Un consorzio di ricercatori europei, sostenuti in parte dalla Commissione europea, ha lanciato il progetto Highway 2050, il cui obiettivo e' di sviluppare una metodologia di pianificazione a lungo termine per la necessaria espansione e conversione delle reti europee di trasmissione dell'energia elettrica. L'approccio proporra' un piano di sviluppo modulare per la rete di trasmissione pan-europea 2020-2050. Gli sviluppi di un mercato elettrico europeo integrato sottolineano l'importanza di accrescere le interconnessioni tra le reti di trasmissione esistenti e future.
L'UE ha adottato nuove regole volte ad accrescere la trasparenza dei pagamenti governativi del petrolio e del gas. L'accordo impone alle aziende europee di comunicare i pagamenti di oltre EUR 100.000 a beneficio dei governi nel Paese in cui operano, comprese imposte prelevate sul reddito, produzione o mancati profitti, royalties e diritti di licenza.
Dopo piu' di cinque anni di trattative, il Comitato di Regolamentazione della Direttiva sulla Progettazione Ecocompatibile della Commissione Europea (CE) ha votato e approvato un testo che definisce i requisiti minimi per caldaie e scaldacqua, imponendo ai produttori di classificare le suddette per il loro potenziale risparmio energetico.
Un nuovo studio americano annuncia: il rischio di insolvenza su un mutuo e' circa di un terzo piu' basso se si vive in una casa ad alta efficienza energetica. Lo studio, che ha preso in considerazione la correlazione tra efficienza energetica e insolvenza, e' frutto di una ricerca tra University of North Carolina e Washington based Institute for Market Transformation (IMT).
Il Parlamento Europeo (PE) ha adottato in sessione plenaria a Strasburgo due testi relativi all'energia nucleare: il primo, redatto da Amalia Sartori (Partito popolare europeo, Italia), e' una risoluzione sulle rivalutazioni di sicurezza nucleare ('stress test') e il secondo, di Niki Tzavela (Europa della Liberta' e risoluzione democrazia, Grecia) sulla tabella di marcia per il 2050 sull'energia.
Nove imprese Europee oggi sono state premiate dalla Commissione Europea (CE) con il 'GreenLight' per i loro sforzi di risparmio energetico, grazie all'installazione di tecnologie per migliorare l'efficienza energetica. Queste aziende hanno ottenuto un risparmio annuale di energia elettrica pari al consumo totale di circa 1200 famiglie. Tra i vincitori ci sono il produttore di birra belga AB Inbev, la catena francese di fast food Quick e la Brussels Airlines.
Durante il dibatto promosso dal Consiglio Europeo, la maggior parte dei ministri dell'Ambiente dell'Unione europea ha espresso preoccupazione per la proposta della Commissione europea riguardo il tetto di produzione del 5 percento sui cosiddetti biocarburanti di prima generazione. I biocarburanti di prima generazione possono avere infatti un impatto peggiore sulle emissioni di carbonio e portare ad un aumento dei prezzi agricoli.
Un nuovo report del Buildings Performance Institute Europe concernente la Direttiva EPBD (Energy Performance Building Directive) avverte: senza ulteriori indicazioni, i paesi dell'UE rischiano di amministrare male gli impegni di efficienza energetica e di mancare l'obiettivo per il 2021 per cui tutti gli edifici dovrebbero essere a zero emissioni ed energeticamente efficienti.
La Commissione ITRE (Industria, Ricerca ed Energia) del Parlamento europeo ha presentato alla Commissione il rapporto Reul che richiede alla stessa di stabilire un traguardo tassativo sull'energia rinnovabile entro il 2030, prolungando l'iniziale termine di dieci anni.
La Commissione Europea ha reso obbligatoria la registrazione delle importazioni di moduli in silicone e componenti per pannelli solari, prodotti o provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese.
L'ENTSO-E, la Rete Europea dei Gestori di rete dei sistemi di trasmissione di energia elettrica, ha finalmente concluso una serie di emendamenti sul codice di rete richiesto per i generatori (NC RfG) e li ha inviati all'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (ACER).
L'Azienda Motociclistica Europea accoglie il pacchetto 'Clean Power for Transport' approvato dalla Commissione europea il 24.01.13 che riconosce l'importanza del potenziamento delle due-ruote che utilizzano energia pulita come soluzione alle sfide di domani. ACEM si pronuncia per la cooperazione istituzionale europea per assicurare che le caratteristiche specifiche di motociclette, scooter e altri veicoli siano prese in considerazione nella direttiva del 'Clean Power for Transport' e nel regolamento sui veicoli di categoria L che entrera' in vigore del 2016.
La Commissione Europea, in seguito alle denunce del settore, ha aperto un'inchiesta antidumping contro i fabbricanti cinesi di pannelli solari che inonderebbero il mercato europeo vendendo i loro prodotti a prezzi bassissimi. Le inchieste antidumping della commissione hanno una durata di 15 mesi, tuttavia potrebbero essere approvate delle tariffe doganali provvisorie nel giro di nove mesi, in attesa dei provvedimenti del voto dei singoli stati per le tariffe definitive.
L'UE potrebbe risparmiare EUR200 miliardi entro il 2020, purche' tagli i consumi energetici del 20%. Lo studio promosso dall'Unione guarda anche al 2030 e ha calcolato che EUR250 miliardi potrebbero esser risparmiati per anno se l'UE riducesse i consumi di energia fino al 35% sotto i livelli attuali entro il 2030.
