttivaerdquo;.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;I tempi dei pagamenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La Commissione per il Mercato interno del Parlamento europeo ha adottato con 30 voti favorevoli, 0 contrari e 6 astensioni enbsp;la relazione di Barbara Weiler (S eamp; D, DE) chiede che le fatture vengano pagate entro 30 giorni, sia che la transazione avvenga tra operatori pubblici e compagnie private o tra privati. In entrambi i casi il periodo pueograve; essere esteso fino a 60 giorni. Nelle transazioni tra privati (business-to-business) lersquo;estensione dovrebbe essere accordato nel contratto e pueograve; essere superiore ai 60 giorni eldquo;se eegrave; dimostrato che il ritardo non causa danni ingiustificati a nessuna delle partierdquo;. Per il pubblico le regole sono pieugrave; stringenti sono infatti necessarie eldquo;circostanze eccezionalierdquo; che giustifichino un ritardo nel pagamento oltre i 30 giorni, mentre non sono giustificati ritardi ulteriori al limite dei 60 giorni. Fanno eccezione le istituzioni di saniteagrave; pubblica e le istituzioni pubbliche medico-sociale per la particolare natura di organismi quali ospedali pubblici, che sono in gran parte finanziati attraverso rimborsi nell'ambito dei sistemi di sicurezza sociale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il risarcimento&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Gli eurodeputati hanno votato per abolire lo standard di risarcimento del 5% del conto, che solo gli enti pubblici dovrebbero pagare in base al progetto della Commissione. La commissione dellersquo;Eurocamera ha deliberato, invece, di aumentare il tasso legale di interesse applicato se il pagamento eegrave; in ritardo, al tasso di riferimento maggiorato di almeno nove punti percentuali (invece di sette punti, come proposto dalla Commissione). Inoltre, i creditori riceveranno 40 eeuro; di risarcimento per i costi amministrativi.&lt;br /&gt;La posizione della Commissione Mercato interno dovreagrave; passare al vaglio della plenaria di Strasburgo a maggio o a giungo, la data dipendereagrave; dal raggiungimento di un accordo in prima lettura tra enbsp;Consiglio e Parlamento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;L'Italia si presenta purtroppo come ''maglia nera'' nell'ideale classifica della correttezza nei tempi di pagamento. La nostra P.A., infatti, si fa attendere mediamente 128 giorni contro i 65 di media in Europa. Nelle regioni meridionali i ritardi possono arrivare anche a 600 giorni. Il problema, per i deputati che hanno sostenuto l'iniziativa, equot;e' che i mezzi di ricorso previsti dall'attuale legislazione europea non si dimostrano efficaci a garantire le imprese e, per le amministrazioni pubbliche come per i privati, la decisione di pagare in ritardo e' spesso un modo semplice, ma ingiustificato, di superare le limitazioni di bilancio rinviando i pagamenti all'esercizio successivoequot;. Comportamenti che portano spesso al fallimento di aziende altrimenti sane, alla compromissione della competitivita' delle nostre Pmi, ad un potenziale effetto a catena che genera in alcuni casi il fallimento di un'intera filiera di fornitori.enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>28/04/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>SBA: L'E-governemet italiano in tilt. falsa partenza per posta elettronica certificata </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Falsa partenza per la posta elettronica certificata (Pec), il sistema attivato dal Ministero della Pubblica amministrazione per inviare e ricevere attraverso la mail comunicazioni alla pubblica amministrazione con lo stesso valore legale di una raccomandata e a costo zero. Ma il sistema va in tilt.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La posta elettronica certificata eegrave; stata instituita dal decreto anticrisi Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale (d.l. 29 novembre 2008, n. 185). enbsp;Lersquo;introduzione della Pec vuole permettere di dialogare con tutti gli uffici della PA direttamente via e-mail senza dover pieugrave; produrre copie di documentazione cartacea, ma soprattutto senza doversi presentare personalmente agli sportelli. Chiunque voglia attivare il servizio dovreagrave; registrarsi sul sito enbsp;www.postacertificata.gov.it per poi completare lersquo;attivazione in uno degli uffici postabili abilitati a farlo. Il servizio, disponibile per i 50 milioni di italiani provvisti di codice fiscale, e' stato presentato ieri dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, alla presenza del presidente di Telecom, Gabriele Galateri di Genola, e dell'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;L'obiettivo, ha spiegato il ministro, eldquo;e' di arrivare a 10 milioni di Pec entro l'annoerdquo;. Lersquo;attivazione della mail certificata eegrave; obbligatorio per i liberi professionisti e le imprese, ma resta accessibile anche ai privati cittadini. Per richiedere l'attivazione gratuita del servizio, spiega una nota del Ministero della Pubblica amministrazione eldquo;sareagrave; sufficiente collegarsi al portale www.postacertificata.gov.it e seguire la procedura guidata che consente di inserire la richiesta. Trascorse 24 ore dalla registrazione online (ed entro 3 mesi) ci si potreagrave; quindi recare presso uno degli uffici postali abilitati per l'identificazione e firmare il modulo di adesione. Bisognereagrave; portare con seeacute; un documento di riconoscimento personale e uno comprovante il codice fiscale (codice fiscale in originale o tessera sanitaria) lasciandone una copia all'ufficio postale. Una volta verificati i dati forniti dal cittadino la casella di posta sareagrave; pronta all'usoerdquo;. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Coseigrave; non eegrave; stato. Nelle prime ore di attivazione del servizio sono bastate 150mila pre-registrazioni per mandare in tilt il sistema non permettendo ad altri utenti di accedere al servizio. Saranno in molti a ricevere la brutta sorpresa di avviare la procedura di registrazione per trovarsi davanti agli occhi una schermata bianca con al centro lersquo;immagine di una sorridente e distinta signorina che spiega: eldquo;Eersquo; stato raggiunto il numero massimo di connessioni. Riprovare pieugrave; tardi. Grazieerdquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Un problema che eegrave; stato affrontato anche dal Ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta: eldquo;abbiamo un po' sottovalutato l'impatto, ma da domani (oggi) pensiamo di risolvere le file attivando circa 40mila procedure al giorno e in 6 mesi, mi auguro, che milioni di italiani avranno, gratuitamente, la propria posta elettronica certificataerdquo;. Ad oggi due milioni di professionisti ne sono dotati (l'obbligo per loro e' scattato a novembre scorso) e sono quasi un milione le imprese enbsp;che hanno attivato un indirizzo. Le societeagrave; di capitale o persone avranno tempo fino al 29 novembre 2011 per completare la registrazione, mentre le imprese di nuova costituzione dovranno indicare il proprio indirizzo Pec nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integriteagrave; del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabiliteagrave; con analoghi sistemi internazionali. Le associazioni di categoria, nonostante i problemi tecnici, invitano le imprese eldquo;a cogliere al pieugrave; presto questa opportuniteagrave; per ridurre i tempi, oggi notevolmente lunghi, dedicati alla burocrazia e semplificare le loro transazioni con le pubbliche amministrazionierdquo;, come ha riferito Stefano Pileri, Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici che non manca di sottolineare le falle del sistema eldquo;occorrereagrave; facilitare ulteriormente il processo di attivazione della Posta Certificata in quanto oggi e' ancora necessario, dopo la registrazione su web, recarsi fisicamente negli uffici postali per completare il processo di assegnazione dell'indirizzo''. Mentre i 150mila pre-registrati potranno ora recarsi negli uffici postali abilitati, a tutti gli altri non resta che pazientare eldquo;in lineaerdquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>27/04/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Crisi: Tajani, Pmi tra le protagoniste del rilancio dell'economia europea  </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La politica europea per il rilancio dellersquo;industria deve concentrarsi sulla cultura dersquo;impresa, sulla creativiteagrave; e sullo sviluppo delle Pmi: e' quanto ha detto il commissario europeo all'industria, Antonio Tajani, chiudendo la conferenza organizzata dalla Commissione sulle industrie ai tempi della crisi. Particolare attenzione deve essere rivolta al manifatturiero, patrimonio economico e produttivo europeo, necessario alla ripresa economica.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;eldquo;Il tessuto industriale che storicamente caratterizza la struttura produttiva europea enbsp;rappresenta un patrimonio cruciale: eegrave; il vero motore di crescita e benessereerdquo;, ha riferito Tajani aggiungendo che enbsp;eldquo;il nostro sistema economico deve dotarsi di una nuova e ambiziosa politica per il rilancio dellersquo;Industria e delle Imprese in Europaerdquo;. Lersquo;Unione europea vuole riaffermare la centraliteagrave; dellersquo;industria manifatturiera. eldquo;Credo si sia sbagliatoerdquo;, ha ammesso il commissario, eldquo;puntando troppo su economia virtuale e finanziariaerdquo; e ora lersquo;Europa ha imparato la lezione scegliendo di puntare i riflettori sullersquo;economia reale.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;L'obiettivo della Ue, ha riferito il commissario, e' ''aumentare la produttiviteagrave; delle sue imprese, anche attraverso una regolamentazione intelligente e una politica di concorrenza che deve essere vantaggio non costrizione''. In questo senso eegrave; necessaria una stretta collaborazione tra i diversi settori politici, percheeacute; le politiche ambientali, energetiche, dei trasporti vengano studiate e pensate anche in relazione al loro impatto sul tessuto produttivo europeo.enbsp;Le istituzioni hanno, inoltre, la responsabiliteagrave; di creare le condizioni che permettano una ristrutturazione industriale verso unersquo;economia pieugrave; sostenibile, innovativa e eldquo;verdeerdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Un'attenzione particolare, ha aggiunto Tajani, va alle Pmi, le ''grandi protagoniste della nuova fase di crescita'', spesso troppo piccole per affrontare la sfida dei mercati mondiali. eldquo;Dobbiamo metterle in condizioni di crescereerdquo;, ha spiegato Tajani, attraverso la piena attuazione dello Small business act, coinvolgendo le Pmi nella diffusione delle nuove tecnologie (microelettronica, nanotecnologie e biotecnologie), facilitando lersquo;accesso dellersquo;industria alle risorse.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;Vuol dire certamente accesso al credito e, quindierdquo;, ha continuato il commissario, eldquo;migliori rapporti con le banche privateerdquo;. Ma non solo, aprire la strada eldquo;a quel patrimonio di opportuniteagrave; che gieagrave; esistono, ma che devono essere meglio comunicate alle PMI, o che invece devono essere ridisegnate per divenire pieugrave; fruibilierdquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Manifatturiero significa materie prime, diventa allora fondamentale, per la piccola coseigrave; come per la grande industria, il rafforzamento delle relazioni con i paesi terzi, in particolare lersquo;Africa, dove lersquo;Europa sta giocando un importante partita contro i concorrenti asiatici, la Cina prima di tutto. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La presidenza del Consiglio dell'Unione europea ha ribadito l'importanza di un approccio coordinato, la centraliteagrave; di una cabina di regia europea nel rilancio industriale nel Vecchio continente.enbsp;Sul tema eegrave; intervenuto il Ministro dellersquo;industria spagnolo, Migueeacute;l SEBASTIAN, ha ricordato gli interventi sul settore auto,enbsp;eldquo;dopo un anno possiamo dire che la situazione del settore eegrave; migliorataerdquo;, secondo Madrid un buon esempio della forza delle politiche coordinate a livello Ue.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>26/04/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>E-commerce: Bruxelles semplifica norme per vendita online, vantaggi per Pmi</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;A&lt;strong&gt;&lt;em&gt; partire da giugno per le Pmi sareagrave; pieugrave; semplice vendere online i propri prodotti. La Commissione europea ha adottato nuove regole per la distribuzione di beni e servizi su internet. Le nuove norme riconoscono alle aziende la liberteagrave; di decidere in che modo vengono distribuiti i loro prodotti, a condizione che gli accordi non prevedano la fissazione dei prezzi o altre restrizioni fondamentali e che sia i produttori sia i distributori non detengano una quota di mercato superiore al 30%. Il nuovo regolamento punta a ridurre gli oneri normativi per le aziende senza potere di mercato, in particolare per le piccole e medie imprese permettendo alle Pmi di ampliare la loro presenza sul web, sia nella distribuzione che nella vendita al dettaglio. Il regolamento tiene conto dello sviluppo di Internet negli ultimi 10 anni, sia come forza trainante per le vendite on-line sia per il commercio transfrontaliero, eldquo;una tendenzaerdquo;, si legge in una nota, eldquo;che la Commissione intende promuovere in quanto aumenta la scelta dei consumatori e la concorrenza basata sui prezzierdquo;. I distributori autorizzati resteranno liberi di vendere su Internet senza limitazioni riguardo le quantiteagrave;, i prezzi e lersquo;ubicazione dei clienti. Le nuove disposizioni saranno valide fino al 2022, con una fase di transizione di un anno.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La Commissione ha adottato un nuovo regolamento che prevede unersquo;esenzione per categoria per gli accordi di distribuzione e fornitura a diversi livelli della catena di produzione e di distribuzione. Esistono centinaia di migliaia di accordi equot;verticaliequot; di questo tipo e la revisione delle norme eegrave; dunque importante per imprese e consumatori. Lersquo;attuale regolamento di esenzione per categoria riguardo alle restrizioni verticali e le relative linee direttrici sono stati adottati 10 anni fa. I produttori rimangono liberi di decidere in che modo distribuire i loro prodotti. Per beneficiare dell'esenzione per categoria, essi non possono tuttavia detenere una quota di mercato superiore al 30% e i loro accordi di distribuzione o di fornitura non devono contenere nessuna restrizione fondamentale della concorrenza, come la fissazione del prezzo di rivendita o la ricostituzione di barriere al mercato unico dell'Unione europea. Le nuove norme introducono il medesimo limite di quota di mercato del 30% per i distributori e per i rivenditori al dettaglio, in considerazione del fatto che anche alcuni acquirenti possono detenere un potere di mercato con effetti potenzialmente negativi per la concorrenza. Questo cambiamento va a vantaggio delle piccole e medie imprese (PMI), siano esse produttori o rivenditori al dettaglio, che potrebbero altrimenti essere escluse dal mercato della distribuzione. Questo non significa che gli accordi tra le imprese con quote di mercato pieugrave; elevate siano illegali, ma soltanto che esse devono valutare se i loro accordi contengono clausole restrittive e se queste siano giustificate.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;equot;Unersquo;applicazione chiara e prevedibile delle norme di concorrenza agli accordi di fornitura e distribuzione eegrave; essenziale per la competitiviteagrave; dellersquo;economia dellersquo;UE e per il benessere dei consumatori. I distributori dovrebbero essere liberi di soddisfare la domanda dei consumatori, sia in punti vendita veri e propri che su Internet. Le norme adottate oggi garantiranno che i consumatori possano acquistare beni e servizi ai migliori prezzi disponibili dovunque nell'UE, lasciando che le imprese prive di potere di mercato siano essenzialmente libere di organizzare la propria rete di vendite come preferisconoerdquo;, ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per la concorrenza Joaquin Almunia.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Le nuove disposizioni riguardano anche specificamente la questione delle vendite on-line. Una volta autorizzati, i distributori devono essere liberi di vendere sui loro siti Internet come fanno nei loro negozi tradizionali e punti vendita fisici. Per distribuzione selettiva si intende che i produttori non possono limitare le quantiteagrave; vendute su Internet o applicare prezzi pieugrave; elevati per i prodotti da vendere on-line. Le linee direttrici chiariscono inoltre il concetto di vendite equot;attiveequot; e equot;passiveequot; per la distribuzione esclusiva. Non sareagrave; accettata lersquo;interruzione della transazione o il re-indirizzamento dei consumatori dopo che sono stati inseriti i dettagli di una carta di credito da cui risulti un indirizzo estero. Questo percheeacute; alcune imprese hanno cercato di bloccare lersquo;importazione dei loro prodotti a prezzi inferiori da paesi fuori dellersquo;Europa mantenendo nel vecchio continente un prezzo artificialmente alto. Le nuove norme costituiranno per i rivenditori una base chiara e un incentivo per sviluppare le attiviteagrave; on-line in modo da raggiungere ed essere raggiunti da clienti in tutta l'UE e trarre pieno vantaggio dal mercato interno. I produttori possono naturalmente scegliere i distributori sulla base di standard di qualiteagrave; per la presentazione dei prodotti, indipendentemente dal fatto che essi operino off-line o on-line. Possono decidere di vendere soltanto a rivenditori che hanno uno o pieugrave; negozi eldquo;non virtualierdquo; in modo che i consumatori possano fisicamente vedere e provare i loro prodotti. Tuttavia, la Commissione prestereagrave; in questo contesto una particolare attenzione ai mercati concentrati ai quali non possono avere accesso i rivenditori - on-line o tradizionali - che applicano sconti.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>20/04/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Summit Turismo: Martini, ruolo chiave delle Regioni per sviluppo settore </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La sostenibiliteagrave; eegrave; il passpatout di un turismo che funziona e cresce. Ne eegrave; convinto il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, che eegrave; intervenuto al summit dei ministri europei del turismo voluto dal vicepresidente e commissario per l'industria e l'imprenditorialiteagrave; Antonio Tajani. Martini, presidente di Necstour (la rete europea per il turismo sostenibile e competitivo), ha sottolineato il ruolo chiave che le Regioni possono giocare nel settore del turismo in particolare a sostegno delle piccole e medie imprese. enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;eldquo;Solo potenziando il contributo delle prassi sostenibili sareagrave; possibile incrementare la concorrenzialiteagrave; dellersquo;Europa quale destinazione turistica pieugrave; interessante. Sono sostenibiliteagrave; e competitiviteagrave; le due parole chiave per garantire al turismo europeo le condizioni per uno sviluppo rispettoso del nostro patrimonio ambientale, sociale e culturaleerdquo;. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, intervenendo al summit dei ministri europei del turismo voluto dal vicepresidente e commissario per l'industria e l'imprenditorialiteagrave; Antonio Tajani nell'ambito del programma del semestre di Presidenza spagnola della Ue. Martini ha partecipato alla sessione plenaria introduttiva in qualiteagrave; di presidente di Necstour, la rete di circa trenta regioni europee (voluta in primis da Toscana, Catalogna e Paca) che, in sintonia con gli obiettivi fissati dall'Agenda europea, si sono attivate per mettere in atto prassi di turismo sostenibile basate sul modello elaborato dalla rete.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Tra le azioni che le regioni Necstour hanno proposto di inserire nel quadro di questa strategia condivisa, e che il presidente Martini ha illustrato ai ministri e segretari di Stato europei presenti, c'eegrave; la promozione di una offerta turistica innovativa e identitaria, anche attraverso grandi itinerari culturali o tematici di interesse europeo, e l'agevolazione di processi di miglioramento della qualiteagrave; del lavoro degli occupati nelle imprese del settore turistico e in quelli collegati.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Di grande importanza, come ha ricordato Martini, anche eldquo;la promozione di politiche di rete e processi di aggregazione del settore supportando applicazioni concrete dei principi di sostenibiliteagrave; e competitiviteagrave; su unersquo;offerta di carattere europeo, e la valorizzazione delle attiviteagrave; turistiche per il loro contributo alla strategia di bilanciamento territoriale. Vanno incentivati anche meccanismi di coordinamento con le politiche Ue che hanno forti implicazioni nei confronti del turismo (trasporti, acqua, salute, agricoltura, ambiente, infrastrutture)erdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Martini ha poi sottolineato il rilievo del ruolo delle Regioni rispetto allersquo;esigenza di garantire un adeguato sviluppo del turismo europeo: eldquo;Moltissimi Stati membri endash; ha detto - hanno attribuito la competenza esclusiva in materia di turismo e di gestione del territorio alle regioni che dispongono molto spesso di una forte autonomia normativa e di disciplina del settore e hanno in tutta Europa un compito attivo nella programmazione e gestione delle risorse finanziarie statali e comunitarie, giocando un ruolo fondamentale per il sostegno delle PMI. Le regioni dunque possono incidere fattivamente nella costruzione di una nuova offerta turistica sostenibile e competitiva nelle tantissime destinazioni, sia in quelle gieagrave; ampiamente affermate e proprio per questo esposte ai rischi di uno sviluppo incontrollato, sia in quelle che hanno ancora grosse potenzialiteagrave; da esprimere. Pertanto la Toscana continuereagrave; a collaborare con le istituzioni europee, e con la Commissione in primo luogo, per la costruzione di un nuovo quadro per il sostegno specifico del turismo, come gieagrave; avviene per la cultura, i media e l'educazione, con i conseguenti significativi benefici in termini di riconoscimento di importanza e valore aggiuntoerdquo;.&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>16/04/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Da Ue 35 mln per fare affari con l'eco-innovazione </title>          <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;35 milioni di euro per trasformare le sfide ambientali in occasioni per fare affari: coseigrave; la Commissione europea lancia un appello a presentare proposte per progetti in materia di eco-innovazione nell'ambito del programma per la competitiviteagrave; e l'innovazione (CIP).&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;I fondi per il 2010 si concentrano su : riciclaggio dei materiali, prodotti sostenibili per la costruzione, prodotti alimentari e bevande e attiviteagrave; economiche ecologiche. Unersquo;iniziativa che strizza un occhio alla piccola imprenditoria impegnata nei prodotti o servizi ecologici che han bisogno di sostegnoi per penetrare sui mercati.. Si ha tempo fino al 9 settembre 2010 per inviare le domande e di calcola che enbsp;una cinquantina progetti potrebbero essere scelti per il finanziamento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;equot;Questo invito a presentare progetti innovativi eegrave; un'opportuniteagrave; enorme rivolta al talento imprenditoriale dell'Europa affincheeacute; presenti nuove idee intese a ridurre la nostra impronta ecologicaerdquo;, riferisce Janez Potoe#269;nik, commissario europeo per l'ambiente ha affermato presentando il bando, e aggiunge: eldquo;Il programma eco-innovazione del CIP indica che tutelare l'ambiente ha senso nel mondo degli affari e attualmente numerosi prodotti e servizi dimostrano che la crescita competitiva pueograve; essere accompagnata dalla protezione ambientale.equot;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;L'appello riguarda quattro settori principali: riciclaggio dei materiali, prodotti sostenibili per la costruzione, settore alimentare e delle bevande oltre che le imprese verdi.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;L'invito eegrave; rivolto in particolare alle PMI che hanno sviluppato un prodotto, un processo o un servizio ecologico, tecnicamente collaudato, ma che stenta ancora a collocarsi sul mercato. L'appello propone un cofinanziamento diretto, con sovvenzioni che finanziano fino al 50% del costo totale del progetto. I 35 milioni di euro di fondi disponibili per le domande del 2010 dovrebbero consentire la realizzazione tra i 45 a e i 50 nuovi progetti. I progetti saranno scelti in base al loro approccio innovativo, al loro potenziale di replica sul mercato e al loro contributo alle politiche ambientali europee, specialmente in termini di efficienza delle risorse. Ad oggi sono 44 i progetti in fase di attuazione e si prevede che almeno altri 45 saranno lanciati nel corso di quest'anno. Fra gli esempi citiamo: la trasformazione di pneumatici usati in apprezzati materiali isolanti; l'impiego di piante di bambeugrave; per depurare le acque equot;grigieequot;, e la sostituzione delle convenzionali etichette di carta con tecnologie laser innovative.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;enbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;enbsp;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>14/04/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>ComUnica: Avviare un'impresa con un click</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Buone notizie per chi intende avviare una nuova attiviteagrave; o una nuova imprese. Dal primo aprile sareagrave; possibile deiventare imprenditore con un click. Si conclude oggi il periodo di sei mesi di sperimentazione della Comunicazione Unica per lersquo;avvio delle attiviteagrave; dersquo;impresa. prevista dalla Legge 2 aprile 2007, n.40. la Comunicazione Unica, che ha gieagrave; ricevuto 94mila pratiche, riguardereagrave; gli oltre 6 milioni di imprese attualmente esistenti in Italia. .&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La Comunicazione Unica endash; ormai nota a tutti gli operatori professionali come elsquo;ComUnicaersquo; - enbsp;eegrave; la procedura attraverso la quale le nuove imprese potranno essere operative in 1 giorno e assolvere, al massimo in 7 giorni, gli adempimenti dichiarativi verso Registro delle Imprese, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di un modello informatico unificato indirizzato (per via telematica o su supporto informatico), alla sola Camera di commercio competente per territorio.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La regia delle comunicazioni tra uffici viene affidata alle Camere di Commercio che hanno creato un enbsp;unico front office per tutte le registrazioni ai fini dellersquo;attribuzione del codice fiscale e/o della partita IVA (Agenzia delle Entrate) e per lersquo;iscrizione al Registro delle Imprese, ma anche ai fini, previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL).enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;In questo modo il neo-imprenditore o a chi unersquo;impresa lersquo;ha gieagrave; potranno dialogare con un solo soggetto in rappresentanza della Pubblica amministrazione (la Camera di commercio) che provvedereagrave; in modo del tutto trasparente a comunicare a ciascuna delle altre strutture interessate i dati di loro competenza. ComUnica consentireagrave;, inoltre, di adempiere anche agli obblighi verso l'Albo ministeriale delle societeagrave; cooperative.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Come funzionaenbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La nuova procedura garantisce tempi certi e veloci per i riscontri: allersquo;impresa giungereagrave; infatti immediatamente - presso una casella di posta elettronica certificata (PEC) - la ricevuta di protocollo della pratica che costituisce titolo per lersquo;immediato avvio dellersquo;attiviteagrave;. Al massimo nei sette giorni successivi, ciascuno degli altri enti coinvolti (INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate) garantireagrave; lersquo;evasione della eventuale pratica di propria competenza, restituendo i dati necessari al Registro delle Imprese che potreagrave;, coseigrave;, certificare lersquo;esistenza e lersquo;operativiteagrave; della neonata impresa. La stessa procedura si applichereagrave; ad ogni altro evento della vita di unersquo;impresa (modificazioni e cessazione dellersquo;attiviteagrave;), riducendo coseigrave; ad un unico canale il flusso di tutte le notizie e informazioni che lersquo;impresa eegrave; tenuta ad inviare alla pubblica amministrazione.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>31/03/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Turismo: Aumento prenotazioni vacanze di Pasqua, per l'Ue dati positivi per tutto 2010</title>          <description>&lt;div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La crisi non riuscireagrave; a rovinare le vacanze degli italiani: cresce il numero dei vacanzieri nel periodo pasquale sia nelle destinazioni del Belpaese che allersquo;estero. Questa la previsione di Federalberghi per le vacanze dei prossimi giorni. Un dato positivo che era gieagrave; stato annunciato da un sondaggio della Commissione europea che vedeva in rimonta il enbsp;turismo in Europa e lersquo;Italia sul podio delle mete di vacanza pieugrave; gettonate dopo la Spagna e la Francia.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;Saranno circa 9,2 milioni gli italiani in vacanza a Pasqua, in aumento dell'8% rispetto a un anno fa. Ma rimangono comunque 38 milioni coloro che invece resteranno a casa. Secondo l'indagine, poi, oltre 7,8 milioni dei vacanzieri, l'85%, rimarreagrave; in Italia. La spesa media pro-capite si aggira sui 305 euro rispetto ai 291 del 2009, pari ad una crescita del 5%. Dati confermati dalla Confcommercio secondpo cui le rrenotazioni fatte a ridosso delle festiviteagrave;, soggiorni brevi, magari ripetuti nel corso dell'anno e richieste pieugrave; volatili, equot;stanno rimodulando la domanda degli ospiti stranieri che tendono ad essere pieugrave; attenti al rapporto qualiteagrave;/prezzo, ma non a rinunciare alle proposte interessanti delle vacanze italianeequot;. Un aumento del tursmo annunciato da Bruxelles allersquo;inizio del mese con la pubblicazione dellersquo;indagine eurobarometro equot;Gli atteggiamenti degli europei nei confronti del turismo 2010equot;. Dalla ricerca emerge che circa lersquo;80% dei cittadini europei continua a recarsi in un altro luogo per trascorrere le vacanze, mentre il resdtante 20% dei 30.000 cittadini selezionati a caso era quasi certo che nel 2010 non si sarebbe spostato, percentuale questa significativamente inferiore a quella dei non-viaggiatori nel 2009 (33%). In aumento, poi, il numero degli europei che preferiscono trascorrere le vacanze in destinazioni turistiche tradizionali (57%), mentre il 28% preferirebbe eldquo;uscire dai sentieri battutierdquo; e recarsi verso destinazioni turistiche emergenti. equot;I risultati dell'indagine 2010 sono incoraggianti per l'industria turisticaequot;, ha sottolineato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione e responsabile per l'Industria e le imprese, equot;Dobbiamo adoperarci ulteriormente per sviluppare questo settore che si trova al terzo posto in termini di PIL e di occupazione in Europa. Il trattato di Lisbona ci offre ora l'opportuniteagrave; di occuparci di questo settore in una prospettiva europea. Circa il 50 % dei cittadini dell'UE ha gieagrave; deciso che nel 2010 andreagrave; in vacanza e la loro percezione quanto al fatto di essere in grado di finanziare le proprie vacanze risulta anch'essa leggermente migliorata.equot; I principali risultati dell'indagine sono i seguenti :&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;ebull;	c ontinua la tendenza a scoprire l'Europa e il proprio paese: anche nel 2010 il 50% dei cittadini europei intende trascorrere le vacanze nel proprio paese o in un altro paese dell'UE;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;ebull;	maggio re fiducia quanto al fatto di essere in grado di finanziare le proprie vacanze: circa la meteagrave; dei cittadini dell'UE che prevede di far vacanza nel 2010 ritiene di disporre di un importo sufficiente a tal fine (46%) endash; si tratta di un aumento di 5 punti percentuali rispetto al 2009. Tuttavia, come nel 2009, il 10% ha affermato di avere gravi problemi finanziari che potrebbero pregiudicare i piani per le vacanze;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;ebull;	i viaggi rimangono popolari: circa due terzi (65%) dei cittadini europei ha fatto viaggi di piacere nel 2009 e questo tipo di vacanza eegrave; estremamente popolare tra i cittadini della Norvegia (84%) seguiti dai finlandesi (83%), gli olandesi (79%) e gli irlandesi (78%);&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;ebull;	la equot;attrattiva localeequot; eegrave; citata quale il fattore principale (32%) all'atto di scegliere la destinazione delle vacanze, seguita dal equot;patrimonio culturaleequot; (25%) e dalle equot;possibiliteagrave; di intrattenimentoequot; (16%);&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;ebull;	la ricerca di equot;riposo e svagoequot; (37%) eegrave; la motivazione principale che spinge i cittadini dell'UE a viaggiare, seguita da equot;sole e spiaggiaequot; (19%) e equot;visitare amici e parentiequot; (17%);&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;ebull;	organizzare da soli vacanze: il numero di cittadini dell'UE che organizzano le loro vacanze principali da soli eegrave; aumentato ulteriormente nel 2009 passando a 58%; i paesi candidati Croazia (83%) e Turchia (82%) sono ai primi posti sotto questo aspetto;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ebull; le scelte pieugrave; popolari : la Spagna (10,4%) era gieagrave; la destinazione pieugrave; popolare nel 2008 e nel 2009 e domina anche tra i piani per le vacanze del 2010. La Spagna eegrave; seguita da vicino dalla Francia (9,9%) e dall'Italia (9,2%). Tuttavia, il 17% dei cittadini dell'UE che prevede di andare in vacanza nel 2010 non ha ancora deciso la meta.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>31/03/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Occupazione: Lo stress da lavoro colpisce 40 mln di europei e 4 mln di italiani </title>          <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il lavoro non eeacute; un problema solo per i disoccupati, ma logora la salute di 40 milioni di europei che hanno unersquo;occupazione. La causa eeacute; lo stress da lavoro che colpisce il 22% dei lavoratori europei con costi che superano i 20 miliardi di euro annui. Eersquo; quanto emerge dai dati forniti dallersquo;'European Academy of Occupation HealthPsycology' secondo cui tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse eegrave; legata a problemi di salute dovuti allo stress. In Italia le vittime dello stress da lavoro sono 4 milioni di lavoratori, pieugrave; colpite le categorie tradizionali (insegnanti, forze dellersquo;ordine) e gli under 45.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;enbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il trattamento sanitario del disturbo depressivo collegato allo stress incide direttamente sull'economia europea con un dispendio pari a 44 miliardi di euro e indirettamente, in termini di calo di produttiviteagrave;, con una perdita pari a 77 miliardi di euro. Le trasformazioni del mondo occupazionale con l'introduzione di nuove tecnologie e la diffusione di forme contrattuali flessibili, non si risolvono semplicemente in un mutamento dell'organizzazione del lavoro, ma hanno profonde ripercussioni sulla salute dei lavoratori. enbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Le cause dello stress sono da attribuire allo squilibrio tra gli impegni che l'ambiente sociale impone di affrontare e la propria capaciteagrave; (percepita) di affrontare il tran-tran quotidiano. enbsp;La ricerca nel settore ha mostrato che le cause dello stress lavoro-correlato sono molteplici, ma riconducibili principalmente alla tipologia di professione, all'organizzazionedel lavoro ed al modo in cui sono gestite le risorse umane nel contesto lavorativo. Partendo da questi dati l'Ispesl, in collaborazione con l'Agenzia Europea per la Sicurezza e Salutesul Lavoro, ha organizzato la nona Conferenza Europea dell'Accademia della Psicologia del Lavoro per riflettere sulla gestionedei rischi psicosociali in Italia e in Europa.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;In Italia, secondo l'Ispesl, sarebbero circa 4 milioni le persone soggette a stress da lavoro. Nel nostro paese sono soggette a stress da lavoro categorie tradizionali come le professioni sanitarie, gli insegnanti, e le Forze dell'ordine, anche se di fronte alla frammentazione del mondo del lavoro rimangono coinvolti anche molti lavoratori precari e flessibili e gli over 45. Per tutti questi soggetti il rischio maggiore, oltre ad una serie di disturbi di carattere psicosociale, che spesso portano ad un utilizzo crescente di psicofarmaci, eegrave; rappresentato da quelle malattie che poi correlate passano alla fase della somatizzazione, come ad esempio i disturbi gastrointestinali o cardiovascolari.