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Speciale Impresa & Green - Dossier

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11/07/2011

Giappone: test sulle centrali atomiche all’europea. Cosi’ Tokyo e Bruxelles rafforzano la cooperazione sulla sicureza nucleare post-Fukushima.

 

Il Giappone eseguira’ degli Stress test su tutte le centrali nucleari del Paese secondo i metodi sviluppati dall’UE. Lo scopo e’ quello di garantire la loro sicurezza a seguito degli eventi che hanno avuto luogo a Fukushima. ‘L’Unione Europea accoglie positivamente questa decisione del governo nipponico’, ha annunciato Marlene Holzner, portavoce del Commissario Europeo per l’Energia. ‘I criteri degli Stress test giapponesi sono stati modellati proprio sull’esempio di quelli europei’, ha aggiunto. Si tratta, infatti, di una tipologia di controllo dei sistemi di sicurezza delle centrali nucleari che, introdotti in seguito al disastro di Fukushima, sono una vera e propria innovazione sia in Europa che in Giappone.

La decisione del Governo di Tokyo di avviare una serie di controlli di sicurezza degli impianti nucleari seguendo l’esempio delle autorita’ europee, sottolinea il forte rapporto di collaborazione e stima reciproca esistente tra Unione Europea e Giappone. Una relazione solida e duratura che e’ stata rafforzata ulteriormente in occasione dell’ultimo Summit tra i vertici europei e giapponesi, tenutosi a Bruxelles lo scorso 28 Maggio. In questa occasione i leader delle due nazioni hanno riaffermato la reciproca intenzione di intensificare le relazioni politiche ed economiche tra le due potenze e, soprattutto, di migliorare la loro cooperazione nel campo della sicurezza nucleare. Riguardo a quest’ultimo obiettivo, in particolare, le due parti hanno concordato al rafforzamento della collaborazione mirata alla ricerca e allo sviluppo nucleare e alla promozione di standard di sicurezza internazionali e di efficaci misure di emergenza.

In forza di quanto concordato durante il Summit, nelle scorse settimane e’ giunta a Bruxelles una delegazione di Esperti di Sicurezza Nucleare giapponese. L’obiettivo della visita e’ stato quello di approfondire la conoscenza, da parte del Governo nipponico, dei criteri, metodi e procedure secondo i quali sono stati avviati gli Stress test sulle centrali nucleari in Europa. Stando a quanto emerso fino ad ora l’Unione Europea e’ attualmente l’unica area nel mondo che, in seguito al disastro di Fukushima, ha sviluppato una propria metodologia di Stress test. E per questo, in favore di una collaborazione su scala internazionale, l’Unione resta a disposizione non solo del Giappone ma anche di tutti gli altri Paesi, siano questi Stati confinanti o Partner internazionali, per fornire ulteriori chiarimenti e spiegazioni sulle proprie modalita’ di valutazione dell’affidabilita’ dei sistemi di sicurezza degli impianti nucleari in caso di terremoti, inondazioni o incidenti causati per mano dell’uomo.

L’impatto che il disastro di Fukushima ha avuto a livello internazionale e’ stato fortissimo e in Europa, in particolare, ha spinto le autorita’ a mettere in moto immediatamente una serie di misure ed accorgimenti atti a prevenire episodi analoghi. ‘Un simile disastro non era assolutamente prevedibile. Ma proprio per questo l’Unione Europea deve tenere in considerazione quanto e’ accaduto’, ha dichiarato il portavoce del Commissario Europeo per l’Energia, Marlene Holzner. Per questo gli Stress test europei, che tuttavia non sono obbligatori, hanno avuto inizio lo scorso primo Giugno, appena pochi mesi dopo quell’evento catastrofico che ancora oggi non smette di destare terrore e preoccupazione, non solo in Giappone ma anche in tutto il resto del mondo. Il nucleare rappresenta una delle risorse energetiche del futuro. Pertanto garantire l’affidabilita’ degli impianti in funzione e’ essenziale. ‘Sono solo gli Stati Membri che possono decidere di chiudere o meno un impianto nucleare. L’Unione Europea non puo’ che essere neutrale in merito. Ma, senza dubbio, per garantire la sicurezza e il rispetto di tutti i suoi cittadini e’ suo compito assicurarsi che le centrali attualmente in funzione siano sicure’, ha affermato il portavoce M. Holzner.

Ed e’ proprio questo l’obiettivo degli Stress test avviati in Europa. Si tratta un programma di controllo delle misure di sicurezza degli impianti nucleari che, diversamente da quelli giapponesi, si sviluppera’ in tre fasi successive di valutazione. La prima fase preliminare, che durera’ fino a meta’ Agosto, prevede che una squadra di esperti appartenente alle centrali sotto esame fornisca una documentazione dettagliata riguardo le caratteristiche dell’impianto. La seconda fase, che si concludera’ a meta’ Settembre, prevede un successivo esame da parte delle autorita’ nazionali, a cui poi seguira’ un controllo finale dai rapporti da parte di gruppi multinazionali di esperti in materia di sicurezza ed energia nucleare. A queste tre fasi, la cui conclusione ultima e’ prevista per il 2012, seguira’ la pubblicazione dei risultati ottenuti in Internet, in modo tale che i cittadini possano essere correttamente informati sulle reali condizioni degli impianti in funzione. ‘I test verranno svolti in tempi piuttosto veloci e questo e’ sicuramente importante. Ma non sara’ semplice, perche’ altrettanto importante e’ riuscire a garantire che i risultati siano affidabili’, ha sottolineato il portavoce del Commissario per l’Energia.

Allo stesso risultato mirano anche gli stress test Giapponesi, che pero’ comprendono solo due fasi di valutazione delle misure di sicurezza delle centrali nucleari. Una prima fase mira all’identificazione di quei reattori per i quali sono gia’ stati portati a termine i controlli ordinari di resistenza in caso di terremoti ed altri eventi piu’ estremi rispetto a quelli per i quali i suddetti impianti sono stati progettati a resistere e sono, quindi, pronti ad essere messi nuovamente in funzione; la seconda fase di controllo, invece, ha l’obiettivo di definire una valutazione complessiva dei livelli di sicurezza di tutti i 54 reattori nucleari giapponesi. 

La catastrofe di Fukushima ha senza dubbio messo in evidenza l’importanza di una adeguata Politica di Sicurezza Nucleare a livello internazionale e ha contribuito al rafforzamento della collaborazione tra Unione Europea e Giappone in questa direzione. Entrambe le potenze sono determinate a sviluppare ed espandere le loro attivita’ di cooperazione in merito alla sicurezza nucleare, l’approvvigionamento di fonti energetiche sicure e sostenibili , un loro uso efficiente e alla prevenzioni di ulteriori disastri naturali.  L’Unione Europea e i suoi Stati membri continueranno, inoltre, a mettere a disposizione le proprie risorse a sostegno del Giappone affinche’ quest’ultimo possa affrontare nel modo migliore l’attuale situazione di emergenza energetica.

Per quanto riguarda nello specifico l’Unione Europea, questo catastrofico evento ha dimostrato ‘come l’attuale orientamento energetico sia il piu’ corretto e come le scelte attuate nel passato si siano rivelate essere le migliori. E’ importante continuare nella stessa direzione ed individuare una politica energetica che sia stabile, sicura per l’ambiente e i cittadini e disponibile ad un prezzo giusto. Un lavoro che continuera’ nella stessa direzione anche a livello internazionale’, ha concluso M.Holzner.