La Commissione Europea ha istituito un Osservatorio per l'economia post-petrolifera, per monitorare i progressi e valutare l'impatto dello sviluppo della bioeconomia dell'UE. La piattaforma sara' attiva a partire da marzo 2013 ed entra a far parte della strategia per indirizzare gli Stati UE verso un piu' ampio e sostenibile uso delle risorse rinnovabili.
Un nuovo studio dell'Alleanza per un'Energia Solare Accessibile (AFASE) afferma che le tariffe UE sui panelli solari provenienti dalla Cina potrebbero condurre a 242.000 perdite di lavoro In Europa per i prossimi 3 anni. L'AFASE ha presentato i suoi risultati alla Commissione europea come parte di un'inchiesta antidumping per vedere se la Cina sovvenziona ingiustamente l'industria di panelli solari per vendere prodotti in Europa a bassi costi.
Il WWF ha rilasciato un nuovo rapporto sull'energia rinnovabile, in cui mostra dove l'Europa dovrebbe essere nel 2030 al fine di raggiungere un sistema completo di energia rinnovabile entro il 2050. Il rapporto arriva in risposta alla decisione della Commissione europea di considerare i piani sul clima e l'energia per il periodo successivo al 2020.
Il principale partenariato che copre diversi settori sta pianificando di donare 1.4 miliardi di euro per le spese del settore privato della ricerca in materia di risorse ed efficienza energetica nelle industrie europee. Il partenariato SPIRE (Industrie di Processo Sostenibili attraverso Risorse ed Efficienza Energetica) agira' come un ombrello per otto settori: acciaio, industria chimica, minerali, acqua, metalli non ferrosi, ingegneria, cemento e ceramica. I suoi obiettivi principali sono: una riduzione del 30 per cento dei livelli attuali di quantita' di energia dei combustibili fossili e la riduzione di un quinto della quantita' di materie prime non rinnovabili.
I dipendenti delle agenzie europee dell'energia hanno denunciato le misure per il risparmio energetico che vengono sistematicamente tralasciate dagli operatori quando non sono tassative, ma semplicemente raccomandate dalle direttive UE. L'UE si e' infatti posta l'obiettivo di migliorare l'efficienza energetica all'interno dei suoi confini, ma non lo ha imposto, con il risultato che le agenzie nazionali semplicemente bypassano le procedure.
Secondo i dati pubblicati dall'Associazione europea dell'energia eolica (EWEA), la capacita' dei nuovi parchi eolici nel mar d'Europa e' quasi inferiore a 1000 MW rispetto agli obiettivi stabiliti. L'UE vuole produrre il 20 per cento del suo consumo energetico dalle fonti rinnovabili entro il 2020 al fine di ridurre le emissioni nocive all'ambiente. Gli Stati membri devono valutare degli obiettivi annuali per mostrare come potranno raggiungere l'obiettivo globale.
Secondo un recente studio di Trasporti e ambiente (TeE), gli Stati europei hanno intensificato l'utilizzo dei biocarburanti al fine di rispettare gli obblighi posti dagli obbiettivi dell'UE di decarbonizzare l'energia nel settore dei trasporti. Ma i target dei trasporti ambientali per il 2020 della direttiva sull'energia rinnovabile (RED) e la direttiva sulla qualita' del carbonio (FQD) sono serviti soltanto ad incentivare l'utilizzo di tecnologie dannose e, in particolare, lo sfruttamento insostenibile del suolo.
Un nuovo rapporto rilasciato durante il vertice sul futuro dell'energia mostra che anche se tutta l'energia venisse prodotta attraverso fonti di energia rinnovabile con fotovoltaici solari, essa prenderebbe solo porzioni insignificanti dell'area terrestre totale, contrariamente alle comuni previsioni. Il rapporto Solar PV Atlas mostra attraverso 7 casi, 6 paesi e una regione che meno dell' 1 per cento della massa totale terrestre e' richiesta per raggiungere il 100 per cento della domanda di elettricita' prevista fino al 2050.
Una recente nota della Commissione Europea, ha riproposto il problema della tassazione minima su combustibili e carburanti. In questo modo si vorrebbe incentivare la diminuzione di emissioni di anidride carbonica e allo stesso tempo colpire un prodotto che per molto tempo e' stato sotto-tassato, incentivando cosi' la creazione e commercializzazione di bio-carburanti e gas naturali.
La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare proposte nell'ambito del programma di lavoro annuale per la concessione di sovvenzioni nel campo delle reti trans-europee di energia (TEN-E). Il programma annuale 2013 - dotato di uno stanziamento complessivo di 22,2 milioni di euro - intende rafforzare le infrastrutture energetiche negli Stati membri, all'insegna di un modello di sviluppo basato sulla coesione socio-economica, affinche' anche le regioni europee piu' svantaggiate possano usufruire al meglio delle TEN-E.
Un nuovo rapporto della Corte dei Conti Europea dice che i progetti di efficienza energetica selezionati per il finanziamento dalle autorita' degli Stati membri non avevano obiettivi ragionevoli in termini di costi-efficacia, come ad esempio il costo per unita' di energia risparmiata. Ora, il periodo di rimborso previsto per gli investimenti e', in media, di 50 anni, e in alcuni casi arrivera' fino a 150 anni. Lo studio afferma che parte della colpa e' da attribuire anche alla Commissione europea che ha distribuito i fondi senza richiedere agli Stati membri di giustificare le loro misure di efficienza energetica.