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;enbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>30/03/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Commercio: Nell'annus horribilis della crisi chiusi 310 negozi al giorno</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il 2009 l'anno nero delle attiviteagrave; commerciali con 310 negozi chiusi al giorno. A lanciare lersquo;allarme eeacute; la Confcommercio che, dati alla mano, disegna la mappa dellersquo;avanzata della crisi economica, una problema accentuato, secondo la confederazione, dagli oneri burocratici e dalla mancata strategia per il manifatturiero.enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La crisi non allenta la sua morsa sulle imprese commerciali italiane: sono 114.016 quelle che hanno chiuso i battenti in Italia nel solo 2009, pari a circa 310 al giorno. Un allarme che, secondo Confcommercio, riguarda in particolar modo i piccoli negozi al dettaglio, che hanno registrato oltre 67 mila cessazioni nel corso dell'anno da poco concluso. eldquo;Gli imprenditorierdquo;, si legge in una nota, eldquo;rispondono puntando il dito contro l'eccessiva burocrazia e il troppo lento se non inesistente riposizionamento strategico dalla manifattura ai servizierdquo;. Le Pmi italiane, coseigrave; come le piccole attiviteagrave; commerciali chiedono al enbsp;governo maggiori incentivi fiscali, riforme amministrative e una pieugrave; convinta lotta alla contraffazione.&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Da unersquo;elaborazione dell'Ufficio Studi di Confcommercio su dati di Movimprese emerge che nel 2009 sono nate nel nostro Paese 85.743 nuove imprese commerciali e ne sono cessate 114.016, per un saldo di -28.273. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, il saldo eegrave; negativo per 16.188 uniteagrave;, con 50.988 nuove aperture e 67.176 chiusure.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Secondo Mariano Bella, responsabile Ufficio Studi di Confcommercio, queste cifre fanno riflettere. Se da un lato la taglia esigua delle imprese costituisce la forza di questo Paese, eldquo;dall'altro questo e' anche un fattore di freno, soprattutto per quanto riguarda l'investimento in innovazione, ricerca e marketing per acquisire sostenibili posizioni competitive internazionalierdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;La situazione comunque, non riguarda solo lersquo;annus horribilis dell'economia italiana: anche ampliando l'arco temporale di riferimento all'anno precedente il saldo tra imprese nate e imprese chiuse resta negativo per 67.133 uniteagrave;, dato in cui pesano per oltre il 50% i negozi al dettaglio, il cui saldo nello stesso nel biennio 2008-2009 eegrave; negativo per 38.531 uniteagrave;. I dati relativi alle cessazioni comprendono anche le cessazioni d'ufficio per inattiviteagrave; operate dalla Camera di Commercio nei confronti di imprese inattive per oltre tre anni. Citando alcuni dati di Seac Confcommercio su un campione di 100.000 piccole e medie imprese, Bella sottolinea che eldquo;tra il 2007 e il 2008 eegrave; raddoppiato il numero di imprese in perdita: se nel 2007 l'80% delle pmi italiane ha chiuso in utile, solo il 40% ha archiviato il 2008 in positivoerdquo;. E facendo una stima sull'anno appena concluso, continua l'esperto, eldquo;considerato che il Pil ha segnato un -1,3% nel 2008 e un -5% nel 2009, eegrave; comprensibile anche dal punto di vista statistico che ci sia una moria drammatica in termini di imprese&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>29/03/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Giovani: Confartigianato, ecco chi sono le nuove leve dell'imprenditoria italiana</title>          <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nel 2009, 4.637 piccoli imprenditori under 40 si sono aggiunti alle nuove leve dellersquo;artigianato italiano portando a enbsp;615.239 i giovani elsquo;capitaniersquo; dersquo;impresa nelle cui mani eegrave; affidato il futuro della piccola impresa italiana&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;L'identikit dei giovani a capo delle piccole imprese italiane emerge dal 4edeg; Osservatorio sullersquo;imprenditoria giovanile artigiana presentato allersquo;Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzato a Firenze il 12 e 13 marzo. Lersquo;Osservatorio rivela che lersquo;Italia ha il primato europeo per numero di imprenditori e lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni. Nel III trimestre del 2009 il nostro Paese registra 1.886.000 giovani imprenditori contro 1.217.000 del Regno Unito, 1.080.000 della Germania, 1.011.000 della Spagna e gli 838.000 della Francia. Questa leadership europea viene confermata dal peso degli imprenditori under 40 sul totale degli occupati della stessa classe di eteagrave;, che in Italia eegrave; del 18,5%, quasi doppia rispetto al 10,3% della media europea. Nel dettaglio la propensione al 'fare impresa' dei giovani italiani eegrave; superiore al 10,7% della Spagna, al 9,0% della Regno Unito, al 6,9% della Francia, e al 6,6% della Germania.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;In termini assoluti, il 31% delle nuove leve dellersquo;imprenditoria artigiana eegrave; concentrato nel Nord Ovest, in particolare in Lombardia dove operano 113.998 giovani imprenditori pari al 18,5% del totale. Seguono il Veneto con 63.587 imprenditori, lersquo;Emilia-Romagna con 61.646, il Piemonte con 55.200, Toscana con 51.015.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Lersquo;aumento maggiore di piccole imprese guidate da giovani si eegrave; verificato nel Nord-Ovest (+ 1,2%). A seguire il Centro (+0,9%) e il Mezzogiorno (+ 0,8%), mentre il Nord-Est ha evidenziato una minore vivaciteagrave;, fermandosi a un modesto + 0,1%. A livello regionale la crescita del numero di giovani imprenditori eegrave; guidata dalla Campania (+2,1%), seguita da Piemonte (+1,7%), Lazio (+1,3%), Toscana (+1,2%) e Liguria (+1,1%).enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Tra i diversi settori economici eegrave; il comparto delle costruzioni quello su cui puntano maggiormente i giovani artigiani (con percentuali che toccano il 37,9%). Seguono il comparto manifatturiero (27,2%), e i servizi (10,9%).&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Positiva la tendenza nelle costruzioni con una crescita dell'1,6% e nei Servizi con una crescita dello 0,8%. Bene anche il comparto alimentare (+3,7%, pari a ben 1.402 uniteagrave; in pieugrave;) e quello della produzione, installazione e manutenzione di macchine ed apparecchi meccanici che segna un +1,8%.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il settore manifatturiero, invece, ha perso lo 0,4% dei giovani imprenditori. Tra i comparti che hanno visto le maggiori diminuzioni di imprese elsquo;giovaniersquo; il tessile-abbigliamento (-2,7%) e la lavorazione dei metalli con la forte flessione della metallurgia (- 4,5%) e della fabbricazione, installazione, riparazione di macchine ed apparecchi elettrici ( -6,4%).enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>15/03/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Innovazione: Italia ultima nell'Ue-15 dopo Grecia, Spagna e Portogallo </title>          <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se lersquo;Europa ha bisogno di innovazione, in Italia eeacute; una vera e propria emergenza. Il Belpaese eeacute; ultimo nellersquo;Ue-15 per innovazione preceduto da Grecia, Spagna e Portogallo. Sono i dati che emergono dal Quadro europeo di valutazione sullersquo;innovazione per il 2009 che misura gli investimenti enbsp;nella ricerca e nello sviluppo, noncheeacute; i risultati ottenuti da parte delle imprese e del settore pubblico.enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La maggior parte degli Stati membri dell'UE fino al 2008 hanno costantemente migliorato la loro capaciteagrave; d'innovazione. La crisi economica ha indubbiamente rallentato la corsa dei paesi membri verso il futuro. Eersquo; quanto emerge dal Quadro europeo di valutazione dell'innovazione (EIS) 2009. I dati raccolti mostrano che i pieugrave; colpiti sono gli Stati membri cche presentavano gieagrave; bassi livelli in termini di performance innovativa e che avrebbero potuto potenzialmente invertire il processo di convergenza negli ultimi anni. Una battuta dersquo;arresto che si ripercuote sullersquo;intera Unione europea che presenta una crescenti difficolteagrave; nel recuperare il ritardo rispetto gli Stati Uniti, anche se eeacute; riuscita a mantenere una posizione di vantaggio rispetto alle economie emergenti di Brasile, Russia, India e Cina, nonostante i miglioramenti rapidi in Cina. equot;Quest'osservatorio fornisce preziosi elementi di prova sui trend di rendimento innovativoequot;, ha riferito il Commissario per l'imprenditorialiteagrave; e l'industria, Antonio Tajani, sottolineando come Il quadro generale resti positivo anche se eldquo;ci sono alcuni segnali preoccupanti e dobbiamo cogliere questa molto seriamente nel definire le misure per realizzare quello che abbiamo appena disposto nella nostra strategia per lersquo;Europa 2020erdquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I Ventisette paesi europei sono stati catalogati in 4 macrogrupppi a seconda del grado di avanzamento scientifico e tecnologico raggiunto, oltre che agli sforzi compiuti nel settore della ricercaenbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel gruppo leader troviamo, come negli anni precedenti, Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia e Regno Unito. Tuttavia, di questi paesi, Germania e Finlandia stanno migliorando le loro prestazioni pieugrave; velocemente rispetto a Danimarca e Regno Unito dove le performance restano costanti rispetto al 2008. Il secondo gruppo eeacute; costituito dai eldquo;seguaci dellersquo;innovazioneerdquo;, paesi che pur non potendo salire sul podio sono al di sopra o pwerfettamente in linea con la media europea. Tra i secondi classificati abbiamo enbsp;Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Slovenia. Degne di nota le posizioni di Cipro, Estonia e Slovenia che hanno registrato progressi in questo gruppo grazie ad un costante miglioramento negli ultimi anni.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lersquo;Italia eeacute; nel gruppo degli eldquo;innovatori moderatierdquo; quinta, dopo Repubblica Ceca, Portogallo, Spagna e Grecia. Il nostro paese eeacute; seguito da Malta, Slovacchia, Ungheria, Polonia e Lituania.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fanalino di coda Bulgaria, Lettonia e Romania, i paesi in via di recupero che presentano risultati nel campo dell'innovazione notevolmente inferiore alla media UE27. Tuttavia, tutti e tre i paesi si stanno rapidamente colmando il loro divario con il livello di performance medio dell'UE a 27, e la Bulgaria e la Romania hanno migliorato i loro risultati pieuacute; rapidamente rispetto a tutti gli altri Stati membri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Risultati che non sembrano entusiasmare la Commissione europea cha ha ricordato ai paesi come aumentare gli investimenti nella ricerca e nellersquo;innovazione sia la chiave per passare dalla crisi a una prosperiteagrave; sostenibile. eldquo;Per questo motivoerdquo;, ha specificato Tajani, eldquo;la Commissione mantiene il 3% del PIL alla R eamp; S in Europa e nel proporre realistici obiettivi nazionali con un attento controlloerdquo;.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'EIS 2009 include 29 indicatori di innovazione, secondo i dati disponibili al pubblico dal 2007/2008 e analisi di tendenze per l'UE27 Stati membri, coseigrave; come per la Croazia, Serbia, Turchia, Islanda, Norvegia e Svizzera. I 29 indicatori sono raggruppati in tre categorie: fattori abilitanti (risorse umane, finanziarie e di supporto), le attiviteagrave; di impresa (investimenti dell'impresa, i collegamenti e l'imprenditorialiteagrave;, i rendimenti) e uscite (innovatori, effetti economici). Non ancora catturare tutti gli effetti delle recenti crisi economiche e finanziarie.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Stati membri dell'UE-27 rientrano nelle seguenti quattro gruppi di paesi:enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come negli anni precedenti, Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia e Regno Unito sono leader dell'innovazione. Tuttavia, di questi paesi, Germania e Finlandia stanno migliorando le loro prestazioni il pieugrave; veloce, mentre la Danimarca e il Regno Unito sono stagnanti.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Slovenia sono i seguaci di innovazione. Dal 2008, Cipro, Estonia e Slovenia hanno registrato progressi in questo gruppo a causa di un costante miglioramento negli ultimi anni.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna sono innovatori moderati.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bulgaria, Lettonia e Romania sono i paesi in via di recupero che presentano risultati nel campo dell'innovazione notevolmente inferiore alla media UE27. Tuttavia, tutti e tre i paesi si stanno rapidamente chiudendo il loro divario con il livello di performance medio dell'UE a 27, e la Bulgaria e la Romania hanno migliorato i loro risultati il pieugrave; veloce di tutti gli Stati membri.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>08/03/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Meseuro: Il vento della cooperazione nel Mediterraneo </title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p 	{mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Si chiamereagrave; Meseuro il primo centro europeo per il Mediterraneo con sede a Bruxellesenbsp; inaugurato alla presenza del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini e di numerosi deputati e ambasciatori europei e del bacino mediterraneo. Presente anche il giordano Abdel Hadi el Majali, presidente dell'Assemblea parlamentare Euromediterranea (Apem) fino al mese prossimo, quando la presidenza di turno passereagrave; all'Italia.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Il nuovo Centro delle fondazioni per l'Europa del Mediterraneo prende lersquo;antico nome di un vento del Sud, fra Scirocco e Libeccio, eldquo;eegrave; il richiamoerdquo;, come ha spiegato il Presidente del deputati del PdL al Parlamento europeo, Mario Mauro, eldquo;di quello che vorremmo essere fattore di ispirazione positiva di iniziative che vorremmo veder crescere in questi annierdquo;. Meseuro, nata da unersquo;iniziativa bipartisan degli eurodeputati Gianni Pittella (Pd) e Mario Mauro (Pdl), sareagrave; luogo di incontro tra organizzazioni euro-mediterranee, tra rappresentanti delle istituzioni e tra i protagonisti del mondo dellersquo;impresa.enbsp; Il centro avreagrave; vari ambiti di competenza: energia, ambiente, qualiteagrave; del mare, acqua, controllo dei flussi migratori, sicurezza alle frontiere, mercati finanziari, servizi bancari nel Mediterraneo. Lersquo;obiettivo dichiarato dai suoi promotori eegrave; quello di costruire concretamente sbocchi sul Mediterraneo e potenziare la cooperazione non pieugrave; solo dal punto di vista culturale, ma anche dal punto di vista pieugrave; strettamente pratico.enbsp; La prima iniziativa sareagrave; un seminario sull'energia in cui verranno invitati interlocutori politici della sponda sud del Mediterraneo che avranno la possibiliteagrave; di incontrare le pieugrave; grandi compagnie energetiche d'Europa come l'Eni, l'Enel e Edison. ''Nell'occasione - ha spiegato il Vice Presidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella - potranno avere un dialogo e capire quali sono gli spazi per la cooperazione in quel settore specifico, cosi' importante per l'economia e lo sviluppo dei Paesi''.&lt;/p&gt;eldquo;Attraverso il Centro Meseuro - hanno spiegato Pittella e Mauro - intendiamo instaurare innanzitutto un dialogo sociale, culturale e umano, che abbia come presupposto la comprensione reciproca e la promozione di valori fondanti delle nostre civilteagrave;erdquo;. A questo fattore eldquo;imprescindibileerdquo; eegrave; legata la buona riuscita della cooperazione sul piano innanzitutto politico, eldquo;attraverso la ricerca incessante di un dialogo riguardante la politica di sicurezza per sviluppare relazioni sempre pieugrave; incisive tra i paesi interessatiequot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo livello di cooperazione, eegrave; quello economico. equot;Siamo convinti - hanno sottolineato i promotori dellersquo;iniziativa bipartisan - che il moltiplicarsi degli accordi e degli scambi ha favorito e continuereagrave; a favorire l'estensione di relazioni economiche e sociali equilibrate tra le parti. Meseuro sareagrave; un luogo di incontro tra organizzazioni euromediterranee, tra rappresentanti delle istituzioni e tra i protagonisti del mondo dell'impresa. Parallelamente - hanno concluso i due europarlamentari - si offrireagrave; come centro di elaborazione per chi, condividendo il nostro spirito, sapreagrave; elaborare proposte innovative per le sfide dell'area mediterraneaequot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perenbsp; Meseuro hanno finoraenbsp; manifestato interesse ad aderire importanti fondazioni italiane e europee come la Ein (European ideas network), le fondazioni Schumann, la Feps, Italianieuropei, Mezzogiorno Europa,enbsp; Magna Carta, Farefuturo, Sussidiarieta, Europacivilta', Formiche, varie fondazioni universitarie italiane del Mezzogiorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il comitato scientificoenbsp; saranno coinvolti il rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi, Enrique Baron Crespo, Hans-Gert Poettering, Jacques Delors,enbsp; Joseph Borrell, Fassi Fihri,enbsp; Emilio Colombo Francesca Ratti, Dietmar Nichel ed altri.  &lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>26/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Crisi: Ue, Italia in timida ripresa, per tutta l'Europa la strada &quot;&#232; ancora in salita&quot; </title>          <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Nel 2010 l'Italia crescereagrave; dello 0,7%, in media con la crescita della zona euro. A confermarlo la Commissione europea in contrasto con lersquo;ultima previsione del governo, contenuta nel programma di stabiliteagrave;, che prospettava unaenbsp; crescita dell'1%.enbsp; L'esecutivo europeo parla dienbsp; una equot;timida ripresaequot; aiutata dalle esportazioni e da una ripresa dei consumi dovuta soprattutto dai risparmi delle famiglie. Diversa la situazione delle imprese con investimenti che restano moderati. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lersquo;Italia &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Il PIL in termini reali ha registrato un forte calo nel 2009, trascinato dal crollo delle esportazioni eenbsp; dal netto calo degli investimenti, soprattutto nella prima meteagrave; dell'anno, mentre il consumo privato eegrave; sceso in misura pieugrave; moderata. Nel terzo quadrimestre lersquo;economia italiana ha dato segni di una prima ripresa con una crescita dello 0,6% per poi subire una nuova contrazione negli ultimi tre mesi raggiungendo lo 0,2%. Tuttavia, gli indicatori che misurano la fiducia delle imprese e dei consumatorienbsp; segnano un rafforzamento dell'attiviteagrave; economica nel corrente trimestre. eldquo;Il PIL reale eegrave; quindi destinato a espandersi ancora una volta nel primo trimestre del 2010erdquo;, si legge nelle previsioni della Commissione europea confermando in sostanza le previsioni della Commissione europea dello scorso autunno che prospettavano eldquo;una moderata ripresaenbsp; nel 2010erdquo;.enbsp; Il Pil intermini reali crescereagrave; dello 0,7% nel suo complesso sotto la spinta di consumi e esportazioni. Le previsioni intermedie per febbraio 2010 beneficeranno di una minor propensione al risparmio da parte delle famiglie grazie al miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari combinate con unersquo;inflazione contenuta. A trainare le esportazioni in Italia, coseigrave; come nel resto del mercato comunitario, sareagrave; il rafforzamento della domanda mondiale.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La situazione in Europa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;L'UE ha beneficiato di una ripresa dell'economia mondiale pieugrave; robusta del previsto nella seconda meteagrave; del 2009. La situazione a livello globale continua ad essere incoraggiante, e per il 2010 il tasso di crescita globale (esclusa l'UE) dovrebbe attestarsi sul 4efrac14;%. Nonostante questo contesto favorevole, diversi fattori minacciano di frenare l'economia dell'UE nel 2010, tra cui la debolezza del mercato immobiliare in numerosi paesi membri e il calo della produzione industriale e delle vendite al dettaglio. Nel frattempo sui mercati finanziari le prospettive rimangono incerte, nonostante i forti recuperi registrati dall'inizio del 2009. I tassi di disoccupazione sembrano infine destinati ad aumentare, con un conseguente effetto negativo sulla spesa per consumi. Nel 2009 l'inflazione eegrave; rimasta assai modesta (l'1% nell'UE e lo 0,3% nell'area dell'euro), rispecchiando lo scarso vigore dell'economia. Per il 2010, si prevede ora per l'insieme dell'UE un tasso d'inflazione dell'1,4%, con una lieve revisione al rialzo, mentre per l'area dell'euro eegrave; stato confermato il valore dell'1,1% indicato in precedenza. Nell'aggiornamento ora presentato i rischi che circondano la ripresa rimangono equilibrati. Gli ultimi sviluppi sui mercati finanziari rivelano numerosi fattori di incertezza latenti. L'economia dell'UE potrebbe pereograve; beneficiare di una ripresa mondiale pieugrave; robusta del previsto.&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>25/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Imprese: Confcommercio, solo tre negozi aperti a 10 mesi dal sisma</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Continua lersquo;agonia per i commercianti dellersquo;Aquila, una delle citteagrave; colpite dal terremoto. Ad un anno dal sisma sono solo tre negozienbsp; i aperti nel centro storico, compresa una trattoria e un bar senza clienti. Per le attiviteagrave; di vendita al dettaglio e le botteghe artigiane restano solo macerie ancora da raccogliere. Confcommercio Abruzzo lancia lersquo;allarme: equot;presto servireagrave; una mensa dei poveri per i commercianti aquilaniequot;. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;enbsp;eldquo;Quello che fino al 6 aprile era il cuore pulsante del capoluogo eegrave; ancora oggi sostanzialmente una citteagrave; fantasma, presidiata dallersquo;esercito e inaccessibile senza permessierdquo;. Non eegrave; lo slogan che compare sui cartelli di protestaenbsp; dei terremotati dellersquo;Aquila, ma un passaggio dellersquo;ultimo rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. eldquo;Gli edifici distrutti o gravemente inagibili nel centro storico sono il 74 per cento del totaleerdquo;, si legge nel documento, ma degli esercizi commerciali non cersquo;eegrave; traccia. Anche percheeacute;, come afferma Celso Cioni, direttore della Confcommercio del capoluogo, sono appena tre i negozi del centro storico che hanno riaperto, ma con ancora la classificazione eldquo;Eerdquo;, quella di massimo pericolo e di inagibiliteagrave; totale. Non eegrave; diversa la situazione per la sede Confcommercio con eldquo;lersquo;aquilotto confederale eegrave; appena visibile sulla porta di un container nel campo di Collemaggioerdquo;. &lt;br /&gt;La desolazione della Zona rossa, il centro della citteagrave;,enbsp; eegrave; la cartina tornasole delle difficolteagrave; incontrate nella ricostruzione e di riesumare il centro storico e commerciale del capoluogo abruzzese. eldquo;Solo una passaggio pedonale di pochi metri, dove stiamo tentando di far riaprire una ventina di saracinesche endash; aggiunge Cioni endash; per non arrenderci. Da novecento botteghe del centro a due, un bar e un ottico, pieugrave; una cantina. Ma senza clientierdquo;. Poi la provocazione di Cioni che dal suo container continua una battaglia iniziata allersquo;alba del 6 aprile dello scorso anno. eldquo;Apriamo una mensa dei poveri nel centro storico. Servireagrave; ai commercianti e agli artigiani dellersquo;Aquila ridotti al lastrico percheeacute; messi in condizione di non poter produrre redditoerdquo;.&lt;br /&gt;Il braccio di ferro tra imprenditori da un lato e pubblica amministrazione, dallersquo;altro (Comune, Regione, Protezione e Governo, misura diversa), si eegrave; intensificato a seguito dellersquo;inchiesta della Procura di Firenze sulla Protezione civile e sui contenuti di alcune intercettazioni telefoniche dove sono emersi episodi di sciacallaggio da parte di imprenditori senza scrupoli pronti a mettere le mani sullersquo;affare ricostruzione in Abruzzo.&lt;br /&gt;Confcommercio chiede lersquo;istituzione di una zona franca per consentire la ripartenza delle piccole e medie imprese del cratere. eldquo;Fiscaliteagrave; di vantaggio subito, indipendentemente dai provvedimenti di sospensione dei pagamenti delle tasse locali e nazionalierdquo;. Questioni assenti sia nella Finanziaria 2010 sia nel coseigrave; detto decreto eldquo;mille prorogheerdquo; . Confcommercio nazionale ha chiesto a pieugrave; riprese un master plan degli interventi urgenti per le attiviteagrave; commerciali. Primo tra tutti, la riapertura dello storico mercato adiacente il Duomo. Centodieci operatori in sede fissa pieugrave; una trentina di coltivatori diretti presenti ogni giorno, dal lunedeigrave; al sabato. Confcommercio ha elaborato un piano di trasferimento del mercato presso la piazza Dersquo;Armi. Unersquo;ex area dellersquo;esercito e oggi a disposizione dellersquo;amministrazione comunale che dovreagrave; trasformare la zona in un centro polifunzionale, con parco giochi, parcheggi e attiviteagrave; sportive. eldquo; Ma siamo alla settima variante del progetto e siamo ancora allo scambio di documenti e nulla pieugrave;. Intanto gli operatori sono ospitati nei mercati allersquo;aperto dei comuni limitrofierdquo;. Per il nuovo mercato inoltre, la Protezione civile ha gieagrave; stanziato un milione di euro. Uno spiraglio pereograve; arriva dal recente accordo sottoscritto a Roma tra la Regione Abruzzo e la Bei, la banca europea degli investimenti. Previsto un plafond di 200 milioni di euro per le attiviteagrave; produttive delle aree terremotate. Ma eegrave; ancora presto per definire avere un quadro delle iniziative che avranno la prioriteagrave;. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>25/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Credito: Bei, 13 mld per 50.000 Pmi europee nel 2009</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Quando la Crisi chiama, la Bei risponde. La banca europea degli investimenti ha stanziato, lo scorso anno, 13 miliardi in linee di credito a banche intermediarie per i prestiti mirati alle PMI, con un incremento del 55% rispetto all'anno prima. Oltre il 75% dei 21 miliardi di euro, firmato nel 2008-2009 eegrave; stata versata alle banche intermediarie entro la fine del 2009 (16 miliardi di euro) e il 90% ha raggiunto le oltre 50 000 PMI in tutta Europa che avevano fatto domanda. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;La Banca Europea degli Investimenti (BEI) ha incrementato il volume totale dei prestiti nel 2009 aenbsp; 79 miliardi di euro, un aumento del 37% a partire da EUR 58 miliardi del 2008. Eersquo; quanto si apprende da una nota dellersquo;istituto di Frnacoforte. eldquo;Lo scorso annoerdquo;, prosegue la nota, eldquo;la BEI ha rafforzato la sua attenzione per le piccole e medie imprese (PMI),enbsp; le regioni economicamente pieugrave; deboli in tutta Europaenbsp; eenbsp; il settore dell'energia nel quadro della lotta contro il cambiamento climatico.&lt;br /&gt;equot;La BEI ha dimostrato di essere un pilastro solido di forza e stabiliteagrave; finanziaria per l'anno scorso eccezionalmente difficile contesto economico. La Banca eegrave; impegnata a raggiungere obiettivi ambiziosi nel 2009. E 'consegnato e superato tali. Abbiamo fatto di pieugrave;, meglio e pieugrave; rapidamente e chiaramente dimostrato che siamo in grado di dare un contributo significativo per l'economia europea equot;, il Presidente della BEI Philippe Maystadt ha detto.&lt;br /&gt;In Italia nel 2009 la Bei ha firmato nuovi prestiti per le Pmi per un totale di 9,7 miliardi. Una cifra che in termini percentuali si traduce con un +17% sulle linee di credito erogate nel 2008 eenbsp; +74% rispetto al 2007. Sono oltre 31 mila le piccole e medie imprese nostrane che hanno potuto beneficiare delle risorse targate Bei. A fare la parte del leone, pereograve;, sono le grandi imprese se si considera che il totale degli investimenti dirottati verso la penisola ammonta a 29 miliardi nel solo 2009. Al finaco delle Pmi ci sono gli accordi con Enel, Fiat, Finmeccanica, Pirelli, Poste Italiane, Telecom Italia, Terna. Senza dimenticare i numerosi crediti assicurati al settore dei trasporti (Atlantia, Grimaldi, Costa Crociere, Gavio) e ai progetti avviati con enti locali (Emilia Romagna, Lombardia e Basilicata)&lt;br /&gt;Altri capitoli di investimento in cima alla lista delle prioriteagrave; sono quelli delle regioni economicamente pieugrave; deboli in tutta Europa e il settore dell'energia nel quadro della lotta contro il cambiamento climatico. &lt;br /&gt;Le attiviteagrave; di prestito nelle coseigrave; dette eldquo;aree di convergenzaerdquo; eegrave; stata pari a 29 miliardi di euro (un aumento del 36% a partire dai 21 miliardi nel 2008) pari al 37% del volume di prestito totale della Banca totale. Il prestito eegrave; stato geograficamente equilibrata in tutta l'UE, con i nuovi Stati membri che hannoenbsp; ricevutoenbsp; 13 mld di euro.&lt;br /&gt;La lotta contro il cambiamento climatico ha portato a quasi 17 miliardi di euro di prestiti per progetti che contribuiscono alla riduzione del volume delle emissioni di CO2, compresa l'energia rinnovabile (4,2 miliardi di euro), l'efficienza energetica (1,5 miliardi di euro), ricerca per trasporti verdi (4,7 miliardi di euro) e gli investimenti nel trasporto urbano (5,5 miliardi). &lt;br /&gt;Compito principale della Banca eegrave; quello di contribuire all'integrazione, allo sviluppo equilibrato e la coesione economica e sociale degli Stati membri dell'Unione europea. Oltre a progetti a sostegno degli Stati membri, le sue attiviteagrave; di prestito anche il finanziamento di investimenti nei futuri Stati membri dell'UE e dei paesi partner dell'Unione europea. Gli sforzi finanziari messi in campo dalla Bei sono fisiologici e rispondo alla stretta creditizia che la crisi ha comportato in Europa. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>25/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Criminalit&#224;: Ad impresa del Sud costa 5.400 euro l'anno</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La criminaliteagrave; eegrave; un pesante fardello per le imprese del Mezzogiorno. Furti, rapine, usura, racket e contraffazione costano ad ogni singolo imprenditore del Sud 5400 euro lersquo;anno e l'ammontare complessivo raggiunge i 3,5 miliardi di euro. Per la Confcommercio i provvedimenti adottati a livello nazionale possono dare sollievo agli imprenditori schiacciati dal peso della criminaliteagrave;, ma eegrave; necessario una rigida applicazione delle procedure e dei controllierdquo; per ritornare ad unersquo;economia sana. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;I costi delle imprese per furti e rapine, usura e racket e le conseguenze collegate a questi eventi,enbsp; (costo dellersquo;evento e spese per difendersi)enbsp; ammontano nel Sud al 4,7% del valore aggiunto prodotto dal settore nel mezzogiorno, 2,1 mld di euro, quasi la meteagrave; del valore dei costi sostenuti in tutta Italia. Un onere aggiuntivo in media pari a circa 3000 euro per impresa.enbsp; Eersquo; uno dei dati che emerge &lt;/p&gt;&lt;p&gt;dalle stime dellersquo;Ufficio Studi di Confcommercio. Se ai fenomeni criminali precedentemente considerati (rapine, furti, racket e usura) si aggiunge quello della contraffazione e dellersquo;abusivismo in termini di valore aggiunto dei settori commercio e pubblici esercizi, la perdita stimata ammonta ad una percentuale, nel Mezzogiorno, del 7,8%. Il costo medio per azienda, se si considera anche il eldquo;pesoerdquo; della contraffazione, sale quindi nel Sud a quasienbsp; 5400 euro, per un ammontare complessivo di 3,5 miliardi di euro. Per gli imprenditori, interpellati nell0ersquo;ambito di un sondaggio Confcommercio, tra i fenomeni che le Pmi del meridione considerano incidere maggiormente sulla propria competitiviteagrave; sono stati evidenziati in modo molto pieugrave; marcato rispetto alla media nazionale la contraffazione (per il 38,2% al Sud rispetto al 22,0% della media), o ilenbsp; degrado del territorio e delle aree urbane, indicato come vivaio e potente agente di sviluppo del disagio e della devianza sociale (indicato dal 36,7% delle imprese al Sud.). Da non sottovalutare, secondo lersquo;associazione di categoria, la mancanza di infrastrutture del territorio come freno allo sviluppo industriale (in Italia 42,2% e nel Sud 64,2%), coseigrave; come lo sfruttamento del lavoro nero, punta dellersquo;iceberg del mondo della contraffazione (59% al Sud, 41,9% nazionale). Altrettanto significativo il fatto che nel Sud ci sia la percentuale pieugrave; alta (31,2%) di imprenditori che hanno stimato in oltre il 5% dei propri ricavi i costi assunti per proteggersi dalla criminaliteagrave;. eldquo;La lotta alla criminaliteagrave; organizzata sta facendo passi importanti e alcuni dei provvedimenti previsti dal Piano Antimafia recentemente varato dal Governo - lersquo;istituzione di unersquo; Agenzia per i beni sequestrati e confiscati,enbsp; il potenziamento di desk interforze provinciali per lersquo;aggressione dei beni dei mafiosi, a cui si accompagnereagrave;enbsp; lersquo;istituzione di una sezione dedicata alla gestione dei beni aziendali dellersquo;Albo nazionale degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati - possono costituire un mix efficace per sottrarre risorse economiche alla mafia purcheegrave; siano rigidamenteenbsp; applicate tutteenbsp; le procedure ed i controlli necessari a garantire che tali risorse entrino in un circolo virtuoso, a favore dellersquo;economia eldquo;sanaerdquo;enbsp; e non ricadano nelle mani della malavitaerdquo; ha detto in audizione Luca Squeri. eldquo;La Confederazione endash; ha poi sottolineato Squeri - guarda con interesse alla proposta del ministro dellersquo;Interno Maroni di un Patto per la legaliteagrave; con il sistema imprenditoriale italiano, purcheegrave; tali accordi sianoenbsp; tarati sulle specificiteagrave; territoriali e coinvolgano i diversi attori, partendo da tavoli di lavoro permanenti fra Prefetture, Questure, forze di polizia, imprenditori, istituzioni ed enti localierdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;eldquo;Alcune nostre organizzazioni come la Confcommercio di Palermo gieagrave; da anni hanno deciso di sospendere gli associati in caso di mancata collaborazione con le forze dellersquo;ordine e conseguente rinvio a giudizio per favoreggiamento, fino a prevedere lersquo;espulsione in caso conclamato di connivenza con la criminaliteagrave; organizzata, ossia in caso di sentenze definitive.enbsp; Sempre pieugrave; spesso, inoltre, diverse delle nostre associazioni si costituiscono parte civile nei processi di mafia ed estorsione e in caso di condanna degli imputatienbsp; viene riconosciuto il risarcimento del danno,enbsp; ma una norma del Pacchetto Sicurezza di luglio non prevede per loro la possibiliteagrave; di accedere al fondo per le vittime della mafia per diversa destinazione dei fondi stessi. Eersquo; auspicabile quindi che si possa rimediare celermente allersquo;attuale situazioneerdquo;, ha concluso Squeri.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>24/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Contraffazione: Ronchi, problema europeo; Unimpresa lancia guida antifalsi</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dalle borse ai giacconi, passando per prodotti alimentari fino ai farmaci: il mercato della contraffazione non ha limiti neeacute; confini. Forte di questa convinzione il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, si eegrave; recato a Bruxelles, Parigi e Berlino per una serie di incontri istituzionali finalizzati a discutere il problema dei falsi. Un problema riportato in auge da Unimpresa che ha presentato a Genova il Vademecun anticontraffazione. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;equot;In Francia e Germania sta crescendo la consapevolezza che la lotta alla contraffazione non eegrave; solo un problema italiano ma dell'intero mercato europeoequot;. A Parigi coseigrave; come a Berlino Ronchi ha incontrato i suoi colleghi, Pierre Lellouche e Werner Hoyer, per ribadire la necessiteagrave; di fare della lotta alle contraffazioni e della difesa dei marchi di origine un tema europeo. Si tratta di una questione importante, spiega Ronchi in una nota, eldquo;soprattutto in un momento in cui le piccole e medie imprese europee soffrono non solo della crisi economica ma anche della concorrenza sleale, in alcuni casi fondata sulla contraffazioneerdquo;. Michel Barnier, Commissario europeo al Mercato interno, ha riferito che il primo marzo presentereagrave; una risoluzione al Consiglio competitiviteagrave; proprio su questo tema, chiedendo un rafforzamento dell'Osservatorio sulla contraffazione. Un problema affrontato a pieugrave; riprese dalle associazioni di categoria. A Genovaenbsp; Unimpresa ha presentato il primo vademecum a livello nazionale per il contrasto alla contraffazione. Il Vademecumenbsp; ideato eegrave; strumento informativo di semplice consultazione che illustra le norme, i sistemi di tutela coseigrave; come le diverse tipologie di frodi che possono colpire la proprieteagrave; intellettuale e il marchio. I consumatori che credono di poter accedere al brand a prezzi contenuti, ma non sono altro che specchietti per le allodole che non rispettano le norme sulla sicurezza e la qualiteagrave; imposte a livello nazionale ed europeo.enbsp; Lersquo;anello debole della catena delle contraffazioni sono proprio le Pmi che spesso non hanno gli strumenti sufficienti per difendersi dai colpi della concorrenza sleale, dallersquo;imitazione del Made in Italy a prezzi ridotti. I falsi sono un cancro per il sistema economico incidendo negativamente sullersquo;export della bilancia commerciale italiana e sottraendo elevate fette al mercato interno. A nulla sono valsi irafforzamenti dei controlli alle dogane dei principali porti italiani percheeacute; gli effetti della globalizzazione fanno seigrave; che i prodotti contraffatti provenienti soprattutto dai paesi asiatici, attraversino i porti principali porti europei fino a giungere sulla tavola, negli armadi e nelle case degli italiani. Secondo i dati resi noti da Unimpresa a Genova, la contraffazione, definita 'concorrenza maligna', vale tra il 5 e il 7% del commercio mondiale, pari a 200-300 miliardi. Ha l'epicentro in Asia (70% della produzione) e al 60% ha come destinazione l'Unione Europea. Seoconco il governo in Italia il mercato della contraffazione ha un giro d'affari che supera i 7 miliardi di euro. Si tratta di un equot;doppio dannoequot; ha sottolineato Ronchi che colpisce sia le imprese ma anche il bilancio dello Stato per le mancate entrate fiscali: 5,28 miliardi di euro l'anno, tra imposte dirette e indirette. Una dimensione del fenomeno cheenbsp; emerge anche dai dati della Guardia di finanza che nel solo 2009 ha intercettato 69 milioni di prodotti falsi. L'inasprimento della lotta alle contraffazioni stabilito dal decreto Ronchi ha determinato in questi ultimi mesi un aumento del 46% delle persone denunciate e una crescita del 162% dei prodotti sequestrati.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>24/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Erasmus per giovani imprenditori: Italia, record di partecipazioni al progetto Ue</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;I giovani imprenditori italiani sono molto intraprendenti e poco bamboccioni. Lersquo;Italia presenta il pieugrave; alto numero di adesioni allersquo; eldquo;Erasmus per giovani imprenditoriequot;, il programma di mobiliteagrave; dellersquo;Unione europea deidicato agli aspiranti businessmen. Unersquo;iniziativa che ha riscosso coseigrave; tanto successo da convincere la Commissione europea a prorogare partenze e soggiorni fino al giugno 2011.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ad un anno dal lancio dellersquo; equot;Erasmus per giovani imprenditorierdquo; oltre 1.800 futuri businessmen ed esperti di tutti i paesi dell'UE e di vari settori hanno presentato domanda di partecipazione.Su 1.800 domande, pieugrave; di 1300 sono stati approvati e 60 soggiorni all'estero sono stati gieagrave; completati. Con i ritmi attuali altri 500 soggiorni saranno possibili entro giugno 2010. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Italia e Spagna insieme rappresentano quasi la meteagrave; di tutte le applicazioni (46%). Degli 838 nuovi imprenditori ben 186 sono italiani e 184 spagnoli, distaccando di molto il resto dellersquo;Unione europea dove il numero di imprenditori partecipenati con la sola eccezione della Francia (70) sono inferiori ai 50. Lersquo;Italia mantiene il primato anche per il numero degli imprenditori ospiti, ossia di coloro che accettano di aprire le loro botteghe, capannoni ed officine per insegnare ai futuri colleghi i trucchi del mestiere. Degli oltre 400 capitani dersquo;impresa 126 sono italiani, seguiti dagli spagnoli (108) e dagli inglesi (43), nonostante il Regno unito sia stata la destinazione pieugrave; richieta dai neofiti dellersquo;imprenditoria. I settori pieugrave; atttivi sono quelli di promozione/media (16%), tecnologie dellersquo;informazione (10%) e istruzione (9%).enbsp; Euroreporter aveva intervistato Luca Poli, un giovane medico italiano specializzato in chirurgia plastica, che si era detto entusiasta della sua esperienza in &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Spagna, ospitato dallersquo;Imprenditore Francine Huaman per acquisire competenze e &lt;/p&gt;&lt;p&gt;know-how necessario coseigrave; da riproporre in Italia una clinica simile a quella gestita da Francine. Anche lersquo;imprenditrice che lo ha ospitato si eegrave; detta soddisfatta dellersquo;esperienza vissuta: equot;Sono stata molto lieta di ricevere Luca nel mio centro benessere. L'esperienza &lt;/p&gt;&lt;p&gt;eegrave; andato coseigrave; bene che riproporreograve; la mia candidatura come per ospitare altri giovani imprenditori in futuroequot;.Commentando questi risultati, Joanna Drake, Direttore per la Promozione della competitiviteagrave; delle PMI, DG Imprese e Industria, della Commissione europea, ha dichiarato: equot;Siamo fiduciosi che, come risultato lersquo;Erasmus per giovani imprenditori portereagrave; alla creazioner di nuove imprese, e che il programma apra alle Pmi nuovi confini dellersquo;attiviteagrave;': le piccole impreseenbsp; saranno pieugrave; internazionali, pieugrave; creative, pieugrave; dinamiche e innovativeequot;. Soddisfazione anche nel mondo dellersquo;associazionismo imprenditoriale: equot;Il feedback da parte degli imprenditori nel primo &lt;/p&gt;&lt;p&gt;scambio conferma i benefici sia per le new entry dellersquo;imprenditoria che per gli imprenditori-istruttori. Partecipare fornisce ad entrambi lersquo;opportuniteagrave; per una futura collaborazione e una nuova prospettiva delle loro attiviteagrave; presenti e futureerdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nuovi giovani imprenditori che vogliano lasciare lersquo;Italia per imparare fuori dai confini del Paese il mestiere, coseigrave; come gli imprenditori navigati che vogliano dare la propria disponibiliteagrave; per ospitare colleghi inesperti possono ancora candidarsi attraverso le organizzazioni internediarie. Lersquo;elenco di queste associazioni, coseigrave; come altre informazioni pratiche sul programma sono disponibili al sito internet: www.erasmus-entrepreneurs.eu.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>24/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Fondi Ue: Lazio fondi inutilizzati: Polverini rischio di messa in mora</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dopo la Sicilia anche la Regione Lazio tira le somme sullersquo;inefficiente impiego dei fondi comunitari. Mentre le autoriteagrave; siciliane lamentano la mancanze di progetti per lersquo;impiego delle risorse, nel Lazio il problema eegrave; diverso le risorse ci sono ma vanno investite per non rischiare di perderle oltre che, secondo Renata Polverini, candidata del centrodestra alla presidenza della regione Lazio, rischiare la messa in mora da parte dellersquo;Unione europea. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;eldquo;Sono stata a Bruxelleserdquo;, spiega la Polverini,enbsp; eldquo;dove ho visitato lersquo;ufficio regionale del Lazio presso lersquo;Ue e dove ho avuto modo di conoscere il personale e i dirigenti, stimandone la professionaliteagrave; e le capaciteagrave;. Da questa giornata ho avuto delle risposte importanti, ma soprattutto la conferma che sulla gestione dei fondi europei per il Lazio il problema non eegrave; leigrave; ma a Roma, alla Regioneerdquo;.enbsp; La candidata si eegrave; detta convinta del fatto che lersquo;utilizzo delle risorse comunitarie pueograve; e deve essere migliorato facendo riferimento in particolareenbsp; eldquo;alla faciliteagrave; di accesso da parte di imprese e cittadini, alla velociteagrave; delle procedure, ai tempi di erogazione delle risorse, alla verifica dei risultatierdquo;. I fondi comunitari destinati al Lazio, per il periodo di programmazioneenbsp; in corso (2007/2013) ammontano a 2,1 miliardi di euro. Una cifra che comprende le risorse nazionali, i fondi per le politiche di coesione e di sviluppo rurale. Queste risorse eldquo;devono essere spese entro tempi definiti altrimenti si rischia di perderleerdquo;. La Polverini intervenendo a Bruxelles ha fatto riferimento alenbsp; triennio 2007-2009 periodo per cui il Lazio non ha utilizzato circa un terzo delle risorse comunitaria: ben 198 milioni di euro di fondi europei sui 608 milioni a disposizione. Parte della responsabiliteagrave; eegrave; dovuta ala Regione stessa che, a detta della Polverini, eldquo;ha partecipato ad appena 45 progetti su un totale 2931 complessivi, Un' occasione persaequot;. Secondo la Polverini la Regione deve organizzarsi al meglio per dare la pieugrave; ampia informazione sulle opportuniteagrave; esistenti e per far si che le risorse vengano erogate al pieugrave; presto alle imprese, che si trovano in questa difficile fase di recessione, e a tutti coloro che ne hanno diritto. eldquo;Sul tema credo si debbano avviare politiche in netta controtendenza con quanto operato fino ad oggierdquo;, ha riferito la candidata Pdl illustrando uno dei progetti della sua presidenza con lersquo;istituzione di un Centro di coordinamento delle politiche comunitarie, che faccia capo alla presidenza della Regione. Di qui il suo impegno ad attivarsi per valorizzare ulteriormente lersquo;ufficio regionale di Bruxelles per farne una vera e propria elsquo;Casa Lazioersquo; nella capitale europea. Una eldquo;vetrinaerdquo;, allersquo;interno della quale esporre le nostre produzioni di qualiteagrave; e di eccellenza per rilanciare lersquo;economia territoriale promuovendo al meglio lersquo;immagine della regione. Imprese ed economia non sono le sole leve su cui fare pressione per sfruttare al meglio i fondi comunitari. eldquo;Sono sempre pieugrave; convintaerdquo;, ha aggiunto, eldquo;che bisogna investire sulla formazione: oggi paghiamo unersquo;assenza di professionaliteagrave; capaci di guidare lersquo;imprenditore nel percorso di accesso alle risorse. I progetti non possono essere improvvisati, ma vanno realizzati secondo criteri tecnici e formali che richiedono adeguate competenze. Per questo ci impegneremo a formare nuovi esperti di progettazione comunitaria per cogliere ogni opportuniteagrave; di ottenere finanziamentierdquo;. Lersquo;aspirante Presidente alla Regione Lazio guarda pereograve; anche allersquo;occupazione con la possibiliteagrave; di impiegare parte delle risorse a disposizione per la formazione degli immigrati. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>22/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Crisi: Tajani, la ricetta di Bruxelles per il settore auto sono le green card </title>          <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p.a3420chapeaup7, li.a3420chapeaup7, div.a3420chapeaup7 	{mso-style-name:a__34__20_chapeau_p7; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} p.a3520normalp8, li.a3520normalp8, div.a3520normalp8 	{mso-style-name:a__35__20_normal_p8; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} p.a3520normal, li.a3520normal, div.a3520normal 	{mso-style-name:a___35__20_normal; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} span.at3 	{mso-style-name:a__t3;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Le Tecnologie pulite sono il futuro e lo sviluppo dell'industria automobilistica eegrave; inesorabilmente connessa ai veicoli ecologici. Il Commissario europeo per l'industria, Antonio Tajani, lancia la sfida alle impreseenbsp; delle quattroruote. La Commissioneenbsp; europea non &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; privilegia alcuna tecnologia a disposizione lasciando alle imprese la possibiliteagrave; di percorrere pieugrave;enbsp; stradeenbsp; che vadano verso i veicoli a idrogeno oppure verso l'impiego dei biocarburanti. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea responsabile per l'industria e l'imprenditoria, ha incontrato oggi i ministri competenti per l'industria automobilistica. Oggetto del dibattito sono state le sfide di carattere economico che l'industria automobilistica eegrave; chiamata ad affrontare, le misure adottabili a breve termine e la strategia a medio termine per garantire una ripresa sostenibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli obiettivi principali della riunione, per la Commissione e i ministri partecipanti, sono stati comprendere l'attuale situazione del settore automobilistico da un punto di vista europeo e accordarsi su una visione comune che possa garantire la sostenibiliteagrave; a lungo termine dell'industria automobilistica in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla riunione eegrave; emersa la conferma che, nonostante le misure di sostegno siano state efficaci nell'eliminare alcune delle ripercussioni immediate della crisi, la situazione economica del settore automobilistico europeo resta difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato, l'industria ha una sovracapaciteagrave; produttiva e, dall'altro, la domanda di automobili si eegrave; ridotta a causa della situazione economica globale. Per aiutare l'industria a fronteggiare le sfide a breve termine, i partecipanti alla riunione si sono dichiarati favorevoli a proseguire i dibattiti a livello europeo al fine di individuare soluzioni comuni. Deve inoltre continuare il coordinamento delle misure di sostegno adottate dagli Stati membri, necessario per garantire il funzionamento del mercato interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un coordinamento a livello europeo eegrave; altreseigrave; necessario per garantire una ripresa sostenibile che abbia un impatto sociale minimo. Sareagrave; rafforzato il ricorso mirato agli strumenti dell'Unione europea come i prestiti della BEI e i fondi strutturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partecipanti alla riunione hanno sottolineato che le tecnologie equot;verdiequot; possono costituire una prospettiva strategica di medio periodo per l'uscita dell'industria automobilistica dalla crisi e per il rafforzamento della sua competitiviteagrave;. eEgrave; dunque opportuno sviluppare ed attuare una strategia europea in materia di automobili pulite ed efficienti sul piano energetico che preveda le azioni necessarie a stimolare l'introduzione sul mercato di veicoli ecologici, comprese le auto elettriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al fine di strutturare il dibattito su queste questioni strategiche, si eegrave; deciso di rilanciare il gruppo ad alto livello CARS 21.&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>20/02/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Crisi: Confapi plaude alla ricetta Legarde a sostegno delle Pmi </title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sulle politiche di sostegno per le Piccole e medie imprese lersquo;Italia guarda a Parigi. Confapi plaude alla proposta del Ministro dellersquo;economia francese,enbsp; Christine Legarde, di destinare i 360 milioni dienbsp; introiti derivati dalle tasse sui bonus bancari alle Pmi. Una questione che ripagherebbe la piccola imprenditoria europea travolta dal credit crunch creato dal sistema finanziario. Dare a Davide quel sasso che gli garantisca di vincere contro Golia. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;Il ministro dell'economia, Christine Lagarde, ha proposto di destinare i 360 milioni della tassa sui bonus bancari alle Pmi. I prelievi sui bonus superiori ai 27.500 euro versati ai traders saranno destinati alla Oseo, la banca pubblica di sostegno alle piccole e medie imprese. Lersquo;emendamento Legarde, aggiunto allersquo;approvazione del bilancio, eegrave; statao approvato allersquo;unanimiteagrave; con lersquo;astensione della sinistra. La proposta francese piace agli imprenditori dello Stivale e raccoglie il plauso della Confapi, la confederazione della piccola e media industria privata (120 mila aziende per 2,3 milioni di addetti). equot;Forse si tratta di una provocazione - afferma Paolo Galassi, Presidente di Confapi - ma resta comunque una proposta molto interessante percheeacute; rimette al centro del dibattito le piccole e medie industrie, ancora molto provate dalla crisi, in Francia come in Italia, nonostante i primi segnali di ripresaequot;. Inizialmente, il progetto di legge prevedeva che una parte dei proventi attesi da questa imposta - 270 milioni di euro su 360 endash; andasse a confluire in un fondo di garanzia per i depositi a rafforzare la tutela degli investitori. Ma in Commissione finanza la maggioranza dei deputati ha chiesto che tutti i soldi confluissero nel budget statale. Una dotazione eccezionale a un settore che naviga in cattive acque. equot;Mi sembra un'idea intelligente premiare chi crea occupazione e benessere, togliendo un po' a chi accumula soldi facili - aggiunge Galassi - significherebbe semplicemente privilegiare il tessuto produttivo rispetto all'economia di carta responsabile della crisi mondialeequot;. Una battaglia, quella per le piccole e medie imprese, che il ministro francese aveva gieagrave; annunciato in unersquo;intervista televisiva equot;Mi incontrero' con le banche per discutere i risultati del 2009 e chiedere cosa intendano fare per migliorare la situazione nel 2010. Quest'anno il problema principale e' finanziare le aziende, in particolare le piccole e le medie imprese; non voglio che vedere banche che le abbandoninoequot;. Lersquo;Oseo, in questo momento, rappresenta una testa di ariete per aprire le porte dei finanziamenti alla piccola imprenditoria. La revisione annuale mostra che la banca francese delle Pmi ha sostenuto, nel solo 2009, ben 80.000 imprese che hanno ricevuto 25 miliardi di euro di finanziamenti. La banca ha fornito 12 miliardi di euro di prestiti bancari (76% rispetto al 2008), compresi i 3,6 miliardi nel quadro del piano di recupero. E secondo i risultati presentati dal Ceo, il 50% delle imprese hanno beneficiato di questa garanzia eccezionale di cassa (fino al 90% dell'importo) coseigrave; da evitare il fallimento.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>30/01/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Cna-Confartigianato: ISb da voce all'artigianato e alle Pmi italiane in Europa </title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p 	{mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;Lersquo;Unione fa la forza: eegrave; il motto della Confederazione nazionale dellersquo;artigianato e della piccola e medie impresa (Cna) e &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;di Confartigianato Imprese che hanno varato a Bruxelles lersquo;Italian Small Business in Europe, lersquo;associazione punta a rafforzare la presenza della piccola imprenditoria italiana in Europa. Lersquo;invito a fare sistema, a creare dei network sui mercati europei e internazionali non vale solo per le imprese, ma viene attuato anche dai suoi fautori, le associazioni di categoria. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;L'Isb eegrave; stata presentata dal presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, dal presidente di CNA Ivan Malavasi, dal presidente di ISB in Europe Dario Visconti, nel corso di un incontro con i rappresentanti delle istituzioni europee. La nuova organizzazione vuole essere uno strumento di collegamento, di partenariato e cooperazione rafforzata sul piano europeo tra le due realteagrave; italiane pieugrave; rappresentative dell'associazionismo delle piccole e medie imprese: Confartigianato Imprese e CNA, concorrenti in Italia, ma alleate in Europa essendo entrambe federate dellersquo;Unione Europea dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa. &lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;L'ISB si propone di rispondere alle crescenti esigenze di rappresentanza e servizio delle piccole e medie imprese e dell'artigianato italiano, sostenere la loro competitiviteagrave;, valorizzare il sistema produttivo pieugrave; consistente dell'Europa a 27 ed a livello globale. A tal fine, l'ufficio di collegamento di ISB in Europe a Bruxelles promuovereagrave; i rapporti con le Istituzioni comunitarie, oltre a mantenere un saldo vincolo di collaborazione con le strutture di rappresentanza delle Pmi a Bruxelles. &lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;ISB in Europe, inoltre, sosterreagrave; i sistemi associativi di Confartigianato Imprese e della CNA con attiviteagrave; volte ad incidere nel complesso processo decisionale comunitario, favorendo lo scambio di esperienze e monitorando le opportuniteagrave; di finanziamento ed i programmi promossi dall'Unione Europea. &lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Le piccole e medie imprese sono alla base del tessuto produttivo europeo: rappresentano il 99,8% del totale delle imprese, occupano 85 milioni di addetti e realizzano un valore aggiunto di oltre 3 miliardi di euro. L'Italia vanta nell'Ue la pieugrave; alta quota di micro e piccole imprese con meno di 20 addetti: 97,6%. Nel nostro Paese la percentuale di occupati nelle micro e piccole imprese eegrave; del 54,5%, a fronte della media europea del 36,5% e il fatturato eegrave; pari al 41,1%. &lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>25/01/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Ripresa economica: Zapatero punta su patto sociale, energia e auto elettriche  </title>          <description>&lt;div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Ridurre la dipendenza energetica dell'UE, promuovere l'e-commerce tra gli Stati membri, sviluppare l'industria delle auto elettriche e migliorare la qualiteagrave; delle universiteagrave;. Sono queste le prioriteagrave; della nuova presidenza di turno spagnola presentate dal primo ministro Jose Luis Rodriguez Zapatero presentate davanti allersquo;Emiciclo del Parlamento europeo.&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p 	{mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} p.epchapo, li.epchapo, div.epchapo 	{mso-style-name:ep_chapo; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} span.testopiccolo 	{mso-style-name:testopiccolo;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;equot;L'Unione europea ha bisogno di scommettere su se stessaequot;, ha detto Zapatero, spiegando che dare una giusta risposta alla crisi economica deve essere il primo obiettivo. Il Presidente in carica del Consiglio ha ricordato le quattro prioriteagrave; del suo mandato: equot;un mercato energetico comuneequot; per ridurre la dipendenza energetica nell'Unione europea, e un equot;mercato interno digitaleequot; per aumentare la produttiviteagrave; e promuovere il commercio elettronico, un settore industriale pieugrave; sostenibile e pieugrave; investimenti nella ricerca e nell'istruzione.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;La sostenibiliteagrave; e la ripresa economica proposta dalla Spagna tocca il nervo scoperto del settore auto con la proposta di incentivare il mercato dei veicoli elettrici importante elemento di sviluppo per unersquo;economia sostenibile oltre che per riportare lersquo;Europa in pole position accanto nel settore delle quattro ruote. equot;Se i nostri mercati non dispongono di una cornice regolamentare per fornire il sostegno finanziario, e se non abbiamo standard comuni sulle tecnologie, sareagrave; difficile per l'Europa assumere un ruolo guidaequot;, ha detto il premier spagnolo. Guardando alenbsp; mercato internazionale il Premier spagnolo ha ricordato come Cina e Giappone stiano lavorando alacremente per lo sviluppo delle auto elettriche.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;In materia energetica, il presidente di turno dellersquo;Ue ha sottolineato lersquo;esigenza di ridurre la dipendenza energetica, passata in un decennio dal 44 al 53 per cento. Una quota che si traduce in 67 miliardi di euro che lersquo;Ue trasferisce ad altri Paesi ogni anno, eldquo;la stessa sommaerdquo;, ha precisato Zapatero, eldquo;che tutti i Paesi membri destinato al settore Innovazione e tecnologiaerdquo;. La Spagna sogna un mercato comune dellersquo;energia, fondata su eldquo;unersquo;interconnessione energeticaerdquo; e regolamentata da in un quadro normativo comune.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Per lersquo;occupazione la Spagna un grande patto sociale tra imprenditori e lavoratori che faccia da volano per raggiungere gli obiettivi dellersquo;Unione europea. Madrid ricorda che eegrave; stato questo meccanismo a rinvigorire le economi europee messe a dura prova dallo sfacelo del secondo dopoguerra permettendo una ripresa della crescita economica e la salvaguardia delle categorie pieugrave; deboli.enbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>22/01/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Occupazione: Bce, crescita moderata nel 2010. Disoccupazione in aumento</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Niente buone nuove da Francoforte. La Banca centrale europea spegne gli entusiasmi di chi vedeva nel 2010 lersquo;anno della ripresa e della crescita economica. Lersquo;espansione economica dellersquo;Eurozona, secondo lersquo;istituto di Francoforte, crescereagrave; ad eldquo;un ritmo moderatoerdquo; da cui scaturireagrave; eldquo;un processo di recupero discontinuoerdquo;. Le sofferenze per le imprese e lersquo;occupazione sono quindi destinate a prolungarsi preannunciando un anno pieugrave; difficile e duro di quello passato.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;eldquo;Nel 2010 l'espansione dell'economia di Eurolandia avreagrave; un ritmo moderato ed il processo di recupero risultereagrave; probabilmente discontinuoerdquo;, sentenzia il Bollettino della Banca Centrale Europea secondo cui ''la disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura''.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il carattere temporaneo di alcuni fattori che sostengono la crescita lasciano le prospettive per il futuro prigioniere dellersquo;incertezza. Lersquo;istituto di Francoforte ricorda che molti paesi di Eurolandia devono far fronte a squilibri di bilancio e che politiche di sgravio fiscale andrebbero considerati soltanto nel medio periodo, equot;una volta che i paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci''. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In tema di risanamento la Bce esorta i governi ad eldquo;attuare tempestivamente strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti che siano ambiziose, fondate su ipotesi di crescita realistiche e incentrate soprattutto sulla riforma della spesaerdquo;. Secondo i tecnici dellersquo;Eurotower l'attuale impegno dei governi per avviare il processo di risanamento dovrebbe iniziare al pieugrave; tardi nel 2011, spingendosi ben oltre il parametro dello 0,5% del Pil all'anno in termini strutturali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La prima vittima della crescita sareagrave; proprio lersquo;occupazione, destinata ad aumentare nellersquo;anno appena cominciato con conseguenze sostanziali sui consumi. Un dato confermato dal Confapi, Confederazione italiana della piccola e media industria privata, eldquo;anche se i principali indicatori economici lasciano intravedere margini di recupero, la situazione sul fronte occupazionale rimane critica, proprio come conferma oggi anche la Bceequot;. In una recente indagine effettuata su 1.500 aziende risulta infatti che il 35% delle piccole e medie imprese prevede di ridurre l'occupazione nei prossimi mesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;eldquo;Abbiamo sempre detto che il 2010 sara' un anno impegnativo dal punto di vista sociale anche in un contesto di ripresa selettivaerdquo;,enbsp; ha riferito il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commentando il bollettino della Bce. eldquo;In questo contesto dobbiamo sapere che molte persone allungheranno il periodo di inattivita'. Per questo e' decisivo l'accordo sulla formazioneequot;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>21/01/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Ue 2020: Italia invia parere su consultazione per la Strategia di Lisbona. Pmi protagoniste</title>          <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lersquo;Italia ha inviato alla Commissione il proprio parere sul futuro della Strategia di Lisbona. Si tratta della risposta alla consultazione sul futuro della Strategia EU 2020 promossa dalla Commissione europea. Il documento affronta temi quali la ricerca e l'innovazione e il ruolo che queste giocano per la competitiviteagrave; del sistema produttivo, in particolare delle PMI. Queste ultime rappresentano, infatti, equot;la spina dorsaleequot; dell'economia europea e devono essere, quindi. al centro della riflessione, che deve coinvolgere anche questioni come il completamento della rete di infrastrutture europee e la trasformazione in un'economia eco-efficiente.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;eldquo;L'attenzione per le PMI eegrave; fondamentale. Le PMI sono la spina dorsale dell'economia europea. Migliorare la loro competitiviteagrave; eegrave; migliorare la competitiviteagrave; dell'Europaerdquo;. Lersquo;Italia dedica un intero capitolo alla questione delle piccole e medie imprese e torna a toccare il tasto dolente del sostegno alla piccola imprenditoria europea. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La posta in gioco pieugrave; alta eegrave; quella della competitiviteagrave; internazionale delle Pmi. eldquo;E 'ovvio che una maggiore innovazione incide positivamente competitiviteagrave; con l'esteroerdquo;, si legge nel documento, eldquo;ma questo pueograve; essere insufficiente a penetrare in alcuni mercati particolarmente difficilierdquo;. A questo scopo eldquo;la dimensione esterna della strategia di Lisbona deve quindi essere rafforzataerdquo; in lineaenbsp; con esigenze delle PMI e eldquo;prendendosi cura delle conseguenze della crescente apertura dei nostri mercatierdquo;.enbsp; Il governo chiede quindi allersquo;Europa di valutare lersquo;apertura del mercato comune a paesi terzi sulla base del reciproco vantaggioenbsp; in termini economici, ma anche con eldquo;l'obiettivo di migliorare i benefici per entrambe le industrie manifatturiere e dei servizi, noncheeacute; quelli dei consumatorierdquo;, coseigrave; da non esporre la fragile economia delle piccole e medie imprese alla concorrenza sleale che pueograve; derivare da situazioni di mercato asimmetrica. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La possibiliteagrave; di ampliare il giro dersquo;affari delle piccole e medie imprese oltre i confini nazionali ed europei si impone come la strategia predominante del governo italiano che ritiene di aver fatto quanto necessario sulla riforma della regolamentazione che riguarda le Pmi, vale a dire sullersquo;applicazione dello Small business Act. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il decalogo del pensare in piccolo eldquo;eegrave; stato un passo nella giusta direzione, e la sua attuazione deve essere effettuata rapidamente in tutti i Paesierdquo;. L'Italia, come ricorda il testo presentato dal Dipartimento per le politiche comunitarie,enbsp; ha gieagrave; adottato una serie di iniziative ispirate al SBA per aiutare le PMI a venire fuori dalla crisi con successo e anche a migliorare in modo permanente la loro competitiviteagrave;. Il dipartimento della Farnesina ricorda le iniziative portate avanti dal governo italiani: la creazione di nuovi strumenti finanziari per favorire la ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese, la riduzione degli oneri amministrativi mediante importanti semplificazioni, il rafforzamento degli sportelli unici e di comunicazione elettronica con le Pubbliche Amministrazioni. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;Altra questione da affrontare eegrave; legata al passaggio generazionale nelle imprese che impongono uno sforzo da parte degli organi di governo per garantire a sopravvivenza delle imprese. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;Il problema della crisi economica e la strategia di exit dal pantano del credit crunch sono assenti nel documento pubblicati dal Dipartimento per le politiche comunitarie della Presidenza del consiglio dei Ministri. Il testo accenna in pieugrave; sezioni alla crisi economica e, per le Pmi, ricorda le iniziative messe in atto dal governo, ma nonenbsp; ci sono riferimenti espliciti a strategie e programmi per il futuro. enbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>20/01/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Tajani, l'ambiente al centro della nuova strategia industriale europea </title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ambiente e Industria un matrimonio dersquo;interesse, ma unersquo;unione che potrebbe funzionare. Antonio Tajiani, cui spetta il portafoglio allersquo;Industria nella Seconda Commissione Barroso, punta tutto sulla green economy per rilanciare lersquo;industria europea. Tra le prioriteagrave; del suo mandato trovano spazio anche le Piccole e medie imprese con lersquo;effettiva attuazione dello Small business Act in particolare per quanto concerne i tagli al iter burocratici inutili e lersquo;accesso al credito. enbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La elsquo;green economyersquo; sareagrave; eldquo;il cuore della nuova politica industriale Ueerdquo;. Lo ha detto il vicepresidente designato della Commissione Europea , Antonio Tajani, commissario designato al portafoglio Industria e imprese nel corso della sua audizione al Parlamento europeo a Strasburgo. Tajano ha ricordato la necessiteagrave; di equot;una nuova politica industrialeequot; spiegando che la crisi economica e quella ambientale possono essere l'occasione per il rilancio della competitiviteagrave; europea.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;equot;L'economia verde eegrave; al centro della nuova politica industriale. L'Europa deve diventare leader mondiali nel campo della eco-efficienza, eco-design, tecnologie, processi produttivi, prodotti e servizi per l'innovazioneequot;, ha dichiarato Antonio Tajani nel suo intervento al Parlamento europeo che dovreagrave; decidere della sua conferma alla nomina di Commissario responsabile allersquo;Industria. eldquo;Quello tra lersquo;industria e lersquo;ambienteerdquo;, ha aggiunto, eldquo;sareagrave; un matrimonio dersquo;interesse. Dersquo;altronde, i matrimoni dersquo;interesse funzionano molto meglio di quelli dersquo;amoreerdquo;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La crisi finanziaria, secondo Tajani, ha dimostrato che non si pueograve; fare a meno di una solida politica industriale, che deve restare equot;pilastro solido della nostra politica e dell'economiaequot;. Il rilancio dell'industria deve avvenire equot;nel quadro della Strategia 2020equot; proposta dal presidente della Commissione Barroso, per accrescere la competitiviteagrave; europea equot;senza cedere a tentazioni protezionisticheequot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Nellersquo;intervento dellersquo;ex-commissario ai trasporti non poteva mancare il tema caldo dellersquo;ultimo anno: le piccole e medie imprese la equot;la nostra forza industrialeequot; e eldquo;vera fonte di occupazione in Europaerdquo;. Sulla questione Tajani ha ribadito lersquo;importanza del mettere in atto i principi e le azioni previste dallo equot;Small Business Actequot;, in particolare per quanto riguarda gli strumenti volti a facilitare l'accesso al credito. eldquo;C'eegrave; il rischio che avremo 30 miliardi di ero fermi nelle banche che non potranno essere utilizzati dalle PMIerdquo;, riferendosi ai fondi stanziati dalla Banca Europea degli Investimenti. Un lusso che le aziende in questo momento di crisi non possono permettersi, eldquo;non possono aspettareerdquo;, ha detto Tajani ai suoi ex-colleghi del Parlamento europeo, eldquo;ne hanno bisogno adessoerdquo;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La strategia industriale elsquo;del pensare in piccoloersquo; restereagrave; uno delle prioriteagrave; della prossima commissione europea in particolare per quanto riguarda lo sfruttamento del mercato interno, l'espansione in nuovi mercati e uno snellimento della burocrazia, fonte di ritardi e lungaggini che frenano lo slancio imprenditoriale delle Pmi. Su questo punto il commissario ha ricordato lersquo;importanza della fatturazione elettronica e del taglio degli oneri amministrativi che gravano sulle imprese cui dovreagrave; accompagnarsi una politica efficace in materia di concorrenza che avreagrave; tra le sua applicazioni una sempre maggiore attenzione per i elsquo;clusterersquo;. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>19/01/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pagamenti: Mediatore europeo, consultazione pubblica su ritardi pagamenti Commissione Ue</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La Commissione europea dovreagrave; passare sotto le forche caudine dei ritardi nei pagamenti. Il Mediatore europeo ha indetto una consultazione pubblica per direzionare le riforme di Bruxelles sulla spinosa questione della puntualiteagrave; nel saldo dei pagamenti da parte delle istituzioni pubbliche. La tempistica dei meccanismi di rimborso e pagamento dellersquo;Unione europea si e perfezionata nel corso degli anni, ma eldquo;ulteriori miglioramenti potrebbe essere presi in considerazioneerdquo;. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La battaglia contro i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione non risparmia uno dei suoi pieugrave; accesi sostenitori: la Commissione europea. Il Mediatore europeo, P. Nikiforos Diamandouros,enbsp; ha indetto una consultazione pubblica aperta a privati, imprese, ONG, associazioni e altre persone interessate per discutere su come migliorare ulteriormente i meccanismi di rimborsi e pagamenti. Lersquo;iniziativa eegrave; parte di una delle indagine avviate dallersquo;amicus curiae Ue nel febbraio del 2009 sulle iniziative intraprese dalla Commissione europea per migliorare la situazione. Lersquo;istituto di vigilanza europeo si rivolge alle parti lese che potranno inviare il proprio parere on-line entro il 31 marzo. Unersquo;operazione non finalizzata a risolvere i singoli casi, ma a ottimizzare il funzionamento delle istituzioni Ue. eldquo;A giudizio del Mediatore europeoerdquo;, spiega una nota diffusa a Bruxelles, eldquo;la Commissione, nel corso degli anni ha compiuto progressi su questo fronteerdquo; anche se eldquo;ulteriori miglioramenti potrebbe essere presi in considerazioneerdquo;. In definitiva prima che lersquo;esecutivo europeo prosegua sulla strada delle riforme eegrave; importante, a giudizio dellersquo;istituto di vigilanza Ue, eldquo;ricevere un feedback da parte degli interessati su cieograve; che la Commissione possa e debba, a loro avviso, fare per ridurre ulteriormente i ritardi di pagamentoerdquo;. Nel 2007, il Mediatore calcolava che le mancanze da parte di Bruxelles riguardavano un caso su cinque: il 20% di tutti i pagamenti dovuti dallersquo;esecutivo Ue erano in ritardo e sono aumentati nel 2008 fino a raggiungere il 22%. Secondo la Commissione europea, pereograve;, confrontando i dati del 2007 e del 2008 il numero medio dei giorni di ritardo (47) resta stabile. Non solo, la quota dei ritardi di pagamento saldati con gli interessi eegrave; aumentata del 30% raggiungendo i 173 pagamenti per un totale di eeuro; 576 000, vale a dire una media dienbsp; 3 300 euro per ogni saldo. Nel suo giudizio sullersquo;operato della Commissione lersquo;amicus curiae Ue non manca di sottolineare la validiteagrave;enbsp; dei provvedimenti messi in atto da Berlaymont per semplificare le procedure e garantire un migliore controllo interno cui eegrave; seguita la decisioneenbsp; di pagare gli interessi automaticamente in alcuni dei casi denunciati. Promosse anche misure per portare a termini pieugrave; rigorosi e ad un maggiore impiego di pagamenti forfettari. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Mediatore europeo, pur compiacendosi di tali misure supplementari, vuole verificare cheenbsp; gli sforzi intrapresi dalla Commissione siano sufficienti e, se non, determinare quali ulteriori passi potrebbero essere adottate per ridurre i ritardi di pagamento. La parola spetta ora alla societeagrave; civile europea. enbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>12/01/2010</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Credito: Da Bei 300 milioni a Regione Lombardia per Pmi e infrastrutture </title>          <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;A fronte del prolungarsi delle difficolteagrave; economiche, la regione Lombardia si eegrave; attivata per ridare ossigeno alla linfa produttiva del territorio: le Piccole e medie imprese. Lersquo;amministrazione regionale ha siglato un accordo con la Banca europea degli investimenti per aprire una linea di credito da 330 milioni di euro destinata a progetti sullersquo;innovazione, le infrastrutture e le Pmi. Le imprese del territorio potranno attingere ad un prestito aggiuntivo di 200 milioni per operazioni di perfezionamento delle attiviteagrave; produttive &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Regione Lombardia hanno firmato un Accordo Quadro di collaborazione triennale e un finanziamento di 330 Milioni di Euro a favore dellersquo;economia regionale. Il primo accordo per un finanziamento diretto tra Bei e Regione Lombardia porta in calce la firma del Vicepresidente Dario Scannapieco, responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani occidentali e del Governatore della regione, Roberto Formigoni.eldquo;La BEI ha una lunga tradizione di finanziamento dellersquo;economia lombarda, sia per quanto riguarda le imprese grandi, medie e piccole che operano nel territorio regionale sia nei campi delle opere infrastrutturali e del capitale umanoerdquo;, ha commentato Scannapieco. eldquo;Con gli annunci di oggi questa tradizione si consolida ulteriormente e si gettano le basi per un impegno reciproco a una maggiore collaborazione nei prossimi anni, anche alla luce dei futuri appuntamenti di rilievo internazionale che interessano la Regione, quali ad esempio lersquo;Esposizione Universale del 2015erdquo;, ha aggiunto il Vicepresidente BEI. La Bei ha aperto di fatto una linea di credito di 330 milioni di euro con la regione Lombardia per il finanziamento del Programma di Sviluppo Regionale 2007-2013. Le risorse saranno concentrate su un ampio range di settori: dedicate protezione ambientale, mobiliteagrave; sostenibile e information technology. A questa prima intesa si aggiungereagrave; un prestito di 200 milioni di Euro per le PMI in corso di perfezionamento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lersquo;Accordo Quadro vale per il triennio 2010-2012 e prevede le modaliteagrave; di cooperazione tra la BEI e la Regione oltre che i settori verso i quali saranno indirizzate le risorse finanziarie messe a disposizione dalla BEI. Protagoniste indiscusse dellersquo;iniziativa sono le piccole e medie imprese (PMI), ma viene lasciato ampio spazio allo sviluppo delle infrastrutture e del settore idrico oltre che ad una collaborazione generale sulle prioriteagrave; che potranno intervenire nel corso del triennio. equot;Sono particolarmente lieto della puntualiteagrave; - ha dichiarato Formigoni - con cui abbiamo insieme dato seguito a quanto concordato nell'incontro che ebbi lo scorso 8 ottobre con il presidente della BEI, Philippe Maystadt, che si era appunto concluso con l'impegno di sottoscrivere entro la fine dell'anno l'Accordo tra le due istituzioni. L'obiettivo di fondo eegrave; quello di supportare il rilancio degli investimenti e dello sviluppo economico in questa particolare fase congiunturale, individuando&lt;/p&gt;&lt;p&gt;specifici progetti di intervento e definendo le modaliteagrave; pieugrave; adeguate ed appropriate per il loro finanziamentoequot;. La Banca europea per gli investimenti sostiene gli obiettivi politici e strategici dell'Unione europea accordando prestiti a lungo termine a favore di progetti economicamente validi. Gli azionisti della BEI sono i 27 Stati membri dell'UE: l'Italia eegrave; uno dei quattro principali, insieme al Regno Unito, alla Germania e alla Francia (ciascuno detiene una quota del 16,2% del capitale). Il totale dei finanziamenti a fine 2008 era di 355 miliardi, di cui 45 verso l`Italia.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>24/12/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>SBA: Rapporto Ue, Pmi italiane soffrono  per ritardi pagamenti p.a.</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La Commissione europea si eegrave; detta soddisfatta dei progressi compiuti dai paesi membri nellersquo;attuazione dello Small business Act, il vademecum per le politiche pubbliche europee creato per difendere gli interessi delle piccole e medie imprese. Bruxelles lersquo;Italia per lersquo;attuazione delle misure di facilitazione per lersquo;accesso al credito e per il sostegno delle esportazioni, pollice verso invece per i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione che stentano a diminuire.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} span.mediumtext 	{mso-style-name:medium_text;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;br /&gt;enbsp;eldquo;I paesi membri hanno dimostrato impegno politicoenbsp; nellersquo;attuazione dello Small Business Acterdquo;, si legge nel documento ad hoc pubblicato dalla Commissione europea, ma restano ampie le differenze nei risultati raggiunti. La maggior parte dei paesi membri (Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca,Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo,&lt;br /&gt;Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito) hanno adottato misure per facilitare lersquo;accesso delle Pmi al credito, in particolare ai prestiti bancari anche attraverso la creazione e lersquo;estensione degli schemi di garanzia e prestiti creati ad hoc per le Pmi. Particolarmente virtuosi Francia e Belgio che hanno istituito la figura del mediatore creditizio per creare un punto di contatto per imprenditori che hanno problemi nellersquo;accedere al credito bancario. Il pacchetto di credito da 30 miliardi di euro della Banca europea per gli investimenti permettereagrave; ai Ventisette, ricorda la Commissione nel rapporto, di attingere ad uno schema di garanzie di secondo livello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno lusinghiero il giudizio dellersquo;esecutivo europeo sul Belpaese per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. In Italia, coseigrave; come in Grecia, Spagna e Portogallo, la riduzione nei termini dei pagamenti alle piccole e medie imprese resta uno scoglio da superare. Questi paese, non solo non hanno compiuto passi avanti nelle tempistiche per i pagamenti alle imprese, ma sono anche gli stati membri che presentano i pieugrave; ampi ritardi registrati nellersquo;intera Unione europea. In Italia lo Stato eegrave; il primo debitore delle piccole imprese che vantano crediti per oltre 70 miliardi di euro nei confronti dellersquo;amministrazione pubblica. Stando ai dati delle Associazione artigiani e piccole imprese (Cgia) di Mestre ogni anno, complessivamente, ammonta aenbsp; circa 10 miliardi di euro il credito vantato e non riscosso dalle Pmi dello stivale. I tempi di pagamento formale nel nostro paese arrivano fino a 95 giorni, ma il saldo effettivo si allunga fino a raggiungere i 135 giorni dallersquo;immissione della fattura. Si riducono i tempi di attesa per gli imprenditori inglese con il governo che si eegrave; impegnato a pagare entro 10 giorni il dovuto. A partire dal primo luglio 2010 anche la Francia ridurreagrave; drasticamente i termini per il pagamento pubblico ridotti ad un massimo di 30 giorni. Pieugrave; draconiane le misure adottate dal governo bulgaro che ha annunciato, come misura preventiva, un aumento degli interessi per il ritardo nei pagamenti dai 10 ai 20 punti.enbsp;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>20/12/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Microcredito: Parlamento europeo, agevolare accesso ai finanziamenti per disoccupati</title>          <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tradizionalmente legato alle politiche di sostegno ai paesi in via di sviluppo, il microcredito approda in Europa.enbsp; Il Parlamento europeo ha approvato la creazione di un nuovo strumento di microfinanziamento per la creazione e lo sviluppo di piccole imprese e attiviteagrave; autonome, in particolare pensato per chienbsp; ha perso il lavoro a causa della crisi e vuole rimettersi in gioco.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;Con 516 voti favorevoli, 82 contrari e 4 astensioni gli eurodeputati hanno approvato la creazione di Progress, il nuovo strumento finanziario che pensa in piccolo per offrire una seconda opportuniteagrave; ai disoccupati che la crisi ci eegrave; lasciata sul cammino e aprire la strada all'imprenditorialiteagrave; per chiunque abbia eldquo;difficolteagrave; ad accedere al mercato del credito di tipo convenzionaleequot;. Il micro finanziamento, inferiore ai 25,000 euro, verreagrave; erogato sottoforma di garanzie, microcredito, capitale azionario e quasi azionario alle vittime della crisi economica. Il tetto massimo imposto eegrave; ben al di sopra delle richieste di credito avanzate da imprese e singoli che in Europa ammontano in media a 10.000 euro per lersquo;Ue-15 e 3.800 per l'UE-12. Beneficiari del nuovo strumento finanziario approvato a Strasburgo sono equot;coloro che hanno perso il lavoro, coloro che rischiano di perdere il lavoro o che incontrano difficolteagrave; a entrare o a rientrare nel mercato del lavoro, noncheeacute; coloro a rischio di esclusione socialeerdquo;. Unersquo;iniziativa che pensa molto in piccolo rivolgendosi anche ai soggetti pieugrave; vulnerabili, che eldquo;si trovano in una posizione svantaggiata rispetto all'accesso al mercato del credito convenzionaleerdquo; e che desiderano avviare o sviluppare ulteriormente la loro attiviteagrave; autonoma o microimpresa, vale a dire unersquo;aziendeenbsp; che occupa meno di 10 dipendenti, comprese le attiviteagrave; a titolo individuale, e il cui fatturato annuo e/o totale di bilancio non supera 2 milioni di euro. eldquo;Con lersquo;approvazione di questa relazione, il Parlamento europeo intende offrire oggi, nel pieno di una grave crisi economica e finanziaria, unersquo;occasione strategica di inclusione sociale ma anche una sfida positiva al sistema bancario percheeacute; sviluppi un nuovo approccio e nuove competenze, in collaborazione con enti no profit, istituzioni locali e nazionali.erdquo;, ha riferito Silva Costa deputata al Parlamento europeo e membro sostituto della commissione occupazione e affari sociali.enbsp; Il pacchetto di emendamenti di compromesso negoziati dal relatore Kinga Goncz (Seamp;D, HU) e sostenuti dai gruppi PPE, Seamp;D, ALDE, ECR e EFD, accetta la proposta della Commissione di fornire un contributo finanziario del bilancio UE pari a 100 milioni di euro per il periodo dal 1edeg; gennaio 2010 al 31 dicembre 2013. Gli eurodeputati hanno pereograve; richiesto che Progress non sia alimentato dai fondi supplementari pari a 114 milioni di euro attribuiti, su richiesta del Parlamento, al programma europeo a favore dei gruppi di persone vulnerabili. Per garantire che lo strumento possa essere attivato sin dall'inizio del 2010, il Parlamento propone di stanziare 25 milioni di euro nel Bilancio 2010 ma non vi eegrave; ancora un accordo tra il parlamento e il Consiglioenbsp; per il finanziamento dei tre anni successivi a coprire lersquo;intero arco dellersquo;iniziativa Ue.enbsp; Il microcredito potrebbe essere lo strumento finanziario del futuro e un valido sostegno ai settori di mercato che non interessano le (non-bankable). Secondo le stime della Commissione europea basate sui dati Eurostat, la domanda potenziale di microcredito nell'UE potrebbe ammontare a pieugrave; di 700.000 nuovi prestiti, pari a un importo di circaenbsp; 6,1 miliardi di euro nel breve termine.enbsp; In Italia si stima che il tasso di esclusione finanziaria sia del 16%, come emerso nel corso del convegno sulla micro finanza organizzato da Eticredito, unersquo;esclusione finanziaria che necessiterebbe solo nel Belpaese di 50 miliardi di euro (3% degli impieghi bancari totali), ma ad oggi viene coperto solo lersquo;1 per milleenbsp; della domanda con circa 50 milioni di euro. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>16/12/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Crisi: Eurostat, disoccupazione primo problema per gli europei  </title>          <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La disoccupazione eegrave; il principale problema degli europei. Lo rileva lersquo;ultima indagine Eurobarometro dellersquo;autunno 2009 diffusa a Bruxelles. eldquo;Cauto ottimismoerdquo; sulla situazione economica che spaventa meno rispetto alla scorsa primavera con un aumento nel numero dei cittadini che vede elsquo;meno neroersquo;. Lersquo;Italia non fa eccezioni: il lavoro eegrave; in cima alle preoccupazioni dei nostri connazionali seguito a poche distanze dalla crisi economica e dallersquo;esponenziale aumento dei prezzi.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;Eersquo; la disoccupazione a disturbare il sonno degli europei: a dichiararlo il 51% dei cittadini del Vecchio continente, vale due punti percentuali in pieugrave; rispetto ai dati registrati dalla stessa indagine della scorsa primavera. equot;I cittadini hanno chiaramente definito il lavoro come la loro principale preoccupazione e l'UE deve continuare a prestare tutta la sua attenzione e ad impegnarsi pienamente nella lotta contro la crisiequot;, coseigrave; ha dichiarato Margot Wallstrom, Vice-presidente della Commissione europea, responsabile dei rapporti istituzionali e della strategia delle comunicazioni. I pieugrave; preoccupati dersquo;Europa sono gli estoni (68%) seguiti dagli spagnoli (66%), lituani e lettoni (entrambi al 64%) e dalla Svezia (63%). La crisi economica fa meno paura rispetto al passato passando dal 42 al 40%, ma si eegrave; ancora lontani dal poter parlare di un ritrovato ottimismo nellersquo;Ue. La maggior parte degli europei (54%) continua a credere cheenbsp; eldquo;il peggio debba ancora venireerdquo; per quanto riguarda l'impatto della crisi sul lavoro, mentre il 38% considera che essa abbia gieagrave; raggiunto il suo apice. Un primo timido segnale di miglioramento, secondo la Commissione europea, con un aumento del 10% rispetto all'indagine precedente. Cauto ottimismo, rispetto ai dati della primavera 2009, si pueograve; osservare riguardo alle aspettative in materia di situazione economica nell'UE, nel corso dei prossimi 12 mesi. Eersquo; il 30% degli intervistati, 6 punti percentuali in pieugrave; rispetto a maggio-giugno, a credere che il peggio sia ormai alle spalle, mentre si fa poche illusioni il 38% per cui la situazione restereagrave; immutata e si riducono di 7 punti le fila dei pessimisti arrivando al 21%. Sul tema del lavoro lersquo;Italia non rappresenta unersquo;eccezione: sebbene la percentuale di connazionali spaventati dalla disoccupazione sia inferiore alla media europea, questa resta in cima ai problemi per il 45% degli intervistati. Sempre nell'ambito della disoccupazione, per il 44% degli italiani (contro il 54% della media Ue), il peggio deve ancora venire. Per il 42%, invece (il 38% nellersquo;Ue), e' stato gieagrave; raggiunto il picco massimo. Lersquo;Eurobarometroenbsp; sottolinea pereograve; come il numero degli 'ottimisti' in Italia stenti a crescere essendo aumentato del 7% contro il 10% nell'Ue rispetto allersquo;ultimo sondaggio dellersquo;Ufficio di statistica europeo. Al problema del lavoro seguono la situazione economica (41% di italiani, contro il 40% Ue) e il caro prezzi. La spirale inflazionistica rappresenta un problema per il 31% degli italiani contro lersquo;appena 19% del resto dellersquo;Europa. Il sondaggio mette pereograve; in evidenza come in Italia e' l'80% degli intervistati che giudica 'non buona' la situazione economica nazionale (contro il 75% della media Ue) e per il 45% degli interpellati il nostro paese sta andando nella eldquo;direzione sbagliataerdquo; nel cercare di risolvere la difficile situazione economica.enbsp;enbsp; enbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>14/12/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Lavoro: L'Italia non e' un paese per giovani, Disoccupazione record tra i laureati</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;Lersquo;Italia non eegrave; un paese per giovani: la conferma arriva dallersquo;ultima analisi Eurostat pubblicata a Bruxelles. Lo stivale presenta uno dei pieugrave; alti tassi di disoccupazione dellersquo;Ue per i laureati e il minor numero di under 30  in Europa. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;      &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;I giovanienbsp; tra i 15 e 29 anni in Europa sono circa 95 milioni, il 19,5% dei cittadini europei. In Italia le nuove leve raggiungono solo il 18% della popolazione totale, ma la situazione eegrave; peggiore per Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Toscana dove gli under 30 costituiscono appena il 12% della popolazione. I paesi equot;pieugrave; giovaniequot; sono invece Slovacchia, Polonia, Irlanda e Cipro, dove la popolazione tra 15 e 29 anni supera il 24%. Sul fronte lavorativo a passarsela peggio sono i laureati. Con il 9,6% di disoccupati, lersquo;Italia eegrave; terzersquo;ultima in Europa per occupazione nelle fasce pieugrave; istruite della popolazione seguita solo da Grecia (11,7%) e Spagna (11,8%) contro una media europea del 5,9%. Migliore la situazione per lersquo;istruzione avanzata nel mercato del lavoro per i elsquo;dottoriersquo; in Olanda, Romania e Repubblica Ceca con tassi di disoccupazione che non toccano il 3%. Degne di menzione il 5,7% della Francia, il 4,2% della Germania e il 4% del Regno Unito che riescono a mantenere sotto la media europea la disoccupazione dei pieugrave; istruiti. eldquo;Le difficolteagrave; per i giovani ad accedere al mercato del lavoro sono aggravate per coloro che hanno basse qualificheerdquo;, spiega lersquo;Ufficio statistico delle Comuniteagrave; europee in una nota. Ma su questo punto lersquo;Italia fa eccezione. enbsp;Se si guarda al campione di popolazione tra i 25 e i 34 anni con unersquo;istruzione base il tasso di disoccupazione eegrave; del 12,3% ben sotto la media dellersquo;Ue-27 del 19,2%. Perfettamente in linea con le percentuali dellersquo;Ue-27 nel suo complesso la situazione lavorativa dei diplomati con un tasso del 9,1%. Stando ai dati del Centro studi di Unioncamere il problema sta nella difficolteagrave; di conciliare domanda e offerta. Ammontano a 27mila le opportuniteagrave; di lavoro per laureati e almeno 54mila per diplomati negli istituti tecnici e professionali che sono con ogni probabiliteagrave; destinate a restare insoddisfatte nel 2009. Gli introvabili sono i neolaureati in discipline indirizzo tecnico-scientifico (ingegneria, matematica, fisica, biologia, geologia, chimica, farmacia, agraria), economico-statistiche e medico-sanitarie. Il nostro, secondo il rapporto dellersquo;Unione camerale, eegrave; un paese che trabocca di letterati, psicologi con 15 mila laureati in eccesso, rispetto a quanto il mondo del lavoro possa assorbire, in scienze della comunicazione, scienze politiche e sociologia e 18mila uniteagrave; lersquo;offerta in eccesso sfornati dalle facolteagrave; di lettere,enbsp; lingue e psicologia rispetto al fabbisogno atteso dal mondo del lavoro. &lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>10/12/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>SBA: Mse vara la direttiva del 'pensare in piccolo' </title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Prima vittoria delle Piccole e medie imprese: il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura la direttiva europea che deagrave; attuazione ai principi previsti dallo Small Business Act, il decalogo per le Pmi. Il testo approvato dovreagrave; ora passare al vaglio della Conferenza Unificata Stato-Regioni- Enti locali che si esprimereagrave; in merito, prima della definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} span.diptext 	{mso-style-name:diptext;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;eldquo;Lersquo;approvazione della Direttiva endash; ha commentato il Ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola endash; eegrave; il frutto del Tavolo di iniziativa per le Pmi istituito presso il mio Ministero in applicazione dello Small Business Act europeo. Siamo il primo Paese della Ue ad approvare norme e direttive alla Pubblica amministrazione per favorire lersquo;attiviteagrave; delle Pmi in questa fase di difficolteagrave; dellersquo;economiaerdquo;. La direttiva approvata interessereagrave; circa 6 milioni di imprese, societeagrave;, cooperative e ditte individuali, con oltre 9 milioni di occupati, con un impatto aggiuntivo sul Pil valutabile nello 0,3% annuo e un potenziale di aumento di occupazione di 10 mila uniteagrave; allersquo;anno. equot;La direttiva del Presidente del Consiglio che da' attuazione ai principi dello Small Business Act rappresenta un passaggio fondamentale per dare il rilievo che merita al sistema delle Piccole e medie imprese italianeequot;, ha commentato il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. Lo Sba mira di fatto a semplificare la vita di milioni di operatori e a dare rilievo alle loro potenzialiteagrave; in termini di occupazione, creazione di ricchezza diffusa e inclusione sociale. Lo Small business act affronta una significativa varieteagrave; di questioni fondamentali per lo sviluppo delle Pmi: dall'accesso al credito alla semplificazione amministrativa, dagli interventi fiscali all'innovazione tecnologica, dall'efficienza energetica all'ambiente, dal sostegno agli investimenti alla formazione, fino alla facilitazione della partecipazione delle PMI agli appalti pubblici. La Comunicazione, lanciata nel giugno del 2008 dalla Commissione europea, si articola in dieci principi guida per i paesi membri.enbsp; Scopo del documento eegrave; riportare lersquo;attenzione delle istituzioni sullersquo;ossatura dellersquo;imprenditoria del Vecchio continente costellata da piccole aziende con poco peso politico, ma che statisticamente si confermano la vera forza produttiva europea. Lersquo;Italia, in questo senso, eegrave; il baluardo dellersquo;imprenditoria in piccolo con unenbsp; numero di aziende che, solo nell'ambito manifatturiero, sono il doppio rispetto alla Francia, 2,5 volte la Germania e pieugrave; del triplo nei confronti del Regno Unito. eldquo;Queste imprese sono la pietra angolare su cui 'Italia potreagrave;, ancora una volta, fondare la sua ripresaerdquo;, ha continuato Dardanello, eldquo; Il mondo delle Pmi ripone forti aspettative nelle politiche e negli strumenti individuati e ritenuti idonei a garantirne il rilancio attraverso una filosofia ispirata a pensare anzitutto in piccoloequot;.Una vittoria anche per le organizzazioni di categoria. Anche Giovanni Quintieri, direttore generale di Federlazio-PmiItalia, ha accolto con favore lersquo;iniziativa del governo auspicando che questo primo passo eldquo;significhi di fatto il rilancio di una stagione di politiche industriali veramente a misura della Pmi, come il nostro tessuto imprenditoriale chiede ormai da molto tempoequot;. Leigrave;azione del governo su questo tema eegrave; solo un primo passo in avanti, ma bisognereagrave; attendere un anno quando eldquo;tireremo le prime sommeerdquo;, come sottolinea Sergio Silvestrini , segretario generale della CNA, per fare un bilancio reale eldquo;della buona volonta' delle amministrazioni pubbliche di porre la piccola impresa al centro del loro operato.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>28/11/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Tajani commissario per l'Industria </title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Antonio Tajani restereagrave; a Bruxelles in veste di Commissario europeo per lersquo;industria. Ad annunciarlo il Presidente della Commissione europea Jose Manuel Barrosoenbsp; presentando la nuova composizione dellersquo;esecutivo europeo per il suo secondo mandato. Tajani ex-responsabile ai trasporti, conservereagrave;, inoltre la carica di vicepresidente della Commissione europea.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Unersquo;ottima occasione per lersquo;Italia che vede ampliare il portafoglio industria del tedesco Gunter Veraughen coseigrave; da comprendere anche il turismo e il progetto satellitare Galileo. Nel pieno della crisi economica e con le difficolteagrave; che le imprese stanno attraversando la nomina dellersquo;italiano eegrave; un trampolinoenbsp; per rilanciare le grandi industrie nostrane, ma soprattutto le piccole e medie imprese, colonna portante dellersquo;economia Made in Italy. Standing ovation delle associazioni che rappresentano il tessuto produttivo nostrano. Per la Presidente di Confindustria, Emma Mercegaglia, ''il prestigioso portafoglio attribuito all'Italia nella nuova Commissione europea rappresenta un successo per il sistema Paeseerdquo;. La numero Uno della Confederazione degli industriali ricorda all'Europa eldquo;deve fare di piu' per valorizzare e rilanciare l'industria e il manifatturiero in particolare, che devono essere al centro della strategia di crescita e occupazione che l'Unione europea dovra' varare nei prossimi mesi''. Lersquo;attenzione delle Pmi eegrave; tutta incentrata sul problema della crisi economica e su uno Small business act che stenta a decollare. eldquo;In questa fase di crisi economica ma anche di straordinaria attenzione al mondo della piccola impresaerdquo;, ha riferito il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, nell'augurare buon lavoro ad Antonio Tajani, aggiunge, eldquo;sono convinto sapreagrave; imprimere un impulso fondamentale a strategie e programmi utili alla valorizzazione del ruolo delle piccole imprese e al rilancio della competitiviteagrave; dei sistemi manifatturieri italiano ed europei. Ci auguriamo di trovare in Tajani un alleato per trasformare in Direttiva la Comunicazione sullo Small Business Acterdquo;. Sempre in piccolo pensa la Cna come sottolinea il presidente Ivan Malavasi: eldquo;assumiamo fin da ora l'impegno a non fargli mancare idee, proposte, suggerimenti e, se occorrereagrave;, anche critiche, per tutelare e difendere le imprese italiane, con tutte le loro peculiariteagrave;, a partire dal grandissimo numero di piccole e medie aziende, all'interno della pieugrave; grande e importante attiviteagrave; per rilanciare l' Europa''. Soddisfazione da parte delle organizzazioni per la muova struttura del portafoglio dellersquo;Industria che si eegrave; esteso al settore al turismo, altro cavallo di battaglia delle strutture industriali europee.enbsp; La nuova Commissione Barroso sareagrave; formata da 7 vicepresidenti, compresa la Baronessa Catherine Ashton nominata Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dellersquo;Unione europea, come previsto dal Trattato di Lisbona. Lersquo;esecutivo europeo conta, inoltra, ben 9 donne di cui tre saranno vicepresidenti e 13 commissari promossi e confermati per il secondo mandato. Il nuovo team di 27 commissari entreranno in carica a gennaio del 2010. enbsp;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>27/11/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Ricerca: Ue,  poche le donne nel mondo della scienza </title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sono ancora troppo poche le donne cheenbsp; riescono ad inserirsi nel settore della scienza. Secondo i dati del rapporto eldquo;She Figureserdquo; sulle statistiche e gli indicatori delle pari opportuniteagrave; nel mondo delle scienze pubblicato dalla Commissione europea, le donne rappresentano il 30% dei ricercatori europei, ma appena il 18% dei docenti a livello universitario.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il numero delle donne ricercatrici stia crescendo a ritmi pieugrave; sostenuti rispetto a quelli dei colleghi uomini (toccando il 6,3% contro il 3,7%), e ancora nonostante lersquo;aumentata proporzione di rappresentanti del gentil sesso che ottengono dottorati eegrave; lapalissiana una carenza della rappresentazione femminile nelle discipline e carriere scientifiche.eldquo;Mentre alcune tendenze sono positive, il fatto che le donne siano sottorappresentate nelle professioni legate alla scienza dovrebbe essere motivo di preoccupazione, ha riferito il commissario europeo per la scienza e la ricercaenbsp; Janez Potocnik che ha sottolineato come questa mancanza di bilanciamento nella scienza rappresenta di fatto eldquo;uno spreco delle opportuniteagrave; e talenti che lersquo;Europa non pueograve; permettersierdquo;. I dati She figures del 2009 mostrano come le donne rappresentino appena il 37% delle ricercatrici nei settori di alta educazione, il 39% per degli apparati pubblici di governo e il 19% nel mondo dellersquo;impresa. Percentuali che segnano comunque un miglioramento della posizione delle donne in tutti i campi della ricerca scientifica dalla medicina, alle discipline umanistiche, ingegneria, tecnologie e scienze sociali. L'avanzamento di carriera delle donne e degli uomini nel settore dell'istruzione superiore conferma un modello di elsquo;segregazione verticaleersquo;, in base al quale la maggioranza delle donne nel mondo accademico si trovano in posizioni piuersquo; basse nella gerarchia. Le donne rappresentano il 59% di tutti i laureati, ma solo il 18% dei professori ordinari in Europa. La sottorappresentazione delle donne eegrave; ancora pieugrave; evidente nel campo della scienza e dell'ingegneria, dove solo il 11% dei docenti eegrave; di sesso femminile. She Figures 2009 ci mostra anche che in media in tutta l'UE-27 solo il 13% delle istituzioni nel settore dell'istruzione superiore, sono dirette da donne. Un problema che non lascia spazio a facili soluzioni. eldquo;Dobbiamo concentrarci su tutti gli ostacoli strutturali lungo lersquo;intero percorso lavorativo delle donne nella scienzaerdquo;, ha riferito Potocnik ricordando che lersquo;azione della Commissione europea per rafforzare lo status della popolazione femminile nella scienza eegrave; di interesse fondamentale per il progresso scientifico del Vecchio continente, ma anche per la nostra societeagrave; ed economia.enbsp; Guardando ai dati che riguardano lersquo;Italia, il tasso di crescita nel numero delle ricercatrici eegrave; del 10% nel lasso di tempo preso a campione dal rapporto (2000-2006) contro il 4,2% dei colleghi uomini, ben al di sopra della media europea dellersquo;Ue-25 (6,3% per le donne e 3,7% per gli uomini) e dellersquo;Ue-15 (7,1% contro il 3,7%). In proporzione ad assorbire la maggior porzione di donne specializzate in discipline scientifiche sono le strutture governative. Poco spazio viene invece lasciato alla scienza in rosa nellersquo;ambiente accademico e nel privato in cui prevale la presenza maschile. Un vero e proprio spreco di risorse se si calcola che la percentuale di donne che scelgono un dottorato di ricerca in Italia eegrave; del 52% contro unersquo;Europa che arriva a toccare a fatica il 45%. &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p.astandard3320titre, li.astandard3320titre, div.astandard3320titre 	{mso-style-name:a_standard__33__20_titre; 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sempre aspettare che lo Stato trovi una soluzione&quot;</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p.astandardp4, li.astandardp4, div.astandardp4 	{mso-style-name:a_standard_p4; 	mso-margin-top-alt:auto; 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Il Comitato Ue ha deciso si assegnare il primo premio, a pari merito, a Libera e Confindustria sicilia due associazioni italiane attive nella lotta alla criminaliteagrave; organizzata. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Lersquo;associazione Libera ha creato un network internazionale per riunire le associazioni impegnate nella lotta contro la criminaliteagrave; organizzata e del crimine transnazionale in molte aree. Confindustria Sicilia si eegrave; invece distinta, secondo la giuria del Cese, per le politiche volte a proteggere il business dellersquo;isola dal racket e per la promozione di un ambiente imprenditoriale sano per attrarre investimenti. equot;Il nostro obiettivo era quello di scuotere la popolazione siciliana, chiedendo a tutte le nostre imprese di smettere di pagare il pizzo alla mafia e minacciando di espellere i soci che non avessero accettato la nostra richiestaequot; ha spiegato Giovanni Catalano, direttore generale di Confindustria Sicilia. equot;Non si pueograve; sempre aspettare che lo Stato trovi una soluzione. Anche la societeagrave; civile pueograve; fare la propria parte, fornendo la spinta necessaria per risolvere i problemiequot;, ha poi aggiunto Catalano. Inizialmente il Premio era destinato a tre associazioni, ma i progetti sottoposti allersquo;attenzione del Comitato economico e sociale si sono rivelate eldquo;talmente interessanti e di tale qualiteagrave;erdquo;, come ha spiegato la vicepresidente del CESE Irini Pari, eldquo;che abbiamo deciso di aumentare a sei il numero dei vincitorierdquo;. Confindustria Sicilia ha avviato nel 2007 una lotta senza quartiere alenbsp; racket con lersquo;adozione del codice etico confederale, un documento che prevede lersquo;espulsione dalla emanazione regionale dellersquo;associazione industriale degli imprenditori che non denunciano i propri aguzzini. equot;I due progetti che hanno ricevuto il primo premio mostrano chiaramente che la societeagrave; civile ha svolto un ruolo di protagonista nella lotta per liberare la societeagrave; dalla piaga della criminaliteagrave; organizzataequot; ha osservato nel suo discorso di apertura il Presidente del CESE Mario Sepi , il quale ha poi ribadito che equot;il problema della mafia, o delle mafie , ormai non riguarda pieugrave; soltanto l'Italia ma, a causa della globalizzazione, si ripercuote ormai sullo sviluppo e sulla crescita dell'intera societeagrave; europea. Nello stesso momento Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, snocciola i dati sui primi risultati raggiunti dalle misure adottate dalla Confederazione: 9 imprenditori espulsi e una trentina sospesi. Gli imprenditori rimasti nel limbo dovranno passare per le forche caudine dei meccanismi interni confederali che decideranno per lersquo;estromissione dallersquo;associazione. Il secondo premio, eegrave; stato aggiudicato a pari merito, alla Conferenza europea permanente delle associazioni degli insegnanti di storia ( Euroclio ) e a Volonteurope , mentre al terzo posto si sono classificate, sempre a pari merito, la francese Fondation Nicolas Hulot pour la Nature et l'Homme (equot;Fondazione Nicolas Hulot per la natura e l'uomoequot;) e la Camera di commercio austriaca, entrambe premiate per le loro campagne di sensibilizzazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;Mcn &lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>06/11/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Record di imprenditrici in Italia, ma &#232; solo merito loro: al Belpaese maglia nera per i servizi per la famiglia</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Italia eegrave;&lt;span style=&quot;font-size: 13.5pt&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;prima in Europa per numero di imprese femminili, lersquo;apparato produttivo del nostro paese pueograve; infatti contare su 1.519.100 imprese rosa. Un universo che non eegrave; stato scalfito dai morsi della crisi ma, in controtendenza, ha registrato un aumento dello 0,8% delle attiviteagrave; industriali. Eersquo; un record che appartiene tutto alle donne dersquo;affari che lamentano la mancanza di sostegno e una grave carenza dei servizi alla famiglia. Eersquo; questa la fotografia scattata dallersquo;Osservatorio di Confartigianato e presentato XI Convention di Confartigianato Donne Impresa (il movimento che, nell'ambito di Confartigianato, rappresenta le esigenze e tutela gli interessi delle imprenditrici artigiane) organizzata a Roma. Nel nostro paese la speda pubblica per le famiglie in percentuale del Pil eegrave; esattamente la meteagrave; della media dei Ventisette Paesi membri. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;enbsp;enbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Lo spirito imprenditoriale delle donne non si lascia consumare dalla crisi. La piccola imprenditoria al femminile eegrave; una realteagrave; che costella lersquo;intero panorama produttivo dello stivale. Con lersquo;aggiunta di 365.913 nuove uniteagrave; tra il 2007 e il 2008, lersquo;Italia tocca, a giugno del 2009, quota 1.519.100 tra imprenditrici e lavoratrici autonome. Una cifra che ci catapulta al primo posto in Europa seguiti da Germania (1.278.700), Regno Unito (1.078.900), Polonia (1.055.600), Spagna (952.400) e Francia (767.100). La mappa dellersquo;imprenditoria dai tacchi a spillo varia molto scorrendo lo stivale: imprese artigiane femminili si concentrano prevalentemente al Nord dove costituiscono il 18,6% delle attiviteagrave; imprenditoriali lombarde, il 10,9% delle Emiliano-Romagnole e il 10,5% di quelle venete. Nonostante la performance meno brillante totalizzate in Lazio, Calabria, Puglia e Liguria queste regioni hanno registrato significativi aumenti delle imprese artigiane tra il 2007 e il 2008. Cifre che non lasciano spazio allersquo;ottimismo: il 70% delle artigiane ritiene che la crisi non sareagrave; rientrata prima di una anno o due. Tuttavia, nonostante il 61% delle imprenditrici abbia subito un calo del giro dersquo;affari e del fatturato tra il 2008 e il 2009 la stragrande maggioranza delle imprese femminili (84%)enbsp; ha mantenuto stabile lersquo;occupazione. Pieugrave; che la crisi, secondo lersquo;Osservatorio Confartigianato, a spaventare le artigiane dello stivale eegrave; il riuscire a mantenere il fragile equilibrio tra lavoro e famiglia. enbsp;Il 91% del campione di artigiane intervistate chiede di aumentare i servizi alla famiglia.enbsp; Prioriteagrave; assoluta viene data agli investimenti per lersquo;infanzia, seguita da politiche di sostegni al reddito delle famiglia, alla diffusione di forme contrattuali temporaneamente flessibili e alla detassazione del lavoro femminile. Per lersquo;85% delle imprenditrici una volta risolto il problema della conciliazione tra famiglia e carrieraenbsp; molte pieugrave; donne lavorerebbero e circolerebbe pieugrave; ricchezza per tutti. Lersquo;Italia segna un record negativo per la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro: enbsp;il tasso di attiviteagrave; delle donne con pieugrave; di 15 anni di eteagrave; eegrave; del 38,7%, rispetto al 53,1% della media europea. eldquo;Il lavoro femminile, sia autonomo che dipendente, eegrave; ostacolato dalle carenze dei servizi pubblici per sostenere le donne nella cura dei figli e dei familiari anziani.erdquo;, denuncia lersquo;Osservatori delle Unione delle camere di commercio italiane, enbsp;La spesa pubblica per la famiglia in Italia eegrave; la meteagrave; di quella media europea: 1,1% del Pil contro il 2,1% dellersquo;Ue. Allarmante la penuria di posti negli asili nido pubblici che possono accogliere appena il 6,3% dei bambini fino a tre anni contro il 19,6% dei pieugrave; grandi paesi europei. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani e la formazione permanente entrambe di gran lunga al di sotto della media europea. enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mcn &lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>03/11/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Innovazione: La creativit&#224; soffre sotto i colpi della crisi economica. Ridotte le domande per i brevetti</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sareagrave; anche lersquo;anno europeo delersquo;innovazione, ma la crisi economicaenbsp; sembra aver soffocato il brio creativo delle imprese. Le organizzazioni che operano nel settore dei brevetti hanno registrato una riduzione nelle domande. Il declino sarebbe cominciato negli ultimi mesi del 2008 per prolungarsi lungo tutto il 2009, un campanello d'allarme che annuncerebbe, secondo gli esperti, un pieugrave; profondo stallo nelle domande.enbsp; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Gerard Torres, economista dellersquo;Ufficio degli Stati Uniti per i brevetti e i marchi (United States Patent and Trademark Office, USPTO), intervenendo nel corso della conferenza organizzata dallersquo;European Patent Office a Vienna, ha spiegato che vi eegrave; un lasso di tempo di un anno tra l'inizio di una recessione e il suo impatto sul deposito dei brevetti. Lersquo;Uspto ha rilevato una contrazione nella domanda e secondo Torres equot;il peggio deve ancora venireequot;. Si prevede una riduzione tra lersquo;1 e il 2% delle richieste di brevetti, anche se, eldquo;non ci sono ancora cifre certeerdquo;, ha sottolineato Rainer Osterwalder,enbsp; portavoce dellersquo;Epo eldquo;il calcolo si basa su una stima delle richieste pervenute e sulle application internazionali monitorate dagli statierdquo;. Un quadro esaustivo della situazione sareagrave; a disposizione a breve, garantiscono allersquo;Epo, dal momento che i tempi per ottenere una patente riconosciuta da pieugrave; paesi europei pueograve; comportare tra i 12 e i 32 mesi. La situazione in Europa resta comunque frammentata. Guardando allersquo;indice di innovazione del Vecchio continente, lersquo;Italia presenta lersquo;indice di innovazione pieugrave; basso dellersquo;Ue-15 piazzandosi dopo Grecia, Portogallo e Spagna. Campioni della creativiteagrave; sono invece Svezia, Finlandia e la Germania. Un problema, quello del binomio innovazione-brevetti, che si accentua per le piccole e medie imprese che nei paesi studiati non hanno presentato un aumento significativo delleenbsp; domande di brevetti, come ha sottolineato Kevin Scally, del College of Business and Law dellersquo;Universiteagrave; di Cork (Irlanda) nel corso del suo intervento. Il problema principale eegrave; indubbiamente la mancanza di finanziamenti, come sottolinea Rainer Osterwalder portavoce dellersquo;European Patents office, eldquo;i fondi per incentivare la registrazione dei brevetti vengono dai singoli governi nazionali non ci sono stanziamenti a livello europeo a questo scopo, non essendoci una politica Ue sui sistemi dei brevettierdquo;. Questo meccanismo non fa altro che aumentare le divergenze tra gli stati membri dellersquo;Unione europea e disincentivare la protezione di idee e prodotti da parte delle piccole e medie imprese, dal momento che registrare unersquo;innovazione richiede un discreto sforzo finanziario. Il settore pieugrave; a rischio eegrave; indubbiamente quello farmaceutico con il 10% dei nuovi prodotti medicinali copiati ogni anno e con danni allersquo;industria del settore, si stima, dell'ordine dei 45 miliardi. Meno a rischio lersquo;alta tecnologia specializzata dove, come spiega Jan Luc Gall responsabile delle politiche comunitari per lersquo;Epo. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;Mcn &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>31/10/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Disoccupazione:  Record in Europa, tasso sale a 9,7%. Cgil, evitare ottimismo di maniera</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lersquo;Europa colleziona record negativi sul fronte della disoccupazione: dopo i picchi registrati negli scorsi mesi il tasso sale al 9,7%, la pieugrave; alta dagli ultimi 10 anni. Un tracollo del mercato del lavoro che sembra destinato a non arrestarsi e il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, invita ad evitare facili ottimismi sulla fine della crisi.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il preoccupante tasso di disoccupazione al 9,6% registrato in agosto nella zona euro viene quindi superato in settembre eegrave; salito dello o,1% su base mensile, arrivando al 9,2%, mentre l'anno scorso era del 7,1%. E' quanto reso noto dall'Eurostat, l'ufficio statistico delle comuniteagrave; europee. Per i Ventisette si tratta del peggiore dato dall'inizio della rilevazioni nel gennaio 2000, mentre per la zona euro eegrave; il tasso pieugrave; alto degli ultimi dieci anni. Oltre 22 milioni i disoccupati nell'Ue, di cui oltre 15 milioni nei sedici Paesi dell'euro, con una crescita di 286 mila senza lavoro, di cui 184 mila in Eurolandia. Bruciati oltre 5 milioni di posti in appena un anno, di cui pieugrave; di tre milioni nella sola zona Euro. Tutti gli Stati membri, senza alcuna esclusione, hanno visto un aumento della disoccupazione. eldquo;Abbiamo ancora davanti 12 mesi di crescitaerdquo;, ha avvertito il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, invitando a evitare facili ottimismi sulla fine della crisi, visto eldquo;il pericolo di una ripresa senza posti di lavoroerdquo;. Anche i Leader europei nella bozza di conclusioni del Summit invitano a non tirare un sospiro di sollievoenbsp; invitando i paesi a eldquo;seguire con attenzione l'incipiente ripresa e fino a quando questa non sia pienamente assicurata le&lt;/p&gt;&lt;p&gt;politiche di sostegno non dovrebbero essere abbandonateerdquo; lasciando cadere qualsiasi riferimento al 2011 perenbsp; il ritiro delle misure anticrisi.enbsp;enbsp; eldquo;Poicheeacute; eegrave; prevedibile un ulteriore deterioramento della situazione occupazionale in Europaerdquo;, si legge ancora nel documento approvato dai ventisette capi di stato e di governo del Vecchio continente, eldquo;occorre un impegno politico costante a favore di politiche attive del mercato del lavoro. eEgrave; necessario adottare misure che sostengano il legame con il mercato del lavoro e impediscano che i tassi di disoccupazione elevati diventino persistenti, assicurando in tal modo tassi d'occupazione elevati e finanze pubbliche sostenibili a lungo termineerdquo;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;I tassi di disoccupazione pieugrave; bassi sono stati quelli dell'Olanda (3,6%) e dell'Austria (4,8%), mentre i risultati peggiori sono stati quelli della Lettonia (19,7%) e della Spagna (19,3%).enbsp; Lersquo;Italia, si base annua, eegrave; il paese che, insieme alla Germania, ha registrato la crescita pieugrave; contenuta. Nel nostro la percentuale dei disoccupati eegrave; passata dal 6,8% al 7,4%, mentre Berlino segna un aumento di 5 punti percentuali toccando quota 7,6%. Cifre che, secondo segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, riguardano eldquo;non solo le statistiche ufficiali ma coloro che ne sono esclusierdquo;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il problema secondo il primo sindacato italiano eegrave; eldquo;verificare lersquo;effettiva entiteagrave; del problema per decidere le iniziative adeguateerdquo;. Secondo confederazione sindacale eldquo;lersquo;ottimismo di manieraerdquo; del governo nuocerebbe al paese impedendoenbsp; di eldquo;adottare quelle misure necessarie per contrastare gli effetti della crisi, puntando sulle necessarie tutele e sullo sviluppoerdquo;. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Mcn&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>31/10/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Donne: 130 ambasciatrici dell'imprenditoria. In Italia aziende rosa pi&#249; forti della crisi</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lersquo;Europa riscopre lersquo;universo delle imprese al femminile nominando 130 ambasciatrici che avvieranno una campagna per incoraggiare le donne a buttarsi nel mondo dellersquo;imprenditoria.enbsp; Una necessiteagrave; secondo lersquo;esecutivo europeo in un momento in cui le imprenditricienbsp; rappresentano appena il 34,4% dei lavoratori autonomi e solo il 20% nell'industria. Lersquo;Italia, complice la crisi che premia le aziende pieugrave; robuste e innovative, ha registrato nellersquo;ultimo anno di 21.342 capitane dersquo;impresa.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;equot;L'UE ha bisogno di pieugrave; imprenditori, pieugrave; persone che hanno idee innovative e approcci creativi per le impreseerdquo;, hanno dichiarato congiuntamente il vicepresidente e commissario per lersquo;industria Geuuml;nter Verheugen e il suo collega allersquo;Occupazione, affari sociali e pari opportuniteagrave; Vladimeiacute;r Spidla,enbsp; eldquo;Per troppo tempo, abbiamo sottoutilizzate potenziale delle donne. Questa situazione deve cambiare e noi dobbiamo incoraggiare pieugrave; donne a dirigere le imprese. Questo non solo per portare nuove idee di business, ma anche rafforzare il ruolo delle donne nella nostra societeagrave;erdquo;. Gli ambasciatori Imprenditoria femminile serviranno come modelli di ruolo e di evidenziare il ruolo che le donne possono svolgere nella creazione di posti di lavoro e promuovere la competitiviteagrave;. In generale le donne scelgono di avviare e gestire imprese in settori come il commercio al dettaglio e dei servizi alle persone che spesso vengono percepite come meno fondamentale per lo sviluppo economico e l'economia della conoscenza. Le 130 ambasciatrici, dopo un incontro a livello nazionale si sono incontrate a Stoccolma per discutere della loro missione e per conoscere le colleghe provenienti da tutto il Vecchio Continente. La fiducia che Bruxelles ripone nelle donne non eegrave; stata tradita dalle italiane. Le donne dersquo;affari nostrane hanno dimostrato di essere degli ossi duri e di non lasciarsi intimidire dalle sferzate della crisi economica. Secondo i dati pubblicati da UNIONCAMERE nei passati dodici mesi, la galassia delle imprese guidate da donne o con forte presenza femminile (circa un quarto del totale delle imprese italiane) ha infatti continuato a crescere, aggiungendo al 30 giugno scorso altre 21.342 uniteagrave; a quelle esistenti un anno prima. Il bilancio positivo ha portato coseigrave; il totale delle imprese registrate presso le Camere di commercio a 1.446.543 uniteagrave;, corrispondente ad una variazione dello stock dellersquo;1,5% a fronte di una sostanziale stabiliteagrave; dello stock complessivo delle imprese italiane (diminuito dello 0,2% nel periodo).enbsp; eldquo;In unersquo;Italia dove il tasso di occupazione femminile eegrave; tra i pieugrave; bassi in Europa e in cui, alla limitata partecipazione delle donne al mercato del lavoro, si associa una scarsa presenza ai posti di comando, la componente dellersquo;imprenditoria in rosa si dimostra una preziosa risorsa per garantire un importante contributo al coinvolgimento delle donne nella vita economica del Paeseerdquo;, ha riferitoenbsp; il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanelloenbsp; presentando i risultato dellersquo;Osservatorio alla stampa ricordando che eldquo;sono ancora molti gli ostacoli che limitano le donne nellersquo;esprimere la propria creativiteagrave; e professionaliteagrave; nel mondo del lavoroerdquo;. Secondo Unioncamere spetta alle istituzionienbsp; eldquo;mettere in campo interventi mirati volti a sostenere le migliaia di donne che ogni anno rischiano in proprio, anche con strumenti e risorse specificierdquo;. Il settore che attira maggiormente le neo-imprenditrici si conferma quello dei servizi alle imprese, al cui interno sono inclusi endash; tra gli altri - i servizi immobiliari, le attiviteagrave; professionali, lersquo;informatica e la ricerca: 15mila le imprese in pieugrave;, il 70,2% di tutto il saldo dei dodici mesi. Seguono il settore delle Costruzioni (5.971 uniteagrave; in pieugrave;) e quello della ristorazione e della ricettiviteagrave; (+4.849). In positivo anche il pieugrave; tradizionale settore dei servizi alla persona, nel quale vengono considerate endash; sempre tra le altre - le attiviteagrave; legate al benessere e alla cura della persona, allo sport, allo spettacolo, ai servizi di pulizia (+4.322 imprese). La regione che ha contribuito di pieugrave; al bilancio positivo eegrave; la Lombardia, dove si concentra il 28,5% di tutto il saldo, seguita da Lazio e Toscana (rispettivamente con 4.747 e 2.242 imprese in pieugrave;). &lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mcn &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>24/10/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Imprese: 28 imprese aprono le porte dell'Hightech alle donne </title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} span.at2 	{mso-style-name:a__t2;} p.astandard3420chapeau, li.astandard3420chapeau, div.astandard3420chapeau 	{mso-style-name:a_standard__34__20_chapeau; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} span.at3 	{mso-style-name:a__t3;} span.at4 	{mso-style-name:a__t4;} span.maintext 	{mso-style-name:maintext;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;astandard3420chapeau&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La tecnologia si tinge di rosa: 28 imprese europee si sono impegnateenbsp; a rafforzare la presenza del elsquo;gentilsessoersquo; nel settore sottoscrivendo il codice di buone pratiche per le donne nel Tic pubblicato dalla Commissione europea a marzo. Bruxelles ha poi inaugurato Repertorio europeo delle donne nelle TIC, un nuovo strumento online per raccogliere tutte le informazioni relative ad attiviteagrave; e posti di lavoro coperti dalle donne nel settore delle Hightech nell'Unione europea.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;astandard3420chapeau&quot;&gt;Sale a 28 il numero delle aziende che hanno sottoscritto il codice Ue per &lt;span class=&quot;maintext&quot;&gt;enbsp;promuovere lersquo;ingresso nellersquo;alta tecnologia e lersquo;ascesa nella gerarchia aziendale delle donne. IL Vademecum a sostegno dellersquo;imprenditoria dai tacchi a spillo &lt;/span&gt;ha lo scopo di rendere appetibile il settore delle tecnologie alle studentesse delle scuole superiori o universitarie, ma anche di promuovere e mantenere i posti di lavoro attualmente occupati dalle donne in questo settore. Numerose le iniziative proposte: dalla creazione di laboratori o club informatici per ragazze a programmi di tutoraggio durante il congedo di materniteagrave;. Programmi per aiutare le donne a conciliare la vita lavorativa con gli impegni familiari enbsp;attraverso orari di lavoro flessibili eenbsp; telelavoro, e ancora consulenza e tutoraggio nella ricerca di un lavoro e fissazione di obiettivi per le assunzioni e le promozioni di personale femminile a tutti i livelli. &lt;span class=&quot;at4&quot;&gt;equot;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;at4&quot;&gt;Prendo atto con grande soddisfazioneerdquo;, ha riferito &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;at3&quot;&gt;Viviane Reding, commissaria europea per la Societeagrave; dell'informazione e i media&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;at4&quot;&gt; eldquo;del rinnovato impegno dimostrato dal settore delle TIC e soprattutto dalle 28 imprese che hanno sottoscritto il codice di buone pratiche.&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;at4&quot;&gt;Cieograve; dimostra che il settore delle TIC eegrave; sempre pieugrave; consapevole che potreagrave; trarre benefici dalla crescita economica e contribuire alla stessa soltanto se affrontereagrave; adeguatamente il problema della scarsiteagrave; di personale qualificatoerdquo;. Si calcola, infatti, che entro il 2010 mancheranno allersquo;appello circa 300 000 ingegneri altamente qualificati contro una ristretta cerchia di giovani che sceglie studi scientifici. Nonostante le donne ottengano il 45% dei diplomi di dottorato rilasciati in Europa, solo un quarto riguarda i settori dell'ingegneria, della produzione industriale e delle costruzioni. Un dato che si giustifica con la desolante realteagrave; delle poltrone aziendali con solo il 7% dei consiglieri di amministrazione delle 116 pieugrave; grandi imprese di telecomunicazione in Europa rappresentato da donne. Bencheeacute; sia in aumento il numero di donne che si dedicano allo studio di scienza, tecnologia e TIC a livello universitario, quello degli uomini resta significativamente superiore. Nel 2006 il 41% dei dottori di ricerca in matematica, scienze e informatica erano donne e nello stesso anno nei settori dell'ingegneria, della produzione industriale e delle costruzioni tale percentuale risultava del 25%. Ma prendendo in considerazione il solo ambito informatico, nel 2006 i dottori di ricerca uomini risultavano pieugrave; di tre quarti del totale. Se da un lato le donne europee sono sempre pieugrave; esperte nell'uso di computer e internet, dall'altro permangono dispariteagrave;. La percentuale di laureate in scienza e tecnologia oscilla tra il 44% in Estonia e il 20% nei Paesi Bassi. L'81% delle olandesi di eteagrave; compresa tra 16 e 24 anni usa il computer ogni giorno ma tale percentuale scende al 38% in Bulgaria (la percentuale degli uomini negli stessi paesi eegrave; rispettivamente dell'89% e del 38%). Considerando l'UE nel suo insieme il 38% degli uomini e il 28% delle donne usa internet quotidianamente, ma il divario di genere eegrave; inferiore a sette punti percentuali in Irlanda, Grecia, Francia, Portogallo e Finlandia, oltre che nei 12 paesi che sono entrati nell'UE a partire dal 2004. La Commissione europea ci mette del suo con lersquo;inaugurazione di una directory( www.ictwomendirectory.eu), che coprireagrave; tre diversi settori: tecnologia, creazione di comuniteagrave; e imprese. Il repertorio riunisce in un unico spazio tutte le attiviteagrave;, le proposte di lavoro, la legislazione e le statistiche relative alle donne nelle TIC, fornisce una visione d'insieme su quanto avviene in questo settore in Europa e favorisce la collaborazione e la costituzione di reti tra i differenti soggetti del settore. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>09/10/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Cdr lancia il Premio per l'imprenditoria delle Regioni. </title>          <description>&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Comitato europeo delle regioni (CdR) ha lanciato l'iniziativa pilota equot;Regione imprenditoriale europeaequot; che premiereagrave; ogni anno fino a tre regioni che si sono distinte per iniziative a sostegno dell'imprenditoria. Un premio che punta a sostenere lo spirito imprenditoriale delle amministrazioni locali, base operativa per il 98% delle piccole e medie imprese. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;enbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;equot;Un nuovo trampolino di lancio per la crescita e l'occupazione a livello regionaleequot;: coseigrave; Luc Van den Brande, presidente del CdR ha definito l'iniziativa presentandola nel corso degli Open Days - Settimana europea delle regioni e delle citteagrave;. Lersquo;istituto Ue che fa capo alle autoriteagrave; regionali e locali punta coseigrave; aenbsp; dare equot;una risposta concreta alla necessiteagrave; urgente di fornire sostegno alle piccole e medie impreseequot;, unaenbsp; fonte importante di crescita, occupazione e innovazione, soprattutto per il territorio operando queste, per il 98% dei casi, quasi esclusivamente a livello locale.enbsp; &lt;br /&gt;Ogni anno fino a tre regioni dell'Unione europea potranno ricevere il marchio di Regione imprenditoriale dell'anno, che premiereagrave; la qualiteagrave;, l'efficacia e il successo a lungo termine della loro prospettiva imprenditoriale e della volonteagrave; politica di attuarla. A selezionare i candidati sareagrave; una giuria composta da membri del CdR e da rappresentanti della Commissione europea e delle organizzazioni imprenditoriali BusinessEurope, Ueapme e Eurochambres, che hanno sostenuto l'iniziativa. I giurati si pronunceranno in base alle caratteristiche specifiche delle regioni candidate (ad esempio le competenze in materia di politica di impresa, il potenziale imprenditoriale e la sostenibiliteagrave; e credibiliteagrave; delle proposte) e alla presentazione del piano di prospettiva. Il CdR ha poi annunciato che i premi 2011 e 2012 per il business saranno conferiti a febbraio prossimo. Il termine per la presentazione delle candidature eegrave; il 15 gennaio. &lt;br /&gt;Van de Brande ha poi ricordato alle regioni il ruolo fondamentale che queste rivestono nellersquo;attuazione e nella promozione dello Small Business Act (SBA) per l'Europa. Sebbene alla sua origine l'EER non fosse stata concepita come risposta all'attuale crisi economica, eldquo;uno dei suoi obiettivi eegrave; quello di incoraggiare gli enti regionali a studiare nuovi modi per generare una crescita economica di lunga prospettiva attraverso l'imprenditorialiteagrave;erdquo;. Molte regioni sono in piena fase di elaborazione dei piani locali di ripresa e di attuazione delle misure necessarie a contrastare la crisi e eldquo;il suo enorme impatto socioeconomicoerdquo;, in questo scenario l'EER vuole incoraggiare le regioni eldquo;a esaminare pieugrave; da vicino le esigenze specifiche delle PMI e a sviluppare un vero partenariato tra gli enti regionali e locali e gli attori economici che operano nel loro territorioerdquo;. Lersquo;importanza del pensare in piccolo eegrave; stata sottolineata anche dal Il vicepresidente della Commissione europea Geuuml;nther Verheugen, responsabile per l'Impresa e l'industria e ha aggiunto eldquo;ora tradurre in realteagrave; le nostre ambizionierdquo;. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>09/10/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Ecolabel: L'Europa premia le aziende che comunicano il marchio 'verde'. Un'azienda italiana sul podio</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	tab-stops:14.2pt 1.0cm 42.55pt 2.0cm 70.9pt 3.0cm 99.25pt 4.0cm 127.6pt 155.95pt 212.65pt 297.7pt 411.1pt right 552.85pt; 	font-size:11.0pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	font-family:Arial; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-ansi-language:EN-GB; 	mso-fareast-language:EN-GB; 	layout-grid-mode:line;} p.astandard3320titre, li.astandard3320titre, div.astandard3320titre 	{mso-style-name:a_standard__33__20_titre; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;astandard3320titre&quot;&gt;&lt;strong&gt;Lersquo;Europa premia la sostenibiliteagrave; delle aziende. A salire sul podio del primo concorso Ue per la comunicazione sui prodotti amici dellersquo;ambiente il gruppo modenese Concordee apri merito con lersquo;azienda francese di vernici Onip. Per la categoria Fornitore di servizi, il premio eegrave; stato assegnato allersquo;hotel irlandese Bush, prima struttura alberghiera dellersquo;isola ad aver pubblicizzato lersquo;Eco-label, marchio assegnato ai prodotti sostenibili. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;astandard3320titre&quot;&gt;Il Gruppo ceramico italiano Concorde, eegrave; stato premiato al concorso Ecolabel communication award, organizzato dalla Commissione Ue, per incentivare le attiviteagrave; promozionali di prodotti, beni e servizi elsquo;verdiersquo;. Il Gruppo modenese, che fa capo a 10 marchi, si eegrave; aggiudicato il premio della categoria dei produttori, a pari merito con lersquo;Onip,&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;una societeagrave; francese di vernici e pitture. L'azienda emiliana, che presenta in catalogo pieugrave; di 1.500 prodotti con il marchio europeo Ecolabel, eegrave; vincitrice della categoria elsquo;fornitore di serviziersquo;, a pari merito con troviamo la francese ONIP, azienda produttrice di vernici e pitture. La giuria ha poi incoronato lersquo;Hotel Bush, primo in Irlanda ad aver acquisito il marchio Ecolabel e ad averlo pubblicizzato attraverso una serie di azioni promozionali. equot;il marchio comunitario di qualiteagrave; ecologica eegrave; un marchio d'eccellenza di cui i cittadini europei possono fidarsierdquo; ha riferito il commissario europeo per l'ambiente Stavros Dimas aggiungendo, eldquo;Quando vedono il simbolo a forma di fiore possono essere certi che il prodotto o il servizio che hanno scelto eegrave; rispettoso dell'ambiente. Le organizzazioni i cui prodotti e servizi recano questo marchio dimostrano in tal modo il loro impegno nei confronti dell'ambiente e mi congratulo con loro per come hanno saputo diffondere il messaggio presso i loro clientierdquo;. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;Il marchio comunitario di qualiteagrave; ecologica endash; l'unico marchio ambientale paneuropeo - eegrave; un sistema facoltativo lanciato nel 1992 per incoraggiare la produzione e il consumo di prodotti e servizi ecologici nell'Ue. Attualmente circa 20 000 prodotti e servizi sono contrassegnati con il elsquo;fioreersquo;, simbolo dei prodotti amici dellersquo;ambiente. Tra questi figurano detergenti, elettrodomestici, prodotti cartacei, tessili, casalinghi, prodotti per il giardinaggio, lubrificanti, come pure servizi turistico-alberghieri. Tutti i prodotti contrassegnati dallersquo;Eco-etichetta sono controllati da organismi indipendenti secondo rigorosi criteri ecologici e di rendimento. Per l'attribuzione del marchio si tiene conto delle principali ripercussioni ambientali e delle proprieteagrave; ecologiche del prodotto nel corso del suo ciclo di vita. La gestione del marchio spetta alle autoriteagrave; dei singoli Stati membri dell'UE, dell'Islanda, della Norvegia e del Liechtenstein. Il premio eegrave; stato assegnato, per la prima volta, il 23 settembre 2009. Si sono candidate diciotto imprese appartenenti a dieci paesi dell'UE (Austria, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Spagna e Svezia) e un'impresa svizzera. Per la categoria delle imprese fornitrici di servizi si sono presentati vari alberghi e un centro scout svizzero, mentre per la categoria fabbricanti-dettaglianti sono pervenute candidature di fabbricanti di prodotti che vanno dai saponi, alle vernici e dai detergenti fino ai rivestimenti per pavimenti. &lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>24/09/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Credito: Bce, per imprese difficile ricevere prestiti. Unioncamere, In Italia fanno meglio le piccole banche </title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} span.mtext 	{mso-style-name:m_text;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Un terzo delle piccole e medie imprese dellersquo;Eurozona hanno dichiarato di aver incontrato maggiori difficolteagrave; nellersquo;ottenere prestiti a partire dall'inizio dell'anno. A rivelarlo eegrave; una nuova relazione pubblicata dalla Banca centrale europea e dalla Commissione Ue. Un problema rilevato anche dal Centro studi di Unioncamere che pereograve; intravede una via di uscita nel rilancio del ruolo dei piccoli istituti di credito locali. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Secondo lo studio della Bce, condotto tra 17 giugno e 23 luglio su 6.000 imprese di ogni dimensione nei 16 paesi della zona euro, il 33% delle imprese interpellate ha rilevato maggiori difficolteagrave; nellersquo;accesso al credito nei primi sei mesi dellersquo;anno. Neanche le prospettive per il 2009 sembrano ridare fiducia agli imprenditori europei. equot;Guardando ai prossimi sei mesi, alla seconda meteagrave; del 2009erdquo; si legge ne rapporto, eldquo;la maggior parte delle Pmi&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;si aspetta che la loro capaciteagrave; di ottenere finanziamenti resti per lo pieugrave; invariataerdquo;. Allo stesso tempo la percentuale di piccole e medie imprese che si attende un deterioramento nelle opportuniteagrave; di accesso al credito eegrave; leggermente superiore alla porzione di aziende eldquo;ottimisteerdquo;, che intravedono segni di miglioramento nella seconda meteagrave; dellersquo;anno. Alla domanda sulle ragioni principali per la loro valutazione, oltre la meteagrave; delle imprese accusato le condizioni economiche. Un terzo ha evidenziato che le banche avevano aumentato i costi legati ai prestiti e i requisiti collaterali. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;Altro aspetto interessante, secondo la Bce, eegrave; che le banche commerciali non hanno trasmesso i drastici tagli ai tassi di interesse ufficiali nellersquo;ultimo anno. Una situazione di cui risente il 31% degli imprenditori interpellati che non ha registrato alcun cambiamento nei tassi di interesse, mentre per il 34% sono addirittura aumentati. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;Se guardiamo allersquo;Italia unersquo;indagine del Centro studi di Unioncamere risulta pari al 20,7% la quota di quelle aziende che dichiarano di aver avuto difficolteagrave; nellersquo;accesso al credito bancario negli ultimi sei mesi, a fronte di un 43,3% che non segnala alcun aggravio e un restante 35,9% che non ha invece richiesto prestiti e finanziamenti alle banche nel corso dello stesso periodo. eldquo;In sostanzaerdquo;, si legge in una nota dellersquo;Unione delle camere di commercio italiane, eldquo;il 32,4% delle aziende che si sono rivolte alle banche negli ultimi sei mesi - per sostenere gli investimenti o per tener testa a necessiteagrave; gestionali endash; hanno dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nellersquo;ammontare del credito erogabile, allersquo;incremento degli spread, alla richiesta di maggiori garanzie reali o, addirittura, si sono viste respingere la richiesta di finanziamentoerdquo;. Un problema che colpisce soprattutto il Mezzogiorno cove le imprese sono meno propense a ricorrere al credito bancario rispetto alle concorrenti del Cenrto Nord (61,8% contro il 65%) anche, secondo lo studio di Unioncamere, a causa delle condizione creditizie meno vantaggiose offerte rispetto ad altre aree dello stivale. Secondo UNIONCAMERE eegrave; pereograve; necessario fare un distinguo. &lt;span class=&quot;mtext&quot;&gt;Le banche pieugrave; piccole, quelle pieugrave; vicine al territorio in cui operanoerdquo;, come ha sottolineato in una nota il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, eldquo;sono anche quelle che meglio delle altre sanno rispondere alle esigenze del sistema produttivoerdquo;. Stando ad unersquo;indagine condotta a giugno dal Centro studi UNIONCAMERE, i grandi gruppi bancari si sarebbero dimostrati meno disponibili a concedere credito a nuovi clienti rispetto alle piccole banche locali e a quelle di credito cooperativo. Nel primo caso il saldo tra aziende le cui richieste hanno avuto esito positivo e quelle che hanno avuto esito negativo eegrave; stato pari a -1,8% contro i +3,9% dei piccoli istituti di credito.&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;eldquo;Accanto ai dati di bilancio e ratios aziendalierdquo;, ha spiegato Dardanello, eldquo;occorre valorizzare nella concessione del credito il fattore della conoscenza dei territori e delle persone che operano nelle aziende di quei territori. Spesso la storia di una azienda, di una persona e di una famiglia dicono molto pieugrave; di un bilancioerdquo;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;mtext&quot;&gt;enbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>22/09/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Lavoro: Ocse, 25 mln di disoccupati entro il 2010. In Italia a rischio precari e giovani, previsto aumento povert&#224;</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:DocumentProperties&gt;   &lt;o:Author&gt;bassanini_a&lt;/o:Author&gt;   &lt;o:Version&gt;10.6845&lt;/o:Version&gt;  &lt;/o:DocumentProperties&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p 	{mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La crisi economica costereagrave; cara a 25 milioni di europei che perderanno il lavoro entro il 2010, eegrave; quanto emerge da un rapporto pubblicato dallersquo;Ocse, lersquo;Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. In Italia i giovani e i precari sono la categoria che pieugrave; soffrireagrave; della recessione con eldquo;rilevanti segmenti di popolazione che restano sprovvisti di una protezione adeguata (da parte dello stato) per aiutarli a superare la crisierdquo;. Altro problema, poi, il basso livello del reddito, inferiore del 50% rispetto alla media Ocse, fa prevedere &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;eldquo;un aumento significativo della poverteagrave;erdquo;. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Vede nero lersquo;Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che rileva come il tasso di disoccupazione record al 10% non promette nulla di buono per il futuro. Il rapporto ricorda che gieagrave; 15 milioni di lavoratori hanno perso il posto tra la fine del 2007 e luglio del 2009 e che alla folta schiera dei disoccupati potrebbero aggiungersi altri 10 milioni entro la fine del prossimo anno nonostante i segnali di ripresa dellersquo;economia. A preoccupare, secondo il rapporto, eegrave; il rischio che la disoccupazione diventi strutturale. In Italia 1,1 milioni di cittadini andranno ad ingrossare le fila dei disoccupati aggiungendosi ai 2 milioni circa di inoccupati. eldquo;I Governi devono agire senza indugi e rapidamente per evitare che la crisi finanziaria assuma connotati sociali con conseguenze temibili per i lavoratori vulnerabili e le famiglie a basso redditoerdquo;, ha sottolineato il Segretario generale Ocse, Angel Gurreiacute;a. eldquo;Lersquo;impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano eegrave; stato fino a oggi moderato rispetto a molti altri paesi OCSEerdquo; si legge nel rapporto che sottolinea comeenbsp; il tasso di disoccupazione abbia raggiunto il 7,4% nel marzo 2009, con un incremento di 0,8 punti percentuali rispetto a un anno prima. Tuttavia a preoccupare lersquo;Organizzazione internazionale eegrave; il peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro. A pagare le conseguenze della recessione saranno soprattutto i giovani e i precari. Gieagrave; a marzo del 2009 il Belpaese ha registrato unersquo;emorragia di 261.000 posti di lavoro con contratti temporanei ed atipici, eldquo;un numeroerdquo;, si legge nel rapporto eldquo;che da solo eegrave; superiore allersquo;intera contrazione dellersquo;occupazione registrata nello stesso periodoerdquo;.enbsp; Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni eegrave; cresciuto di 5 punti percentuali nellersquo;ultimo anno ed eegrave; ora pari al 26,3%. Andamento simili si sono registrati in altri paesi anche se, non manca di sottolineare il rapporto, eldquo;la situazione dei giovani sul mercato del lavoro italiano, tuttavia, rimane particolarmente fragile rispetto agli altri paesierdquo;, con una quota di giovani occupati di 20 punti percentuali sotto la media OCSE. Andamenti simili si sono registrati a livello globale, ma a fare la differenza, secondo il rapporto, eegrave; la mancata introduzione di un dispositivo generale di sostegno al mercato del lavoro e di un aumento della spesa per il settore eldquo;piuttosto moderatoerdquo; a confronto delle misure adottate da paesi come Gran Bretagna e Stati Uniti. enbsp;Lersquo;azione del governo si eegrave; concentrata sul sostegno alla domanda di lavoro attraverso la messa a disposizione di fondi addizionale per la Cassa Integrazione Guadagni (CIG), ma non basta dal momento che eldquo;il numero di lavoratori e imprese ad aver accesso alla Cassa Integrazione rimane limitato endash; anche se sono stati compiuti sforzi per estenderne la coperturaerdquo;. Gieagrave; prima della recessione lersquo;11% della popolazione italiana che viveva in famiglie con capofamiglia in eteagrave; lavorativa era relativamente povera, vale a dire con un reddito disponibile inferiore al 50% del reddito mediano, una proporzione superiore alla media OCSE del 10%. eldquo;Lersquo;aspetto pieugrave; importanteerdquo; eegrave; che oltre il 14% delle famiglie con bambini e capofamiglia in eteagrave; lavorativa erano povere, un dato che piazza lersquo;Italia al quintultimo posto dei paesi dellersquo;area OCSE, seguita solo da Messico, Polonia, Stati Uniti e Spagna&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>17/09/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Alla Commissione europea imprese chiedono coraggio e coerenza su Sba</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ambiente e disoccupazione restano i punti cardine della strategia Barroso che ispireranno il suo secondo mandato come presidente della Commissione europea. Nel documento di 41 pagine che il capo dellersquo;esecutivo europeo ha presentato al Parlamento Ue manca pereograve; qualsiasi riferimento allo Small business Act, il decalogo che i governi europei hanno sottoscritto impegnandosi a difendere le piccole e medie imprese. Claudio cappellini, responsabili delle politiche comunitarie per&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;la Cna, confederazione nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa lancia un appello alla Commissione europea percheeacute; ci sia&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;eldquo;coerenza e coraggioerdquo; nelle scelte dellersquo;esecutivo europeo riferendosi appunto alla necessiteagrave; di un&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;maggior impegno da parte delle istituzioni europee per una realpolitick sugli obiettivi dello Sba.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;eldquo;Politicamente non troviamo un riferimento allo small business act e non eegrave; coerente con lersquo;importante segnale politico che lo Sba costituisceerdquo;, ha riferito Cappellini spiegando che il nuovo mandato della Commissione europea potrebbe costituire il trampolino di lancio per eldquo;immaginare dei meccanismi pieugrave; coordinati e veloci a livello nazionale con un coordinamento pieugrave; efficaceerdquo; a livello Ue. Secondo le Pmi bisogna ripensare la strategia industriale europea, un cambiamento che necessita di politiche dal polso fermo. eldquo;Nel programma della Commissione europea si parla molto di green economy e lo riteniamo importanteerdquo;, ha spiegato Cappellini, sottolineando come ad oggi la situazione che le pmi stanno attraversando &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;eldquo;esige scelte coraggiose tanto che molti pensano a politiche europee diverse da quelle degli anni ersquo;90, per esempio la Francia che sta puntando su per sostenere nuovi settori strategici, per i elsquo;lead marketersquo;erdquo;, ovvero i mercati che potrebbero strappare lersquo;industria europea lontano dal pantano della crisi e che saranno il motore della crescita economica del futuro. Davanti alle nuove sfide poste dal mercato cersquo;eegrave; bisogno di risposte nuove che non possono fare affidamento sui metodi di riconversione industriale sperimentati in passato. Cappellini a questo proposito ha ricordato la grande rivoluzione vissuta dallersquo;imprenditoria negli anni ersquo;90 quando parte del settore industriale si eegrave; convertito al terziario ponendosi alla guida della crescita economica. Un cambiamento che non pueograve; essere pieugrave; valido, percheeacute; il settore dei servizi non fa pieugrave; la parte del leone nel contesto dellersquo;economia globale.&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;eldquo;Cersquo;eegrave; bisogno di una spinta pieugrave; forte di un coordinamento europeo delle politiche economiche tra governi e di una ridefinizione delle politiche industriali a fronte dei cambiamenti dellersquo;economia globaleerdquo;, insiste il referente Cna, eldquo;emblematico eegrave; lersquo;intervento nel settore autoerdquo; dove ogni stato membro si eegrave; affidato alle proprie esigenze invece di lavorare ad una politica a livello europeo. eldquo;Una realpolitik deve essere realistica e coraggiosa e poi dalla parti sociali pueograve; nascere un nuovo partenariato, un messaggio che eegrave; rimasto inascoltatoerdquo;. Se lo small business act eegrave; praticamente assente dal programma della futura comissione, pieugrave; ampio spazio si eegrave; guadagnata la disoccupazione, un problema che nel 2010 riguardereagrave; 8 milioni di europei e che Bruxelles eegrave; ben decisa a risolvere. eldquo;Eersquo; necessaria unersquo;azione immediataerdquo;, si legge nel documento, eldquo;per combattere la disoccupazione di oggi, ma anche per guardare avanti e superare nel lungo periodo gli ostacoli strutturali al lavoroerdquo;. Anche sul legame Pmi-lavoro le associazioni di categoria sentono di dover dire la loro: eldquo;le Pmi vengono usate come ammortizzatori sociali con inviti ai disoccupati a mettersi in proprio, ma chi pueograve; realisticamente farlo? Non ci si riesci pieugrave; percheeacute; non cersquo;eegrave; un settore nuovo che tiri realmente che dia delle garanzie e le Pmi non osano in questo periodo sperimentare e si mettono al riparoerdquo;.&lt;/p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>10/09/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Disoccupazione record nell'Ue e le imprese italiane rispolverano la spintarella</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;    &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong&gt;Si annuncia un anno difficile per i lavoratori europei con la disoccupazione al 9,5% nel mese di luglio, non era coseigrave; alta dal maggio del 1999. Secondo i dati Eurostat sono 167.000 le uniteagrave; che hanno ingrossato le fila dei disoccupati tra giungo e luglio portando a 15,9 milioni gli europei in cerca di lavoro. La chiusura delle imprese e lersquo;aumento della disoccupazione in Italia stanno riportando in auge il fenomeno della elsquo;spintarellaersquo;. Conoscenza diretta e segnalazioni tornano a fare capolino sul mercato del lavoroenbsp; nostrano . &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Per l'80% delle imprese italiane i canali privilegiati per l'assunzione di nuovo personale sono la conoscenza diretta o le segnalazioni di candidati da parte di persone fidate. E' quanto emerge da unersquo;indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Il canale preferito per assumere nuove leve nel 2009 sareagrave; infatti, ancora pieugrave; che in passato, la conoscenza diretta del candidato (3,5 punti percentuali in pieugrave; rispetto al 2008). eldquo;Il modello imprenditoriale italiano eegrave; fortemente basato sui rapporti di fiduciaerdquo;, ha riferito il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello eldquo;una fiducia che nasce in prima battuta allersquo;interno dellersquo;azienda tra lersquo;imprenditore e i suoi dipendenti e collaboratori. Se questa base non eegrave; solida, lersquo;azienda non va molto lontanoerdquo;. Avranno maggiori opportuniteagrave; di trovare lavoro i candidati gieagrave; eldquo;testatierdquo; attraverso precedenti tirocini, stage o contratti di lavoro a tempo determinato, oppure individuati grazie alla segnalazione da parte di referenti ritenuti affidabili tra conoscenti e fornitori.&lt;span&gt; &lt;/span&gt;eldquo;Chi ha la responsabiliteagrave; dellersquo;impresa, soprattutto oraerdquo;, ha aggiunto Dardanello, eldquo;sa che non pueograve; sbagliare persona percheeacute; questo pueograve; significare perdere il treno giusto. Ecco percheeacute; eegrave; importante favorire lersquo;ingresso dei giovani nelle aziende da subito, attraverso percorsi che partano fin dalla scuola, attraverso tirocini e stage. Nel 2008 sono aumentate le imprese che hanno ospitato giovani in stage e ancora di pieugrave; sono cresciuti i numeri dei ragazzi coinvolti, passati da 256mila a 305mila, quasi il 20% in pieugrave;. Eersquo; un percorso da irrobustire percheeacute; aiuta a stabilire rapporti di lavoro che favoriscono la conoscenza reciproca in vista di unersquo;assunzione a tempo indeterminato, che poi nella maggior parte dei casi eegrave; lersquo;obbiettivo vero di unersquo;impresa sanaerdquo;. Le imprese si fanno sempre pieugrave; attente ed oculate ne decidere chi assumere, in un gruppo, quello dei disoccupati, che la crisi sta rinfoltendo di mese in mese ridando slancio al vecchio mi manda Picone. La classica raccomandazione resta un fenomeno limitato con il 56,3% degli imprenditori intervistati che dichiara di non riceverne affatto e un altro 32% di riceverne raramente, mentre la conoscenza diretta o la segnalazione di fiducia eegrave; considerata un valido strumento di assunzione per lersquo;11,7% degli imprenditori intervistati, 2,6 punti percentuali in pieugrave; rispetto al 2008 (9,1%). Anche la raccomandazione acquista credito: nel 2008 solo lersquo;8,4% degli imprenditori intervistati la riteneva &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;molto importante per trovare lavoro, mentre nel 2009 questa percentuale sale al 9,8% con una punta dellersquo;11,9 (3,2 punti in pieugrave; rispetto al 2008) tra gli imprenditori del Nord-Ovest. &lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>01/09/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Lavoro: 5 mln i giovani disoccupati in europa, Italia terza dopo Spagna e Lituania</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ha toccato quota 5 milioni lersquo;esercito dei giovani disoccupati europei. Cifre allarmanti che hanno colpito soprattutto le nuove leve in Spagna e Lituania e che vedono lersquo;Italia salire sul podio, terza tra i Ventisette paesi membri. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Lersquo; Italia terza in Europa per disoccupazione giovanile: eersquo; quanto emerge dai dati Eurostat, l'Ufficio statistico europeo. Nel primo trimestre del 2009 sono 5 milioni i cittadini con meno di 25 anni che non hanno un lavoro. eldquo;Dopo tre anni di declinoerdquo;, si legge sul documento pubblicato da Eurostat, eldquo;il tasso di disoccupazione Ue ha iniziato a salire nel primo trimestre del 2008 a seguito della crisi economica. Da allora il tasso di disoccupazione, soprattutto per i giovani, eegrave; aumentato notevolmente nell'Unione europeaerdquo;. Un problema che riguarda in primis la Spagna con una disoccupazione giovanile al 33,6% e la Lituania al 28,2%. Tocca allersquo;Italia il bronzo della penuria di posti lavoro che colpisce un ragazzo su quattro e che ha portato il tasso di disoccupazione al 24,9%.&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;Subito dopo il Belpaese troviamo Grecia e Svezia&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;con il 24,2%, Estonia (24,1%), Ungheria (24%), Lituania (23,6%), Francia (22,3%), Slovacchia (22%), Irlanda (21,5) e Belgi (21,1%).&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;Migliore la situazione per i giovani portoghesi e rumeni (19,6%), lussemburghesi (19,1%), finlandesi (18,8%), polacchi (18,2%), britannici (17,9%), bulgari (13,5%), maltesi (13,4%), cechi (12,2%), sloveni (12%), tedeschi (10,5%) e ciprioti (11,1%). Pienamente attivi sul mercato del lavoro sono gli under 25 olandesi, i Paesi Bassi con un tasso del 6% si avvicinano alla piena occupazione giovanile. Buoni i risultati ottenuti anche da Danimarca e Austria con tassi di disoccupazione rispettivamente dellersquo;8,9 e 9%. Cifre che potrebbero segnare lersquo;inizio di una grave crisi di disoccupazione. Stando ai dati forniti dall'Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo) la disoccupazione giovanile aumentereagrave; nel 2009 fino a colpire 30 milioni cittadini, arrivando coseigrave; a quota 240 milioni. Un record tutto nostrano eegrave; poi la differenza tra tasso di disoccupazione e percentuale di giovani non occupati (7,4 % contro il 24.9%) il pieugrave; ampio divario registrato nellersquo;intero continente europeo. Roma eegrave; seguita da Madrid (33.6% and 16.5%) e Stoccolma (24.2% and 7.7%). &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;La crisi ha mietuto meno vittime fra i giovani in Germania (10.5% e 7.4%),&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;Olanda (6.0% e 2.9%) e Danimarca (8.9% e 4.7%). Ad essere pieugrave; colpiti dalla disoccupazione nellersquo;Ue a Ventisette sono i giovani rispetto alle loro coetanee. I tassi di disoccupazione per i giovani e le donne erano praticamente uguali nella UE27 nel primo trimestre del 2008 (14,7% per le donne giovani, contro il 14,6% per i giovani). Ma nel primo trimestre del 2009, il tasso di disoccupazione era salito al 19,1% per gli uomini giovani, contro il 17,4% per le giovani donne. Di conseguenza, nell'UE-27 nel suo complesso, e nella maggior parte degli Stati membri, l'aumento della disoccupazione ha colpito giovani uomini pieugrave; delle donne giovani. Nel primo trimestre del 2009, il tasso di disoccupazione per i giovani eegrave; stato superiore a quello per le giovani donne in 16 dei 27 Stati membri contro gli 11 registrati nel primo trimestre del 2008. Lersquo;Italia resta un paese in cui la disoccupazione colpisce pieugrave; duramente le donne degli uomini: eegrave; infatti il 29% delle giovani italiane ad essere senza occupazione contro il 22% degli uomini. &lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>25/08/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Crisi: Sondaggio, rimonta la fiducia delle aziende. Gran Bretagna e Italia  prime in Europa</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} h2 	{mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	mso-outline-level:2; 	font-size:18.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;A confermare l'ottimismo del Belpaese arriva il sondaggio della Kpmg. Questa volta a guardare con fiducia al 2010 sono gli imprenditori. Secondo il documento, pubblicato in anteprima dal Financial Times, Italia e Gran Bretagna guidano la ripresa economica con prospettive positive sulla produzione del prossimo annoenbsp; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;La fiducia degli imprenditori rimonta, con lersquo;Italia e il Regno Unito in prima linea nel Vecchio Continente. A rilevarlo eegrave; una relazione della KPMG anticipata dal Financial Times, che analizza le previsione delle aziende per il 2010 in Europa e nelle economie emergenti (Brasile, Russia, India and Cina). Il KPMG ha interpellato 3.700 imprese europee manifatturiere elaborando un indice delle prospettive sulla produzione calcolato deducendo la percentuale delle compagnie che prevedono un declino dellersquo;attiviteagrave; nei prossimi 12 mesi da quella delle aziende che invece prospettano un miglioramento. Il saldo eegrave; positivo segnando un +28 a luglio contro il minimo registrato a gennaio pari a -10,2. I punteggi pieugrave; alti realizzati sono quelle di Gran Bretagna e Italia con, rispettivamente, 53,8 e 48,9. . eldquo;La Gran Bretagna e l'Italia potrebbero aver aperto la strada all'ottimismo, ma il fatto che coseigrave; tanti paesi limitrofi riportino oscillazioni tra i 30enbsp; e i 40 punti eersquo; di buon auspicio per il futuroerdquo;, spiega Alan Buckle, numero uno globale per l'advisory a Kpmg. Lersquo;accresciuto ottimismo eegrave; generale per tutti i settori industriali, con picchi per lersquo;industria cartaria e del legname. A sostenere leigrave; ottimismo britannico sarebbe, secondo il Financial Times, la fiducia connessa alla risposta del governo alla crisi. Lersquo;Ottimismo si scontra pereograve; con un altro dato: le imprese prevedono un taglio negli investimenti sintomi di unersquo;imprenditoria eldquo;ancora saldamente ancorata al fondo del ciclo economicoerdquo; , come ha sintetizzato Buckle. Lersquo;Italia continua a mostrarsi fiduciosa, nonostante i presagi di sventura della Cna, la confederazione delleacute;artigianato e della piccola impresa, che prevede per settembre stima una crisi finanziaria per pieugrave; di 4.000. imprese nella sola provincia capitolina. In definitiva le saracinesche abbassate dalle ferie di agosto di 3500 aziende rischiano di rimanereenbsp; chiuse. Scenari poco confortanti emergono anche dal sondaggio della Kpmg sul lato dellersquo;occupazione. Il documento sottolinea che, con la sola eccezione della Gran Bretagna, gli imprenditori di tutti gli altri paesi interpellati prevedono profondi taglia al personale nei prossimi 12 mesi. I licenziamenti colpiranno soprattutto Francia e Paesi Bassi dove anche lersquo;ottimismo eegrave; al ribasso anche se, in generale, i pieugrave; pessimisti sono i paesi della Nuova Europa. enbsp;Anche nei paesi del gruppo Bric (Brasile, Russia, India and Cina) si prospetta un rialzo dellersquo;ottimismo. Sulle 1,800 aziende interpellate il tasso di ottimismo eegrave; passato dai 3,6 punti di gennaio ai 46,5 di luglio ricalcando i 47 punti di un anno fa, prima dello scoppio della crisi. &lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>12/08/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Internet: Imprese Ue devono prepararsi a era del digitale. Ancora indietro le Pmi</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:DocumentProperties&gt;   &lt;o:Author&gt;smahan&lt;/o:Author&gt;   &lt;o:Version&gt;10.6845&lt;/o:Version&gt;  &lt;/o:DocumentProperties&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p.astandard3320titre, li.astandard3320titre, div.astandard3320titre 	{mso-style-name:a_standard__33__20_titre; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} span.at1 	{mso-style-name:a__t1;} span.at2 	{mso-style-name:a__t2;} span.at6 	{mso-style-name:a__t6;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;astandard3320titre&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;at1&quot;&gt;Lersquo;Europa deve preparasi allersquo;era eldquo;dei figli del digitaleerdquo; che con lersquo;esplosione nellersquo;utilizzo di internet influenzeranno e domineranno le tendenze del mercato. Saranno infatti i ragazzi tra i 16 e 24 anni, tutto internet e tecnologia, i consumatori di domani. Una rivoluzione che le aziende devono assecondare e che segnereagrave; il tramonto dei tradizionali modelli commerciali gieagrave; messi a dura prova dalla crisi economica. Eersquo; con questo invito a guardare la futuro che la Commissione europea ha pubblicato lersquo;ultimo rapporto sulla &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;at2&quot;&gt;competitiviteagrave; digitale che marca importanti progressi per lersquo;Ue. Tuttavia, sottolinea il rapporto, resta ancora molto da fare le piccole e medie imprese inghiottite dai dati dellersquo;industria. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Con un tasso di utilizzo dei servizi mobilienbsp; del 119% lersquo;Europa eegrave; leader incontrastato mondiale per questi servizi. Un exploit che il Vecchio continente segna anche per i collegamenti internet ad alta velociteagrave; che raggiungeono oggi lersquo;80% dei cittadini europei. E' il 56% &lt;span class=&quot;A__T2&quot;&gt;degli europei ad usare regolarmente contro&lt;/span&gt; un terzo della popolazione nel non coseigrave; lontano 2004. eldquo;L'economia digitale dell'Ueerdquo;, ha riferito Viviane Reding, commissaria dell'UE responsabile della societeagrave; dell'informazione e dei media, eldquo;offre un ampio potenziale per generare forti entrate in tutti i settori, ma per trasformare questa situazione favorevole in crescita sostenibile e nuovi posti di lavoro i governi devono prendere l'iniziativa e adottare politiche coordinate per eliminare le barriere che ostacolano i nuovi servizierdquo;. La responsabile europea ha insistito sullersquo;importanza di eldquo;cogliere l'opportuniteagrave; di una nuova generazione di europei che ben presto decidereagrave; le sorti del mercato europeoerdquo; i figli dellersquo;era del digitale. Il mercato pieugrave; online eegrave; quello di Francia, Spagna e Finlandia dove il 92% delle imprese dispone di un accesso a banda larga fisso. Bisogna scorrere la fino al quattordicesimo posto per trovare lersquo;Italia, che con lersquo;81% della copertura risulta perfettamente in linea con la media europea, ma dietro a Belgio, Svezia, Estonia, Regno Unito, Lussemburgo, Olanda, Slovenia, Germania e Irlanda.enbsp; Ampio ricorso ad internet per sbrigare le pratiche di pagamentoenbsp; (quinti in Europa) e per condividere informazioni con clienti e fornitori (ottavi tra i ventisette). Ancora nella top ten europea per numero di imprese che ricorrono alle applicazioni digitali per processi interni che spingono lersquo;Italia in ottava posizione in Europaenbsp; con il 49%, ma ben lontana dalla capolista, lersquo;Olanda, dove sono il 72% delle imprese a ricorrere alla strumentazione online per il disbrigo delle pratiche interne.enbsp; Dati che pereograve; non tranquillizzano le Piccole e medie imprese. Secondo il rapporto pubblicato dalla Commissione europea, mentre lersquo;efficienza nellersquo;utilizzo dellersquo;Ict sta diventando il pane quotidiano delle grandi imprese Made EU, eldquo;le Pmi sono sempre indietroerdquo; rispetto alle loro colleghe pieugrave; grandi e note. Se infatti eegrave; il 70% delle grandi imprese a ricorrono al collegamento automatico dei processi interni, solo il 40% delle Pmi ha sviluppato questo strumento. Anche nellersquo;invio delle fatture e degli ordini via web sono solo il 9% delle piccole imprese a farlo contro il 27% delle grandi.enbsp; Differenze, poi, anche per settori: a cavalcare lersquo;onda del digitale eegrave; il settore alberghiero e turistico con il 75% delle prenotazioni e degli ordini gestiti via web, una percentuale che eegrave; meno della meteagrave; per il commercio (33%) e quasi un quarto per il manifatturiero (19%). eldquo;Se l'Europa vuole riprendersi in modo sostenibile dalla crisi economicaerdquo; si legge in una nota dellersquo;esecutivo europeo, eldquo;eegrave; essenziale sviluppare il potenziale offerto dall'economia digitaleerdquo;. Bruxelles ha quindi avviato una consultazione pubblica che fino al 9 ottobre 2009 raccogliereagrave; le proposte per una nuova strategia europea per le Ict per puntare anche ad un mercato unico online. &lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>11/08/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Disoccupazione: Per 61% europei e 49% italiani il peggio deve ancora arrivare</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:DocumentProperties&gt;   &lt;o:Author&gt;smahan&lt;/o:Author&gt;   &lt;o:Version&gt;10.6845&lt;/o:Version&gt;  &lt;/o:DocumentProperties&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} span.at2 	{mso-style-name:a__t2;} p.a3520normalp5, li.a3520normalp5, div.a3520normalp5 	{mso-style-name:a__35__20_normal_p5; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;a3520normalp5&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;a3520normalp5&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sulla crisi vince il pessimismo: per il 61% degli europei il peggio deve ancora arrivare, in particolare in termini di emorragia di posti di lavoro. Una visione condivisa dal 49% degli italiani preoccupati di quello che riservereagrave; loro il futuro in particolare in termini occupazionali.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Eersquo; un futuro a tinte fosche quello che delineano gli europei interpellati dal sondaggio Eurobarometro che ha analizzato umori e paure di 26.756 cittadinienbsp; nei 27 Stati membri dell'Unione e nei tre paesi candidati (Turchia, Ex-repubblica jugoslava di Macedonia e Croazia. equot;I risultati di questa inchiesta non mi sorprendono. eEgrave; comprensibile che gli europei guardino con inquietudine alle conseguenze della crisi sul loro lavoro e sulle loro famiglie,equot; ha affermato Vladimeiacute;r eScaron;pidla, commissario responsabile dell'Occupazione, degli affari sociali e delle pari opportuniteagrave;. Un terzo dei lavoratori europei (32%) eegrave; equot;molto preoccupatoequot; dalla prospettiva di poter perdere il lavoro, mentre sono ancora pieugrave; numerosi quelli che temono che a perdere il lavoro siano il partner (38%) o i figli (47%). Il livello di preoccupazione eegrave; strettamente correlato ai dati sull'incidenza della soppressione dei posti di lavoro: i cittadini dei paesi pieugrave; gravemente colpiti sono anche quelli che temono maggiormente ulteriori tagli occupazionali. Stando ai risultati dell'indagine, il 3,5% circa dei lavoratori europei ha vissuto personalmente l'esperienza della perdita del posto di lavoro a causa della crisi economica; il 24% conosce un collega che ha perso il lavoro e il 36% ha un amico o un familiare che eegrave; rimasto disoccupato. I paesi pieugrave; duramente colpiti dalla soppressione di posti di lavoro sono la Lettonia, la Lituania, la Spagna e l'Irlanda, mentre i paesi relativamente meno colpiti sono il Lussemburgo, la Grecia e i Paesi Bassi. Guardando ai grafici e ai dati dellersquo;eurobarometro eegrave; difficile parlare di prospettive rosee: basti pensare che il paese pieugrave; ottimista dersquo;Europa che vede una luce oltre il tunnel eegrave; la Svezia dove meno della meteagrave; degli intervistati, il 45%, crede che la crisi abbia ormai raggiunto lersquo;apice e si prepari alla ritirata. Non troppo pessimisti anche gli italiani, sono il 35% a credere che le cose cominceranno a risolversi con il tempo terzi in Europa a pari-merito con la Spagnaenbsp; e subito dopo i danesi, che con il 36% degli elsquo;ottimistiersquo; eegrave; il secondo paese europeo eldquo;meno pessimistaerdquo;. A spiegare e accentuare i timori di un calo dell'occupazione sta il fatto che almeno 6 europei su 10 ritengono che il peggio della crisi economica debba ancora venire e il numero eegrave; ancora pieugrave; elevato nei paesi baltici (l'82% dei lettoni, il 76% degli estoni e il 74% dei lituani nutre questo timore). eEgrave; solo il 28% a pensare che il peggio sia passato. Nei paesi che hanno attuato strategie globali in materia di flessicurezza, si registra, in prospettiva, una maggiore fiducia: il 45% degli svedesi e il 36% dei danesi ritengono che il peggio della crisi sia alle spalle. Se dovesse cercare un nuovo lavoro, la maggior parte delle persone intervistate opterebbe per lo stesso tipo di lavoro nello stesso luogo, oppure in alternativa amplierebbe la propria ricerca ad altri luoghi mostrando coseigrave; maggiore disponibiliteagrave; a trasferirsi in un un'altra zona piuttosto che a cambiare tipo di lavoro. Circa un non occupato europeo su 4 afferma che accetterebbe qualsiasi lavoro: un risultato assai simile a quello del 2006. La maggior parte degli europei ritiene che, in questi tempi, i due fattori pieugrave; importanti per trovare con maggior faciliteagrave; un nuovo posto di lavoro siano l'esperienza professionale e le qualifiche, seguite dall'adattabiliteagrave;. equot;eEgrave; per questo che fin dall'inizio della crisi siamo intervenuti a livello europeo per limitarne l'impatto sull'occupazione. Abbiamo di recente introdotto microcrediti per coloro che intendono avviare una propria impresa, previsto il finanziamento al 100% da parte del FSE per i prossimi due anni per la formazione permanente dei lavoratori e invitato gli Stati membri a garantire 5 milioni di contratti di apprendistato per i giovani che lasciano la scuola. Queste misure contribuiranno a mantenere attivi gli europei che lavorano e a far ritrovare un lavoro a quanti lo perdono.equot;&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>03/08/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Lavoro: Ue,  bene direttiva contro discriminazioni ma resta ancora molto da fare</title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La Commissione europea si dice soddisfatta dellersquo;attuazione della legislazione Ue per la protezione dei lavoratori contro le discriminazioni fondate sul sesso, ma avverte eldquo;uno sforzo eegrave; ancora necessario in un certo numero di Stati membri per il pieno e corretto recepimentoerdquo; delle misure.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Bruxelles ha presentato il rapporto sullersquo;attuazione nel Vecchio Continente della Direttiva 2002/73/Ce che ha attualizzato la legislazione comunitaria sulla pariteagrave; uomo-donna. Unersquo;iniziativa che non ha ricevuto lersquo;accoglienza sperata tra i Ventisette. Sono infatti numerose le procedure di infrazione avviate dallersquo;esecutivo europeo contro i enbsp;paesi membri, un boom di inadempimenti che, secondo Bruxelles, si giustificano con la complessiteagrave; e la vastiteagrave; delle aree incluse nella legislazione stessa. Il documento presentato a Bruxelles delinea gli ostacoli e le buone prassi nellersquo;attuazione della direttiva che vieta le molestie sessuali, proibisce le discriminazioni per i liberi professionisti e le organizzazioni professionali, definisce differenti tipologie di discriminazione sessuale e protegge le lavoratrici in dolce attesa o in materniteagrave;. La legislazione prevede poi lersquo;istituzione di organismo che si erga a garante dellersquo;uguaglianza tra i sessi. equot;Data la persistenza di disuguaglianze e le discriminazioni fondate sul sesso, eegrave; di cruciale importanza che le norme europee e la legislazione nazionale sia attuata ed applicata con attenzioneequot;, afferma Vladimeiacute;r eScaron;pidla, commissario per l'Occupazione, affari sociali e le pari opportuniteagrave;. equot;Il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati - le autoriteagrave; pubbliche, parti sociali, le ONG, gli organismi di pariteagrave; e della societeagrave; in generale - eegrave; essenziale se vogliamo fare un uso efficace degli strumenti per sradicare la discriminazione. Nella situazione economica attuale eegrave; pieugrave; che mai importante per utilizzare tutte le potenzialiteagrave; umane disponibili nella societeagrave;equot;. Grazie alla direttiva in Italia, coseigrave; come a Cipro, Repubblica Ceca, Spagna Polonia e Slovacchia eegrave; stato colmato un vuoto legislativo per la protezione delle donne. La legislazione europea ha portato allersquo;introduzione, per la prima volta, di norme che vietano le molestie sul posto di lavoro siano queste a scopo sessuale o di altraenbsp; natura. Mentre in Finlandia, Francia e Portogallo le molestie sul posto di lavoro sono state riconosciute come una forma di discriminazione. Diverse le soluzioni attuate dagli stati membri per istituire un organismo ad-hoc anti-discriminazione che possa garantire lersquo;attuazione della direttiva e che le donne possano denunciare le ingiustizie subite. Sullersquo;Italia pende una spada di Damocle della procedura di infrazione eldquo;non eegrave; chiaroerdquo;, si legge in una nota diffusa a Bruxelles, eldquo;se sia stato instituito un organismo che monitori, formuli raccomandazioni e assista le vittime di discriminazione come previsto dalla direttivaerdquo;.enbsp; Strenui paladini della difesa delle donne sul luogo del lavoro sono invece Danimarca, Svezia e Slovenia dove lersquo;organismo previsto dalla direttiva pueograve; portare avanti delle cause con sentenze vincolanti e assiste i richiedenti fino alla sbarra del Tribunale. Finlandia, Svezia e Spagna sono andate addirittura oltre quanto richiesto dalla legislazione europea ampliando le competenze dellersquo;organo per le pari opportuniteagrave; anche al monitoraggio dei piani anti-discriminazione, training, monitoraggio delle iniziative a favore dellersquo;uguaglianza dei sessi sul luogo di lavoro fino a rivestire un ruolo da organo consultivo per le istituzioni nazionali.enbsp; Bruxelles raccomanda quindi il coinvolgimento di tutte le parti sociali, delle istituzioni, Ong e autoriteagrave; e la creazione di un organo ad hoc che non si limiti a monitorare la situazione, ma che si faccia garante nel dare continuiteagrave; alle azioni messe in atto per proteggere le donne. &lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>31/07/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Bce, banche eurozona allentano stretta al credito </title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;    &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Nel secondo trimestre del 2009 le banche allentano la stretta del credito per le imprese. A rivelarlo eegrave; unersquo;analisi della Banca centrale europea (Bce), il bank lending survey un sondaggio appunto sul credito bancario. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;Un ammorbidimento delle relazioni banche-imprese registrato anche dalla Confartigianato di Firenze. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;La ricerca eegrave; stata effettuata tra il 15 giugno e il 3 luglio in&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;118 istituti di credito della Zona euro con una percentuale di adesione e di completezza nelle risposte del 100%. Secondo lersquo;istituto di Francoforte si eegrave; &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;pieugrave; che dimezzata la quota netta di banche che ha riferito inasprimenti sui termini di concessione di credito passando dal 43% del primo trimestre allersquo;attuale 21% e ben lontani, quindi, dai picchi registrati nel terzo e quarto trimestre del 2008 (64%). eldquo;Questi sviluppierdquo;, si legge nel documento della Bce, eldquo;confermano una svolta ne ciclo di inasprimento osservato nel sondaggio di aprile, sebbeneerdquo;, prosegue, eldquo;la stretta accumulata nel passato trimestre faccia ancora sentire il suo peso sulla stretta netta agli standard del creditoerdquo;.&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;La svolta sarebbe legata soprattutto allersquo;afflusso di denaro che eegrave; stato destinato alle banche.&lt;span&gt;enbsp;enbsp; &lt;/span&gt;In particolare l'accesso ai finanziamenti per le stesse banche, quindi la &lt;span&gt;disponibiliteagrave; di liquiditeagrave;&lt;/span&gt; e il rafforzamento delle patrimonializzazioni degli istituti hanno contribuito a questa attenuazione. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;Operazioni portate avanti con il sostegno della stessa banca centrale europea che, fin dai primi segnali di crisi, ha reagito immettendo liquiditeagrave; supplementare nella rete bancaria europea e ha ridotto drasticamente i tassi di interesse portandoli allersquo;1%. A contribuire poi sono state anche&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;le aspettative per le attiviteagrave; economiche generali (46%) e le prospettive dellersquo;industria e delle imprese (47%). Il documento della Bce rivela una riduzione nella domanda di prestiti da parte delle imprese nel secondo trimestre del 2009, comunque pieugrave; contenuto rispetto al trimestre precedente. Questa riduzione della domanda netta sarebbe connessa ad unersquo;inflessione delle domande finanziarie per investimenti fissi e da una contrazione della domanda connessa ad operazioni di corporate restructuring, fusioni e acquisizioni. Allo stesso tempo, la rinegoziazione del debito coseigrave; come i prestiti da altre banche o non banche tendono a sostenere la domanda netta&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;dei prestiti aziendali nel secondo trimestre. Un ammorbidimento dei rapporti tra banche e imprese eegrave; stato rilevato anche da unersquo;indagine della Confartigianato di Firenze che registra una riduzione, sul territorio, delle richieste ridimensionate vale a dire: rifiuto della pratica, diminuzione dell'importo concesso rispetto alla richiesta, richiesta di ulteriori garanzie. Sono solo efrac14; delle banche del fiorentino a rifiutare i prestiti alle Pmi e agli artigiani, contro 1/3&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;registrato nel primo trimestre. Ancora migliori anche i tempi di risposta che passano dai 45-60 giorni dei primi tre mesi del 2009 agli attuali 35-50. Unico problema per lersquo;organizzazione degli artigiani eegrave; la qualiteagrave; del credito sempre pieugrave; finalizzato a rifondere liquiditeagrave; nel 61.8% dei casi (57,7% nel primo trimestre 2009) e per investimenti nel restante 38,2% (42,3% nel primo trimestre 2009). Nello specifico, il 32,9% delle domande riguarda nuovo credito per elasticiteagrave; di cassa (anticipo fatture, fido di cassa etc), mentre il 28,9% finanziamenti a medio-lungo termine (consolidamento a medio/lungo termine di passiviteagrave; a breve). eldquo;Dati che dimostranoerdquo;, ha riferito Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze eldquo;un parziale ammorbidimento dei rapporti tra banche e imprese, visto che, a fronte di una crescita (tanto numerica che nella peggiore qualiteagrave;) della domanda, il mondo bancario sta rispondendo con tempi relativamente pieugrave; brevi e minore rigiditeagrave;. Eersquo; un trend che deve continuare ad essere alimentato dalle istituzionierdquo;. Su questo punto la Bce tranquillizza gli imprenditori.&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;I trend registrati ad oggi fanno sperare per il meglio. Secondo il documento, infatti, le banche sotto osservazione prevedono ulteriori allentamenti delle condizioni di accesso ai prestiti per le imprese e , in misura pieugrave; moderata, per le famiglie.&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>29/07/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Da Ue microcredito per convertire disoccupati in imprenditori</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;      &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Convertire i lavoratori disoccupati allersquo;imprenditoria: eersquo; lo scopo del nuovo strumento per&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;i microcrediti proposto dalla Commissione europea. Le associazioni di categoria plaudono allersquo;iniziativa Ue ma richiedono delle garanzie non troppo onerose in linea con gli obiettivi dellersquo;iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il meccanismo di micro finanza avreagrave; una dotazione iniziale di 100 milioni che potrebbe lievitare &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;a pieugrave; di 500 milioni di euro nell'ambito di un'iniziativa congiunta con istituzioni finanziarie internazionali, in particolare il gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI). equot;Quest'anno la crisi economica comportereagrave; la perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro nell'UEerdquo;, ha riferito Vladimeiacute;r eScaron;pidla, commissario responsabile per l'occupazione e gli affari sociali, eldquo;la crisi finanziaria ha prosciugato il credito per coloro che desiderano avviare o sviluppare la propria impresaequot;. Il problema liquiditeagrave;-imprese eegrave; un connubio ormai conosciuto ai pieugrave;: le banche hanno smesso di prestarsi denaro tra di loro e anche di prestare denaro ai cittadini che esercitano un'attiviteagrave; economica e creano posti di lavoro, vale a dire agli imprenditori. La parsimonia sui prestiti bancari combinandosi con la crisi economica hanno costretto le imprese a stringere la cinghia &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;e quindi, spesso, a tagli sul personale. In questo scenario i fondi messi a disposizione da Bruxelles intendono spianare la strada a chi volesse aprire unersquo;attiviteagrave;. Un bilancio iniziale di 100 milioni di euro dovrebbe mobilitare finanziamenti per un importo di 500 milioni di euro in cooperazione con istituzioni finanziarie internazionali quali il gruppo BEI. Cieograve; potrebbe tradursi in circa 45 000 prestiti in un periodo massimo di 8 anni. Inoltre, la possibiliteagrave; di applicare a questi finanziamenti tassi d'interesse agevolati grazie all'intervento del Fondo sociale europeo facilitereagrave; l'accesso ai finanziamenti.&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;equot;Nell'attuale recessioneerdquo;, ha confermato Spidla, eldquo;vogliamo offrire l'opportuniteagrave; di un nuovo inizio ai disoccupati agevolando l'accesso al credito affincheeacute; possano creare o sviluppare nuove imprese. E desideriamo anche aiutare le piccole imprese a svilupparsi ulteriormente a dispetto della crisi. Cieograve; contribuireagrave; a creare nuovi posti di lavoro. L'UE pueograve; recare un effettivo valore aggiunto unendo le forze con il gruppo BEI al fine di dare ai cittadini la possibiliteagrave; di realizzare il loro sogno di imprenditorierdquo;, Lersquo;Italia si eegrave; gieagrave; attivata in questo senso con la creazione dell'Ente nazionale per il microcredito: eldquo;siamo orgogliosi di poter affermareerdquo;, ha riferito Mario Baccini, presidente dell'Ente nazionale per il microcredito, eldquo;che il nostro paese eegrave; all'avanguardia essendosi gieagrave; dotato di un organismo, incardinato sotto la Presidenza del Consiglio dei ministrierdquo; che eldquo;potreagrave; essere utilizzato come ammortizzatore sociale e allo stesso tempo come volano per la ripresaerdquo;. Allersquo;iniziativa plaudono anche le associazioni come la Cna che pereograve; sottolineano la necessiteagrave; di concentrarsi sulla questione garanzie, percheeacute; lersquo;onere dei prestiti non diluisca le potenzialiteagrave; positive dellersquo;iniziativa. Per microcredito si intendono prestiti di valore inferiore a 25 000 euro per aiutare le imprese che danno lavoro a meno di 10 persone (91% di tutte le aziende europee) e le persone disoccupate o inattive che intendono diventare lavoratori autonomi ma non hanno accesso ai tradizionali servizi bancari. Il 99% delle nuove imprese create in Europa sono micro o piccole attiviteagrave; economiche e un terzo di esse eegrave; creato da disoccupati. I micro-imprenditori e gli aspiranti tali dovranno attendere fino al 2010, quando il meccanismo di finanziamento sareagrave; reso operativo a seguito dellersquo;approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>17/07/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: Erasmus per giovani imprenditori, 25 gli italiani selezionati</title>          <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Unersquo;estate lontano da ombrellone e spiagge per 20 dei 100 imprenditori europei selezionati dallersquo; eldquo;Erasmus for young entrepreneurserdquo;, il programma di scambio europeo dedicato a neo o aspiranti imprenditori. Per l'Italia saranno 25 imprenditori che, valigia in mano, voleranno verso uno stato membro dell'Unione europea per saperne di piu' sul equot;mestiereequot; di fare impresa.enbsp; &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Lersquo;iniziativa, lanciata lo scorso febbraio, ha come obiettivo di aiutare nuovi imprenditori ad acquisire le competenze necessarie per gestire una piccola e media azienda offrendo loro la possibiliteagrave; di fare esperienza in un altro paese europeo sotto la guida di un imprenditore gieagrave; affermato.Gli aspiranti businessman trascorreranno da 1 a sei mesi in una delle Pmi selezionate e potranno contare su un sostegno da parte dellersquo;Unione europea fino a 1000 euro al mese per imparare il duro mestiere dellersquo;industriale. Il varo del nuovo progetto europeo eegrave; spettato a Jean Pierre Galea, 25 anni di Malta, che ha trascorso 6 settimane con lersquo;imprenditore spagnolo Jordi Bufi Caballero che guida una piccola azienda a Barcellona. Jean Pierre dopo aver lavorato per diverse compagnie nel settore delle tecnologie dellersquo;informatica e della comunicazione ha deciso di aprire una propria attiviteagrave;. eldquo;Attraverso questa esperienzaerdquo;, ha riferito, eldquo;avreograve; lersquo;opportuniteagrave; di imparare di pieugrave; sulla gestione degli affari e su come affrontare la sfida quotidiana di guidare una compagnia per lo sviluppo del weberdquo;. Unersquo;iniziativa che eegrave; piaciuta anche allersquo;imprenditore spagnolo: eldquo;avreienbsp; apprezzato moltoerdquo;, ha spiegato, eldquo;unersquo;iniziativa del genere quando ho deciso di mettermi in proprioerdquo;, e ha aggiunto, eldquo; credo che Jean Pierre possa imparare molto da noi e noi da luierdquo;. Tra i primi italiani a partire cersquo;eegrave; Paola che vorrebbe applicare il concetto di Responsabiliteagrave; sociale di impresa in unersquo;azienda italiana e Luca, medico, cheenbsp; ha pensato di aprire un centro per la cura del corpo e la salute una specie di eldquo;cittadella per anzianierdquo; che includa centri medici e termali. Altri esempi sono Maria Luisa, gioielliere lombarda, che, forte di unersquo;esperienza di 25 anni nel settore, ospitereagrave; nella sua officina unaenbsp; giovane finlandese decisa a lanciarsi nel settore del design.enbsp; In totale sono 25 gli italiani che hanno visto approvati i propri progetti. Si calcola che saranno in totale 870 gli imprenditori che trascorreranno da1 a 6 mesi in un altro paese membro per affinare le tecniche di business nei prossimi 18 mesi. Gli obiettivi del progetto sono:&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;-enbsp;enbsp;enbsp; formazione on the job per i nuovi imprenditori al fine di facilitare un avvio dersquo;impresa di successo e lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;-enbsp;enbsp;enbsp; favorire lo scambio di esperienze e informazioni tra imprenditori su ostacoli e sfide allersquo;avvio e sviluppo del loro business;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;-enbsp;enbsp;enbsp; rafforzare lersquo;accesso al mercato e lersquo;identificazione di partner potenziali per nuove idee imprenditoriali;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;-enbsp;enbsp;enbsp; stimolare la creazione di reti.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;eldquo;Sono lietoenbsp; di vedere che il Programma Erasmus per i giovani imprenditori stia decollandoerdquo;, ha riferito il vicepresidente della Commissione europea e responsabile allersquo;industria Geuuml;nter Verheugen, e ha aggiunto eldquo;gli obiettivi del programma quali aiutare a liberare le potenzialiteagrave; imprenditoriali, mostrare nuove opportuniteagrave; e fare un miglior uso del marcato interno sono ancor pieugrave; importanti nellersquo;attuale contesto di crisi economicaerdquo;.enbsp; Per usufruire dello scambio, gli imprenditori dovranno ottenere fondi addizionali e dimostrare di avere un business plan valido. Lersquo;Erasmus a misura di business coinvolge pieugrave; di 100 organizzazioni intermediarie (Camere di commercio, centri per start-up, incubatori..) dislocate su tutto il territorio dell'Unione europea. Le attiviteagrave; sono coordinate a livello europeo da Eurochambres.&lt;/p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>08/07/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Energia: Ue bacchetta stati membri, Pmi Italiane pagano le bollette pi&#249; salate d'Europa </title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} span.at3 	{mso-style-name:a__t3;} p.astandard3420chapeau, li.astandard3420chapeau, div.astandard3420chapeau 	{mso-style-name:a_standard__34__20_chapeau; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;equot;In questo periodo di crisi economica e finanziaria eegrave; semplicemente inaccettabile che le imprese e i consumatori europei debbano sopportare il peso del cattivo funzionamento del mercato dell'energiaerdquo;. Coseigrave; si eegrave; espresso Andris Piebalgs, Commissario responsabile per l'energia, a commento della decisione di Bruxelles di inviare una lettera di costituzione in mora a 25 stati membri, tra cui lersquo;Italia, per la mancata liberalizzazione del mercato energetico. Per lersquo;elettriciteagrave; si era gieagrave; espressa anche Confartigianato denunciando i costi elevati che gravano sulle spalle delle imprese. Diversa la situazione per il mercato del Gas per cui il governo si eegrave; deciso per una riduzione dei costi nella bozza di piano anti-crisi. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Svezia e Regno Unito vengono richiamate dallersquo;Ue ad applicare il secondo pacchetto del 2003 per il settore dellersquo;energia. Pieugrave; in particolare le richieste della Commissione si concentrano eldquo;sulle disposizioni che garantiscono una concorrenza equa nell'interesse dei consumatorierdquo;. In Italia la questione eegrave; stata riesumata da Confartigianato che ha stilatoenbsp; una classifica delle regioni, delle province e dei settori in cui gli imprenditori subiscono le differenze di costo per lersquo;elettriciteagrave; pieugrave; ampie rispetto allersquo;Europa. Nel nostro paese gli imprenditori paganoenbsp; bollette del 38,7% enbsp;pieugrave; alte rispetto alla media Ue. eldquo;Il pessimo record italiano sul fronte del caro-energiaerdquo;, osserva il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, eldquo;dipende soprattutto dal mancato completamento della liberalizzazione del mercato dellersquo;energiaerdquo;. A livello settoriale, le aziende maggiormente penalizzate sono quelle manifatturiere e delle costruzioni che complessivamente pagano un maggior onere rispetto alla media europea pari a 5.782 milioni euro, mentre le imprese dei servizi subiscono un maggiore costo di 2.641 milioni euro. Un quadro davvero poco rassicurante se si calcola che, confrontando i prezzi dellersquo;energia elettrica al netto delle imposte nei 10 paesi europei (Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Lettonia Portogallo e Polonia) che non hanno produzione di energia elettrica con il nucleare,enbsp; il costo in Italia, escluse le tasse, eegrave; del 48,1% in pieugrave; rispetto agli altri paesi membri. enbsp;Dati confermati dallersquo;ultimo rapporto Eurostat sul prezzo dellersquo;energia elettrica che include lersquo;Italia. Nel 2007 i nostri imprenditori pagavano, tassazioni varie incluse, le bollette pieugrave; salate dersquo;Europa. &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;Per quanto riguarda i costi del gas applicati allersquo;industria lersquo;Italia, stando ai dati Eurostat, risulta perfettamente in linea con la media europea. Tuttavia, enbsp;aenbsp; fronte della reazione della Commissione europea, i prezzi registrati nellersquo;Ue risulta no evidentemente troppo alti e viziati dalle difficolteagrave; di nuovi operatori ad entrate nel mercato. Il governo italiano eegrave; intervenuto a proposito con l'articolo 3 della bozza del decreto anticrisi che prevedeenbsp; appunto una riduzione dei costi dell'energia per imprese e famiglie. Il testo impone alle societeagrave; che abbiano immesso nella rete nazionale pieugrave; del 40% del gas naturale complessivamente destinato al mercato nazionale (ossia lersquo;Eni) di cedere 5 miliardi di metri cubi di gas alle condizioni fissate dall'Autoriteagrave; per l'Energia&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp; &lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>26/06/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Wwf. 3,4 mln di lavori nel 'verde'. I giovani imprenditori italiani pionieri della green economy</title>          <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:&quot;Helvetica 55 Roman&quot;; 	panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-alt:&quot;Helvetica 55 Roman&quot;; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-format:other; 	mso-font-pitch:auto; 	mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} span.articolo 	{mso-style-name:articolo;} p.Pa18, li.Pa18, div.Pa18 	{mso-style-name:Pa18; 	mso-style-next:Normale; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	line-height:12.05pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Helvetica 55 Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;Pa18&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lersquo;economi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;a verde potrebbe essere la risposta alla crisi finanziaria, oltre che al cambiamento climatico. Secondo uno studio del Wwf, la green economy, ossia lersquo;insieme delle attiviteagrave; produttive che ruotano attorno alle fonti rinnovabili, al trasporto pulito e allersquo;efficienza energetica, conta 3,4 milioni di posti di lavoro superando coseigrave; i 2,8 milioni dellersquo;industria elsquo;tradizionaleersquo; mineraria, dellersquo;elettriciteagrave;, gas, cementi, dellersquo;acciaio e del ferro.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;Pa18&quot;&gt;Questi dati sono solo un assaggio delle potenzialiteagrave; di un settore che eegrave; fortemente in crescita. Un esempio eegrave; il fotovoltaico che in Italia, come ha spiegato Roberto Giuliani, coordinatore dellersquo;incubatore Itec di Bic Lazio parte di Cinema consorzio dellersquo;Europe enterprise network (Een), eldquo;sta reggendo bene alla crisierdquo; e soffre meno della recessione rispetto ad altri settori.enbsp; In Europa il Business in verde da lavoro a 2,1 milioni di persone nella mobiliteagrave; sostenibile, 900 mila per beni e servizi nellersquo;efficienza energetica e 400 milaenbsp; nel settore delle fonti rinnovabili. Cifre cui vanno ad aggiungersi altri 5 milioni di posti di lavoro in settori correlati alla sostenibiliteagrave; e allersquo;ambiente. La Germania eegrave; campione incontrastato della Green economy nel Vecchio continente guadagnando la posizione tra ienbsp; elsquo;paesi leaderersquo; nellersquo;eolico, la biomassa e il fotovoltaico dove divide il podio con lersquo;assolata Spagna. Modesti i numeri elsquo;verdiersquo; dellersquo;Italia con appena 1.700 posti di lavoro nellersquo;energia solare contro i 42 mila della Germania e i 26.800 della Spagna. Nonostante il elsquo;posto al soleersquo;, il Belpaese impiega appena 3mila lavoratori nel solare termico, mentre Berlino pueograve; contare su 17400 eco-lavoratori e la Spagna oltre 9,100 calcolando solo coloro che sono impiegati direttamente nel settore. Il ritardo dellersquo;Italia nel salire sul treno dellersquo;economia sostenibile eegrave; stato affrontato dai giovani imprenditori di Confapi che hanno spiegato come il pacchetto europeo su clima ed energia, eegrave; unersquo;opportuniteagrave; che lersquo;Italia non pueograve; permettersi di perdere.enbsp; eldquo;L'Unione europeaerdquo;, si legge in un articolo di Valentina Sanfelice di Bagnoli, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confapi, pubblicato dal Denaro eldquo;ha stimato che la misura dovrebbe permettere all'Europa di collocarsi all'avanguardia nel mondo, in un equot;green businessequot; estremamente conveniente, comportando la creazione di 2,5 milioni di posti di lavoroerdquo;. Confapi invita ad eldquo;un utilizzo intelligente della leva fiscaleerdquo; per attrarre investimenti e spronare politiche dirette alla sostenibiliteagrave; ambientale. Stando al rapporto del Wwf lersquo;Italia eegrave; piuttosto parsimoniosa quanto si tratta di investire in rinnovabili e ambiente. Se guardiamo ai Fondi del pacchetto europeo di stimolo verde la Germania e la Francia hanno investito rispettivamente 10,7 e 5,5 miliardi di euro nella green economy, mentre lersquo;Italia eegrave; ferma a 1 miliardo di euro investito esclusivamente nel trasporto ferroviario. Il Belpaese registra pereograve; trend positivi nel settore della mobiliteagrave;, dove, insieme allaenbsp; Francia, vanta la migliore offerta di veicoli a basse emissioni di carbonio. I giovani imprenditori di Confapi insistonoenbsp; in una nota eldquo;il clima ed il territorio sono beni preziosi ed ogni impatto su di essi va governato con serieteagrave; ed impegno, senza ripetere gli errori del passato. E' necessario imporre queste questioni con severiteagrave;, ad esempio vincolando il sistema di incentivi solo a chi porta in azienda innovazioni tecnologiche che abbiano un impatto importante sull'abbassamento delle emissioni nocive e sulla preservazione dei territori.&lt;br /&gt;E su questo bisogna pretendere soprattutto dalle grandi imprese per rendere eque le politiche degli incentivi rispetto a quelle per le Pmi affincheeacute; il connubio tutela dell'ambiente ed innovazione-sviluppo sia una condicio sine qua nonerdquo;. Il Wwf ritiene cruciale che lersquo;Ue e gli stati membri si impegnino a rafforzare il pacchetto clima ed energia del dicembre 2008 ponendosi un target di riduzione per i gas effetto serra di almeno il 30% entro il 2020. Il rapporto chiede inoltre agli stati di studiare una serie di ammortizzatori sociali che possano attutire i colpi della disoccupazione non appena questa si abbattereagrave; sui settori tradizionali, come quello dellersquo;auto, che sotto la spinta della rivoluzione verde necessiteranno di una riconversione delle forze lavoro e delle produttiviteagrave; stessa. &lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>19/06/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Sba: Consiglio Ue chiede legislazione in &quot;piccolo&quot; e confartigianato insiste sulla cogenza </title>          <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il consiglio dei ministri dell'Ue sostiene il equot;pensare in piccoloequot; e chiede che la legislazione sia fatta a misura d'impresa. Confartigianato, impegnata nell'assemblea annuale, rilancia sulla questione della Cogenza per lo Samll Business act e ne chiede la rapida attuazione.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;La nuova legislazione dovrebbe fare in modo di facilitare la vita alle piccoloe e medie imprese: eersquo; quanto hanno chiesto i ministri europei riuniti in seno al Consiglio industria e competitiviteagrave;. Secondo Gunter Verheugen, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per le politiche industriali comunitarie, il Consiglio per il Mercato Interno, lersquo;industria e la ricerca, ha dimostrato lersquo;interesse e il sostegno degli stati membri per i tentativi dellersquo;Unione europea di sostenere le piccole e medie imprese. I Ventisette, secondo il rappresentante di Berlaymont, considerano queste iniziative come eldquo;progetti a lungo termine, ma anche come una risposta rapidaerdquo;. Gli stati membri si sono detti dersquo;accordo sulla necessiteagrave; di portare avanti studi dersquo;impatto sui costi e benefici che la nuova legislazione determinereagrave; sullersquo;industria. Le Pmi, spina dorsale dellersquo;economia europea, dovrebbero essere eldquo;rispettate e considerateerdquo; quando si lavora sul rinnovo del quadro legislativo per lersquo;industriaequot;. In aggiunta, stando alle conclusioni del Consiglio, gli stati membri devono dare alle aziende un lasso di tempo adeguato per adattarsi alle nuove richieste nel momento in cui una legislazione venga introdotta, secondo quanto previsto dal principio 'Think Small First', caposaldo dello Small business act. Confartigianato rilancia sul rafforzamento dello Small business act eldquo;&lt;span&gt;a livello europeo non vi eegrave; stata la forza politica per rendere cogente lo Small Business Act ed i suoi 92 principierdquo;, ha riferito Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato nel corso dell'assemblea annuale a Roma aggiungendo&lt;strong&gt; eldquo;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;confidiamo che il nuovo Parlamento Europeo, appena eletto e che speriamo sareagrave; a guida italiana, possa dare a queste linee di azione, strategiche per il futuro del nostro spazio economico comune, il giusto peso e la necessaria forzaerdquo;. Il numero uno della confederazione che fa capo allersquo;artigianato europeo si augura che eldquo;&lt;span&gt;la nuova legislatura 2009 endash; 2014 contribuisca ad irrobustire il ruolo politico dellersquo;Unione ed i valori del suo modello economico e socialeerdquo;. Guerrini ha chiesto poi al governo italiano che il percorso intrapreso con il tavolo di attuazione dello Sba si traduca rapidamente in provvedimenti concreti per fare dellersquo;Italia il primo paese europeo ad applicare il principio del pensare in piccolo.enbsp; &lt;/span&gt;Per adesso in seno al Consiglio l'accordo non prevede la cogenza per lo Sba. eldquo;Gli stati membri sono concordi nellersquo;esaminare attentamente lersquo;impatto di ogni regolamento introdotto a livello nazionaleerdquo;, ha spiegato Vladimir Toescaron;ovskeyacute;, ministro&lt;span&gt;enbsp; &lt;/span&gt;per lersquo;Industria e il Commercio della Repubblica ceca, paese membro che deterreagrave; la presidenza di turno dellersquo;unione europea fino al prossimo primo luglio. I ministri hanno poi chiesto alla Commissione europea di monitorare lersquo;impatto sullersquo;industria per lersquo;attuazione della direttiva Reach, il regolamento per lersquo;immissione e la vendita sul mercato europeo dei prodotti chimici, eldquo;soprattutto per le Piccole e medie impreseerdquo;, si legge nel testo delle conclusioni, eldquo;tenendo conto dellersquo;attuale situazione economicaerdquo; che lersquo;industria sta attraversando. I ministri hanno poi affrontato lersquo;annosa questione del credito ricordando che le banche dovrebbero essere incoraggiante per ristabilire la normale linea di credito per le imprese come condizione necessaria a garantire il sostegno statale alle compagnie in difficolteagrave; e allersquo;industria in generale per superare la crisi economica. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  </description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>12/06/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Crisi: Commissione Ue annuncia piano anti-disoccupazione, nuove misure per microimprese</title>          <description>&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Accelerare lo stanziamento di 19 miliardi di euro dei finanziamenti pianificati per sostenere i cittadini colpiti dalla disoccupazione, creare un nuovo sistema di microcredito per gli imprenditori e misure per garantire un accesso all'apprendistato a 5 milioni di giovani cittadini europei: sono alcuni dei punti cardine della nuova strategia europea per fronteggiare l'impatto della crisi economica sullersquo;occupazionale. Davanti al crollo del Pil che nei primi tre mesi dellersquo;anno eersquo; sceso del 2,5% rispetto allersquo;ultimo trimestre 2008, la Commissione europea corre ai ripari e annuncia quello che il Presidente dellersquo;istituzione Ue, Jose Manuel Barroso, ha definito il elsquo;Piano di ripresa sociale per l'emergenza occupazioneersquo;.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lersquo;esecutivo europeo ha annunciato lersquo;intenzione di restringere i tempi per lersquo;erogazione dei 19 miliardi di euro dei finanziamenti pianificati del Fondo sociale europeo destinati ad aiutare i cittadini a mantenere il proprio posto di lavoro o a trovare una nuova occupazione tramite programmi di riqualificazione professionale, promuovendo l'imprenditorialiteagrave; e migliorando i servizi di collocamento pubblici. Inoltre per il periodo 2009-2010 Bruxelles anticipereagrave; gli stanziamenti coseigrave; da rimborsare agli Stati membri il 100% delle spese dichiarate, allo scopo di accelerare la realizzazione di progetti a sostegno dellersquo;occupazione.Bruxelles destinereagrave; poi 100 milioni di euro dell'attuale bilancio comunitario alla creazione di un nuovo sistema di microcrediti dell'Ue. Ai fondi comunitari si andranno a sommare gli esborsi degli istituti finanziari internazionali , e in particolare del Gruppo Banca europea per gli investimenti, tali da raggiungere una cifra superiore ai 500 milioni di euro da destinare al sostegno del credito per le Pmi. Il microcredito permettereagrave; ai soggetti che rischiano di non ottenere fondi, percheeacute; disoccupati per esempio, di avviare un'attiviteagrave; e promuovereagrave; quindi l'occupazione nel settore delle microimprese colpite dalla stretta creditizia. Secondo Diego Giovinazzo, Segretario generale di Confimpresa, il problema eegrave; la equot;defiscalizzazione del lavoroequot; &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;attraverso la riduzione Irpef e Irap. equot;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;Quandoequot;, ha spiegato Giovinazzo, equot;si comincia a vedere che 100 euro per lavoratore costano 200 al datore di lavoro allora per questo con le difficolteagrave; eegrave; il lavoratore che ci rimetteequot; . un problema che non ammettte alcuno sconto sulle esigene previdenziali dei lavoratori equot;intoccabili e sacreequot;, si dovrebbe lavorare per la riduzione dell'Irap percheegrave; equot;aggrava il coato del lavoroequot;.enbsp; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;p&gt;La strategia annunciata da Bruxelles prevede inoltre:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;emiddot;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp; Garantire almeno 5 milioni di contratti di apprendistato in tutta l'UE ai giovani a rischio di disoccupazione e definire gli obiettivi per offrire ai giovani disoccupati tempestive opportuniteagrave; di formazione o lavoro.&lt;br /&gt;emiddot;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp; Sostenere programmi, anche grazie al FSE, per favorire l'occupazione attraverso formazione e lavoro a tempo parziale .&lt;br /&gt;emiddot;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp; Aiuto immediato ai disoccupati, per evitare il protrarsi della loro condizione e l'obsolescenza delle pertinenti abiliteagrave; professionali , ad esempio con proposte finalizzate ad offrire tempestive opportuniteagrave; di formazione o lavoro a ciascun disoccupato: entro 1 mese per i giovani di eteagrave; inferiore a 20 anni, entro 2 mesi per i giovani di eteagrave; inferiore ai 25 anni ed entro 3 mesi per le persone di eteagrave; superiore a 25 anni. Il FSE dovrebbe coadiuvare il conseguimento di questi obiettivi equot;nuovo inizioequot;.&lt;br /&gt;emiddot;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp; Sostenere i cittadini pieugrave; svantaggiati permettendo loro di ritornare nel mondo del lavoro , ad esempio mediante una riduzione dei costi del lavoro extrasalariali, incentivi alle assunzioni e la promozione di opportuniteagrave; di lavoro a bassa qualifica come i servizi alle famiglie e i servizi di assistenza.&lt;br /&gt;emiddot;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp; Istituire un nuovo servizio online equot;match and map equot; per aiutare chi cerca lavoro a correlare le proprie abiliteagrave; con le offerte di lavoro in tutta Europa, attraverso l'esistente portale europeo del lavoro EURES, e garantire ai disoccupati che cercano lavoro in un altro Stato membro il sussidio di disoccupazione a cui avrebbero diritto nel loro paese di residenza, per almeno 6 mesi.&lt;br /&gt;emiddot;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp; Dedicare particolare attenzione alla riqualificazione professionale per meglio rispondere alle necessiteagrave; del mercato del lavoro; parallelamente la Commissione procedereagrave; a un'analisi settoriale del mercato del lavoro comunitario attuale e futuro, tenendo anche conto delle qualifiche nel campo delle tecnologie pulite.&lt;br /&gt;emiddot;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp; Fornire istruzioni pratiche per aiutare le imprese, i lavoratori e i loro rappresentanti a gestire meglio e in modo proattivo la ristrutturazione aziendale.&lt;br /&gt;emiddot;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp;enbsp; Predisporre una guida per la formazione nelle piccole imprese per aiutare le PMI a mantenere e a ottenere le abiliteagrave; di cui necessitano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il piano presentato dallersquo;esecutivo europeo eegrave; il risultato del recente vertice europeo sull'occupazione del 7 maggio eenbsp; sareagrave; portato sul tavolo del prossimo Consiglio dei capi di Stato e di governo dellersquo;Ue che si riuniranno il 18 e 19 giugno prossimi per essere approvato.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Wingdings; 	panose-1:5 0 0 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-charset:2; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:0 268435456 0 0 -2147483648 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} p.a3420chapeaup5, li.a3420chapeaup5, div.a3420chapeaup5 	{mso-style-name:a__34__20_chapeau_p5; 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quanto chiedono Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, e Confesercenti, in una lettera indirizzata ai canditati italiani alle prossime elezioni del Parlamento europeo. Le organizzazioni che rappresentano le Pmi italiane puntano ad una strategia politica che sostenga le Pmi e renda obbligatorio lo Small business act, un pacchetto riguardanti le Piccole e Medie Imprese e che stabilisce i 10 principi che dovrebbero essere adottati dai governi per garantire il sostegno delle aziende con meno di 250 dipendenti.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;eldquo;Occorre un impegno straordinarioerdquo;, si legge nel documento, eldquo;per dare al Piano europeo di Ripresa Economica della Commissione Europea un livello di spesa e di articolazione degli interventi che possa restituire fiducia alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie e dare ai cittadini europei il senso di appartenenza ad una Istituzione che eldquo;fa la differenzaerdquo; percheeacute; eegrave; in grado di assicurare un sistema pieugrave; trasparente, equilibrato ed equo in tutti i settori della vita economica e socialeerdquo;. &lt;br /&gt;Le associazioni che gravitano attorno alle Pmi chiedono un patto europeo incentrato su quelle che sono le questioni chiave per i 2,8 milioni di micro, piccole e medie impreseenbsp; che rappresentano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;Rendere obbligatoria lersquo;attuazione dello Small business act attraverso unersquo;apposita iniziativa legislativa da parte delle istituzioni europee enbsp;&lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;un pieugrave; facile accesso al credito, con lersquo;attivazione di una forma di contro-garanzia europea dei consorzi fidi e lo sblocco dei fondi BEI con destinazione prioritaria e diretta alle Pmi&lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;accelerazione dei tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni e riduzione degli oneri burocratici del 25% entro il 2012 &lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;revisione delle aliquote IVA a sostegno delle attiviteagrave; ad alta intensiteagrave; di manodopera, dellersquo;offerta turistica italiana e la possibiliteagrave; di una fiscaliteagrave; di vantaggio per il Mezzogiorno;&lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;aprire gli appalti pubblici alle Pmi attraverso un sistema di quote o corsi preferenziali per la microimprenditoria sul modello di quanto realizzato negli Usa e in Giappone &lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;riduzione degli oneri amministrativi in materia ambientale attraverso la semplificazione dellersquo;apparato regolatorio&lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;realizzazione di una maggiore concorrenza del mercato interno con il perseguimento di una effettiva liberalizzazione dei servizi energetici; &lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;rafforzamento delle politiche in materia di infrastrutture, trasporti e logistica;&lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;modernizzazione del mercato del lavoro e della formazione con lersquo;introduzione di nuove forme di flessibiliteagrave; regolata a sostegno dellersquo;occupazione;&lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp; inserimento del terziario (commercio, turismo e servizi) nei programmi per la Ricerca e lersquo;Innovazione; &lt;br /&gt;ebull;enbsp;enbsp; enbsp;adozione di politiche improntate alla valorizzazione del capitale umano e dellersquo;istruzione&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lersquo;Unione europea eegrave; un importante laboratorio per nuove idee, per raggiungere nuovi traguardi sulla liberalizzazione dei mercati e lersquo;abbattimento delle frontiere, obiettivi che ad oggi sono stati raggiunti eldquo;parzialmenteerdquo; per quanto riguarda il settore delle Pmi. Secondo il documento le piccole aziende che costellano il mercato europeo eldquo;percepiscono e vivono ancora troppi svantaggierdquo; connessi principalmente alla burocrazia e alle regole e eldquo;ritengono insufficientierdquo; le politiche messe in atto dallersquo;Unione europea per far crescere lersquo;imprenditoria del Vecchio continente. enbsp;&lt;br /&gt;Lersquo;Unione europea ha poi un ruolo di primordine nel combattere le tendenze protezioniste e nazionaliste innescate dalla crisi, proprio sulla base dellersquo;esperienza di economia sociale e mercato unico che rappresenta. Partendo da queste argomentazioni lersquo;imprenditoria chiede a Bruxelles di parlare con una eldquo;voce solaerdquo; sulla scena politica internazionale (Wto, Fondo monetario internazionale) per valorizzare a livello mondiale il contributo economico e sociale delle Pmi. &lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>21/05/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Federmoda: Contro crisi un impegno d'eccezione dall'Ue </title>          <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Federmoda chiede allersquo;Unione europea un impegno dersquo;eccezione per una situazione eccezionale qual eegrave; quella imposta dalla crisi. A preoccupare nellersquo;immediato sono la crisi, la fiducia dei mercati eenbsp; la stretta creditizia, ma il settore della moda guarda al lungo periodo chiedendo di intervenire per difendere la qualiteagrave; dei prodotti offerti dallersquo;industria manifatturiera europea.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;eldquo;Credo sia di grande urgenza un impegno straordinarioenbsp; per lersquo;adozione dienbsp; misure e politiche pieugrave; integrate e coordinate capaci dienbsp; contrastare la crisi economica che attanaglia ormai molti comparti del sistema produttivo ed industriale europeo, tenendo conto che le scelte o le non scelte hanno costi rilevantissimi per un sistema diffuso di PMI, un sistema che mantenga la coesione sociale ancora diffusa in Europaerdquo;. Eersquo; lersquo;appello lanciato da Luigi Rossi, presidente di Federmoda, la sezione della Cna specializzata nel settore manifatturiero. Rossi eegrave; intervenuto nel corso del seminario equot;European SMEs in the 21st century - A world of opportunity (Allowing European SMEs to take advantage of the global market)equot; organizzato a Bruxelles dal Cese, il comitato economico e sociale europeo. Lersquo;iniziativa ha cercato di far luce su quelle che sono le difficolteagrave; incontrate dalle piccole e medie imprese nellersquo;accesso al mercato globale. Federmoda, associazione che rappresenta una delle roccaforti del tessuto imprenditoriale italiano, chiede di concentrare gli sforzi verso una valorizzazione dei sistemienbsp; delle garanzie e della patrimonializzazione delle reti dei consorzi fidi a livello europeo. Obiettivo che impone la costituzione di una eldquo;cabina di regia europeaerdquo; nella gestione del credito eenbsp; un rafforzamento della consultazione permanente con gli organismi dellersquo;Unione e la BEI per garantire un ottimale utilizzo delle risorse. Il settore manifatturiero richiede inoltre una lettura pieugrave; ambiziosa dello Small business act promuovendolo coseigrave; a fulcro di nuova strategia a lungo termine dell'UE a favore degli investimenti, della crescita e dell'occupazione.enbsp; Vi sono settori elsquo;virtuosiersquo; come il tessile abbigliamento calzature che ha raggiunto lersquo;obiettivo dellersquo;agenda di Lisbona per lersquo;impiego di manodopera femminile che costituisce la maggioranze degli addetti con il 62%.enbsp; Federmoda crede nella qualiteagrave; dei manufatti che rappresenta e chiede allersquo;Unione europea di far rispettare le regole del mercato internazionale dellersquo;Organizzazione mondiale del commercio (WTO), eldquo;molto spesso disattese in entrata in Europaerdquo;, aggiunge Rossi, eldquo;mentre siamo attentissimi a quanto da noi esportato, vedi anche lersquo;esempio delle norme Reach, giuste e doverose per il rispetto del territorio, delle popolazioni, ma a quanto arriva alle nostre frontiere non viene richiesto quanto dettoerdquo;. La strategia di lungo periodo eegrave; il rilancio di un settore che languisce a causa della crisi ma che potrebbe riprendere slancio anche grazie ad una serie di iniziative volte a proteggere la salubriteagrave; delle produzioni e quindi il rispetto delle norme verso i consumatori del mercato europeo.Nellersquo;elenco dei nemici delle Pmi tornano i problemi di sempre, lo spettro della crisi. Rossi rilancia lersquo;idea di una eldquo;Task Force europeaenbsp; permanente per la gestione ed il monitoraggio della crisi e lersquo;avvio di un sistema di consultazione rafforzato con le organizzazioni rappresentative delle PMIerdquo; e di politiche volte aenbsp; ripristinare la fiducia nella societeagrave; e tra gli operatori economici,enbsp; a riorientare ed accelerare la capaciteagrave; di spesa delle politiche di coesione economica e sociale dellersquo;UE prioritariamente in favore delle PMI incluse le equot;economie e servizi di prossimiteagrave;erdquo;; a far rispettare le direttive europee suienbsp; ritardi nei termini di pagamento in ambito pubblico e privato.enbsp; &lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>20/05/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Una piattaforma europea per migliorare l'export con la conoscenza lingue  </title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le imprese europee rischiano di perdere affari importanti per la carenza nella conoscenza delle lingue. Eersquo; quanto emerge da un rapporto pubblicato dalla Commissione europea in concomitanza con la settimana europea della piccola e media impresa. In Italia, secondo i dati forniti da Confapi, lel 2000 i corsi di formazione per le lingue straniere organizzati dal Fondo formazione interprofessionale di Cgil, cisl, Uil e dell'organizzazione per le Pmi, sono ''tra i pieugrave; apprezzati''' da parte delle piccole e medie imprese.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;Lersquo;11% delle Pmi intervistate nei Ventisette paesi membri ha dichiarato di aver perso dei contratti a causa dellersquo;impreparazione in campo linguistico del proprio staff. Tuttavia, sottolinea lo studio, le imprese possono aumentare il loro mercato proprio puntando sulla conoscenza delleenbsp; lingue. Un quarto delle Piccole e medie imprese europee vorrebbe poter migliorare la conoscenza dellersquo;inglese. Secondo i ricercatori, pereograve;, non eegrave; necessaria una conoscenza da madre lingua dellersquo;inglese, la sua diffusione lo sta rendendo sempre pieugrave; una lingua franca e quindi sempre pieugrave; standardizzato e di facile comprensione. Il vantaggio comparato per le aziende sta proprio nellersquo;aprirsi alla conoscenza di altre lingue, alcuni esempienbsp; sono il tedesco, il francese e il russo che ritenuti importanti per lersquo;export. Il cinese mandarino e le altre lingue asiatiche sono, invece, molto pieugrave; radicate nelle relazioni commerciali instaurate dalle multinazionali. Negli anni avvenire, quindi, le piccole imprese devono focalizzare lersquo;attenzione sui mercati da conquistare ed elaborare dellle strategie per instaurare un contatto culturale e commerciale fuori dai confini nazionali.enbsp; eldquo;A volte si crede che lersquo;inglese sia la lingua franca per il mondo degli affari, ma non eegrave; coseigrave;erdquo;, ha spiegato Leonard Orban, Commissario europeo al multilinguismo. eldquo;Lersquo;ingleseerdquo;, ha aggiunto il responsabile Ue, eldquo;eegrave; senza dubbio la lingua veicolare per la comunicazione, ma nellersquo;orientare i consumatori sia in Europa che fuori dellersquo;Unione europea, le compagnie dovrebbero sviluppare strategia linguistiche e interculturalierdquo;. Secondo il rapporto lersquo;industria europea rischia di perdere competitiviteagrave; dal momento che altri paesi stanno superando il blocco del Vecchio continente in termini di capaciteagrave; linguistiche. Secondo lo studio solo il 48% delle imprese europee ha dichiarato di avere una strategia di comunicazione fondata sul multiculturalismo allo scopo di sostenere il commercio estero. In aggiunta circa il 40% delle imprese non ha un sito internet tradotto in pieugrave; lingue. Dettaglienbsp; che possono pereograve; incidere sulla conduzione degli affari e sullersquo;allargamento del commercio. I ricercatori hanno individuato una correlazione significativa tra gli investimenti nella conoscenza delle lingue e le strategie connesse allersquo;export e alla produttiviteagrave;. Guardando all'Italia, secondo i dati di Confapi relativi al FAPI (il Fondo formazione interprofessionale di Confapi, Cgil, Cisl e Uil), nel 2008 i corsi per la conoscenza delle lingueenbsp; straniere sono nella poleposition dei pieugrave; gettonati, preceduti solo dai percorsi formativi per l'informatica. Il responsabile europeo al multiculturalismo ha annunciato che lersquo;esecutivo europeo sta pianificando di allestire una eldquo;piattaforma permanenteerdquo; per sostenere il dialogo tra imprese e eldquo;chi opera sulla scena linguisticaerdquo;, con lo scopo di aiutare le compagnie a sviluppare lersquo;impiego di lingue straniere. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>08/05/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Sba: Studio, tante leggi e iniziative, ma pochi risultati</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le iniziative sullo Small business act rischiano di restare solo sulla carta. Eersquo; quanto emerge da unersquo;indagine realizzata dallersquo;Ueapme, associazione che rappresenta le piccole e medie imprese europee, a Bruxelles. Lo studio analizza il grado a cui gli impegni assunti dagli stati membri e dalle istituzioni europee siano stati attuati e se cieograve; ha comportato, secondo le piccole e medie imprese, un miglioramento della loro condizione. Lersquo;analisi si eegrave; concentrata su un gruppo di diciotto stati membri costituito dallersquo;Ue a Quindici pieugrave; tre paesi della Nuova Europa: Repubblica ceca, Ungheria e Polonia.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per sostenere il principio dellersquo;imprenditorialiteagrave; sancito dallo Sba governi e istituzioni europee si sono dati da fare nel portare avanti iniziative e decisioni politiche in questo senso, con risultati pereograve; piuttosto deludenti per tutto il decalogo dedicato alle imprese. Un problema che eegrave; stato riscontrato nellersquo;attuazione di tutti gli impegni persi con lo Small busines act, ma che in alcuni casi riportando anche una certa carenza di iniziative da parte di Ue e stati membri. Le amministrazioni sono molto poche attive nel realizzare il principio che impone la creazione di strumenti legali che permettano agli imprenditori onesti, che abbiano sperimentato lersquo;insolvenza, di avere rapidamente una seconda possibiliteagrave; per rimettersi in carreggiata o anche lersquo;accesso agli appalti pubblici da parte delle Pmi. Molte differenze ci sono anche tra stati membri e istituzioni europee: i Ventisette sono orientati a portare avanti soprattutto politiche legate allersquo;internazionalizzazione dersquo;impresa e allersquo;innovazione, ma sono riluttanti quando si tratta di dover attuare politiche su questioni connesse allersquo;accesso alla finanza, agli appalti pubblici e una politica della eldquo;seconda chanceerdquo; per gli imprenditori che hanno fallito. Tutte misure che pur riscontrando lersquo;ersquo;atttenzione eenbsp; lersquo;interese del governi europei non hanno portato ai miglioramenti sperati. eldquo;Questo dimostraerdquo;, ha riferito Gerhard Huemer, direttore dellersquo;unitaersquo; di ricerca dellersquo; UEAPME, eldquo;una politica sulle Pmi percheeacute; sia di successo deve essere fondata su un ottima conoscenza della piccola imprenditoria, dei bisogni reali, un livello che ancora non eegrave; stato raggiunto in questo stadioerdquo;. Ampie le differenze registrate tra le performance dei diversi stati membri nellersquo;attuazione dello Sba: enbsp;Repubblica ceca, Danimarca e Regno Unito sono i paesi modello per lersquo;alacriteagrave; dimostrata nellersquo;attuazione di iniziative e politiche ispirate ai principi dello Small Business Act. Lersquo;Italia, con un indice di attuazione degli impegni assunti con lo Sba del 45,7%, eegrave; appena sotto la media europea del 48%. Disperata la situazione degli imprenditori spagnoli che, nellersquo;analisi realizzata, hanno bocciato le misure adottate.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;Secondo Huemer eegrave; necessaria una pieugrave; stretta collaborazione tra politica ed imprenditoria per assicurare che eldquo;le giuste misure vengano adottate e i benefici non restino sulla cartaerdquo;. La lentezza e lersquo;inefficienza con cui gli impegni politici assunti vengono tradotti in azioni danneggiano lersquo;imprenditoria europea gieagrave; duramente colpita dalla crisi economica. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Adottato lo scorso giugno lo Small business act sancisce i dieci principi che dovrebbero delineare la formulazione e lersquo;attuazione delle politiche concernenti le piccole e medie imprese sia a livello nazionale che europeo, oltre che una serie di misure che permettano di tradurre in azione i principi sottoscritti dai Ventisette&lt;/p&gt;&lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;&lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>07/05/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Pmi: La crisi e il suo legame con le poltiche di allargamento europee</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lersquo;allargamento europeo verso est non ha niente a che fare con la crisierdquo;. Il vicepresidente della commissione europea e responsabile per le politiche industriali, Gunter Verheugen,enbsp; eegrave; ben deciso a difendere le politiche per lersquo;allargamento dellersquo;Unione europea intervenendo alla conferenza eldquo;How are you doing? - SMEs in a larger Europeerdquo; organizzata da BUSINESSEUROPE, associazione degli imprenditori europei. Per Andrea Moltrasio, vice-presidente per lersquo;Europa di Confindustria, lersquo;allargamento ha costituito in passato eldquo;una buona rispostaerdquo; per le necessiteagrave; del mercato, ma permangono i problemi per lersquo;architettura istituzionale che lersquo;allargamento ha comportato. &lt;span&gt;enbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;L'allargamento europeo non ha nulla a che vedere con la crisi, ha insistito il commissario, ricordando che equot;sapevamo gieagrave; che avremmo vissuto in un mondo diversoequot;, fatto di crisi economiche e dalla spietata concorrenza di Cina e India. enbsp; Andrea Moltrasio, vice-presidente per lersquo;Europa di Confindustria, la confederazione delle imprese italiane, ha avanzato pereograve; qualche obiezione sul modo in cui lersquo;allargamento eegrave; stato gestito. Probabilmente lersquo;estensione ad Est dellersquo;Esprit europeo richiedeva una migliore organizzazione e una diversa concettualizzazione dellersquo;architettura istituzionale. eldquo;Se penso alla Commissioneerdquo;, ha insistito Montalsio, eldquo;vedo unersquo;istituzione con 27 commissari, ognuno per ogni stato membro. Credo che i responsabili di Berlaymond siano leigrave; a rappresentare il proprio paese di appartenenza e questo crea un problemaerdquo;. Il vicepresidente alle politiche europee per CONFINDUSTRIA ha sottolineato come eldquo;lersquo;allargamento abbia creato importanti opportuniteagrave; per le impreseerdquo; percheeacute; ha costituito nel passato eldquo;una buona risposta per avere nuovi consumatori, nuovi mercati e una riduzione nei costi di produzioneerdquo;. Unersquo;opportuniteagrave; che sono stati in pochi a cogliere. Stando ai dati forniti dalla commissione europea appena lersquo;8%enbsp; delle piccole e medie imprese europee sono direttamente coinvolte in attiviteagrave; cross-border, ossia fuori dei confini nazionali. enbsp;eldquo;Le impreseerdquo;, ha riferito Arndt G. Kirchhoff, Presidente del Comitato per le Pmi e per lersquo;imprenditoria di BUSINESSEUROPE, associazione europea che rappresenta gli interessi delle imprese nellersquo;Ue. enbsp;Certo molte sono le difficolteagrave; che devono affrontare le imprese che si avventurano nellersquo;internazionalizzazione: ostacoli amministrativi, difficolteagrave; nellersquo;inserirsi in un mercato straniero, diversi sistemi fiscali e regole. Una lunga lista da cui non pueograve; mancare la crisi economica. eldquo;Maerdquo;, conclude Kirchhoff, eldquo;vedo prospettive di miglioramento attraverso un migliore scambio di idee e informazioni con sistemi come quello dellersquo;Enterprise Europe Network, la rete di imprese europee che collaborano per lo sviluppo e lersquo;innovazione, o ancora il crescente sostegno che ha la finanza eticaerdquo;. Per la Commissione europea anche lersquo;innovazione ambientale dei prodotti e della produzione eegrave; un importante opportuniteagrave; di sviluppo per lersquo;Europa. eldquo;Sono convinto che il futuro del settore manifatturiero dipenda dalla capaciteagrave; di saper gestire il elsquo;greeningersquo;enbsp; nel momento giusto. Non solo per il cambiamento climatico e per lersquo;ambiente, ma per creare nuove opportuniteagrave; di sviluppo del mercatoerdquo;, ha risposto il vicepresidente della commissione europea e responsabile per le politiche industriali, Gunter Verheugen, alle lamentele avanzate da un imprenditore ceco che gestisce una piccola impresa per la fusione dei metalli. Nel suo intervento lersquo;industriale ha mostrato il rovescio della medaglia, ossia la difficolteagrave; delle imprese della Nuova Europa a continuare a restare in gara schiacciate dalla morsa della crisi e da una lunga marcia verso un ripensamento dellersquo;attiviteagrave; produttiva verso la sostenibiliteagrave;. eldquo;Dobbiamo continuare con questa politicaerdquo;, ha insistito Verheugen, per dimostrare alle economie emergenti come Cina e India che le cose possono essere cambiate. eldquo;Abbiamo fatto degli errori in passatoerdquo;, ha riferito Verheugen, eldquo;ma possiamo combinare lo sviluppo economico con la sostenibiliteagrave;erdquo;. Il commissario europeo ricorda lersquo;importanza di aprire il mercato cinese ai prodotti verdi, di portare avanti il trasferimento di tecnologie.enbsp; Le politiche per la sostenibiliteagrave; dei prodotti industriali hanno creato le condizioni per eldquo;rendere le industrie pieugrave; ambiziose, per immettere nuovi prodotti sul mercato con una riduzione dellersquo;inquinamentoerdquo;. Il greening eldquo;non eegrave; un rischio per lersquo;economia, ma unersquo;opportuniteagrave;erdquo;.enbsp;enbsp;enbsp;&lt;/p&gt;&lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} a:link, span.MsoHyperlink 	{color:blue; 	text-decoration:underline; 	text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed 	{color:purple; 	text-decoration:underline; 	text-underline:single;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>07/05/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>I clusters alla Settimana europea sulle Pmi: l'unione fa' la forza contro la crisi</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La crisi ha qualche aspetto positivo? Forse seigrave;, percheeacute; sta convincendo gli imprenditori a dialogare tra loro e a fare gioco di squadra. Eersquo; quanto emerso nel corso della conferenza eldquo;Le nuove sfide per le piccole e medie imprese nellersquo;epoca dellersquo;internazionalizzazioneerdquo; organizzata a Bruxelles da Unioncamere Veneto nellersquo;ambito della Prima settimana europea delle piccole e medie imprese. La regione del nord-est italiano sta portando avanti lersquo;iniziative dei distretti industriali per eldquo;permettere alle piccole e medie aziende di raggiungere una dimensione tale da renderle competitive con le imprese multinazionalierdquo; e di crescere e fortificarsi, pur restando eldquo;piccoli e autonomierdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il distretto industriali (cluster in inglese) eegrave; un sistema che permette alle piccole imprese di un settore di raggrupparsi e lavorare insieme per essere pieugrave; competitivi sul mercato. Il Veneto, vanta uno dei pieugrave; avanzati sistemi di aggregazione di impresa tanto da essere presa ad esempio dalla Banca mondiale europea, ma anche da altre regioni dellersquo;Ue come la tedesca Baden Wuttemberg.enbsp;enbsp;La crisi in questo contesto potrebbe essere un trampolino di lancio per portare il progetto pilota dei distretti industriali sulla scena europea. eldquo;Molti imprenditori dicono che la conseguenza positiva della crisi eegrave; che sono costretti a parlare tra loroerdquo;, ha riferito Pier Antonio Nicoletti, direttore del Distrettoenbsp; per i cluster del Veneto e autore del libro eldquo;Una legge per i distretti:come diventare grande impresa rimanendo piccola e autonomaerdquo;. Eersquo; proprio questo il primo grande scoglio da superare far dialogare gli imprenditori tra loro, riuscire a metterli insieme. eldquo;Il problemaerdquo;,enbsp; ha sottolineato lersquo;esperto dei distretti, eldquo;eegrave; che gli imprenditori sono individualisti ed eegrave; difficile vedere come alleato qualcuno che fino a ieri era un concorrenteerdquo;. Un problema che si riscontra in quelle realteagrave;, come quella veneta, dove le aziende sono soprattutto a conduzione familiare, dove non cersquo;eegrave; confine tra vita privata-familiare e attiviteagrave; lavorativa e soprattutto dove la concorrenza si consuma tra imprese dello stesso territorio. Una caratteristica che ha permesso alle imprese di crescere e fortificarti fino ad ora, ma che adesso rischia di piegarsi sotto la pressione della concorrenza asiatica e della recessione. I distretti industriali possono essere unersquo;arma contro la crisi: eldquo;per essere alleati contro un nemico comune permette alle imprese di guardarsi le spalleerdquo;, ha spiegato Nicoletti sottolineando che bisogna avere lersquo;onesteagrave; intellettuale nellersquo;istaurare un clima di solidarieteagrave;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;I distretti industriali sono stati creati dalla legge regionale 8 del 2003 per creare un network di imprese impegnate a sviluppare una strategia per lo sviluppo e lersquo;innovazione. La lungimiranza dellersquo;amministrazione veneta si spiega guardando alla storia stessa del tessuto imprenditoriale del territorio. eldquo;La mostra regioneerdquo;, ha riferito Gianlorenzo Martini, direttore della sede della regione veneto a Bruxelles, eldquo;ha una grandissimo numero di piccole e medie imprese che nascono da una storia di una societeagrave; agricola evolutasi nel tempo che ha portato alla trasformazione dellersquo;operaio in imprenditoreerdquo;. Vale a dire che il rapporto tra dipendente e capo di unersquo;azienda eegrave; un rapporto molto pieugrave; facile e snello se comparato ad altre realteagrave; territoriali. eldquo;La regione Venetoerdquo;, prosegue Martini, eldquo;ha visto il moltiplicarsi di 480 mila imprese in 15-20 anni, corrisponde in media ad unersquo;impresa ogni 10 abitanti. Lei si stupisce del fatto che la legge eegrave; arrivata coseigrave; in anticipo rispetto ai tempi, ma vede il legislatore veneto non ha potuto non tener conto delle dinamiche particolari delle piccole aziende , molte delle quali operano sugli stessi prodotti e negli stessi distretti. Spesso i legislatori stessi vengono da una realteagrave; imprenditoriale e ne conoscono a fondo le dinamiche e la strutturaerdquo;. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come funziona il sistema dei distretti industriali.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Annualmente la regione Veneto pubblica un bando per il piano di sviluppo che permette ai cluster, ossia le imprese che si organizzano in distretti, di presentare un progetto comune. Ogni distretto industriale per essere riconosciuto a livello regionale dovreagrave; contare su almeno 100 imprese che nel totale aggreghino 1000 impiegati. La regione coprireagrave; fino al 40% dei costi sostenuti dal cluster in finanziamenti a fondo perduto per tutti quei distretti industriali che presentano progetti previsti nel Patto di sviluppo, quali: la creazione di marchienbsp; di distretto o di qualiteagrave;, progetti ed innovazione tecnologica, sistemi informatici e software. I distretti industriali non hanno limiti geografici, ma possono crearsi in base alla filiera produttiva di appartenenza eldquo;questoerdquo;, ha riferito Pier Antonio Nicoletti capo uffici distretti produttivi della Regione Veneto e tra promotori dellersquo;iniziativa, eldquo;era necessario data lersquo;eterogeneiteagrave; della struttura produttiva del territorioerdquo;.enbsp; Lersquo;iniziativa del Veneto ha stravolto le normali regole del gioco cambiando il tradizionale approccio top-down che caratterizza questa progettazione in un approccio bottom up. La grandezza dellersquo;iniziativa, secondo Martini sta ne fatto che eldquo;non garantisce finanziamenti a pioggia, ma finanziamenti delle attiviteagrave; quando cersquo;eegrave; un progetto comune tra le imprese. Eersquo; una legge molto evoluta che tiene conto delle aspettative e della vitaliteagrave; del mondo imprenditoriale venetoerdquo;. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Ad oggi la Regione veneto conta ben 38 iniziative che comprendono pieugrave; di 8700 imprese. La percentuale di successo dei progetti eegrave; soddisfacente, si calcola che nei bandi per il periodo 2003-2004, giunti a conclusione nei tre anni successivi, tra 68 e 70 progetti su cento sono andati a buon fine, tuttavia bisognereagrave; aspettare fino al 2010 per avere i primi dati e analizzare la reazione del mercato allersquo;immissione dei prodotti nati sotto la stella dei cluster. Lersquo;esperienza del Veneto ha avuto un certo successo anche a livello Ue: Commissione europea, stando a quanto riferito da Nicoletti, ha dato vita a un gruppo di lavoro che la assista nellersquo;analisi e nella realizzazione di politiche a sostegno dei cluster.enbsp; Il capo ufficio dei distretti produttivi veneto non ha dubbi sulle prioriteagrave; politiche, eldquo;servirebbe un regolamentoerdquo;, spiega, eldquo;di esenzioneerdquo; coseigrave; da permettere di finanziare iniziative come quella dei distretti produttivi veneti. Lersquo;attuale situazione, che impone un limite massimo di finanziamenti di 200 mila euro da elargire in 3 anni, crea difficolteagrave; per lersquo;erogazione di fondi a livello territoriale ed europeo. In definitiva se ci fosse un regolamento di esenzione per finanziare i cluster di imprese si avrebbe ridistribuzione dei fondi tra pieugrave; imprese superando quindi il problema del finanziamento per la singola impresa con le note conseguenze che cieograve; comporterebbe per le regole sulla concorrenza del mercato.&lt;/p&gt;&lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&quot;&quot;; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>07/05/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Nasce Buisness Point, lo sportello anti-crisi per le imprese </title>          <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;A d aiutare le piccole e medie imprese italiane a districarsi nel complesso mondo della finanza agevolata e dellersquo;acceso al credito ci pensa Business Point, uno sportello per lersquo;industria che cerca di coniugare le conoscenze proprie del mondo accademico con le esigenze aziendali.   &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il Progetto eegrave; stato presentato lo scorso 16 aprile a Trento nellersquo;ambito del Convegno eldquo;Pieugrave; forti della crisi: protagonisti in azioneerdquo;. Ideato dallersquo;Universiteagrave; del capoluogo Trentino Buisness Point costituisce un importante esperimento di elsquo;business socialeersquo; che punta a mettere a disposizione delle aziende la professionaliteagrave; e servizi di analisi finanziaria di uno dei pieugrave; importanti Atenei della regione. Il servizio dello sportello di prima assistenza effettua, su base volontaria e gratuita, un primo intervento di ricognizione con un check up della situazione economica e finanziaria dellersquo;azienda basato sullersquo;analisi degli ultimi bilanci, della situazione debitoria verso le banche e di altri elementi utili ad inquadrare i problemi pieugrave; rilevanti e urgenti. Ad una prima radiografia dello stato dellersquo;azienda seguono una serie di incontri tra esponenti aziendali e esperti del Business Point per discutere dei problemi e delle possibili soluzioni Noviteagrave; assoluta dellersquo;iniziativa eegrave; che a scendere in trincea accanto alle Piccole e medie imprese sono laureandi e docenti che interagiscono con l'azienda per supportarla nelle operazioni di analisi del rischio, sviluppo di piani d'azione finanziaria e accesso all'informazione sugli aspetti di gestione economica. eldquo;La propostaerdquo;, ha riferito Luca Erzegovesi, professore ordinario di finanza aziendale presso la facolteagrave; di economia di Trento e pioniere dellersquo;iniziativa, eldquo;eegrave; rivolta prima di tutto agli studenti, come programma di tirocinio, ma al tempo stesso eegrave; unersquo;iniziativa con la quale intendiamo uscire dalla facolteagrave; per andare incontro alle imprese, non da soli (docenti e studenti), ma insieme a soggetti che sono il perno di rapporti di collaborazione tra imprese e servizio alle impreseerdquo;. Il Business point permette agli imprenditori di discutere apertamente con esperti dei problemi finanziari della propria azienda, una sorta di sportello-amico che sostiene le imprese che si trovano ad affrontare nuovi problemi e sfide nella gestione aziendale. Unersquo;iniziativa la sua che, secondo il Professor Erzegovesi, non eegrave; lontana da quanto realizzato in Bangadlesh da Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006 e padre del concetto di business sociale e del movimento per i microcrediti. eldquo;Anche la nostra minuscola esperienzaerdquo;, ha riferito il docente, eldquo;eegrave; uguale come origineerdquo; percheeacute; eldquo;anche noi vorremo fa scoccare una minuscola scintilla di genialiteagrave; proponendo un gesto gratuito, in maniera consapevole e guidataerdquo;. Secondo lersquo;economista pioniere delle politiche di sostegno per le Pmi eldquo;per combattere la recessione si invocano giustamente massicci interventi pubblici, ma in un paese piegato sotto il peso della tragedia, come quella che ha colpito lersquo;Abruzzo, le risorse dello stato devo essere fatte convogliare a sostegno dellersquo;emergenza causata dal terremoto. Il Professore invita a rimboccarsi le maniche: eldquo;gli aiuti non bastano se parallelamente non si mobilitano i singoli operatori economici per riorganizzare e rilanciare le loro attiviteagrave;erdquo;. Al lancio dellersquo;iniziativa ha fatto seguito un progetto pilota con una piccola impresa artigiana che ha permesso a Erzegovesi e ai suoi collaboratori di migliorare la raccolta dati, lersquo;analisi dei dati a disposizione e la collaborazione con gli enti e gli istituti che gravitano attorno alla piccola imprenditoria &lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>20/04/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>La crisi mette in ginocchio il Sud, Ronchi  &#8220;attuare politiche di accesso ai fondi Ue&#8221;</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La crisi sta mettendo letteralmente in ginocchio le piccole e medie imprese del Mezzogiorno dove lersquo;80% degli imprenditori ha dichiarato di eldquo;essere colpito significativamenteerdquo; dalla recessioneequot;. Le imprese chiedono agevolazioni fiscali e un accesso al credito pieugrave; agevole. Per ridare fiato allersquo;imprenditoria nostrana il governo si sta muovendo su pieugrave; fronti e sta lavorando, ha riferito il Ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi eldquo;per attuare politiche di accesso ai fondi Ueerdquo;. Eersquo; quanto emerso nel corso del convegno eldquo;Mezzogiorno e Pmierdquo; organizzato da Confcommercio a Bari. Lersquo;evento eegrave; la quinta tappa del Roadshow sulle Piccole e medie imprese della Confederazione Generale Italiana che nellersquo;appuntamento nel capoluogo pugliese ha presentato i risultati dellersquo;indagine su eldquo;Mezzogiorno e Pmierdquo; realizzata da Confcommercio in collaborazione con Formatendash;Ricerche di Mercato.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;enbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Per il Meridione quello che emerge dal rapporto Confcommercio eegrave; un quadro a tinte fosche: unersquo;impresa su due ha difficolteagrave; a far fronte al proprio fabbisogno finanziario a causa principalmente del ritardo e dellersquo;irregolariteagrave; dei pagamenti (rispettivamente per il 48,7% e per il 43,9% delle pmi), e del fatturato insufficiente (per il 22,1%). Inoltre il 54,9% delle pmi non effettuereagrave; investimenti nel periodo 2009-2010. Per circa un terzo delle imprese, eegrave; la mancanza di risorse lersquo;ostacolo allersquo;avvio di programmi di investimento e il 31,6% delle Pmi investirebbe con lersquo;aiuto pubblico. Il 38,1% delle imprese, poi, ritiene che la propria capaciteagrave; di fare ricerca e innovazione sia limitata da vari fattori, soprattutto dalle prospettive di mercato non favorevoli (per il 58,2%) e dalle difficolteagrave; di reperimento di risorse per finanziare eldquo;progetti rischiosierdquo; (per il 25,1%). eldquo;Eersquo; una crisi difficileerdquo;, ha riferito Ronchi nel corso del suo intervento, eldquo;i segnali di ripresa ci possono essere ma credo che sia ancora tutto da scrivere. Certamente il Governo sta attuando politiche a livello di Unione Europea per poter accedere ai fondierdquo;. Secondo il responsabile italiano alle politiche europee il problema di fondo eegrave; che eldquo;per tanti anni la politica ha sbagliato e non si eegrave; attrezzata di una realteagrave; amministrativa in grado di poter realizzare progetti rispetto ai quali lersquo;Europa deve dare il suo consensoerdquo;. Negli ultimi mesi pereograve; lersquo;Italia ha dimostrato di essere in grado di rialzarsi portando a casa grandi successi. Lersquo;ultimo eegrave; stata la decise della Commissione europea di archiviare formalmente la procedura di infrazione contro l'Italia per l'impatto sulla direttiva habitat dei lavori del Mose, il sistema di dighe destinato a proteggere la Venezia' dall'acqua alta. Una decisione cruciale per il rappresentante del governo italiano: eldquo;significa rilanciare un grandissimo progetto che rimette in moto lersquo;economia chiudendo anni di contenziosoerdquo;. eldquo;Credoerdquo;, ha aggiunto, eldquo;che spesso e volentieri non si eegrave; capita lersquo;importanza dellersquo;Europa, spesso e volentieri non si sono realizzati progetti che erano in grado, anche dal punto di vista qualitativo, di poter essere approvati. Basta vedere gli altri Paesi europei, che hanno capito come bisognava fareerdquo;. Sulla situazione allarmante nel Meridione si eegrave; pronunciato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli che ha portato lersquo;attenzione della platea sulle prioriteagrave;: eldquo;la prima eegrave; un rapporto diverso col sistema bancario, poi misure di sostegno agli investimenti e in generale agevolazioni fiscali, un impegno determinato nei confronti della legaliteagrave; e della sicurezzaerdquo;. Alle parole di Sangalli fa eco lersquo;intervento di Emanuele Papalia, presidente di Confcommercio Puglia e della commissione nazionale Mezzogiorno di Confcommercio, eldquo;il Meridione non deve rappresentare un problema ma unersquo;opportuniteagrave;erdquo;, ha spiegato Papalia e ha concluso, eldquo;siamo convinti che possa dare risposte forti alla crisi se viene messo nelle condizioni di farlo, dotandolo di infrastrutture, dando la possibiliteagrave; alle attiviteagrave; commerciali di avere ammortizzatori sociali e un accesso al credito pieugrave; agevoleerdquo;. Le pmi rappresentano il 95% sistema produttivo italiano, il 70% del Pil e lersquo;80% dellersquo;occupazione , eldquo;queste risorseerdquo;, ha concluso Sangalli, eldquo;devono essere coltivate per uscire il pieugrave; rapidamente possibile da questa situazione di crisierdquo;. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;enbsp;&lt;/p&gt;</description>          <link>http://www.euroreporter.eu/index.asp?IDPAG=19</link>          <category>Speciale PMI</category>          <pubDate>20/04/2009</pubDate>          <source url="http://www.euroreporter.eu">Euroreporter Feed Rss 2.0</source>          <author>info@euroreporter.eu</author>       </item>       <item>          <title>Bruxelles contro i ritardi nei pagamenti della Pa, ma per Pmi &quot;la proposta va migliorata&quot;</title>          <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Linea dura da Bruxelles contro i ritardi di pagamento: la Commissione europea ha proposto una nuova direttiva per portare a 30 giorni il limite massimo per effettuare i pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche alle imprese private e propone di multare le amministrazioni che non rispettino i limiti imposti. Un passo in avanti importante per la rappresentanza europea delle unioni camerali, pieugrave; preoccupate le Pmi europee: equot;la proposta va migliorataequot;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;enbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;Il testo legislativo presentato della Commissione europea modifica lersquo;attuale sistema in vigore per i ritardi nei pagamenti da parte delle amministtrazioni pubbliche fissando un termine ultimo di 30 giorni per il saldo del dovuto allersquo;impresa dal momento della presentazione della fattura. Scaduti i termini gli enti pubblici saranno tenuti a pagare gli interessi, una compensazione per i costi di recupero e un indennizzo forfettario pari al 5% dell'importo dovuto a decorrere dal primo giorno di ritardo del pagamento. Bruxelles intende aumentare lersquo;afflusso di liquidi a disposizione delle imprese europee, un fattore fondamentale in un periodo di flessione dell'economia. eldquo;I ritardi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche non dovrebbero essere pieugrave; tolleratierdquo; ha riferito Geuuml;nter Verheugen, Vicepresidente dellersquo;esecutivo Ue e responsabile per Imprese e industria spiegando come eldquo;la proposta odierna deagrave; un forte impulso per il superamento della crisi economica contribuendo ad evitare ulteriori bancarotte e promuovendo il flusso di capitale delle imprese per rafforzare la competitiviteagrave; delle imprese europee nel lungo periodoerdquo;. Nellersquo;Ue i pagamenti in ritardi ammontano a circa 1,9 miliardi di euro all'anno e, ha riferito Berlaymont per bocca del Vicepresidente dellersquo;esecutivo Ue e responsabile per Imprese e industria, Geuuml;nter Verheugen, eldquo;solamente il 5% delle grandi societeagrave; in Europa e lersquo;1,3 per cento delle piccole e medie imprese afferma di non essere colpito dal problemaerdquo;. Una spada di Damocle che pende sui destini delle piccole e medie imprese e che mette a dura prova le attiviteagrave; industriali tallonate dalla crisi economica. eldquo;Un fenomeno cheerdquo;, secondo Bruxelles, eldquo;oltre ad ostacolare lo sviluppo delle aziende eeg